Partecipazioni statali

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Si definisce sotto il nome di partecipazione statale qualsivoglia forma diretta di intervento dello stato italiano nell'attività economica caratterizzata dal possesso, da parte dell'ente pubblico, di partecipazioni azionarie in società private. Tale sistema di supporto all'attività industriale, circoscrivibile al solo contesto italiano, ebbe una sua prima manifestazione in occasione del salvataggio delle banche miste (Banca commerciale e Credito italiano) che trasferirono allo stato il possesso di propri pacchetti azionari, fortemente svalutati, a prezzi molto superiori a quelli di mercato. Interventi di statalizzazione si ebbero in misura massiccia durante il periodo fascista, quando lo stato divenne uno dei principali investitori e azionisti, svolgendo una funzione di committente di primo piano. Negli anni trenta trovarono specifica attuazione piani autarchici, miranti alla riconversione delle strutture industriali al fine di ridurre al minimo la dipendenza dell'Italia da prodotti d'importazione. Tali ambiziosi progetti, impraticabili nella loro forma estensiva, si lasciarono tuttavia alle spalle una serie di istituzioni ed enti attraverso i quali si esplicava l'azione dello stato imprenditore. Nel 1926 venne fondata l'Agip, il cui intento era assicurare una certa autonomia dell'Italia nel campo degli idrocarburi. Nel 1933 venne fondato l'Iri (Istituto per la ricostruzione industriale) che assicurò allo stato una parte cospicua dell'industria pesante italiana e del quale nel dopoguerra venne teorizzato l'uso come strumento di politica industriale per lo sviluppo dei settori strategici. Nel dopoguerra, sebbene le strutture create dal regime passato fossero malviste e prossime allo smantellamento, la situazione di difficoltà del Paese impose un mantenimento delle stesse, sia pure a fronte di una radicale riorganizzazione. La strutturazione dell'intervento pubblico nell'economia venne proseguita con la creazione della Cassa del Mezzogiorno (1950) e dell'Eni (1953). Nel 1947 nacque il Fondo industria meccanica, trasformato successivamente in Efim. Nel 1953 avvenne l'istituzione dell' Eni col compito di coordinare gli interventi dello stato in campo petrolifero. Nel 1956 infine fu istituito il ministero delle Partecipazioni statali al quale furono devoluti tutti i compiti e le attribuzioni prima spettanti in questo campo ad altri ministeri e organi governativi.

Le partecipazioni statali sono state un asse portante dell'economia italiana del dopoguerra ed ebbero perciò un ruolo molto importante in quello sviluppo che portò il nostro paese a collocarsi fra le grandi potenze mondiali del G7.

Le partecipazioni statali, accanto a risultati positivi (anche nella promozione dell'industria in aree svantaggiate dell'Italia meridionale), ebbero una responsabilità nel sostenere il sistema di finanziamento illecito della politica, a prevalente vantaggio dei partiti di governo. Questo aveva creato forte malcontento nell'opinione pubblica, e perciò il 15 aprile 1993, il referendum abrogativo del Ministero delle Partecipazioni Statali, ebbe un larghissimo consenso. I voti popolari per l'abolizione del sistema raggiunsero il 90,10 per cento.

Il Ministero delle Partecipazioni Statali venne di conseguenza soppresso e, in un paio d'anni, vennero privatizzati - offrendone sul mercato le azioni a prezzi spesso ben al di sotto del valore reale - le azioni di quelle aziende del sistema che producevano utili e avevano prospettive di sviluppo.

La maggior parte delle azioni controllate dalle holding del sistema - l'IRI e l'ENI, ma anche l'EFIM (che aveva dimensioni meno cospicue) - passarono rapidamente nelle mani di privati investitori, italiani e stranieri. Le stesse holding cessarono di essere enti dello stato italiano e vennero trasformate in società per azioni privatizzate.

Indice

[modifica] Cronologia delle partecipazioni statali in Italia

1914

  • dicembre: creazione del Csvi (Consorzio per sovvenzioni sui valori industriali) per sostenere l’imminente sforzo bellico.

1922

  • Comincia a operare la Sezione speciale autonoma del Csvi: per la prima volta un ente pubblico assume partecipazioni di controllo in imprese industriali.

1926

  • Creazione dell’Istituto di liquidazioni, con l’obiettivo della retrocessione delle partecipazioni industriali statali.

1930

  • Anche l’Italia risente degli effetti della crisi del ’29: calo della produzione industriale e nuova disoccupazione sono i primi segni delle difficoltà. Il governo fascista risponde con la riduzione dei salari nel tentativo di contenere i costi di produzione. Nel corso dell’anno il sostegno all’economia vedrà il varo di un programma di opere pubbliche e di investimenti statali in diversi settori.

1931

  • febbraio: Primo intervento statale a sostegno del Credito italiano, in situazione di forte esposizione nei confronti delle imprese industriali e impegno dell’istituto a trasferire alla Società finanziaria italiana (Sfi) le sue partecipazioni industriali, limitando la sua attività al credito ordinario.
  • 31 ottobre: primo intervento statale a sostegno della Banca commerciale italiana: convenzione di Roma fra istituto di credito, governo e Banca d’Italia. Alla Società finanziaria industriale italiana (Sofindit) sono trasferiti i pacchetti azionari e i crediti ora inesigibili alle industrie, mentre lo Stato garantisce la copertura finanziaria dell’operazione.
  • 3 dicembre: fondazione dell’Istituto mobiliare italiano (Imi) quale tentativo di riordino del sistema bancario italiano. Alla sottoscrizione del capitale dell’Imi partecipano la Cassa dei depositi e prestiti, la Cassa nazionale di assicurazioni sociali, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia, varie compagnie assicurative e Casse di risparmio.

1933

  • 23 gennaio: fondazione dell’Iri con due settori di intervento:la Sezione finanziamenti (che si affianca all’attività dell’Imi nel credito alle imprese) e la Sezione smobilizzi (che andrà via via acquistando le partecipazioni azionarie di industrie di diversi settori: telefonico, marittimo, edilizio, finanziario, siderurgico, meccanico). Presidente è Alberto Beneduce, direttore generale Donato Menichella.

Costituzione della Stet del gruppo Iri per il controllo di Stipel, Telve e Timo, già controllate dalla Sip.

1934

  • 12 marzo: l’Iri acquisisce il controllo dei tre maggiori istituti di credito – Banca commerciale italiana, Credito italiano e Banco di Roma- accollandosi l’onere del loro risanamento finanziario ed entrando in possesso dei pacchetti azionari delle industrie da questi detenuti.

1936

  • 12 marzo: Emanazione della legge per il riordino del sistema bancario che sanziona la fine della banca mista: gli istituti non possono più compiere operazioni di credito industriale a lungo termine. Comit, Credit e Bancroma sono dichiarati “banche di interesse nazionale”.

1937

  • 24 giugno: Trasformazione dell’Iri in ente permanente; costituzione della Finsider (che avrà il controllo delle società Terni, Ilva, Dal mine e Acciaierie di Cornigliano) e della Finmare (per il settore armatoriale).

1947

  • Istituzione del Fim (Fondo per la sovvenzione dell’industria meccanica), per compensare le restrizioni del credito bancario ordinario.

1948

  • febbraio: Nasce la Finmeccanica, nuova holding settoriale dell’Iri, che si va ad aggiungere a Finsider, Finmare e Stet.

1953

  • Fondazione dell’Eni (Ente nazionale idrocarburi): Enrico Mattei, delinea il progetto dell’indipendenza energetica del paese.

1954

  • 12 luglio: Il governo decide che i rappresentanti dell’Iri non siedano più negli organismi della Confindustria.

1956

  • 22 dicembre: nasce il Ministero delle Partecipazioni statali.

1957

  • 29 luglio: per legge vengono fissati gli incentivi industriali per il Sud – vi andranno il 40% degli investimenti totali dell’Iri e il 60% di quelli per nuovi impianti industriali-; si proroga l’intervento straordinario fino al 1969.

1958

  • Nasce l’Intersind, la confederazione sindacale delle imprese pubbliche.

1961

  • Viene fondata l’Italsider, società dell’Iri, che gestirà le acciaierie di Cordigliano, di Bagnoli e la nuova acciaieria di Taranto.

1962

  • Nazionalizzazione dell’industria elettrica.

1986

  • 6 novembre: L’Iri vende alla Fiat l’Alfa Romeo.

1993

  • 30 giugno: Il governo approva il decreto di privatizzazione per Enel, Agip, Stet, Credit, Comit, Ina.

1995

  • 1 luglio: Viene privatizzato l’Imi.

1995-2000

  • I governi di centrosinistra portano a compimento complesse operazioni di privatizzazione dell’industria pubblica con gli obiettivi del risanamento delle finanze pubbliche, della creazione di maggiore efficienza in alcuni settori industriali e di favorire lo sviluppo del mercato finanziario.


[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Riferimenti esterni

Strumenti personali