Credito Italiano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Credito Italiano (abbreviato Credit) è stata una delle prime e più importanti banche italiane; insieme a Banco di Roma e Banca Commerciale Italiana, era una delle tre Banche di Interesse Nazionale (BIN), controllate dall'IRI.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini nell'Ottocento[modifica | modifica sorgente]

Il 28 aprile 1870 viene fondata a Genova la Banca di Genova. Nel 1894, per risolvere la crisi bancaria degli istituti emissari italiani (culminata con lo Scandalo della Banca Romana), venne creata la Banca d'Italia, unica autorizzata a emettere la Lira Italiana: si sa infatti che all'indomani dell'Unità d'Italia si era creata la moneta unica in tutto il territorio nazionale, ma le banche che erano autorizzate a emetterla erano ben cinque (ed in seguito se ne aggiunse addirittura un'altra); sempre nello stesso anno la Banca di Genova acquisì la Banca Manzi di Roma e la Banca Vonwiller, la cui sede a Milano diventerà la filiale della banca in quella città: questa operazione porta l'istituto di credito a cambiar nome nel 1895 in Credito Italiano. Nel 1897 la banca ottiene una partecipazione del 30% nell'azienda elettrica Edison.

I primi decenni del Novecento[modifica | modifica sorgente]

Nel 1905 acquista invece la Banca Meuricoffre di Napoli e nel 1907 il Credito Italiano sposta la direzione generale da Genova, dove rimane la sede legale, a Milano, in Piazza Cordusio (dove per molti anni è rimasta, anche dopo la nascita di Unicredit). Sempre nel 1907, partecipa con la Banca d'Italia e la Banca Commerciale Italiana al salvataggio della Società Bancaria Italiana. In questo periodo vengono aperte le sedi di Londra (1911) e New York (1917). Sempre nel 1911 fonda con dei belgi, la Banca Italo-Belga in Sud America (Brasile, Argentina e Uruguay).

Il ventennio fascista e la Crisi del 1929[modifica | modifica sorgente]

Nel 1919 vengono acquistate le banche: Banca del Monferrato, Banca di Legnano, Credito Varesino e una forte partecipazione nella Banca Unione. Nel 1920 viene costituita la Compagnia Finanziaria Nazionale. Nel 1929 crolla la Borsa di Wall Street di New York, evento che si ripercuoterà in Piazza Affari nel 1932.

Nel 1930 il Credito Italiano (seconda banca italiana) acquista la Banca Nazionale di Credito (terza banca italiana). Nel 1933, l'Istituto per la Ricostruzione Industriale, una finanziaria pubblica col quale Benito Mussolini voleva salvare le industrie in crisi, acquista il Credito Italiano e le altre due banche miste: Banca Commerciale Italiana e Banco di Roma. Nel 1935 il titolo viene sospeso dalla borsa. La legge bancaria del 1936 limita l'attività delle banche al solo credito ordinario. Il Credito Italiano, come le altre ex banche miste, è dichiarato Istituto di Diritto Pubblico. Nel 1937 l'IRI muta la ragione sociale delle tre banche, da Istituti di Diritto pubblico a Banche di Interesse Nazionale, per mantenere la qualifica di banche nazionali.

Il Secondo Conflitto Mondiale e il dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Nel 1940 vengono chiuse le sedi di Londra e New York. Il 10 giugno dello stesso anno l'Italia fascista entra nella Seconda Guerra Mondiale. Nel luglio 1943 il fascismo e le sue istituzioni crollano subitaneamente e comincia, dopo l'Armistizio dell'8 settembre, la guerra civile italiana, che finirà il 2 maggio 1945. Nel 1946, subito dopo la fine della guerra, il Credito Italiano insieme alle altre due banche dell'IRI fonda Mediobanca.

Il boom economico e gli anni settanta e ottanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1970 riprende la quotazione del titolo in borsa. Vengono riaperte le filiali di Londra (1971) e New York (1973).

Nel 1986 vengono emesse le azioni di risparmio. Vengono aperte le filiali di Pechino (1987), Madrid (1988), e Hong Kong (1989).

la privatizzazione degli anni novanta, e la nascita di Unicredit[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991 viene acquistata la Banca Mediterranea di Credito. Nel 1993 viene fatta un'offerta pubblica di vendita con la quale si privatizza la banca, e si ha, dopo il blocco a seguito della crisi degli anni trenta, l'apertura degli sportelli bancari. Sempre nel 1993, viene aperta la filiale di Parigi. Nel 1995 il Credito Italiano acquista con l'aiuto di Carimonte Banca e RAS il Credito Romagnolo. Dalla successiva fusione tra il Rolo, Carimonte Banca e altri istituti minori della regione nasce Rolo Banca 1473; quest'ultima 2 anni dopo incorpora la Banca Popolare del Molise. Nel 1998, dalla fusione dei gruppi: Credito Italiano (formato da Credito Italiano, Rolo Banca 1473) e Unicredito (formato da Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona (Cariverona), Cassa di Risparmio di Torino, e Cassamarca) nasce Unicredito Italiano, in seguito rinominato nel 2008 Unicredit.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'Oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
«Per attività di mecenatismo culturale.»
— Roma, 28 novembre 1988.[1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte ISTITUTO CREDITO ITALIANO
Aziende Portale Aziende: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Aziende