Banca Italiana di Sconto

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Manifesto pubblicitario del 1917

La Banca Italiana di Sconto (BIS) fu un istituto di credito italiano attivo negli anni a cavallo della Prima guerra mondiale. Nacque infatti nel 1914, in parte grazie all’apporto di capitali francesi, in aperta opposizione a Banca Commerciale Italiana e Credito Italiano, le quali sembravano ai nazionalisti intrattenere troppi collegamenti internazionali, anche con banche tedesche e austriache, alla vigilia della guerra considerati inopportuni da chi patrocinava l'intervento a fianco della Francia. Primo presidente fu nominato Guglielmo Marconi; il consigliere delegato era Angelo Pogliani.

Negli anni della guerra la Banca Italiana di Sconto fu il principale finanziatore dell’Ansaldo, che aumentò di moltissimo la propria capacità produttiva ed il grado di integrazione verticale; questo finì per legare a doppio filo Ansaldo e BIS, che andò incontro ad una altrettanto rapida crescita (grazie all’assorbimento di varie banche minori) e ad un forte aumento di immobilizzazioni. L’Ansaldo finì per diventare il maggior azionista oltre che maggior debitore della banca, che a sua volta finanziò il tentativo dell’Ansaldo di scalare la Comit nel 1918. Dopo la guerra l’Ansaldo si ritrovò con un eccesso di capacità produttiva e la BIS fu gradualmente travolta dalla crisi finanziaria di quello che era di gran lunga il suo principale creditore. Nel 1921 la Banca Italiana di Sconto dichiarò fallimento e fu messa in liquidazione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. M. Falchero, La Banca Italiana di Sconto 1914-1921, Franco Angeli, Milano, 1990
  • V. Castronovo, L’industria italiana dall’Ottocento a oggi, Arnoldo Mondadori Editore, 2007
  • M. Attanasi, Italia in guerra - Economia e guerra - I pescecani, [1]

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