Legge Prodi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La legge 3 aprile 1979 n. 95, chiamata anche Legge Prodi, dal nome del suo promotore, come ministro dell'Industria, Romano Prodi, è una normativa per la regolamentazione della procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

La legge nacque in un periodo di difficoltà per molte aziende italiane, volta ad evitare una possibile catena di fallimenti che avrebbe condizionato l'economia del paese, prevedendo una nuova procedura in sostituzione di quella di fallimento, con quindi la possibilità di continuare l'esercizio dell'impresa.

I soggetti che rientravano nell'ambito della normativa sono state le imprese commerciali che abbiano avuto per almeno un anno un numero di dipendenti superiore a trecento (ai sensi del D.lgs.lgt. 9 novembre 1945, n. 788, e successive integrazioni e modificazioni), che si trovino in stato di insolvenza, con mancato pagamento di tre mensilità, con una determinata esposizione debitoria (v. D.M. 26 aprile 1983 e l'art. 4 della L. 19 dicembre 1983, n. 696).

Venne abrogata nel 1999, con l'intervento dello stesso Prodi (questa volta come presidente del Consiglio dei ministri), su sollecitazione europea per rispetto del principio concorrenziale di non assistenza statale alle imprese, con l'approvazione del D.lgs. n. 270/1999.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]