Rule of Rose

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Rule of Rose
RoR screenshot.png
Titolo originale ルールオブローズ
Sviluppo Punchline
Pubblicazione GiapponeSony Computer Entertainment
Stati Uniti
Europa505 GameStreet
Data di pubblicazione Giappone19 gennaio 2006
Stati Uniti12 settembre 2006
Europa3 novembre 2006
Genere Avventura dinamica
Tema Survival horror
Modalità di gioco Giocatore singolo
Piattaforma PlayStation 2
Distribuzione digitale Ingram Entertainment
Fascia di età PEGI: 16 +

Rule of Rose è un videogioco appartenente alla categoria survival horror uscito nel 2006 per PlayStation 2.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il gioco è un survival horror in terza persona, e le sue vicende ruotano attorno ad una ragazza, Jennifer, che viene fatta prigioniera da un gruppo di bambini sadici e crudeli che credono di far parte di un clan di soli bambini, conosciuta come la Nobiltà del Pastello Rosso. Sotto minaccia di morte, Jennifer è costretta a fare un'offerta richiesta dal leader del clan, la Principessa della Rosa Rossa, e sottostare alle loro regole.

Jennifer è inoltre anche talvolta perseguitata da delle creature ominidi, denominati Imps (dall'inglese, folletti) che appaiono dal nulla, e tra le sue armi a diposizione ci sono vari utensili domestici di diversa natura, e in rari casi, anche armi vere e proprie.

Come nel caso di Haunting Ground, la protagonista è affiancata da un cane che svolge per lei diverse funzioni, come la ricerca di oggetti, la difesa o mosse diversive, per aiutare Jennifer quando ella è in difficoltà con gli ominidi.

Critiche e controversie[modifica | modifica sorgente]

Molti contenuti del gioco, a tratti crudi e brutali per un gioco in cui sono presenti bambini fu un evento alquanto insolito per un videogioco, e fece scalpore in molti paesi. Nel novembre 2006 il gioco è stato criticato da alcune testate nazionali italiane (tra le quali Panorama e il Quotidiano Nazionale[1]), sostenendo la presenza (rivelatasi infondata) di scene di sadismo, violenza sessuale e pedofilia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La trama narrata dal gioco è una probabile proiezione del subconscio della protagonista, che mescola elementi onirici ai suoi ricordi del passato, e alle sensazioni da lei percepite nel corso della sua vita. L'introduzione del gioco mostra Jennifer, assopitasi sopra una panchina in un parco accanto al suo cane, che viene svegliata dal arrivo imminente di una pioggia, e piangendo sommessamente, abbraccia il cane. Tale filmato lascia intendere che Jennifer abbia solo sognato quando accade durante il gioco, tuttavia, questo punto non viene chiarito del tutto, lasciando il giocatore nell'ombra del dubbio.

Capitolo primo: La piccola principessa[modifica | modifica sorgente]

Inghilterra. È una sera del 30 marzo 1930. Jennifer dorme sul sedile di un autobus in attesa di arrivare a una meta non dichiarata, mentre un bambino legge un quadernetto logoro nel quale è scritta una sorta di fiaba, che recita:

C'era una volta, una bambina preziosa. La sua amica, la Principessa della Rosa Rossa, era sempre dalla sua parte. Un giorno però, la sua mamma ed il suo papà morirono improvvisamente. Anche la principessa scomparì, lasciando la bambina completamente sola, e la povera bambina fu mandata in una strana casa.

A quel punto, il bambino le si avvicina offrendole il libro, e le chiede di finire di leggere la storia. La ragazza prende il quadernetto e inizia a leggerglielo, ma in quel momento il bambino sgattaiola fuori dal autobus, e Jennifer si precipita sulle sue tracce, lungo una collina buia, fino ad arrivare presso una villa, un orfanotrofio chiamato Il Giardino delle Rose (Rose Garden Orphanage), dove si addentra.

Superato il cortile, dove due bambine incappucciate bastonano a morte un animale non specificato intrappolato in un sacco, Jennifer entra nel edificio, apparentemente disabitato, e scorge nuovamente il bambino, che si reca sulla soffitta. Quando Jennifer lo raggiunge, lui, ridendo sarcasticamente, le chiede di finire di leggere la storia, e lei, riluttante finisce il racconto iniziato dal bambino:

E la povera bambina fu mandata in una strana casa. Nella sua nuova casa, il Club degli Aristocratici viveva secondo le "Regole della Rosa", ma la bambina si ritrovò molto sola...

A quel punto, il bambino dice che è l'ora del funerale, specificando che si tratta di un suo caro amico e la esorta a raggiungerlo, poi scappa ancora. Jennifer giunge in un cortile, dove in precedenza alcuni bambini stavano celebrando una sorta di funzione funebre a qualcosa. Quando i bambini si dileguano, Jennifer si precipita immediatamente a scavare, fino a trovare una cassa lunga quanto una bara, vuota. A quel punto si avvicinano tre bambine, Diana, Eleaor e Meg, che aiutate degli altri bambini rinchiudono Jennifer nella cassa.

Capitolo secondo: Lo sfortunato campo di trifogli[modifica | modifica sorgente]

È il primo giorno di aprile. Jennifer riprende i sensi, e si accorge di essere legata ad un palo in un ripostiglio. In quell'istante, si accende un altoparlante, dal quale proviene la voce del bambino incontrato prima che le spiega la sua nuova situazione: essendo ora sotto la Regola della Rosa, lei è incaricata di trovare il dono richiesto mensilmente dalla Principessa della Rosa Rossa, e sottostare agli ordini dei relativi membri e non trasgredire o mancare ai suoi doveri, pena la sua morte. Non potendo fare altro, la ragazza decide di assecondare la voce, e questa la libera tramite un meccanismo.

Libera, Jennifer viene avvicinata dal Cavaliere Secchio, un pupazzo fatto di manici di scopa e stracci, che la supplica di ritrovare la sua "testa", ovvero un secchio. Jennifer ritrova il secchio e glielo restituisce, e grato, il Cavaliere si offre di aiutarla, spiegandole che qualora lei non sappia cosa fare, lui glielo rammenterà ogni volta. Quindi Jennifer prosegue oltre, e si rende conto di trovarsi a bordo di un dirigibile. Ispezionando l'area circostante, giunge presso l'area riservata agli "aristocratici", nella quale si trova una porta particolare, con una sorta di contenitore offertorio attaccato ad essa. Sopra questo contenitore, è affisso un manifesto recante l'offerta richiesta del mese: Una bellissima farfalla.

Camminando tra i vari macchinari dell'impianto, Jennifer scorge un cane legato e sospeso ad una corda. Non potendo fare momentaneamente nulla per liberarlo, Jennifer cerca qualcosa con cui aiutarlo e allora continua la sua ricerca. S'imbatte nella piccola Olivia, che subito si ritrae alla sua presenza, lasciando alle sue spalle una farfalla morta, e Jennifer coglie l'occasione per prenderla e portarla all'offertorio. La sua offerta, però, viene prontamente rifiutata per il pessimo aspetto. Jennifer ricomincia quindi a cercare l'offerta, quando improvvisamente incrocia un uomo, il tuttofare Gregory, che gli porge un quadernetto nel quale è scritto un altro racconto, Lo sfortunato campo di quadrifogli, e Jennifer inizia a leggerlo:

C'era una volta, una ragazza sfortunata. Tutto quello che voleva era essere felice, quindi andò in un campo di trifogli. Trovò un trifoglio con una sola foglia, ma lo gettò via per la strada. Trovò un trifoglio a due foglie, ma esso scivolò nell'ombra. Trovò un trifoglio a tre foglie, ma una strega lo nascose. Lei voleva trovare un quadrifoglio, ma era troppo sfortunata.

Finito di leggere la storia, l'uomo scompare, e la ragazza, lungo il cammino, incontra nuovamente il bambino dell'autobus, mentre fugge da un ripostiglio. All'interno di esso, Jennifer scorge un bottone che attivava il meccanismo che l'aveva liberata, al quale erano attaccate delle forbici, e una volta recuperate, torna dal cane e lo libera. Osservando il collare recuperato in precedenza, Jennifer nota il nome Brown inciso sopra, e quando prova a chiamarlo, Brown risponde di rimando, e la segue. Con Brown al suo fianco, adesso la ragazza può finalmente individuare ciò che le serve con il suo olfatto, e s'incamminano sulle tracce dell'offerta.

Lungo la strada Martha, la vecchia domestica dell'orfanotrofio viene percossa e trascinata via da delle creature chiamate Imps, che la chiudono in una stanza. Jennifer perquisisce l'area passeggeri, rovistando di stanza in stanza, finché non s'imbatte in Amanda, che in possesso una farfalla, la nasconde subito come Jennifer si avvicina, per poi scappare via. Jennifer riesce a trovarne un'altra, e fa per recarsi all'offertorio, ma degli Imps fanno irruzione, e l'attaccano. Raggiunto l'offertorio, il suo dono viene accettato e ammettono la sua presenza oltre la porta. Ad attenderla ci sono le tre "aristocratiche" Diana, Eleanor e Meg. Diana non perde l'occasione per strapazzare la nuova arrivata, e chiede ad Amanda di infliggerle l'umiliazione che spetta alla persona più in basso nella scala sociale, e mette sul viso di Jennifer un topo vivo.

Al suo risveglio, il bambino dell'autobus le dice di rammentare quanto lei fosse stata cattiva in passato, e le raccomanda di ricordarsene al più presto.

Capitolo terzo: Sir Peter[modifica | modifica sorgente]

È il mese di maggio. Jennifer e Brown si risvegliano, e accanto a loro c'è una lettera di scuse da parte di Amanda, che invita Jennifer a raggiungerla sulla cima del dirigibile. Jennifer si reca sul luogo prestabilito dove incontra Amanda, che in lacrime la supplica di perdonarla in quanto era costretta. Jennifer, fa un muto cenno di assenso, e la bambina, sollevata, corre via felice, aggiungendo in un secondo momento, che ha un dono per lei. Successivamente, viene affidato a Jennifer e Amanda il compito di trovare Sir Peter, un coniglio scappato dal area di stoccaggio degli animali.

La ragazza inizia le sue ricerche, e s'imbatte nuovamente in Gregory, che le dice di aver scritto una nuova storia per lei, ma questa volta, Gregory si rivolge a Jennifer chiamandola Joshua, e se ne va. Jennifer prende il nuovo racconto e lo legge:

Sir Peter, Sir Peter, uscì per una passeggiata. Sir Peter, Sir Peter, messo in gabbia, deve trattenersi. Sir Peter, Sir Peter, ha bisogno di andarsene subito, non vuole peccare. Sir Peter, Sir Peter, infagottato e portato via, prima che trovasse un bagno. Addio, Peter, Addio.

Poco dopo, Jennifer intravede il coniglio, e lo insegue. Quando è vicina a catturarlo però, viene preceduta dagli ominidi, che colpiscono ripetutamente un sacco dal quale scorre sangue. Dopo che gli ominidi si sono dileguati Jennifer, inorridita, si avvicina al sacco, ma in quell'istante fa irruzione il signor Hoffman, il direttore dell'orfanotrofio, parzialmente legato e armato di una riga, che contrariato per un motivo impreciso nei confronti di Jennifer, l'attacca. Jennifer sconfigge il vecchio e prende sacco, che lo porta all'offertorio. Amanda, melliflua, chiede a Jennifer di dargli il sacco, per portarlo personalmente alle aristocratiche, ma quando lo apre per prenderne il contenuto, il coniglio fa un balzo fuori, perfettamente illeso, e scappa via, nella stanza oltre l'offertorio.

Lo scenario si sposta in una foresta, dove le aristocratiche stanno compiendo una sorta di rituale sacrificale. Jennifer assiste nascosta tra le fronde, e viene raggiunta da Amanda, che le suggerisce di non avvicinarsi troppo. Successivamente, Meg accoglie le due "reiette", comunicando da parte della Principessa della Rosa Rossa, che Jennifer si è distinta nel suo compito, e pertanto, surclassa Amanda, che diventa nuovamente la persona più basso nella scala sociale, e che pertanto dev'essere sottoposta all'umiliazione, quindi Diana ordina a Jennifer di mettere il topo (ormai in via di decomposizione) sul viso Amanda, che sviene per la paura, seguita poco dopo da Jennifer.

Jennifer si sveglia nuovamente nella soffitta dove ad attenderla c'è sempre il bambino, che le chiede nuovamente se riesce a ricordare di quanto fosse stata cattiva in passato, ma osservando che ragazza sembra confusa e ignara dei fatti che lui sostiene di conoscere, le lascia tre quadernetti, narranti ognuno una storia, in modo che lei possa rammentare il suo passato.

Capitolo quarto: L'uccello della felicità[modifica | modifica sorgente]

Jennifer inizia da un quadernetto apparentemente intriso di sangue, intitolato L'Uccello della Felicità, e lo legge:

Una volta, una ragazza trovò una grande scatola. Dentro c'era l'"Uccello della Felicità". L'uccellino l'avrebbe portata nella "Terra Eterna", o almeno così sperava. Ogni scatola era più piccola della precedente. In un angusto, spazio buio, trovò finalmente il suo uccello. Ma era troppo piccolo, ed era troppo tardi. L'uccellino era morto da molto. Aveva incontrato il suo destino sanguinoso. Fine.

Sulla penultima pagina del quadernetto è scritto qualcosa, ma gran parte di essa era stata strappata, quindi era illeggibile.

È il mese di luglio. Finito il racconto, Jennifer si rende conto che nelle sue vicinanze c'è Eleanor, insieme alla sua gabbia vuota, che seppure impassibile come sempre, mostra un evidente stato di inquietudine. La bambina esprime formalmente le sue perplessità riguardo allo smarrimento del suo canarino rosso, poi, così com'era apparsa, lascia la stanza. Esce anche Jennifer, che sente le voci di Diana e Meg, impegnate in una discussione, e le ascolta di nascosto. Le due bambine, chiaramente agitate, decidono di darsi appuntamento nel loro posto segreto e corrono via, lasciando cadere ai loro piedi una piuma rossa. Jennifer la raccoglie, e chiede a Brown di fiutarne le tracce, che subito corre verso una direzione.

Jennifer giunge nell'area passeggeri, tutta ricoperta di piume rosse al suolo, che proseguivano verso una meta precisa. La scia di piume la conduce verso un bagno. Prima che Jennifer esamini meglio il luogo però, sente dei passi avvicinarsi nella sua direzione, e rapidamente, si nasconde insieme a Brown in una cabina wc. Entrano nel bagno Diana e Meg, che divertite, prendono a sparlare probabilmente di Eleanor. Il discorso lascia intendere che sono state Diana e Meg a prendere il canarino di Eleanor, poi si dileguano. Jennifer esce a sua volta, ma incrocia proprio Diana e Meg, probabilmente accortesi di essere stare spiate, e danno a Jennifer l'ordine di trovare l'uccellino "smarrito" di Eleanor. Jennifer esamina le varie stanze del settore, e in una di esse trova una grossa scatola, con una serratura a combinazione. Jennifer inserisce il codice trovato su di un foglio accanto ad esso, e la apre, ma dentro trova una scatola più piccola, con un'altra combinazione.

Poco a poco, Jennifer cerca gli altri indizi e decodifica gli enigmi su di essi, la cui soluzione corrisponde al codice numerico delle scatole, tutte una più piccola dell'altra, fino quando non trova l'uccellino in questione, avvolto negli indumenti di Eleanor, che come preannunciato dal tragico epilogo della favola letta in precedenza, è ormai morto. In quell'istante fa irruzione Eleanor, e Jennifer, prontamente, assicura Eleanor che lei non ha fatto nulla. Spiata da Diana e Meg, nascoste dietro la soglia, Eleanor si limita a prendere la carcassa dell'uccellino e scaraventarlo in gabbia, poi si reca all'offertorio, dove su di esso è affisso un manifesto in cui l'offerta del mese era un uccellino rosso, e senza tanti complimenti, getta l'uccellino all'interno di esso, poi si ritira insieme a Diana e Meg nell'area riservata agli aristocratici.

Jennifer e Brown si risvegliano nella stanza dove avevano incontrato Eleanor all'inizio, e sopra un divano, accanto ai vestiti della bambina, trovano il pezzo mancante del quadernetto nel quale era scritta la favola sul quale è scritto Morale: La felicità eterna. Ricongiunge il pezzo al resto del racconto e lo rilegge fino ad arrivare al finale, dove l'ultimo foglio recita:

Morale: La felicità eterna è una beffa.

Mossa da qualcosa, Jennifer scrive su di una lavagna ai piedi del Cavaliere Secchio la frase eterno, in modo da potersene ricordare.

Capitolo quinto: La principessa sirena[modifica | modifica sorgente]

È il mese di agosto. Jennifer si ritrova nuovamente nella stanza buia dove si trovava il bambino, prende il terzo ed ultimo quadernetto, intitolato La principessa sirena, e lo legge:

Molto, molto tempo fa, la principessa sirena s'innamorò di un principe umano. Ma per anni, il suo amore non fu corrisposto. Presto, lei divenne vecchia e decrepita, tutta sola persino nel giorno della sua morte. La povera, povera principessa del Regno del Mare. Chi avrebbe mai voluto diventare una donna così brutta come lei?

E anche in questo caso, l'ultima pagina è strappata. Quando Jennifer finisce di leggere la favola, si accorge di essere in una delle stanze riservate agli ospiti, e nelle vicinanze si trova Diana, che in stato di evidente nervosismo colpisce ripetutamente una parete con un manico di scopa. A turbare la ragazzina è la scomparsa della carpa koi del signor Hoffman, che avrebbe suscitato l'ira dell'uomo. Come sempre, Diana si rivolge aspramente nei confronti di Jennifer, dicendole che dovrebbe mettersi a cercare la sua cosa preziosa, poi se ne va. Jennifer esce dalla stanza e si reca all'offertorio, dove di fronte ad esso c'è Oliva in lacrime, perché non sa come procurarsi una sirena nubile, che è l'offerta richiesta del mese.

Jennifer si reca al piano inferiore, dove scorge Eleanor e Meg, mentre discutono in disparte. Meg osserva che Diana sembrava molto più turbata del dovuto per la scomparsa del pesce. Eleanor dal suo canto, dice che purtroppo dovevano farlo, visto che non esisteva nulla di più simile ad una sirena, quindi Meg concorda con Eleanor, che quando Jennifer si avvicina, le suggerisce di mettersi al più presto sulle ricerche della sirena, prima che la trovi Diana, e lascia l'area insieme a Meg. Jennifer recupera una scaglia di pesce dal pavimento in cui sostavano le bambine, e la fa annusare a Brown, che ne fiuta le tracce. Seguendo la pista, Jennifer scorge Clara, l'addetta infermiera dell'orfanotrofio, che evidentemente turbata segue il signor Hoffman. Jennifer scende nella parte più bassa del dirigibile e tra delle casse trova una mannaia e una testa di pesce, la carpa koi del signor Hoffman. Jennifer utilizza la testa del pesce come traccia per Brown, che conduce la ragazza oltre una sala macchine, nella quale trova la parte inferiore di una bambola di pezza.

Le tracce della bambola conducono in una stanza appartata, denominata la Stanza della Sirena dove Hoffman sta facendo qualcosa d'imprecisato a Clara, che giace in un letto. Jennifer entra nella stanza e si avvicina al letto, mentre Brown inizia a ringhiare, e dalle lenzuola emerge Clara, con il corpo sfigurato e le gambe completamente avvolte in una corda che la tiene sospesa al soffitto, e attacca Jennifer. Neutralizzata la "sirena", questa lancia grida di dolore e precipita, e una bambola di pezza con una coda di pesce cade sul letto, e Jennifer la raccoglie. Intanto, il signor Hoffman si arrabbia con Diana, ritenendola responsabile della scomparsa della carpa, poi accarezzandola in modo ambiguo, cerca di farsi spiegare cosa è accaduto, ma Diana non parla, quindi il vecchio se ne va. La ragazzina si scrolla le spalle disgustata dal tocco di Hoffman, poi guarda furiosamente Jennifer, in possesso della bambola, e la crede responsabile per il suo immeritato rimprovero, quindi prende la bambola e la getta nel acquario della carpa, poi intinge uno strofinaccio e si precipita su Jennifer.

Jennifer si risveglia, e nella bambola dell'acquario trova il pezzo mancante della favola, lo ricongiunge al quadernetto e lo rilegge. L'ultima pagina reca una frase che recita:

Sono tua, anche nella morte.

Jennifer scrive la parola Sono tua sulla lavagnetta ai piedi del Cavaliere Secchio. Jennifer si risveglia nella stanza buia, ma a parte lei non c'è nessuno, quindi cerca di uscirne e apre la porta, ma quando si volta indietro, qualcuno alle sue spalle la afferra e la tira a sé.

Capitolo sesto: Le sorelle Capra[modifica | modifica sorgente]

È il mese di settembre. Jennifer prende un altro quadernetto dalla stanza dove la osserva il bambino, intitolato Le sorelle Capra e lo legge:

La sorellina scrisse una lettera, beeh, beeh. La sorella più grande la masticò, beeh, beeh. La sorellina studiò i suoi appunti, beeh, beeh. La sorella più grande li fece a brandelli, beeh, beeh. La sorellina voleva che la sorella più grande leggesse la lettere, quindi la prese dal suo stomaco. Ma la sorella più grande morì in una pozza di sangue ambrato, a chi poteva leggere la lettera? Beeh, beeh.

Ma l'ultima pagina risulta mancante. Appena Jennifer finisce di leggere la storia, nota che Meg è nello stesso luogo, seduta in un angolo con l'aria pensierosa, che cerca di ricordare dove abbia messo un oggetto per lei importante, e s'incammina nella sua ricerca. Sulla sedia dove prima era seduta Meg, Jennifer nota la sua matita e la raccoglie, poi, nota al fianco della sedia un grosso sacco sorretto da alcune funi, nel quale si sta divincolando qualcosa. Jennifer si mobilita per capire cosa accade quindi, fa fiutare la matita a Brown, che segue la traccia. Giunge in una stiva, dove Brown ad un certo punto perde la traccia, ma Jennifer trova per terra un foglio del quadernetto di Meg. Jennifer si avvale dunque di questo foglio, e mette Brown sulle tracce del nuovo odore.

Raggiungono un altro livello della stiva, dove Meg continua a cercare ciò che ha smarrito. Jennifer ripercorre il suo cammino, e sul pavimento trova un altro foglio del quadernetto di Meg. Le tracce di quest'altro foglio conducono fino ad una cella frigorifera nel quale Jennifer trova un pupazzo di neve, sotto il quale trova un pezzo di una lettera d'amore da parte di Meg nei confronti di Diana, che recita Oh, Diana, Diana, ti amo con tutto il mio cuore. - Meg Jennifer fa per andarsene, ma all'improvviso uno dei bambini la rinchiude nella cella, e da un canale di scolo esce un Imp con la testa a forma di capra, che attacca Jennifer. Sconfitta la creatura la porta si riapre, e Jennifer può proseguire oltre.

Raggiunge un altro deposito, dove Diana ed Eleanor parlano tra di loro, e Jennifer, nascosta, ascolta la loro conversazione. Diana spiega che non sopporta il modo in cui Meg la segua sempre dappertutto. Eleanor confida dal suo canto che sa che Meg le stava scrivendo una lettera d'amore, e Diana le spiega prontamente di avercela già, e di averla strappata a metà, cercando invano, di farla mangiare ad una capra, chiede ad Eleanor cosa fare con la metà che le è rimasta. A quel punto Jennifer si avvicina, e Diana le assegna un compito, raccomandandole proprio di trovare la parte mancante della lettera, e gli porge un pezzo in suo possesso.

Jennifer si mette alla ricerca di quest'altro pezzo, e giunge in un ripostiglio, dove però viene rinchiusa insieme ad altri due Imp con la testa a forma di capra, e li affronta. Sconfitte le due creature, Jennifer rivolge la sua attenzione verso un grosso orologio a pendolo, nel quale giace una capra morta, con il resto della lettera accanto alla sua carcassa. In quel momento fanno irruzione Diana ed Eleanor, che squadrano Jennifer malignamente, ed esortano Meg a raggiungerla, lasciandole intendere che la lettera sia stata rubata e distrutta da Jennifer. Naturalmente, Meg crede alle sue due amiche senza riserve e scoppia in lacrime, poi le tre perfide aristocratiche la puniscono ingiustamente, rinchiudendola in un sacco di cipolle a chiusura ermetica, dove a turno gli altri bambini gettano insetti e sudiciume vario.

Jennifer e Brown si risvegliano nella stiva dove si trovava il grosso sacco penzolante all'inizio. Vicino a lei trova un pupazzo logoro a forma di capra, ed un pezzo di carta sotto di essa, dove è scritta la parte mancante della favola, nel quale è scritto Persino il vero amore..., e lo ricongiunge al resto della favola. La pagina finale, ricostituita, reca la morale della favola:

Persino il "vero amore" viene rapidamente disintegrato dal conflitto.

Quindi Jennifer ha un nuovo sentore, ed annota la frase vero amore sulla lavagnetta ai piedi del Cavaliere Secchio.

Capitolo settimo: La casa di pan di zenzero[modifica | modifica sorgente]

È il mese di giugno, ma il seguente episodio riguarda un flashback. Jennifer viene portata via da Gregory, che la adagia in un giardino circondato di rose, situato nei pressi dell'orfanotrofio, per poi andarsene. Jennifer si rialza, e si accorge che Brown non è con lei, quindi inizia a cercarlo. Nota che Gregory si sta incamminando verso una direzione, quindi lo segue, fino a raggiungere l'abitazione di Gregory, la cosiddetta Casa di pan di zenzero.

Jennifer entra nella casa, dove attraverso uno spiraglio, scorge Gregory seduto con le mani tra i capelli, probabilmente ubriaco, quindi prosegue oltre senza farsi notare per il corridoio, dove la porta di una stanza è sbarrata da alcune assi di legno. Jennifer entra nella stanza accanto, scavalca la finestra e attraversa un ballatoio che reca un'altra finestra, attraverso la quale Jennifer giunge nella camera sbarrata dall'esterno. Tale camera, evidentemente chiusa da molto tempo, sembrava essere stata occupata da un bambino. Tra i giocattoli, Jennifer nota un articolo di giornale risalente al anno precedente, il 21 giugno del 1929, dove si parla della sparizione di diversi bambini avvenuta nei pressi di una provincia inglese.

Jennifer prosegue verso le altre stanze, e giunge in un seminterrato, in un ripostiglio allestito come una camera, dove ad attenderla c'è Gregory, che sempre riferendosi a lei con il nome Joshua, le dice di andare a dormire, ed esce, rinchiudendola nella stanza. Jennifer si guarda intorno, e accatastate tra la biancheria sporca nota una serie di lettere indirizzate a questo Joshua dalla bambina di nome Wendy, nelle quali spiega di amarlo e di essere disposta a fare tutto per lui, e che giura infine eterno, amore vero, sono tua. Jennifer continua a cercare nella stanza, e nel tentativo di aprire un armadio fa cadere a terra un orsacchiotto di pezza, in qualche modo familiare a lei.

In quell'istante, dal insula del seminterrato appare Wendy, intenta a liberarla, che le dice di aspettare un attimo. Jennifer fa per issarsi sul letto ma ad un certo punto, nota che sotto le lenzuola sono stati disposti gli indumenti di un bambino, probabilmente, il cosiddetto Joshua. Infine, Jennifer nota appeso al muro un vecchio articolo di giornale che parla dell'incidente di un dirigibile avvenuto il 23 giugno del 1929, in circostanze misteriose. Alla fine, Wendy riesce a sbloccare la porta e liberare Jennifer, ma prima di lasciare il luogo, esse devono prima prendere ciò che la bambina chiama la cosa pericolosa per tutelarsi, ed insieme scappano dalla casa. Giunte al roseto nella quale Jennifer si era svegliata poc'anzi, Wendy le chiede se le va di scambiare il suo orsetto con la sua spilla, e Jennifer accetta, poi Wendy le chiede di rinnovare il loro patto: ti giuro amore eterno, sarò sempre tua (everlasting true love, I'm yours nella versione in lingua originale).

Jennifer si sveglia nuovamente nella stanza strana del dirigibile, ed il bambino, Joshua, le suggerisce di andare da Amanda.

Capitolo ottavo: La principessa stracciona cuce[modifica | modifica sorgente]

È il mese di ottobre. Jennifer si ritrova fuori all'offertorio, e nota su di esso un manifesto che comunica la scomparsa di Joshua, un orsetto peluche, e che va ritrovato al più presto. Inoltre colui che ritroverà l'orsetto riceverà un pastello rosso, e sarà ammesso al club degli aristocratici. Poco dopo riappare Brown, che si ricongiunge affettuosamente a Jennifer, quindi i due si mettono alla ricerca del suddetto pupazzo. Lungo il cammino, incrociano Gregory, che lascia a Jennifer un'altra storia, intitolata La principessa stracciona, e la legge:

C'era una volta, una ragazza che cuciva stracci, giorno dopo giorno. Il fetore degli stracci penetrò nei suoi vestiti. Le sorellastre andarono al ballo. La ragazza restò a casa, e la sua gelosia suppurò. Un giorno, venne una fata madrina, lanciò un incantesimo sulla ragazza e disse "Cuciti un abito grigio cenere, allora potrai andare al ballo come le tue sorellastre!". La ragazza cucì insieme degli stracci fuligginosi, e fu così che divenne la "Principessa Stracciona", una principessa per l'appunto puzzolente, che appestò infatti l'intera città. Nessuna ragazza che puzzava sarebbe stata ammessa al ballo. "Le farò indossare quell'abito orrendo io stessa!" E così, la Principessa Stracciona e la ragazza vestita di stracci divennero compagne di giochi.

Jennifer chiude il quadernetto, e prosegue la sua ricerca. Nel suo cammino incrocia Amanda, che furente, sta lavorando alla macchina da cucire. Jennifer prova ad interagire con lei, ma la bambina si ritrae, e la respinge, quindi Jennifer se ne va, ma Amanda si avvicina prontamente a lei, chiedendole se per caso sospettasse che sia stata proprio lei a prendere l'orsetto, e addossa poi la colpa a Wendy, quindi ritorna vicino alla sua macchina. Jennifer si reca dunque in infermeria, dove trova Wendy accasciata al suolo. In lacrime, dice di essere stata accusata dal trio delle Aristocratiche di aver rubato l'orso, quindi Jennifer la raccoglie, e la risistema a letto, tra i pianti della bambina, in pena per aver perso un aggetto che avrebbe dovuto sorvegliare strettamente. Jennifer ritorna al deposito dove stava lavorando Amanda, e al suo posto trova Diana, che le suggerisce di trovare l'orsacchiotto al più presto. Intanto, Jennifer rovista tra gli attrezzi da cucito di Amanda, e dal astuccio che li raccoglie trova la coda dell'orsetto.

Jennifer fa fiutare l'oggetto a Brown, che fiuta una traccia che la conduce dietro i passi di Amanda, che trascina con sé quello che sembra il corpo di Jennifer. La ragazza giunge presso gli ascensori, ma in quel momento subentra un black out, e ciò le rende impossibile utilizzarli, quindi è costretta a scendere al lato della stiva, dove sono presenti i generatori con l'avvio manuale. Nel suo tragitto, Jennifer trova per terra una piccola chiave che serve ad aprire una piccola credenza deposito dove è solita intrattenersi Amanda. In questa credenza c'è il diario della bambina, nel quale legge che fin dal inizio di come Amanda abbia sempre cercato di mettere in difficoltà Jennifer in tutti i modi, in quanto ella rappresenta un ostacolo per diventare aristocratica.

Jennifer si reca nel settore dove si trova il generatore, ma in quell'istante appare un Imp con la testa a forma di maiale, e si ritrova a doverlo combattere. La ragazza raggiunge il primo generatore, ma Xavier, uno dei bambini, ruba la leva, e i due lo inseguono. Recuperata la manovella e riattivata la corrente, torna all'ascensore e Jennifer sale una scalinata ritrovando all'improvviso nel giardino adiacente all'orfanotrofio, e scorge Amanda vicino ad un grosso albero, intenta a colpire violentemente qualcosa. Accorta della presenza di Jennifer, Amanda fa una riverenza, poi, prende l'orsetto di peluche rassicurandole sarebbe ritornata ad essere "Miss Popolare", e riprende a bastonare qualcosa, che si rivela essere una grottesca bambola vagamente somigliante a Jennifer. Alla vista della bambola, la ragazza perde i sensi.

Poco tempo dopo, il bambino dell'autobus approfitta dell'occasione per prendere l'orsetto a Jennifer, e scappa via. Al suo risveglio la ragazza cerca di ritornare all'offertorio, ma più volte viene barricata e attaccata da un gruppo di Imps. Una volta arrivata all'offertorio, Jennifer trova l'orsetto per terra e si reca oltre la porta, verso la quale viene trascinata a forza. Le aristocratiche, insieme agli altri bambini la attendono al suo interno. Amanda sussurra a Diana che Jennifer è la responsabile del furto, quindi Meg pronuncia una sentenza, che riconosce Jennifer come nuova aristocratica, e nella stanza si leva un applauso, poi, i bambini corrono a nascondersi. Di lì a poco, un'orda di Imps emerge dagli angoli bui, e legano Jennifer.

Capitolo nono: Il funerale[modifica | modifica sorgente]

È un pomeriggio del mese di novembre. Nell' orfanotrofio il signor Hoffman annuncia dall' altoparlante che i bambini devono effettuare le pulizie generali. Intanto Jennifer si risveglia, scoprendosi legata ad un palo di legno in un ripostiglio, i vestiti imbrattati di rosso e una pila di matite infilate in bocca. La ragazza sputa la pila, e cerca di richiamare a se Brown, assopito in un angolo. Al suo risveglio il cane si avvicina e Jennifer e rosicchia la corda, liberandola, quindi escono e si guardano intorno. In ogni parte dell' istituto, i bambini stanno svolgendo le loro mansioni. Jennifer prova ad interagire con essi, ma ciascun bambino la ignora, o finge di essere occupato in altro. Di tanto in tanto, le vengono lanciate palline con sopra scritti insulti, o minacce, finché non ne riceve una che la esorta a recarsi nella sala principale dell' edificio.

Giunta sul luogo, Jennifer trova un'altra pallina di carta e intanto, dall' altoparlante il signor Hoffman avvisa gli altri bambini che è quasi l'ora di andare a dormire, e i bambini si dileguano. Il cielo rabbuia presto e Jennifer apre il foglietto appallottolato e trasale. Il dono mensile richiesto dalla Principessa della Rosa Rossa è la 'Lurida Jennifer. Ogni luogo dell'orfanotrofio è ricoperto dai manifesti dell'Aristocrazia, e da ogni angolo appaiono gli Imps.

Jennifer si reca nel corridoio che da verso il cortile interno, dal quale scorge Wendy che la attende, ma la porta è avvolta da corde, con sopra affissi tre fogli sui quali è scritto I topi stanno dalla tua parte, I maiali stanno dalla tua parte, Le capre stanno dalla tua parte. I fogli fungono da sigillo, che per essere sbloccati richiedono l'eliminazione degli animali in questione, quindi Jennifer cerca per la villa gli imps corrispondenti ad essi, e li elimina. Una volta liberato l'ingresso del cortile, Jennifer incontra Wendy, che la avvisa che ci sarà un incontro presso il club degli Aristocratici, poi Jennifer si reca vicino ad una cassa sul quale e appoggiato un quadernetto intitolato Il funerale e la ragazza lo legge:

Un giorno una ragazza trovò un buco in un'aia. Le Piccole Persone vennero fuori per darle delle notizie. << Oggi è il giorno del tuo funerale. se la cosa non ti aggrada, devi sacrificare il tuo migliore amico. >> Chi vorrebbe essere sepolto vivo? Quindi la ragazza fece quello che doveva, e seppellì il suo migliore amico. Dunque, non avrei voluto essere il tuo migliore amico!

Quando Jennifer finisce di leggere la storia sente dei forti latrati, e si accorge che Wendy e Brown non ci sono più. La ragazza prende a cercarli per la villa, e si reca sulla soffitta, presso il club degli Aristocratici. All'interno del club, Jennifer scorge degli imps che cercano di pulire qualcosa, e quando sporge la sua testa, si aggorge che sul suolo giace un pupazzo. Una risata riecheggia dal alto di una pila di casse, sulla quale è seduta la Principessa della Rosa Rossa, Wendy, che si avvicina alla ragazza. Si avvicina anche Amanda, dicendo a Jennifer sottovoce Il tuo amico è nel sacco. È troppo tardi adesso. Ella rivolge lo sguardo verso il sacco, e vi trova il cadavere di Brown. Jennifer scoppia in un pianto isterico, e poi si alza, ma nelle sembianze di se stessa da bambina.

La ragazza, ora bambina, si avvicina a Wendy e le chiede di ridarle il suo amico, poi, mossa da una furia a lungo repressa, Jennifer si avventa su Wendy e la picchia ripetutamente, dicendole che non la perdonerà mai. Poi si rialza e si rivolge al resto delle aristocratiche, rivelando loro tutto il disprezzo che prova nei loro confronti, nella loro falsità e ipocrisia, del loro assurdo "governo" fittizio, e infine, rimprovera se stessa per averle assecondate per tutto il tempo senza aver avuto mai la forza di affrontarle. Finito il discorso, Jennifer si toglie la spilla ricevuta in dono tempo addietro, scagliandola via con disgusto nella direzione di Wendy, che si rialza e scappa via, piangendo disperatamente.

Capitolo decimo: Il cane randagio e la principessa bugiarda[modifica | modifica sorgente]

È una sera piovosa del mese di dicembre. Nel orfanotrofio non è presente nessun adulto, e Gregory è in prossimità della tenuta. Jennifer si sveglia in una stanza, dove su di un letto giace un quadernetto, recante sopra la didascalia Il cane randagio e la principessa bugiarda, e lo legge:

C'era una volta una ragazza che diceva bugie. Adorava spaventare le altre ragazzine gridando << Arriva il cane randagio, arriva il cane randagio !!! >>. Ma presto, tutte smisero di aver paura. Odiarono il modo in cui lei mentiva. Un giorno, lei giunse gridando << Arriva il cane randagio, davvero !!! >>. Tutti pensarono che fosse un'altra bugia. Tranne questa volta, che invece non lo era, e finirono tutte divorate. Fine.

Jennifer esce dalla stanza e trova Susan, Amanda e Olivia insieme, che ridacchiano, e alla vista di Jennifer fanno un inchino di riverenza, per poi andarsene. La ragazza viene esortata a raggiungerle in classe, dove la attendono Diana, Eleanor e Meg, accogliendola anch'esse con una reverenza. Le ragazze chiedono perdono per il loro comportamento scorretto nei riguardi di Jennifer, e inaugurano un nuovo Club degli Aristocratici nel quale Jennifer viene riconosciuta come principessa e nuova leader di esso. Intanto Susan, affacciata alla finestra, scorge Wendy nel cortile, correre disperatamente verso la loro direzione, e avvisa le altre ragazzine del suo arrivo, che sarcasticamente divertite si precipitano da lei.

Jennifer rimane sola nella classe, e raggiunge le bambine, e quando si avvicina all'ingresso principale, sente le loro urla terrorizzate. Il portone principale si apre, e appaiono il bambino dell'autobus, il presunto Joshua, affiancato da Gregory, che ora ha assunto un atteggiamento più ferale (si muove a carponi, e ha lo stesso comportamento di un canide). Il bambino punta il suo dito su Jennifer, e Gregory si lancia al suo attacco. Jennifer cerca di tenerlo a distanza, quando improvvisamente spunta fuori Brown, che accorre in difesa della ragazza, e lo neutralizzano temporaneamente, quindi Jennifer esce dalla villa.

Nel cortile principale la ragazza trova gli indumenti delle ragazzine sparsi nell'area circostante, ma dei corpi nessuna traccia. Oltre la soglia del portone riappare Joshua, che in realtà è Wendy, che confessa la sua amarezza per non aver visto i propri sentimenti corrisposti, e avere per questo condotto il cane randagio li. Successivamente la bambina estrae una rivoltella (l'oggetto sottratto a Gregory alcuni mesi prima) e la consegna a Jennifer, supplicandola di fermarlo, e dopo queste sue ultime parole viene presa da Gregory, e portata via. A quel punto Gregory si precipita nuovamente su Jennifer. Lo scontro può avere due esiti differenti:

Nel caso la ragazza, in qualche modo vista dall'uomo come il suo defunto figlio Joshua, riesca a interagire con lui nel momento giusto, ella porge la rivoltella tra le mani di Gregory, che diventa in qualche modo cosciente delle sue azioni, e si spara alla testa.

Nel caso invece la ragazza dovesse sparare all'uomo, egli si accascia ferito a terra, ma le sorti dell'una e dell'altro restano incerte.

Capitolo undicesimo: C'era una volta...[modifica | modifica sorgente]

Il capitolo in questione è un flashback, ed è ambientato in un mattino di gennaio. Jennifer, nelle sue sembianze di bambina, si aggira per l'orfanotrofio, vuoto, e analizza elementi analoghi a ciascun orfano, esprimendo il suo parere personale su ognuno di essi. Fino a quando non raggiunge il cortile principale dell'orfanotrofio, dove Wendy gioca con il terriccio. Le due si scambiano effusioni, poi Jennifer supera il cancello, che si sbarra oltre il suo passaggio. Lungo la strada incontra Gregory, che la saluta e le spiega che sta scrivendo una nuova favola per il figlio Joshua, quindi Jennifer prosegue oltre, verso una stalla situata nei pressi dell'orfanotrofio. Dentro vi trova Brown, ancora un cucciolo, al quale mette il collare e gli promette di amarlo per sempre.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Jennifer

La protagonista del gioco. È un'orfana di circa diciannove anni, che finisce intrappolata dai bambini di un orfanotrofio. Sin dall'inizio viene presa di mira dagli Aristocratici della Matita Rossa e per sopravvivere dovrà obbedire alle loro ridicole regole. Scoprirà in seguito che per uscire da questo incubo dovrà ricordare il suo passato.

Brown

Un cane di razza labrador, sempre al fianco di Jennifer. Brown funge da guardia del corpo, e con il suo olfatto riesce a percepire tracce e obiettivi.

Joshua

Il misterioso bambino che esorta Jennifer a seguirlo fino all'orfanotrofio. Sembra essere a capo della Aristocrazia del Pastello Rosso, nominato talvolta nella storia come il principe orsetto.

Il Cavaliere Secchio

In realtà, si tratta soltanto di un secchio appoggiato su due manici di scopa, che i bambini trattano come un cavaliere medievale, e nella storia esso suggerisce a Jennifer cosa deve fare, ed è un punto di controllo dove salvare la partita.

Diana

Diana è una bambina di circa undici anni, longilinea e dai capelli rossi, che viene nominata nella storia come la principessa volitiva. Leader degli Aristocratici della Matita Rossa, detiene il titolo di "Duchessa", il ruolo più importante dopo la Principessa della Rosa. È una ragazzina testarda, egoista e molto orgogliosa. Ha il rispetto di tutti i bambini, della quale hanno paura, adora le sirene e ciò che odia di più è crescere.

Eleanor

Eleaor ha più o meno la stessa età di Diana, è molto esile e con i capelli corti e scuri, e viene nominata nella storia come la principessa fredda. Il suo atteggiamento è introverso e asociale, e mostra riluttanza persino nei confronti di Diana e Meg, sempre invischiate in beghe e complotti ai danni degli altri bambini. Ha il titolo di "Contessa", il più importante dopo quello di Diana. Porta sempre con sé una gabbia vuota, nella speranza di trovare l'uccellino narrato in una favola, che abbia il potere di portarle la felicità.

Margaret "Meg"

Meg è una bambina bionda e occhialuta, che viene nominata nella storia come la principessa dall'aria saggia. Il suo rango nell'aristocrazia è quello di "Baronessa". Intelligente, ma inflessibile, si considera priva di difetti, presiede le regole e i protocolli dell'Aristocrazia. Meg porta sempre con sé un quadernetto, e si cimenta nell'invenzione di diversi strumenti, spesso volti a "torturare" coloro che trasgrediscono le regole o semplicemente, quelli presi di mira dalle tre perfide aristocratiche. Ammira moltissimo la sua amica Diana (della quale sembra palesemente innamorata), nonostante quest'ultima sia spesso crudele nei suoi confronti, e la segue dappertutto.

Amanda

Amanda è una bambina corpulenta e dall'aria sciatta, che viene menzionata nella storia come la principessa dal cuore piccolo. Il suo ruolo sociale nell'Aristocrazia è quello di "povera", e prima dell'arrivo di Jennifer, era Amanda ad occupare il posto più basso tra gli Aristocratici. Sicura della sua superiorità nei confronti di Jennifer, inizialmente sembra essere dalla sua parte, fino a quando non viene retrocessa. Sebbene Amanda possa apparire timida, ossequiosa e indifesa, ella è in realtà falsa, vigliacca e bugiarda, e nutre un odio profondo verso tutti le persone dell'orfanotrofio, che hanno fatto di lei una reietta. È ossessionata dai vestiti, e passa molto tempo cucendo stracci con una macchina da cucire.

Wendy

Wendy è una bambina dai capelli biondi, graziosa, sebbene alquanto gracile, e viene menzionata nella storia come la principessa sola. Apparentemente dolce e gentile, Wendy si occupa degli animali della piccola fattoria dell'orfanotrofio, e adora in particolare i conigli, ma la sua salute cagionevole la costringe spesso a letto. È l'unica persona che si comporta amichevolmente con Jennifer.

Susan

Susan è una bambina di un paio di anni più piccola rispetto alle altre, con dei lunghi capelli castani raccolti da due trecce, e viene menzionato nella storia come la principessa impetuosa. Susan è la spia personale di Meg, con la quale ha un buon rapporto, e sebbene non sia ostile nei confronti di Jennifer, la evita per sua lealtà nei confronti di Meg.

Olivia

Olivia è la più piccola dei bambini dell'orfanotrofio, e viene menzionata nella storia come la principessa lacrimosa. Olivia è molto impacciata e suscettibile, e piange continuamente quasi tutto il tempo. La cosa che innervosisce particolarmente Olivia è la presenza di Jennifer, e alla sua vista scoppia in lacrime, o scappa via.

Nicholas

È un bambino piuttosto alto dai capelli biondi, e viene menzionato nella storia come il principe sciatto. Nicholas è molto dispettoso e provocatorio, e adora cimentarsi nei duelli con la spada legno.

Xavier

È un bambino alquanto grasso e dal viso tozzo, e viene menzionato nella storia come il principe ghiottone. Come preannunciato dal suo appellativo, Xavier è ingordo, non fa altro che ingozzarsi di dolciumi tutto il tempo, e passa spesso il tempo con Nicholas.

Thomas

Thomas è un bambino schivo e asociale, con dei latenti segni di autismo, che nutre un fascino ossessivo verso i treni, in qualche modo collegati al suo passato.

Clara

È una ragazza di sedici anni nonché la più grande tra gli orfani, e viene citata nella storia come la principessa tremante. Invece di andare a vivere per conto proprio, Clara ha deciso di restare nel istituto per fare da aiutante al preside, ed è addetta all'infermeria del'orfanotrofio.

Il signor Hoffman

È il preside dell'orfanotrofio. Vecchio scontroso, egoista e forse mentalmente instabile, dirige l'orfanotrofio con estrema austerità. Egli disprezza Jennifer fin dal suo arrivo, che rimprovera e punisce di continuo, e sembra avere delle particolari propensioni pedofile. Clara è spesso turbata dalla sua presenza e Diana prova un forte ribrezzo per l'uomo.

Martha

È la cuoca e domestica dell'orfanotrofio, e non prova la minima simpatia nei confronti degli orfani. Viene menzionata nella storia come la regina del pulito.

Gregory M. Wilson

Un uomo che vive da solo in prossimità dell'orfanotrofio. È un uomo di statura imponente, taciturno e dall'aria assente, che scrive della favole per il suo figlio, che è malato.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Rule of Rose:
Original Soundtrack

Artista Yutaka Minobe
Tipo album Colonna sonora
Pubblicazione 12 settembre 2006
Durata 13 min : 00 s.
Dischi 1
Tracce 6 (CD originale)
20 (con le tracce perse)
Genere Colonna sonora
Etichetta Atlus
Produttore Atlus
Formati CD-ROM

La colonna sonora di Rule of Rose è un CD promozionale di 6 tracce prodotto dalla Atlus, esso è anche un CD-ROM contenente sfondi per desktop e video promozionali. La partitura musicale è stata composta da Yutaka Minobe, che ha anche composto la musica di Skies of Arcadia e alcuni brani dalla colonna sonora di Panzer Dragoon Orta. L'intera partitura è stata creata senza strumenti elettronici - la maggior parte dei brani è stata prodotta da musicisti che hanno utilizzano strumenti a corda. Secondo gli sviluppatori del gioco, la musica era destinata a portare un elemento umano per l'atmosfera del gioco[senza fonte]. La colonna sonora non è completa in quanto ci sono delle tracce del gioco che non sono mai state inserite nell'album.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Bullying - 2:06
  2. Ambient Music for Strings: "Fear" Part II - 1:28
  3. The Attic - 2:46
  4. Backbiting - 1:56
  5. Piano Etude I - 0:53
  6. A Love Suicide - 3:51

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il costante mormorio degli Imps, apparentemente dei semplici suoni gutturali, è in realtà una frase di senso compiuto, ovvero A bright red crayon just for you, che in inglese significa "un pastello rosso brillante solo per te". In Rule of Rose, il possesso di un pastello rosso è consentito solo ai membri dell'Aristocrazia.
  • Nel diario di Amanda vengono citati nomi di alcuni bambini che però non appaiono nella trama principale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sbarca in italia 'Rule of Rose' Un gruppo di bambine 'gioca' a seppellire viva una coetanea

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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