Nasiriya

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Nasiriya
الناصرية al-Nasiriyah
[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Nasiriya]]
Stato: bandiera Iraq
Provincia: Dhi Qar
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Coordinate: 31°02′55″N 46°15′20″E / 31.048522, 46.255531Coordinate: 31°02′55″N 46°15′20″E / 31.048522, 46.255531
Abitanti : 560.200  (2003)
Nasiriya (Iraq)
Nasiriya
Nasiriya

Nāşirīyah (talvolta scritta come Nassiriya o Nasiriya; in Arabo الناصرية, al-Nasiriyah o an-Nasiriyah) è una città irachena, capoluogo della provincia di Dhi Qar.

Situata sulle rive dell'Eufrate circa 360 km (225 miglia) a sud-est di Baghdad, vicino alle rovine della antica città di Ur dei Caldei. Secondo il censimento del 1987 aveva una popolazione di 265.937 abitanti; la popolazione stimata nel 2003 era di 560.200 abitanti. La maggioranza della popolazione di Nasiriya è musulmana sciita.

Il museo della città ha una grande collezione di reperti Sumeri, Assiri, Babilonesi, e Abbasidi. Le rovine delle antiche città di Ur e Larsa sono situate nelle vicinanze.

La citta fu fondata nel 1870 dallo sceicco Nasir Sadun della confederatione tribale Muntafiq, dal quale prese il nome. Durante la I Guerra Mondiale, nel luglio 1915, gli Inglesi conquistarono la città, controllata a quel tempo dall'Impero Ottomano. Circa 400 soldati britannici e indiani furono uccisi nella battaglia per Nasiriya, e circa 2mila Turchi.

Nel 2003 è stata coinvolta nella Seconda Guerra irachena. La guerra e soprattutto il Dopoguerra hanno danneggiato molti edifici della città.
La scelta di Nassiriya come luogo per alloggiare le truppe italiane (3000 militari, finanziata con 232.000.451 €, a fronte dei restanti aiuti italiani all'Iraq: un ospedale italiano a Bagdad, protetto da 30 Carabinieri e costato 12.000.000 €) della missione umanitaria è sempre stata giustificata ufficialmente dal valore storico/archeologico della zona di Nassiryia da preservare. Quindi "motivi culturali". Tale scelta è stata oggetto di una interpellanza parlamentare (On. Antonello Falò, del marzo 2004), in quanto la scelta di localizzare le truppe italiane a Nassiriya è parsa a molti dettata da motivi estranei a quelli umanitari[1].

I principali fatti d'arme del Dopoguerra avvennero il 12 novembre 2003 (in un attentato suicida muoiono 23 persone, tra loro 19 sono italiani: 12 carabinieri, 5 soldati dell'esercito e 2 civili), il 6 aprile 2004 e il 27 aprile 2006.

La città è sede di importanti giacimenti petroliferi, vi transita un importante oleodotto, ed è ricca di uranio (non ancora sfruttato). Anche l'AGIP, in partnership con Repsol ha attività di trasformazione petrolifere a Nasiriya (raffineria a 4 km), dove è inoltre la sede della Oil Distribution Company[2].

[modifica] Note

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