Nasiriyya
| Nasiriyya città |
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| Dati amministrativi | |||||||
| Stato | |||||||
| Governatorato | Dhi Qar | ||||||
| Distretto | Nasiriyya | ||||||
| Territorio | |||||||
| Coordinate | 31°02′55″N 46°15′20″E / 31.048522°N 46.255531°ECoordinate: 31°02′55″N 46°15′20″E / 31.048522°N 46.255531°E | ||||||
| Abitanti | 262 760[1] (2010 calcolati) | ||||||
| Altre informazioni | |||||||
| Fuso orario | UTC+3 | ||||||
| Localizzazione | |||||||
Nāṣiriyya (talvolta scritta come Nassiriya, Nasiriya o Nassiria; in arabo الناصرية, al-Nasiriyah o an-Nasiriyah) è una città irachena, capoluogo del governatorato di Dhi Qar.
Indice |
Geografia e demografia [modifica]
Situata sulle rive dell'Eufrate circa 360 km (225 miglia) a sud-est di Baghdad, vicino alle rovine della antica città di Ur dei Caldei. Ha una popolazione di 262.760 abitanti calcolati per il 2010[1]. La maggioranza della popolazione di Nasiriyya è musulmana sciita.
Storia [modifica]
Le origini [modifica]
La città fu fondata nel 1870 dallo Shaykh Nāṣir Saʿdūn, della confederazione tribale dei Muntafiq, dal quale prese il nome. Durante la I Guerra Mondiale, nel luglio 1915, i britannici conquistarono la città, controllata a quel tempo dall'Impero Ottomano. Circa 400 soldati britannici e indiani furono uccisi nella battaglia per Nasiriyya, e circa 2mila Turchi.
Attualità [modifica]
Nel 2003 è stata coinvolta nella Seconda Guerra irachena. La guerra, e soprattutto il dopoguerra, hanno danneggiato molti edifici della città.
La scelta di Nasiriyya come luogo per alloggiare le truppe italiane (3000 militari, finanziata con 232.000.451 €, a fronte dei restanti aiuti italiani all'Iraq: un ospedale italiano a Baghdad, protetto da 30 Carabinieri e costato 12.000.000 €) della missione umanitaria è sempre stata giustificata ufficialmente dal valore storico/archeologico della zona di Nasiriyya da preservare. Quindi "motivi culturali". Tale scelta è stata oggetto di una interpellanza parlamentare (On. Antonello Falò, del marzo 2004), in quanto la scelta di localizzare le truppe italiane a Nasiriyya, secondo un'inchiesta della trasmissione Report, è stata dettata da motivi estranei a quelli umanitari[2].
I principali fatti d'arme del dopoguerra avvennero il 12 novembre 2003 (in un attentato suicida muoiono 28 persone, tra loro 19 sono italiani: 12 carabinieri, 5 soldati dell'esercito e 2 civili), il 6 aprile 2004 e il 27 aprile 2006.
La città è sede di importanti giacimenti petroliferi, vi transita un importante oleodotto, ed è ricca di uranio (non ancora sfruttato). Anche l'AGIP, in partnership con Repsol ha attività di trasformazione petrolifere a Nasiriyya (raffineria a 4 km), dove è inoltre la sede della Oil Distribution Company[2].
Luoghi di interesse [modifica]
Il museo della città ha una grande collezione di reperti Sumeri, Assiri, Babilonesi, e Abbasidi. Le rovine delle antiche città di Ur e Larsa sono situate nelle vicinanze.
Note [modifica]
- ^ a b World Gazetteer
- ^ a b Trasmissione Report del 14.11.2006 su RAI3: Iraq - In nome del petrolio - Agip a Nassiriya
Voci correlate [modifica]
- Seconda guerra irachena
- Attentati di Nasiriyya contro le truppe italiane, nell'ambito della operazione Antica Babilonia