Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa

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██ Stati membri OSCE

██ Stati partner per la cooperazione

L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE - Organization for Security and Co-operation in Europe nella terminologia inglese) è un'organizzazione internazionale per la promozione della pace, del dialogo politico, della giustizia e della cooperazione in Europa che conta, attualmente, 57 paesi membri ed è, pertanto, la più vasta organizzazione regionale per la sicurezza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'OSCE nasce come evoluzione della Conferenza sulla sicurezza e sulla cooperazione in Europa (CSCE).

1973: la conferenza sulla sicurezza e sulla cooperazione in Europa[modifica | modifica wikitesto]

La CSCE fu convocata per la prima volta a Helsinki il 3 luglio 1973 e nacque - in pieno clima di guerra fredda - come tentativo di ripresa del dialogo Est-Ovest: alla Conferenza presero infatti parte i rappresentanti di tutti i paesi europei (ad eccezione dell'Albania), e gli inviati degli Stati Uniti d'America e dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

1975: gli accordi di Helsinki[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º agosto del 1975 i capi di Stato e di governo dei 35 paesi partecipanti alla Conferenza si riunirono, nuovamente ad Helsinki, per la firma dell'Atto finale della CSCE: con tali accordi furono, tra l'altro, riconosciute e accettate le frontiere esistenti fra gli stati europei, compresa quella che divideva la Germania in due entità politiche distinte e sovrane e, in cambio dell'implicito riconoscimento del dominio sovietico in Europa orientale, l'URSS si impegnò al rispetto dei diritti umani.

Dopo il 1989[modifica | modifica wikitesto]

La funzione della CSCE di semplice conferenza (nell'ambito della quale i Paesi partecipanti si riunivano regolarmente) con il ruolo di "ponte" tra Est e Ovest è, tuttavia, cambiata radicalmente con la caduta dei regimi comunisti dell'Europa orientale alla fine degli anni ottanta e con il riaccendersi di possibili focolai di crisi nel corso degli anni novanta: da un ruolo di forum puramente politico che, accessoriamente, offriva una base di legittimità ai gruppi est-europei di difesa dei diritti dell'uomo, la Conferenza ha infatti assunto compiti concreti di prevenzione e composizione pacifica dei conflitti che si sono susseguiti nei paesi est europei come conseguenza della disgregazione del blocco sovietico; ha, inoltre, preso parte alla fase della ricostruzione seguita a tali conflitti cercando, ad esempio tramite strumenti quali l'istituzione di osservatori elettorali indipendenti per il monitoraggio delle elezioni, di favorire il processo di transizione democratica dell'Europa dell'Est.

Come conseguenza di tali stravolgimenti geopolitici la CSCE ha adottato, il 21 novembre del 1990, la Carta di Parigi per una nuova Europa, atto con il quale veniva di fatto riconosciuta la fine delle divisioni della guerra fredda.

1995: l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1º gennaio del 1995 la CSCE si è trasformata in un'organizzazione stabile, prendendo l'attuale denominazione di "Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa" e dotandosi di organi permanenti per lo svolgimento delle proprie attività:

  • un segretariato (con sede a Vienna)
  • un centro per la risoluzione delle controversie legali (con sede a Vienna)
  • un ufficio per i controlli elettorali (con sede a Varsavia)

ed avviando, nel contempo, una fase di collaborazione istituzionalizzata tra i paesi membri.

L'OSCE si è quindi data come obiettivo il mantenimento della pace e della sicurezza in Europa, intendendo quest'ultima non solo come assenza di conflitti armati, ma anche come presupposto per la difesa dei diritti dell'uomo, per strutture democratiche stabili all'interno di uno "Stato di diritto", come pure per un concreto sviluppo economico e sociale ed uno sfruttamento sostenibile delle risorse.

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Per promuovere tali obiettivi sono state create, in seno all'OSCE, diverse istituzioni, incaricate di concretizzarli:

  • l'Alto commissario per le minoranze nazionali (ACMN), creato alla Conferenza al vertice di Helsinki nel 1992.
  • il Coordinatore per le attività economiche e ambientali.
  • il Foro di cooperazione per la sicurezza
  • il Rappresentante per la libertà dei mezzi d'informazione
  • l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell'uomo (UIDDU)
  • la Corte di arbitrato e conciliazione, istituita dalla Convenzione di Stoccolma del 1992. Finora non è stata investita di nessun caso.

L'OSCE è attualmente presente sul territorio per mezzo di 19 "missioni" operative alle quali partecipano circa 1000 collaboratori internazionali; la prima missione operativa di lunga durata dell'OSCE è stata quella inviata nel 1992 nel Kosovo, missione fallita a causa dello scoppio della guerra nella regione balcanica.

Stati membri[modifica | modifica wikitesto]

Fra parentesi la data di ammissione all'OSCE:[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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