Alleanza bolivariana per le Americhe

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Alleanza bolivariana per le Americhe
Emblem of the Bolivarian Alliance for the Americas.png
Bolivarian Alliance for the Peoples of Our America (orthographic projection).svg
Paesi membri Antigua e Barbuda Antigua e Barbuda
Bolivia Bolivia
Cuba Cuba
Rep. Dominicana Rep. Dominicana
Ecuador Ecuador
Nicaragua Nicaragua
Saint Vincent e Grenadine Saint Vincent e Grenadine
Venezuela Venezuela
Lingue ufficiali Spagnolo, Inglese, Quechua, Aymara
Superficie 2.513.337 km²
Valuta
Fusi orari UTC/-4/-6
Fondazione 14 dicembre 2004
Sito web www.alianzabolivariana.org

L'Alleanza bolivariana per le Americhe (ALBA) (in spagnolo Alianza bolivariana para América Latina y el Caribe) è un progetto di cooperazione politica, sociale ed economica tra i paesi dell'America Latina ed i paesi caraibici, promossa dal Venezuela e da Cuba in alternativa (da cui il nome) all'Area di libero commercio delle Americhe (ALCA) voluta dagli Stati Uniti. L'aggettivo "bolivariana" si riferisce al generale Simon Bolivar, l'eroe della liberazione di diversi paesi sudamericani dal colonialismo spagnolo.

Il progetto ALBA è una proposta di integrazione differente dall'ALCA. Mentre l'ALCA risponde agli interessi del capitale transnazionale e persegue la liberalizzazione assoluta del commercio dei beni e dei servizi, l'ALBA pone enfasi alla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale e pertanto esprime gli interessi dei popoli latinoamericani. ALBA è basata sulla creazione di meccanismi finalizzati alla creazione di vantaggi cooperativi fra le nazioni che permettano di compensare le asimmetrie (sociali, tecnologiche, economiche, sanitarie, etc.) esistenti tra i paesi dell'emisfero. Si basa sulla cooperazione tramite fondi di compensazione destinati alla correzione delle disparità che pongono in posizione di svantaggio i paesi deboli rispetto alle potenze economiche. Perciò la proposta dell'ALBA dà priorità all'integrazione latinoamericana e privilegia la negoziazione tra i blocchi sub-regionali, aprendo nuovi spazi di consultazione con l'intento di approfondire la conoscenza della posizione dei paesi membri e di identificare ambiti di interesse comune che consentano di costruire alleanze strategiche e assumere posizioni comuni nei processi di negoziazione. L'obiettivo è impedire la dispersione nella negoziazione, evitando che le nazioni aderenti si contrappongano e siano assorbite nella voragine delle pressioni per la rapida costituzione dell'ALCA.

ALBA è una proposta di costruzione del consenso per ripensare gli accordi di integrazione allo scopo di promuovere lo sviluppo nazionale e lo sviluppo regionale in maniera endogena, autonoma, in modo da sradicare la povertà, correggere le disuguaglianze sociali ed assicurare una crescente qualità della vita per i popoli. La proposta dell'ALBA si affianca alla rinascita della coscienza dell'urgenza di una nuova classe politica, economica, sociale e militare in America Latina e nei Caraibi. ALBA si affianca alla lotta dei movimenti, delle organizzazioni e delle campagne nazionali che vanno moltiplicandosi ed articolandosi nel continente contro l'ALCA. È, in definitiva, una manifestazione della decisione storica delle forze progressiste del Venezuela di dimostrare che "un'altra America è possibile".

ALBA si complementa con i trattati di commercio dei popoli (TCO).

Adesioni[modifica | modifica sorgente]

Attualmente ne fanno parte:

Bandiera
Nome comune
Nome ufficiale
Adesione
Moneta
Popolazione
Area (km²)
PIB PPA
Antigua e Barbuda Antigua e Barbuda Antigua e Barbuda Antigua y Barbuda 24 giugno 2009 Dollaro dei Caraibi Orientali 85.632 442 1.546
Bolivia Bolivia Bolivia Estado Plurinacional de Bolivia 29 aprile 2006 Boliviano 10.426.160 1.098.581 43.424
Cuba Cuba Cuba República de Cuba 14 dicembre 2004 Peso cubano 11.451.652 110.861 108.200
Rep. Dominicana Rep. Dominicana Dominica Mancomunidad de Dominica 20 gennaio 2008 Dollaro dei Caraibi Orientali 72.660 754 720
Ecuador Ecuador Ecuador República del Ecuador 24 giugno 2009 Dollaro 14.573.101 283.561 106.993
Nicaragua Nicaragua Nicaragua República de Nicaragua 23 febbraio 2007 Córdoba 5.891.199 129.495 15.89
Saint Vincent e Grenadine Saint Vincent e Grenadine Saint Vincent e Grenadine San Vicente y las Granadinas 23 febbraio 2007 Dollaro dei Caraibi Orientali 104.000 389 751
Venezuela Venezuela Venezuela República Bolivariana de Venezuela 14 dicembre 2004 Bolívar 30.102.382 916.445 359.323
Emblem of the Bolivarian Alliance for the Americas.png ALBA Alianza Bolivariana para
los Pueblos de Nuestra América -
Tratado de Comercio de los Pueblos
14 dicembre 2004
(creazione)
Sucre 73.453.238 2.540.526 669.906

L'accordo preliminare fu siglato il 14 dicembre 2004 tra il presidente del Venezuela Hugo Chávez e il presidente cubano Fidel Castro[1]. Inizialmente, l'accordo riguardava lo scambio tra il supporto medico cubano e il petrolio venezuelano: il Venezuela assicurava a Cuba una fornitura di 96.000 barili di petrolio al giorno ad un prezzo molto favorevole, Cuba inviava 20.000 medici e migliaia di insegnanti in Venezuela.

Il presidente Evo Morales della Bolivia (paese povero, ma ricco di giacimenti di gas) aderì all'accordo il 29 aprile 2006[2].

L'11 gennaio 2007 il Nicaragua aderisce formalmente all'ALBA, divenendone il quarto membro: è il primo atto ufficiale del neo-presidente Daniel Ortega, insediatosi appena un giorno prima, il 10 gennaio[3].

Nel dicembre 2006 Rafael Correa, neo-eletto presidente dell'Ecuador, ha firmato, a Caracas, l'impegno di adesione della Repubblica sudamericana. Nel gennaio 2008 aderisce la Dominica[4] e il presidente dell'Honduras Zelaya firma l'ingresso del suo Paese il 26 agosto 2008.

Nell'aprile 2009 Saint Vincent e Grenadine è stata accettata come settima nazione dell'ALBA e il primo ministro Ralph Gonsalves ha partecipato al meeting di Cumaná[5].

Nel dicembre 2009 l'Honduras esce dal trattato, in seguito al colpo di stato che ha dimesso Zelaya.

Principi ispiratori dell'ALBA[modifica | modifica sorgente]

Simón Bolívar

Dalla Integrazione dell'ALBA:

(ES)
« Jamás hubo en América de la independencia a acá, asunto que requiera más sensatez, ni obligue a más vigilancia, ni pida examen más claro y minucioso, que el convite que los Estados Unidos potentes, repletos de productos invendibles, y determinados a extender sus dominios en América, hacen a las naciones americanas de menos poder... »
(IT)
« Mai in America dall'indipendenza ad oggi, un problema ha richiesto tanta sensibilità, né ha obbligato a tanta vigilanza, né ha domandato un esame più profondo e minuzioso, che l'invito che i potenti Stati Uniti, pieni di prodotti invendibili, e determinati a estendere i loro domini in America, fanno alle nazioni americane con meno potere... »
(José Martí, 1889, alla Conferenza Internazionale Americana di Washington)
  1. L'integrazione dà priorità alla liberalizzazione del commercio ed agli investimenti; comunque l'ALBA è una proposta focalizzata alla lotta contro la povertà, l'analfabetismo e l'esclusione sociale.
  2. Nella proposta dell'ALBA hanno importanza cruciale i diritti umani, del lavoro e delle donne, la difesa dell'ambiente e l'integrazione fisica.
  3. Nell'ALBA, la lotta contro le politiche protezionistiche ed i rovinosi aiuti dei paesi industrializzati non possono negare il diritto degli stati poveri di proteggere i propri agricoltori e produttori agricoli.
  4. Per i paesi poveri, dove l'attività agricola è fondamentale, le condizioni di vita di milioni di agricoltori e nativi saranno irreversibilmente compromesse dall'invasione di prodotti agricoli importati, anche in assenza di sussidi.
  5. La produzione agricola è molto più che una produzione di merce, è la base per preservare istanze culturali, è una forma di occupazione del territorio, definisce le modalità di relazionarsi con la natura ed è direttamente collegata alla sicurezza ed all'autosufficienza alimentare. In questi paesi l'agricoltura è , ancora, un modo di vivere e non può essere trattato come una qualsiasi altra attività economica.
  6. ALBA deve combattere gli ostacoli all'integrazione delle sue radici, cioè:
    1. la povertà della maggioranza della popolazione,
    2. le profonde diseguaglianze e asimmetrie tra i paesi,
    3. gli interscambi e relazioni non paritarie nelle relazioni internazionali,
    4. il peso di un debito impossibile da pagare,
    5. l'imposizione della politica di risanamento strutturale del FMI, della Banca Mondiale e le rigide regole dell'OMC insidiano le basi del sostegno politico e sociale,
    6. gli ostacoli all'accesso all'informazione, alla conoscenza ed alla tecnologia che derivano dagli attuali accordi sulla proprietà intellettuale; e,
    7. il prestare attenzione ai problemi che affliggono il consolidamento di una vera democrazia, come la monopolizzazione dei mass media,
  7. Affrontare la cosiddetta "riforma dello stato" che ha portato a brutali processi di deregulation, privatizzazione e disarticola la capacità di gestione della cosa pubblica.
  8. In risposta alla brutale dissoluzione sofferta in più di un decennio di egemonia neoliberale, si impone il rafforzamento dello Stato sulla base della partecipazione del cittadino negli affari pubblici.
  9. Ci si deve interrogare sull'apologia del libero commercio e del libero mercato, come se solo questi bastassero per garantire automaticamente migliori livelli di crescita e di benessere collettivo.
  10. Senza un chiaro intervento dello Stato diretto a ridurre le disuguaglianze tra i paesi, il libero commercio tra paesi diseguali non può condurre che al rafforzamento dei più forti a discapito dei più deboli.
  11. Rafforzare l'integrazione latinoamericana richiede un'agenda economica definita per gli Stati sovrani, al di fuori dell'influenza nefasta degli organismi internazionali.

Precedenti storici[modifica | modifica sorgente]

José Martí

Anche se la scommessa di ALBA può sembrare nuova, nel corso della storia dell'America Latina ci sono stati molti tentativi di associazione tra le nazioni che appartennero all'impero spagnolo.

Il 2 maggio 1801 Francisco de Miranda pubblicò a Londra i piani di governo preparati nel 1790 per il Sud America dopo la sua indipendenza dalla Spagna.

Mentre a Guadalajara in Messico nel dicembre del 1810 Miguel Hidalgo y Costilla pubblicò un bando (Bandos sobre tierras y esclavos) in cui aboliva la schiavitù e i tributi dovuti dagli indigeni.

Nell'agosto dello stesso anno Mariano Moreno nelle Province Unite del Río de la Plata completava il lavoro richiestogli dalla Giunta di Governo provvisoria sul Piano di Operazioni da mettere in pratica per consolidare l'opera di libertà ed indipendenza. Anche se ci sono discussioni sull'autenticità del documento.

Simon Bolivar il 6 settembre 1815 a Kingston, Giamaica scriveva la Carta de Jamaica, un documento nel quale erano presentati i motivi per i quali si richiedeva l'indipendenza dei territori sudamericani dalla Spagna e per i quali questi territori dopo l'indipendenza dovessero restare uniti. In questo documento si trovano le basi della dottrina bolivariana, riassunta dalla frase "unità e indipendenza".

Sempre in quel settembre José Artigas pubblicò un regolamento sulle terre, nel quale le terre abbandonate si ripartivano e si stabiliva un ordine che permetteva di restaurare la produzione agricola.

Bernardo Monteagudo scrisse diversi testi sulla necessità di una federazione tra gli stati ispano-americani sulla organizzazione di questa federazione.

In Guatemala, nelle pieghe della costituzione spagnola del 1812, José Cecilio del Valle pubblica il quotidiano El Amigo de la Patria la cui linea editoriale difendeva i principi del liberalismo e il diritto dei paesi sudamericani all'indipendenza. Alcuni anni dopo, nel 1822, pubblica il libro Soñaba el abad de San Pedro; y yo también se soñar (Sognava l'abate di San Pietro:anche io so sognare) in cui riassumeva le sue idee indipendentiste e unificatrici vicine a Bolivar e a Monteagudo.

Il 7 dicembre 1824 Simon Bolivar convoca nel Congresso di Panamá i rappresentanti dei governi del Messico, Rio de la Plata, Cile e Guatemala, dopo 2 anni di lavori l'assemblea approva un "Trattato di Unione, Lega e Confederazione perpetua".

A New York José Martì nel numero del 10 gennaio 1891 della Rivista Illustrata di New York pubblica un articolo intitolato "Nostra America" in cui illustra l'importanza di una maggiore collaborazione tra i paese del Sud America.

Nel 1918 a Cordoba (Argentina) nell'ambito della riforma universitaria viene proclamato:

(ES)
« HOMBRES de una república libre, acabamos de romper la última cadena que, en pleno siglo XX, nos ataba a la antigua dominación monárquica y monástica. Hemos resuelto llamar a todas las cosas por el nombre que tienen. Córdoba se redime. Desde hoy contamos para el país una vergüenza menos y una libertad más. Los dolores que quedan son las libertades que faltan. Creemos no equivocarnos, las resonancias del corazón nos lo advierten: estamos pisando sobre una revolución, estamos viviendo una hora americana... »
(IT)
« Uomini di una repubblica libera, abbiamo finalmente rotto l'ultima catena che in pieno XX secolo, ci legava alla antica dominazione monarchica e monastica. Chiameremo d'ora in poi tutte le cose con il loro nome. Cordoba si redime. Da oggi per il paese c'è una vergogna in meno e una libertà in più. I dolori che restano sono le libertà che mancano. Crediamo di non sbagliarci i battiti del nostro cuore ci avvertono: stiamo camminando su una rivoluzione, stiamo vivendo l'ora americana... »

IL 20 marzo 1929 Augusto César Sandino, il Generale degli Uomini Liberi, presenta ai governi di 21 stati ispano-americani il "piano di realizzazione del sogno supremo di Bolivar".

Accordi di integrazione[modifica | modifica sorgente]

  • Accordo tra il Presidente del Venezuela e il Presidente del Consiglio di Stato di Cuba per l'applicazione dell'ALBA (14/12/2004. ALBA: Cuba, Venezuela).
  • Dichiarazione finale della prima riunione Cuba-Venezuela per l'applicazione dell'ALBA (28/04/2005. ALBA)
  • Incontro esecutivo a Cuba (19/05/2005. ALBA)
  • Accordo di cooperazione energetica "Pertocaribe" e fondo ALBA-Caribe (29/06/2005. ALBA-Caribe)
  • Contributo e sottoscrizione da parte della Bolivia alla dichiarazione congiunta firmata all'Avana il 14 dicembre 2004 tra Cuba e Venezuela (29/04/2006. ALBA)
  • Comunicato congiunto (29/04/2006. ALBA)
  • Accordo per l'applicazione dell'ALBA e del Trattato sul Commercio dei Popoli. (29/04/2006. ALBA: Bolivia, Cuba, Venezuela)

Accordi bilaterali[modifica | modifica sorgente]

  • Documenti tra l'Argentina ed il Venezuela (31/01/2005. Argentina, Venezuela)
  • Accordo di cooperazione Bolivia-Venezuela (23/01/2006. Bolivia, Venezuela)
  • Comunicato congiunto sull'alleanza strategica Brasile-Venezuela (14/02/2006. Brasile, Venezuela)
  • Accordo integrale della cooperazione energetica tra Venezuela e Uruguay (14/03/2006. Uruguay, Venezuela)

Altri accordi e impegni[modifica | modifica sorgente]

  • Trattato di cooperazione amazzonica (28/05/1980. Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Perú, Suriname e Venezuela)
  • Gli impegni assunti al IV Summit sul debito sociale “Impegni di Caracas” (26/02/2005. IV Cumbre Deuda Social)
  • Dichiarazione della Guayana del 28 marzo 2005 (28/03/2005. Brasile, Venezuela, Spagna, Colombia)
  • Inaugurazione del "Grande gasdotto del Sud" (20/01/2006. Argentina, Brasile e Venezuela)
  • Conferenza stampa per la firma di accordo sulla struttura dell'ALBA (29/04/2006. Bolivia, Cuba e Venezuela)
  • Dichiarazione di Puerto Iguazù (04/05/2006. Argentina, Bolivia, Brasile e Venezuela)
  • Protocollo di adesione della Bolivia al Mercosur (04/07/2006. Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Accordo tra Chavez e Castro per l'applicazione dell'Alternativa bolivariana per le Americhe
  2. ^ (EN) Articolo sull'accordo Castro-Chavez-Morales del 29 aprile 2006, dal sito della BBC
  3. ^ Adesione del Nicaragua: (ES) Articolo sul sito ufficiale dell'ALBA, Articolo sul sito del giornale cubano Granma International
  4. ^ Da thedominican.net
  5. ^ Da caribbeannetnews.com

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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