Consiglio artico

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Consiglio artico
Consiglio artico
I membri (in blu) e i Paesi osservatori (in azzurro) del Consiglio artico nel 2009
Tipo Forum biennale internazionale
Fondazione 1996
Scopo Sviluppo sostenibile
Area di azione Artide
Membri 8 (2013)
 

Il Consiglio artico è un forum internazionale che discute dei problemi dei governi artici e della popolazione indigena dell'Artico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo passo verso la formazione del Consiglio fu fatto nel 1991, quando otto paesi artici firmarono l'Arctic Environmental Protection Strategy (AEPS).

Nel 1996 la Dichiarazione di Ottawa portò alla formazione del Consiglio artico, al fine di garantire alla regione artica uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale e economico. Il Consiglio artico non è un'organizzazione internazionale, ma un forum per una cooperazione intergovernativa. Vi sono proposte per renderlo un organismo internazionale.

Le riunioni degli Stati membri avvengono ogni 2 anni:

L'importanza del Consiglio artico, secondo lo studioso Paolo Mastrolilli, sta nel fatto che "il riscaldamento globale sta rendendo l’Artico importante come mai prima. I ghiacci si stanno sciogliendo, aprendo rotte che fino a qualche anno fa erano del tutto inaccessibili. Questo fenomeno crea enormi opportunità per i trasporti, i commerci, le attività militari, e lo sfruttamento delle risorse naturali nella vasta regione sopra il Circolo polare. Giusto per fare un esempio, gli esperti di energia calcolano che nell’area del mar Artico giace il 13% delle risorse petrolifere ancora intatte nel pianeta, e il 30% del gas."[senza fonte]

Membri[modifica | modifica sorgente]

Gli attuali otto Stati membri del Consiglio artico sono il Canada (che rappresenta i Territori del Nord-Ovest, il Nunavut e lo Yukon), la Danimarca (che rappresenta la Groenlandia e le Isole Fær Øer), la Finlandia, l'Islanda, la Norvegia, la Russia, gli Stati Uniti (che rappresentano l'Alaska) e la Svezia:

I "membri osservatori permanenti" sono sei, tra i quali l'Italia dal maggio 2013[1]: Italia, Cina, India, Giappone, Corea del Sud e Singapore:

Altri Paesi osservatori (ma non membri) sono: Francia, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito (che rappresenta la Scozia), Spagna, Polonia e l'Unione europea. Infine va notato che tra gli Stati che si affacciano sull'Artico, solo il Regno Unito non è uno stato membro.

Una delle ragioni della nomina dell'Italia a "membro osservatore permanente" nel 2013 sta nel mantenimento nelle isole Svalbard, da parte del governo italiano, della Base artica Dirigibile Italia[2] e della Amundsen-Nobile Climate Change Tower.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'Italia ed il "Consiglio Artico" nel 2013
  2. ^ Base artica Dirigibile Italia

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]