Basilica dei Santi XII Apostoli

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Coordinate: 41°53′53.14″N 12°28′59.98″E / 41.898094°N 12.483329°E41.898094; 12.483329

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Basilica dei Santi Dodici Apostoli
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Roma-Stemma.png Roma
Religione Chiesa cattolica di rito romano
Titolare Dodici apostoli
Diocesi Diocesi di Roma
Architetto Carlo Fontana, Francesco Fontana, Ludovico Rusconi Sassi, Nicola Michetti
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione dopo il 1348
Completamento 1702
L'interno della basilica
La volta vista dalla confessione
Ingresso nella cripta

La basilica dei Santi XII Apostoli è un luogo di culto cattolico del centro storico di Roma situato nel rione Trevi. Ha la dignità di basilica minore.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nell'età bizantina, portata avanti nell'età di Narsete nel VI secolo da papa Pelagio I, la basilica conserva le reliquie degli apostoli Filippo e Giacomo il Minore.

Quella dei Santi Apostoli è l'unica basilica di Roma che non sia stata edificata su edifici romani preesistenti, anche se vi furono precocemente utilizzati materiali di spoglio (si pensa provenienti dalle terme di Costantino, e non, come vuole una leggenda, dal vicino Foro di Traiano). Il modello architettonico della chiesa originale era quello, a pianta centrale, del bizantino Apostoleion di Costantinopoli[2]

Adriano I in un trattato diretto a Carlo Magno accenna alla meravigliosa ampiezza di questa chiesa, che dice adorna di mosaici.

Nel 1348, fu distrutta da un terremoto. Si veda citato dall'Armellini:

« Della chiesa medievale rimane fra le cose più notevoli uno dei leoni che sosteneva una colonna, opera di uno dei più celebri maestri memorari romani del secolo XIII, cioè Vassalletto: sulla base dove è il leone adagiato si legge infatti il suo nome preceduto da croce † Bassallectus; monumento che per mio suggerimento fu posto in luogo d' onore nell'interno del portico attuale della chiesa. »
(Mariano Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX)

Solo nel XV secolo, Martino V, che apparteneva alla famiglia Colonna, da secoli insediata nelle vicinanze, la fece restaurare. Sempre nel XV secolo fu eretto il portico antistante la facciata e l'abside della basilica fu ornata da un grandioso affresco con l'Ascensione, opera di Melozzo da Forlì, i cui frammenti sono oggi divisi tra i Musei Vaticani e il Palazzo del Quirinale dopo il rifacimento settecentesco. Il lavoro di Melozzo, notevole soprattutto per il magistrale uso della prospettiva da sotto in su, ebbe notoriamente influenza su Michelangelo e gli affreschi della Cappella Sistina, in particolare per il Cristo del Giudizio Universale,.

Nel 1702 Clemente XI commissionò il totale rifacimento dell'edificio a Francesco Fontana, che però morì prematuramente nel 1708. Gli succedette il padre Carlo Fontana, ormai molto anziano, che perciò nel 1712 fu sostituito da Nicola Michetti. La nuova chiesa fu consacrata da papa Benedetto XIII il 17 settembre 1724.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Adiacente a Palazzo Colonna, la basilica si presenta oggi con il portico quattrocentesco che nasconde la facciata neoclassica di Giuseppe Valadier. All'interno del nartece si notano la stele funeraria dell'incisore Giovanni Volpato, opera di Antonio Canova e altre lapidi.

Neoclassico rimane il piano superiore della facciata con il grande finestrone, dove Giovanni Torlonia, all'epoca ancora soltanto duca, volle incisa la fastosa memoria del proprio intervento del 1827: "IOANNES DVX TORLONIA FRONTEM PERFECIT A D MDCCCXXVII".

All'interno, caratterizzato da un'architettura solenne e severa, si possono ammirare opere di Antoniazzo Romano, Benedetto Luti, Giuseppe Cades (la splendida Estasi di San Giuseppe da Copertino) e alcuni rilievi tombali del XV secolo, di cui uno ad opera di Mino da Fiesole. Pure ammirevole è la Tomba di Lorenzo Colonna, opera rinascimentale di Luigi Capponi, seguace di Andrea Bregno. Impressionante per l'effetto illusionistico è la Caduta degli Angeli ribelli sopra il presbiterio, di Giovanni Odazzi. Ma le due opere più note sono il fastoso affresco della volta, decorata dal Trionfo dell'Ordine Francescano del Baciccio (1707) e il monumentale sepolcro di papa Clemente XIV di Antonio Canova (1787). La volta della sacrestia è decorata dal veneziano Sebastiano Ricci. Nella basilica sono sepolti i cardinali Basilio Bessarione, Lorenzo Brancati, Agostino Casaroli e il compositore Girolamo Frescobaldi.

La vasta cripta sotto l'altar maggiore fu realizzata da Luigi Carimini nel 1869-71 riunendovi, oltre alle spoglie degli apostoli titolari Filippo e Giacomo, le reliquie di vari altri martiri venute alla luce in occasione di tali scavi, e le tombe di due dei Riario, un tempo proprietari del presbiterio[non chiaro]. Le decorazioni a tempera dell'ambulacro si ispirano a quelle delle catacombe di San Callisto e di Domitilla.

La Cappella di Bessarione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2008 in un'intercapedine fra la chiesa ed un palazzo confinante sono visibili alcuni affreschi della Cappella Bessarione, attribuiti a Melozzo da Forlì, Antoniazzo Romano e loro botteghe. Ne restano due scene di storie di san Michele Arcangelo e parte di un coro di angeli. L'interstizio fu casualmente scoperto nel 1959 da Clemente Busiri Vici durante lavori di manutenzione effettuati nel confinante palazzo Colonna. La cappella, con i dipinti molto danneggiati dalle inondazioni del Tevere, e poi dal saccheggio dei lanzichenecchi, era stata praticamente murata con la costruzione della cappella Odescalchi nel 1719-23[3].

Affreschi di Antoniazzo Romano:

Questa cappella funeraria fu costruita nella metà del quattrocento per il Cardinale Bessarione con affreschi attribuiti ad Antoniazzo Romano e a Melozzo da Forlì. Nella volta si può ammirare il coro degli angeli e a destra e sinistra della Cappella due affreschii che sono la testimonianza importante della pittura rinascimentale. Il Coro degli Angeli nella volta è quasi completamente sparito. I due affreschi nella parte superiore dell’apside dimostrano scene alludende all’ arcangelo Michele come protettore contro il male[4]. L'affresco di sinistra ci rappresenta la città di Siponto nel Gargano, cinta da mura e l'apparizione dell'Arcangelo nelle sembianze di un toro che lotta contro il male. Nella scena di destra. meglio conservata si vede le Mont Saint Michel in alto a sinistra ed in primo piano il vescovo di Avranches Sant' Aubert con i paramenti vescovili in una processione solenne. accompagnato da due dignitari ecclesiastici. A destra sei monaci Francescani e cinque Basiliani in nero. Il santo mostra i tratti del re di Francia Luigi XI. I due dignitari dietro il santo sono Francesco della Rovere, il futuro papa Sisto IV (in veste pupurea) ed il suo nipote Giuliano della Rovere, il futuro papa Giulio II (in viola)[5].

Visite: Venerdi e Sabato: ore 9-12.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Nella basilica vi è l'organo a canne Mascioni opus 369, costruito nel 1925 in sostituzione di uno strumento precedente di Johannes Conrad Werle, ed ampliato dalla stessa ditta nel 1955. Con tre tastiere di 61 tasti ciascuna ed una pedaliera di 32, è a trasmissione elettrica. Le canne sono collocate in due sezioni:

  • dietro l'altare maggiore, entro una cassa priva di mostra, si trovano le canne delle tre tastiere, rispettivamente Positivo Espressivo, Grand'Organo ed Espressivo;
  • sulla parete destra del presbiterio, entro l'antica cassa lignea barocca finemente decorata risalente al 1726, vi sono le canne del Pedale.

La consolle si trova anch'essa dietro l'altare maggiore ed è fissa. Di seguito la disposizione fonica dell'organo:

Prima tastiera - Positivo Espressivo
Quintante 16'
Principalino 8'
Bordone 8'
Salicionale 8'
Flauto 4'
Nazardo 2.2/3'
Flautino 2'
Decimanona 1.1/3'
Decimino 1.3/5'
Cornetto combinato
Clarinetto 8'
Voce celeste 8'
Seconda tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale 8'
Flauto 8'
Dulciana 8'
Ottava 4'
Decimaquinta 2'
Sesquialtera 2 file
Ripieno 5 file
Tromba 8'
Tromba 4'
Voce umana 8'
Terza tastiera - Espressivo
Principale 8'
Bordone 8'
Viola 8'
Corno Camoscio 4'
Silvestre 2'
Pienino 5 file
Oboe 8'
Coro viole 2 file
Tremolo
Pedale
Acustico 32'
Contrabbasso 16'
Subbasso 16'
Bordone 16'
Quinta 10.2/3'
Basso 8'
Dolce 8'
Bordone 8'
Bordoncino 8'
Quinta 5.1/3'
Ottava 4'
Flauto 4'
Tromba 16'
Tromba 8'
Chiarina 4'

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Gcatholic.org Basilics in Italy
  2. ^ Si veda in Rendina-Paradisi, Le strade di Roma, Newton & Compton 2003.
  3. ^ Per una analisi dettagliata degli affreschi si veda Il Cardinal Bessarione e gli affreschi della Cappella dei Santi Eugenia, Giovanni Battista e Michele Arcangelo nella basilica dei Santi XII Apostoli in Roma (Sabina Isidori, 2011). Per la cappella si veda anche qui.
  4. ^ i Turchi ottomani, che avevano conquistato Costantinopoli nel 1453
  5. ^ Fonte: Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno; Gestione a cura di Spazio Libero società cooperativa sociale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]