Striscia di Gaza
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| Striscia di Gaza | |||||||||
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| Generalità | |||||||||
| Nome ufficiale: | arabo: قطاع غزة Qiṭāʿ Ġazza in ebraico: רצועת עזה[?] Retzu'at 'Azza |
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| Lingue ufficiali: | arabo | ||||||||
| Capitale: | Gaza (409.680 ab. / 2008) | ||||||||
| Politica | |||||||||
| Forma di governo: | Stato islamico socialista de facto governato da Hamas |
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| Presidente: | Mahmoud Abbas | ||||||||
| Primo Ministro: | Ismail Haniyeh
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| Dipendente da: | L'ANP prese il controllo parziale nel maggio 1994; pieno controllo nel settembre 2005; Hamas prese il controllo nel 2007 (Israele mantiene controllo su spazio aereo, confini e accesso marittimo)
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| Superficie | |||||||||
| Totale: | 360 km² (º) | ||||||||
| % delle acque: | % | ||||||||
| Popolazione | |||||||||
| Totale (2007): | 1.481.080 ab. (149º) | ||||||||
| Densità: | 4,118 ab./km² (6º) | ||||||||
| Geografia | |||||||||
| Continente: | Asia | ||||||||
| Fuso orario: | UTC +2 | ||||||||
| Economia | |||||||||
| Valuta: | Sterlina egiziana de facto Siclo israeliano |
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| PIL (PPA) (): | 770 milioni di $ (160º) | ||||||||
| PIL procapite (PPA) (): | 600 $ (167º) | ||||||||
| Varie | |||||||||
| TLD: | .ps | ||||||||
| Prefisso tel.: | +970 | ||||||||
| (Guida alla compilazione della tabella) | |||||||||
Col termine Striscia di Gaza (in arabo: قطاع غزة, Qiṭāʿ Ghazza; in ebraico: רצועת עזה, Retzu'at 'Azza) si indica un territorio palestinese confinante con Israele e Egitto nei pressi della città di Gaza. Si tratta di una regione costiera di 360 km² di superficie popolata da circa 1.400.000 abitanti di etnia arabo palestinese.[1]
Quest'area non è riconosciuta internazionalmente come uno Stato sovrano, ma è reclamata dall'Autorità Nazionale Palestinese come parte dei Territori palestinesi. Dalla battaglia di Gaza del 2007 il governo della striscia è oggi nelle mani dell'organizzazione palestinese Hamas.
L'Egitto ha governato la Striscia di Gaza tra il 1948 e il 1967, ed oggi controlla la propria frontiera meridionale tra il deserto del Sinai e la Striscia di Gaza, dalla quale è diviso dalla Philadelphi Route. Israele ha governato la Striscia di Gaza dal 1967 al 2005, quando si è ritirato. Ai sensi degli accordi di Oslo firmati tra Israele e l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, Israele mantiene il controllo militare dello spazio aereo della Striscia di Gaza, delle frontiere terrestri (attraverso la barriera tra Israele e la Striscia di Gaza) e delle acque territoriali.
Il territorio prende il nome dalla città di Gaza, la sua città principale.
Indice |
[modifica] Storia
La Striscia di Gaza non è riconosciuta internazionalmente come parte di qualsiasi paese sovrano. Si sostiene da parte della Autorità nazionale palestinese che sia parte dei territori palestinesi, anche se in seguito alla battaglia di Gaza (2007), il controllo effettivo del territorio è passato ad Hamas. Israele, che ha governato la Striscia di Gaza dal 1967 al 2005, ancora controlla lo spazio aereo della striscia, le sue acque territoriali e l'accesso marittimo, così come il lato israeliano della barriera tra Israele e la Striscia di Gaza. L'Egitto, che ha governato la Striscia di Gaza tra il 1948 ed il 1967 ne controlla la frontiera meridionale.
[modifica] Dominazione ottomana e britannica (1517-1948)
Nel 1517 gli Ottomani conquistano Gaza, e la terranno fino alla Prima guerra mondiale.
Dopo la prima guerra mondiale, Gaza è diventata parte del Mandato britannico della Palestina sotto l'autorità della Società delle Nazioni. Il dominio britannico sulla Palestina si è concluso con la dichiarazione d'indipendenza israeliana nel 1948.
[modifica] Occupazione egiziana (1948-67)
Secondo i termini del piano di partizione delle Nazioni Unite del 1947, la zona di Gaza era destinata a diventare parte di un nuovo Stato arabo. Dopo lo scioglimento del Mandato britannico della Palestina e la Guerra civile in Palestina del 1947-1948, Israele ha dichiarato la sua indipendenza nel maggio 1948. L'esercito egiziano ha invaso la zona da sud, nel quadro della guerra arabo-israeliana.
La Striscia di Gaza, come è noto oggi, è stata il prodotto di accordi successivi all'armistizio del 1949 tra Egitto e Israele, spesso definito come la "linea verde". L'Egitto ha occupato la Striscia dal 1949 (ad eccezione di quattro mesi di occupazione israeliana nel corso della Crisi di Suez del 1956) fino al 1967, non riuscendo mai ad annettere a sé il territorio, soltanto controllato e gestito attraverso un governatore militare. Ai rifugiati palestinesi non è mai stata offerta cittadinanza egiziana.
[modifica] Occupazione israeliana (1967-1994)
Israele ha occupato la Striscia di Gaza di nuovo nel giugno 1967 durante la guerra dei sei giorni. L'occupazione militare è durata per 27 anni, fino al 1994. Tuttavia, secondo gli accordi di Oslo, Israele mantiene il controllo dello spazio aereo, le acque territoriali, l'accesso off-shore marittimo, l'anagrafe della popolazione, l'ingresso degli stranieri, le importazioni e le esportazioni, nonché il sistema fiscale.
Durante il periodo di occupazione israeliana, Israele ha creato un insediamento, Gush Katif, nell'angolo sud ovest della Striscia, vicino a Rafah e il confine egiziano. In totale, Israele ha creato 21 insediamenti nella Striscia di Gaza, su circa il 20% del totale del territorio. Durante tale periodo l'amministrazione militare è stata anche responsabile per la manutenzione di impianti civili e dei servizi.
Nel maggio 1994, a seguito degli accordi israelo-palestinese, noti come accordi di Oslo, un graduale trasferimento di autorità governative per i palestinesi ha avuto luogo. Gran parte della Striscia (tranne che per la liquidazione blocchi militari e le zone insediate) passò sotto il controllo palestinese. Le forze israeliane lasciarono Gaza City e le altre aree urbane, lasciando l'amministrazione alla nuova Autorità palestinese.
[modifica] Controllo dell'ANP (1994-2007)
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L'Autorità palestinese, guidata da Yasser Arafat, ha scelto la città di Gaza come la sua prima sede provinciale. Nel settembre 1995, Israele e l'OLP firmarono un secondo accordo di pace che estende l'amministrazione dell'Autorità palestinese alla maggior parte delle città della Cisgiordania. La Pubblica Amministrazione della Striscia di Gaza e Cisgiordania sotto la leadership di Arafat ha visto episodi di cattiva gestione.
Il 14 agosto 2005 il governo israeliano ha disposto l'evacuazione della popolazione israeliana dalla "Striscia" e lo smantellamento delle colonie che vi erano state costruite (piano di disimpegno unilaterale israeliano).
Il 15 agosto ebbe inizio l'operazione "Mano tesa ai fratelli", che tendeva a conseguire pacificamente lo sgombero dei coloni israeliani insediatisi nelle Striscia di Gaza e in alcuni insediamenti della Cisgiordania. I soldati israeliani passarono casa per casa, tentando di convincere i coloni rimasti a partire.
Il governo israeliano ordinò ad ogni colono di nazionalità israeliana di abbandonare gli insediamenti entro la mezzanotte, considerando chiunque fosse rimasto oltre il limite prefissato in condizione di illegalità. Dopo la mezzanotte, il governo concesse due giorni di tolleranza, durante i quali le colonie furono progressivamente circondate da 40.000 militari e poliziotti israeliani.
Tutti i coloni che partirono entro la mezzanotte del 16 agosto, ebbero la possibilità di utilizzare mezzi propri e si videro riconosciuto il diritto all'indennizzo stanziato dal governo. Trascorsi i due giorni di tolleranza, dalla mezzanotte del 17 agosto ebbe inizio l'evacuazione forzata: i militari furono autorizzati ad imballare ed a caricare in container beni e mobili rimasti nelle case. I coloni ancora presenti furono spostati di forza dagli insediamenti.
Nella colonia di Nevé Dekalim, l'insediamento più importante della regione, si sono avuti gli scontri più violenti. Qui vivono più di 2.600 persone. In serata era circondato dalla polizia e dai militari. Secondo fonti da verificare un portavoce dell'esercito, parlando degli elementi israeliani più oltranzisti che rifiutavano di abbandonare il territorio palestinese occupato dal 1967, affermò che «il nostro problema non sono gli abitanti originari ma i militanti contrari all'evacuazione che si sono infiltrati illegalmente a Gaza».
Lo sgombero della Striscia terminò il 22 agosto, con il trasferimento delle ultime famiglie della colonia di Netzarim. I soldati impegnati nell'evacuazione furono trasferiti in Cisgiordania, dove vennero evacuati i coloni di Hamesh e Sa-Nur.
L'11 settembre, con una cerimonia molto sobria svoltasi presso i resti della colonia di Nevé Dekalim, i comandanti militari di Israele ammainarono la loro bandiera a Gaza. Verso sera, lunghe colonne di mezzi militari israeliani abbandonarono la Striscia.
Il 12 settembre 2005 il territorio della Striscia di Gaza passò in mano palestinese, e gli abitanti ebbero accesso alle aree che erano state loro precedentemente vietate. Alcuni palestinesi ne approfittano per vendicarsi dell'occupazione dando fuoco alle sinagoghe abbandonate e a circa 10 milioni di dollari di infrastrutture fra cui serre per coltivazioni. Il partito di al-Fatah governa in questo modo ufficialmente sulla striscia di Gaza, primo pezzo dello stato di Palestina.
[modifica] Controllo di Hamas (2007-oggi)
| Per approfondire, vedi le voci conflitto Israele-Striscia di Gaza, Conflitto Fatah-Hamas, Battaglia di Gaza (2007), Blocco della Striscia di Gaza e Conflitto Israele-Striscia di Gaza#2008. |
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Dopo quasi 2 anni di controllo da parte di al-Fath, vennero indette nuove elezioni, vinte dal partito islamista Hamas e ritenute regolari da tutti gli osservatori internazionali. La zona dove Hamas ottenne il maggiore appoggio popolare fu la striscia di Gaza.
L'Unione europea, e allo stesso modo gli Stati Uniti, considerando Hamas un'organizzazione terroristica, interruppero l'invio degli aiuti verso la Striscia di Gaza.
Durante il giugno del 2007 la tensione tra Hamas e al-Fath, il partito del presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese residente in Cisgiordania, sfociò in scontri aperti tra le due fazioni che in pochi giorni fecero oltre un centinaio di morti. Il 14 giugno 2007 Hamas, dopo una campagna militare efficace e violenta, conquistò la sede militare dell'ANP arrivando di fatto al controllo dell'intera Striscia di Gaza.
Iniziò contestualmente una nuova fase del conflitto tra Hamas ed Israele che vide, da parte palestinese, il lancio di razzi Qassam e tiri di mortaio contro installazioni e città israeliane e, da parte israeliana, un embargo verso la Striscia, missioni di guerra e cosiddetti assassinii mirati contro esponenti palestinesi giudicati particolarmente pericolosi per la sua sicurezza, che causarono però diverse centinaia di morti tra la popolazione della Striscia.
Il 1º marzo 2008, l'esercito dello Stato di Israele con l'operazione Inverno caldo invase direttamente l'area con forze blindate ed aeree.
Nell'ambito di una tregua di sei mesi, mediata nel giugno 2008 dall'Egitto, Hamas accettò di porre fine al lancio dei razzi in cambio di un alleggerimento del blocco da parte di Israele. Il cessate-il-fuoco, però, non fu completamente osservato: si sono contati 49 palestinesi uccisi nel periodo di tregua. Inoltre Israele non ha rispettato la parte centrale dell'accordo, che prevedeva l'alleggerimento del blocco: invece dei 450 camion di aiuti giornalieri previsti, al massimo a una settantina era concesso attraversare i confini di Gaza, aggravando le condizioni di vita di una popolazione che sopravvive in gran parte grazie ad aiuti umanitari.
Israele il 4 novembre con un attacco dentro il territorio di Gaza che uccise 6 guerriglieri di Hamas violò la tregua, tale attacco fu pubblicizzato e condannato da quasi tutti i mass media mondiali (leggi l'articolo sul Guardian. A metà dicembre, Hamas, per voce del primo ministro del suo Governo a Gaza, ha dichiarato "Non ci sarà nessun rinnovo della tregua senza un alleggerimento dell'assedio". A fronte di una crisi umanitaria interna sempre più grave, e nella speranza di poter trattare con Israele da posizioni di forza, Hamas ha ripreso le ostilità il 19 dicembre con lanci di razzi dalla Striscia, riportando all'attenzione internazionale la situazione della regione.
Dichiarando di voler ripristinare la sicurezza di zone dello stato di Israele, minacciate dai lanci di razzi di Hamas, il 27 dicembre 2008 i vertici politici israeliani hanno lanciato l'operazione Piombo fuso contro la Striscia, con bombardamenti aerei mirati a colpire le postazioni di lancio dei missili palestinesi qassam. Secondo fonti israeliane e filo-israeliane i militanti di Hamas, posizionavano tali rampe in prossimità di scuole, abitazioni civili (nonostante l'opposizione dei proprietari delle abitazioni stesse), ospedali[3], sedi televisive [4].
Nonostante la dichiarata intenzione di colpire postazioni di lancio, sedi governative ed altri obiettivi militari, il numero di vittime fra i civili palestinesi è stato alto, anche per via dell'assenza di adeguati rifugi per la popolazione della striscia e per l'elevata densità di popolazione della stessa. Secondo le stime del ministero della salute palestinese, riprese dall'ONU[5], gli attacchi avrebbero causato la morte di 1.380 palestinesi (la maggior parte die quali civili) e il ferimento di 5.380. L'IDF ha dichiarato che sarebbero morte negli attacchi circa 1.100/1.200 persone, ritenendo però che i due terzi di queste fossero miliziani di Hamas[6]. Durante i primi giorni successivi al cessate il fuoco, un medico rimasto anonimo avrebbe confidato al giornalista Lorenzo Cremonesi del Corriere della Sera che le cifre fornite dal governo palestinese avrebbero potuto essere gonfiate con scopo proagandistico e che quindi le vittime sarebbero potute scendere fino a circa 500-600 persone, mentre gli ospedalis arebbero stati in parte inutilizzati[7], ma la notizia di questa stima, giunta in Palestina, è stata smentita sia da fonte palestinese che israeliana[6] nè è più stata citata dal Corriere della Sera.
La notte del 3 gennaio 2009 è iniziata l'invasione di terra da parte dell'esercito israeliano; la notte del 12 gennaio 2009, invece, per la prima volta nella storia della Striscia, le truppe israeliane penetrano nella città di Gaza, invadendo la periferia. L'avanzata avviene poche ore dopo che il primo ministro Ehud Olmert aveva messo in guardia i militanti di Hamas contro il "pugno di ferro" che si sarebbe abbattuto su di loro se avessero rifiutato di porre fine alle ostilità. L'inasprirsi del conflitto ha, di fatto, congelato, il difficilissimo processo di pace nella regione. Subito dopo l'inizio dell'operazione "piombo fuso", la diplomazia internazionale si è messa in moto per cercare di rilanciare il dialogo tra le due parti. L'Unione Europea, il 15 gennaio scorso, ha approvato una risoluzione in cui viene chiesto il ritiro delle truppe israeliane e l'apertura dei valichi di frontiera per permettere il passaggio degli aiuti umanitari [8].
[modifica] Controversia sullo status di occupazione
Ai sensi del diritto internazionale, vi sono alcune leggi di guerra che disciplinano l'occupazione militare, comprese le convenzioni dell'Aja del 1899 e 1907 e la quarta Convenzione di Ginevra. [9] Israele afferma che Gaza non è più territorio occupato, nella misura in cui Israele non esercita un controllo effettivo o ha l'autorità su qualche proprietà o istituzione nella Striscia di Gaza. [10][11] il Ministro degli Esteri di Israele Tzipi Livni ha dichiarato nel mese di gennaio 2008: "Israele se n'è andato da Gaza. Ha smantellato i suoi insediamenti. Non sono stati lasciati soldati israeliani là, dopo il disimpegno."[12]
Tuttavia, questo è stato contestato da alcuni, perché a Gaza non appartiene a nessun Stato sovrano e poiché Israele mantiene il controllo delle frontiere di Gaza, compreso il suo tratto marino. Subito dopo si ritirò nel 2005 di Israele, il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas ha dichiarato, "lo status giuridico delle aree previsto per l'evacuazione non è cambiata." [10] Poco dopo palestinese americano Gregory avvocato Khalil, ha dichiarato: "Israele ancora controlli ogni persona, ogni bene, letteralmente ogni goccia d'acqua di entrare o lasciare la Striscia di Gaza. Le sue truppe non vi sono più ... ma non vi è ancora limita le possibilità per l'Autorità palestinese ad esercitare il controllo. "[13] Anche Human Rights Watch ha contestato che l'occupazione sia finita. [14][15] L'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari mantiene un ufficio su "Territorio palestinese occupato", che comprende la stessa Striscia di Gaza.[16]
[modifica] Economia
La produzione economica nella Striscia di Gaza è diminuita di circa un terzo tra il 1992 e il 1996. Questa flessione è stata variamente attribuita alla corruzione e la cattiva gestione da parte di Yasser Arafat, e alle politiche di chiusura di Israele. Un grave effetto negativo sociale di questo rallentamento è stato l'emergere di un alto tasso di disoccupazione. Il numero di residenti di Gaza che vive sotto la soglia di poverta' ($ 2 pro capite al giorno) costituisce l'85% della popolazione in seguito all’Operazione Piombo Fuso lanciata nel dicembre 2008 dal governo israeliano. .[17]
I coloni israeliani di Gush Katif avevano costruito serre e sperimentato nuove forme di agricoltura. Queste serre inoltre fornivano occupazione a molte centinaia di palestinesi di Gaza. Quando Israele si è ritirato dalla Striscia di Gaza nell'estate del 2005, le serre sono state acquistate con i fondi raccolti da ex Presidente della Banca mondiale, James Wolfensohn, e date al popolo palestinese per iniziare la loro economia. Tuttavia, lo sforzo di miglioramento è stato limitato a causa dello scarso approvvigionamento di acqua, dell'incapacità di esportare prodotti a causa di restrizioni israeliane di confine, e della corruzione dilagante all'interno dell'Autorità palestinese. La maggior parte delle serre sono state saccheggiate o distrutte.[18][19]
I principali partner commerciali della Striscia di Gaza sono Israele, Egitto, e la Cisgiordania. Prima della seconda rivolta palestinese scoppiata nel settembre 2000, circa 25.000 lavoratori dalla Striscia di Gaza, ogni giorno si recavano in Israele per lavoro.[20]
Israele, Stati Uniti, Canada, e l'Unione europea hanno congelato tutti i fondi al governo palestinese dopo la formazione di un governo controllato da Hamas, che ha vinto le elezioni legislative palestinesi del 2006. Infatti Hamas è considerata dalle maggiori democrazie occidentali un'organizzazione terroristica.
I palestinesi e gli organismi internazionali stanno cercando di valutare il danno economico subito dalla Striscia di Gaza dall'inizio dell’ offensiva israeliana Piombo Fuso (dicembre 2009). Rafik al-Husseini, consulente del Presidente palestinese Mahmoud Abbas, ha stimato che il danno ammonta a $ 2 miliardi di euro. Circa 26.000 palestinesi non puo’ piu' vivere nelle proprie case ed e’ appoggiato in 31 grandi rifugi delle Nazioni Unite. Funzionari egiziani sono preoccupati per l'effetto del conflitto a Gaza sull’ industria del turismo. Un calo nella prenotazione di hotel egiziani e' stato risentito durante la vacanze di Natale 2009 e Capodanno 2008-2009.[21]
I residenti della Striscia di Gaza, an seguito della massiccia operazione di Israele lanciata nel dicembre 2008 sono stati costretti ad affrontare il peggioramento della situazione economica. Il rifornimento dei prodotti di base e' diminuito in maniera significativa da quando le Forze di Difesa di Israele hanno bombardato decine di gallerie di contrabbando. I residenti nella Striscia hanno riferito che un sacco di farina e'stato venduto per piu' di 200 NIS (circa $ 53), rispetto a 100 NIS ($ 26,5) da quando israele ha iniziato l’operazione. I prezzi del carburante hanno visto un aumento significativo da quando l'operazione militare e' iniziata. [22]
A seguito dell'offensiva israeliana a Gaza nel Dicembre 2009 una nuova iniziativa mira ad utilizzare l'offerta pubblica nella Striscia di Gaza al fine di aumentare i fondi necessari per la sua ricostruzione. Diverse organizzazioni arabe ed islamiche si sono impegnate per la ricostruzione della Striscia di Gaza, trascurando la conferenza dei donatori svoltasi a Sharm el-Sheik, in Egitto, nel mese di febbraio. È stato dichiarato dal promotore dell'iniziativa che l'investimento dei fondi raccolti dalla IPO (offerta pubblica) sara' effettuato solo dopo che il governo a Gaza - vale a dire quello di Hamas – verra’ consultato. [23]
Dalla fine dell’ Operazione Piombo Fuso lanciata da Israele nel dicembre 2009 e la distruzione di molte gallerie di contrabbando a Rafah, molti dei piccoli investitori nella Striscia sono caduti vittima di un investimento sbagliato, nel migliore dei casi, e di una grande truffa nel peggiore dei casi. L'industria dei tunnel ha prosperato da quando Hamas ha assunto controllo della Striscia di Gaza nell'estate del 2007, come mezzo per raccogliere fondi da parte del pubblico in cambio di un buon profitto. [24]\
Il governo di Hamas a Gaza si e' impegnato nel febbraio 2009 nella campagna di raccolta di fondi volti a raccogliere $ 25 milioni necessari per ripristinare decine di moschee rovinate dai raid israeliani. I danni alle moschee ammontano a circa $ 25 milioni di euro. 45 moschee sono state completamente distrutte durante la guerra, mentre 55 sono state parzialmente danneggiate.[25]
Nel gennaio 2009, a termine dell'offensiva israeliana a Gaza, circa 50 stazioni televisive in tutto il mondo arabo hanno unito le forze per una speciale trasmissione dedicata alla Striscia di Gaza, con l'obiettivo di raccogliere fondi. Il primo giorno della campagna sono stati raccolti circa mezzo miliardo di dollari da parte dei cittadini del mondo arabo, e dagli arabi e musulmani che vivono all'estero. Il denaro e' stato depositato in conti bancari aperti appositamente per questo scopo. [26]
Vari elementi nel mondo arabo musulmano hanno utilizzato le reti sociali, i messaggi di testo e volantini per chiedere di boicottare i prodotti americani, come le societa' McDonald's e Starbucks per protestare contro l'offensiva israeliana a Gaza lanciata nel dicembre 2009. Una vasta campagna e' stata lanciata sul social network Facebook per propagare il boicottaggio delle imprese americane che sostengono l’operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza. Gli organizzatori della campagna sostenevano che se i musulmani di tutto il mondo avessero boicottato i prodotti americani, l'economia statunitense avrebbe perso $ 8,6 miliardi al mese. La campagna di boicottaggio non sembra aver riscontrato un grande successo.[27]
Gli abitanti di Rafah si sono preoccupati fin dall'inizio dell'operazione Piombo Fuso per il rallentamento economico che potrebbe derivare dai danni causati ai tunnel usati per il contrabbando di armi con l’Egitto. Le gallerie sono state infatti una fonte di prosperita' per la citta' di Gaza negli ultimi due anni, e ora c'e' grande preoccupazione che le future disposizioni in materia di sicurezza limitino il loro uso. È stato affermato che il reddito creato grazie al contrabbando attraverso i tunnel era di circa $ 30 milioni l’ anno fino al 2006 e ha raggiunto $ 650 milioni il primo anno in cui Hamas e' salito al potere.[28]
[modifica] Blocco Merci
Aprile 2009: Una parte della merce acquistata dai mercanti di Gaza viene trattenuta in magazzini controllati da Israele. Il numero dei beni trattenuti dallo stato ebraico ha recentemente raggiunto i 1.757 contenitori per un valore di circa $ 100 milioni. [29]. Oltre Israele, anche l'Egitto e' in parte responsabile ad aggravare la situazione economica dei palestinesi. Le autorità egiziane organizzano a Rafah vendite all'asta di beni sequestrati sul territorio egiziano nella parte palestinese della frontiera. Spesso i commercianti egiziani sono la fonte del contrabbando di merci, e a rimettere sono i mercanti palestinesi che pagano per merci che non riceveranno mai. [30]
[modifica] Religione
Il 99,3% della popolazione è musulmano; lo 0,7% è invece cristiano.[31]
[modifica] Note
- ^ CIA World Fact Book - Gaza Strip
- ^ Consolato di Israele a New York - dati sul numero di lanci e colpi di mortaio sparati verso Israele
- ^ Lorenzo Cremonesi. Così i ragazzini di Hamas ci hanno utilizzato come bersagli. Corriere della Sera, 21-01-2009
- ^ Yoav Stern. Gaza reporter caught on tape confirming Hamas fired rockets near TV offices. Haaretz, 20-01-2009
- ^ (EN) Field update on gaza from the humanitarian coordinator, documento del United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs, del 2 febbraio 2009
- ^ a b Nir Magal. Gazan doctor says death toll inflated. Ynet, January 22, 2009
- ^ Lorenzo Cremonesi. Così i ragazzini di Hamas ci hanno utilizzato come bersagli. Corriere della Sera, 21-01-2009
- ^ Gaza: cessate il fuoco immediato e ripresa dei negoziati
- ^ Occupation and international humanitarian law: questions and answers, International Committee of the Red Cross, 2004.
- ^ a b Dore Gold, JCPA Legal Acrobatics: The Palestinian Claim that Gaza is Still "Occupied" Even After Israel Withdraws, Jerusalem Center for Public Affairs, Vol. 5, No. 3, August 26, 2005.
- ^ International Law and Gaza: The Assault on Israel's Right to Self-Defense, Jerusalem Center for Public Affairs, Vol. 7, No. 29 28 January 2008.
- ^ Israeli MFA Address by Israeli Foreign Minister Livni to the 8th Herzliya Conference, Ministry of Foreign Affairs (Israel), January 22, 2008.
- ^ Panelists Disagree Over Gaza's Occupation Status, University of Virginia School of Law, November 17, 2005.
- ^ "Israel: "Disengagement" Will Not End Gaza Occupation" Human Rights Watch. October 29, 2004
- ^ "Human Rights Council Special Session on the Occupied Palestinian Territories" July 6, 2006"
- ^ Office for the Coordination of Humanitarian Affairs office on Occupied Palestinian Territory web site.
- ^ 85% dei residenti di Gaza sono poveri, Doron Peskin, Infoprod 02.03.09
- ^ Thanassis Cambanis. Greenhouses in Gaza symbolize Palestinian hopes and barriers. Boston Globe, 2005-10-31
- ^ Netzer Hazani. Harvest of sorrow. New York Daily News
- ^ AFP
- ^ Stime, danni a Gaza 1,5-2 miliardi di $, Doron Peskin & Gil Feiler, Infoprod 18.01.09
- ^ Gaza, forte aumento dei prezzi, Doron Peskin & Gil Feiler, Infoprod 03.01.09
- ^ Gaza, utilizzare IPO per aumentare gli aiuti, Doron Peskin & Gil Feiler, Infoprod 18.03.09
- ^ A Gaza gravi perdite negli investimenti, Doron Peskin, Infoprod 20.02.09
- ^ Hamas, raccolta fondi per la ricostruzione delle moschee di Gaza, Doron Peskin, Infoprod 11.02.09
- ^ Telethon per Gaza accumula $ 0,5 miliardi, Doron Peskin & Gil Feiler, Infoprod 20.01.09
- ^ Campagna di boicottaggio per Gaza contro le imprese statunitensi, Doron Peskin & Gil Feiler, Infoprod 14.01.09
- ^ Reddito dalle gallerie Gaza ammonta a $ 650 milioni l'anno, Doron Peskin & Gil Feiler, Infoprod 06.01.09
- ^ DI GAZA ESORTANO ISRAELE A RILASCIARE MERCI, Doron Peskin, Infoprod, 26.04.09
- ^ Egitto: sulla vendita di beni sequestrati a Gaza, Doron Peskin, Infoprod 29.03.09
- ^ the World Factbook
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Striscia di Gaza
Wikinotizie contiene notizie di attualità su Striscia di Gaza
[modifica] Voci correlate
- Territorio palestinese
- Autorità Nazionale Palestinese
- Proposte per uno Stato di Palestina
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- Conflitti:
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