Carlo Ripa di Meana

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Carlo Ripa di Meana
Ripadimeana.jpg

Ministro dell'Ambiente
Durata mandato 28 giugno 1992 –
28 aprile 1993
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Giorgio Ruffolo
Successore Valdo Spini

Commissario europeo per l'Ambiente, la Sicurezza Nucleare e la Protezione Civile
Durata mandato 1989 –
1993
Presidente Jacques Delors
Predecessore Stanley Clinton Davis (Ambiente, Tutela dei Consumatori e Trasporti)
Successore Ioannis Paleokrassas (Ambiente, Sicurezza Nucleare e Protezione Civile e Pesca)

Commissario europeo per le Riforme Istituzionali, la Politica dell'Informazione, la Cultura e il Turismo
Durata mandato 1985 –
1989
Presidente Jacques Delors
Predecessore Lorenzo Natali (Informazione)
Giorgios Contogeorgis (Turismo)
Successore Jean Dondelinger (Settore Audiovisivo, Informazione e Comunicazione ed Affari Culturali)

Dati generali
Partito politico PCI (1948-1958)
PSI (1958-1992)
FdV (1993-2001)
Verdi Ecologisti (2001-2005)

Carlo Ripa di Meana (Pietrasanta, 15 agosto 1929) è un politico e ambientalista italiano. È stato parlamentare europeo, Commissario europeo per l'Ambiente e ministro della Repubblica italiana. È stato, inoltre, portavoce dei Verdi e presidente di Italia Nostra.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato dalla nobile famiglia dei marchesi di Meana, è figlio di Giulio (Venezia 1899-Roma 1968) e di Fulvia Schanzer, figlia del senatore e ministro giolittiano Carlo Schanzer. Porta i titoli nobiliari di nobile dei marchesi di Giaglione, marchese di Meana, signore di Alteretto e Losa, nobile dei signori del marchesato di Ceva[1][2].

Nel 1982 sposa Marina Punturieri[1], già moglie di Alessandro Lante della Rovere. Testimone di nozze è Bettino Craxi[3].

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Di idee progressiste, nel 1953-56 Ripa di Meana, per conto del PCI, dirige a Pragala rivista dell’Unione Internazionale degli Studenti, World Student News. A Praga incontra Bettino Craxi, che rappresenta l'Unione goliardica italiana nelle università.

Nel 1957 fa il libraio Feltrinelli a Pisa, e a Forte dei Marmi durante l'estate, fino a quando, nel 1960, Giangiacomo Feltrinelli lo chiama per l'apertura della prima sua libreria a Milano.

Partito Socialista Italiano[modifica | modifica sorgente]

Dal 1958 al 1960 Ripa di Meana dirige la rivista Passato e Presente (Boringhieri editore), nata attorno alla figura di Antonio Giolitti, considerato il leader della corrente revisionista uscita dal PCI e confluita nella sinistra del Partito Socialista Italiano. Ripa di Meana segue lo stesso percorso, aderendo alla corrente di "Impegno socialista" ed entrando nel comitato centrale del PSI. Nel 1963, mentre è redattore per la Rizzoli a Milano, inizia a frequentare il Club Turati, di cui diverrà segretario. In questi anni frequenta e si lega a Gae Aulenti, Luciano Bianciardi (che gli dedica il suo capolavoro La vita agra), Camilla Cederna, Aldo Bassetti, Roberto Guiducci, Armanda Guiducci, Franco Momigliano, Bruno Pellegrino, Alessandro Pizzorno, Vico Magistretti, Guido Vergani, Lorenzo Capellini, Silvia Giacomoni, Giorgio Bocca, Marco Zanuso, Giulia Maria Crespi, Gustavo Ghidini, Lina Sotis, Paolo Grassi, Maria Teresa Spada, Meo Calzini[senza fonte].

Nelle elezioni regionali del 1970, le prime della storia dell'Italia repubblicana, Ripa di Meana viene eletto consigliere del PSI e viene nominato presidente della commissione statuto e presidente del gruppo socialista. Nel 1971 è tra le centinaia di firmatari della lettera aperta pubblicata sul settimanale L'Espresso sul caso di Giuseppe Pinelli, nella quale si additava Luigi Calabresi come responsabile della sua morte. Nel 2007 in una pubblica assemblea chiede "perdono alla Signora Calabresi e ai suoi figli" parlando del nesso tra il contenuto dell'appello e l'omicidio del Commissario[4].

Dal 1974 al 1979 Ripa di Meana è presidente della Biennale di Venezia, riformata dopo la contestazione studentesca. In questo periodo nel PSI si avvicina alla posizione politica del segretario Bettino Craxi. Propone e realizza nel 1977, tra molte difficoltà e l'esplicita opposizione del governo sovietico la 'Biennale del Dissenso.

Commissario europeo e ministro[modifica | modifica sorgente]

Dal 1979 al 1984 Ripa di Meana è deputato socialista al Parlamento europeo, mentre dal 1985 al 1992 diviene Commissario europeo alla cultura e all’ambiente nelle Commissioni Delors I e Delors II.

Nel biennio 1992-93 è ministro dell’ambiente nel primo governo Amato[5]. Nominato il 28 giugno 1992, si dimette il 7 marzo 1993 dopo aver votato nel governo contro la proposta del decreto Amato-Conso detto "colpo di spugna"[senza fonte].

Leader dei Verdi e di Italia Nostra[modifica | modifica sorgente]

Dal 1993 al 1996 Ripa di Meana è portavoce nazionale dei Verdi, per i quali è nuovamente eletto deputato al Parlamento Europeo fino al giugno 1999. Il 2 maggio 1998 vota contro l'adozione dell'euro come moneta unica: "oggi si propone non che lo stato europeo conii la moneta, ma che la moneta conii lo stato europeo... È un gioco d'azzardo che comporta rischi altissimi"[senza fonte].

Dal marzo 2000 al marzo 2005 è eletto consigliere regionale in Umbria.

Dal 2001 è Presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio[6]. Le priorità del CNP sono la lotta contro l'eolico selvaggio e la tutela dei centri storici e dei monumenti. Dal giugno 2005 al 2007 è presidente dell’associazione nazionale ambientalista Italia Nostra minacciata da una crisi finanziaria. Dal 2007 è presidente della sezione di Roma di Italia Nostra, che nel 2008 ha promosso la campagna contro la realizzazione di un grande parcheggio sotterraneo sotto il Pincio.Nel 2012 viene eletto Presidente Onorario dell'Associazione Italiana Wilderness (AIW).

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • A visit to Viet-Nam (International Union of Students 1956)
  • Dedicato a Raymond Roussel e alle sue impressioni d'Africa (Rizzoli 1964)
  • Il Governo audiovisivo. Riforma e controriforma della radiotelevisione, con Gustavo Ghidini, Valerio Onida e Marco Sigiani (Note Politiche 1973)
  • Adieu à la terre (Lafont 1992)
  • Una politica per la terra (Muzzio 1993)
  • Sorci verdi (Kaos 1997). Il volume è fortemente polemico nei confronti dei dirigenti e degli esponenti dei Verdi.
  • Cane sciolto (Kaos 2000) (autobiografia)
  • L'ordine di Mosca, fermate la Biennale del dissenso, con Gabriella Mecucci (Liberal 2007).

Famiglia e vita personale[modifica | modifica sorgente]

Carlo Ripa di Meana è secondogenito di sette figli. Tra i fratelli, il primogenito Vittorio (Roma, 19 settembre 1927 - Roma, 29 dicembre 2008) fu avvocato e presidente di Capitalia mentre Saverio è stato dirigente industriale del gruppo Buitoni e Nestlè e poi presidente di Umbria Jazz. Le quattro sorelle in ordine sono Orietta, assistente sociale a Rimini; Ludovica, moglie di Vittorio Sermonti, poetessa e scrittrice; Daria, architetto e moglie di Bruno Selvatici e Gabriella, psicanalista e scrittrice, moglie di Massimo Cuzzolaro.

Negli anni Settanta ebbe una relazione con un transessuale di nome Gianna[7], mentre successivamente fu legato a Gae Aulenti[8]. Nel 1982 sposa civilmente a Campagnano di Roma Marina Elide Punturieri[1], madre dell'attrice Lucrezia Lante della Rovere. Testimoni furono Antonio Giolitti, Bettino Craxi, Alberto Moravia e Goffredo Parise. Nel 2002 segue il matrimonio religioso a Montecastello di Vibio, in Umbria. Nel 2010 la coppia adotta un figlio, Andrea Cardella Ripa di Meana[senza fonte].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Andrea Borella, [[Annuario della Nobiltà Italiana]", edizione XXXI (Teglio: SAGI, 2010), vol. 2, pag. 1572.
  2. ^ "Libro d'oro della nobiltà italiana", edizione XXIV (Roma 2010-2014), vol. 30, pag. 482.
  3. ^ Lo racconta Marina Ripa di Meana al minuto 18:10 del documentario di History Channel Storia proibita degli anni 80. Gli anni ruggenti dei socialisti.
  4. ^ Firmai contro Calabresi, chiedo scusa, La Repubblica, 13 agosto 2007. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  5. ^ I Governo Amato, Governo italiano. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  6. ^ Comitato nazionale del paesaggio. URL consultato il 9 gennaio 2012.
  7. ^ Ripa di Meana e l'amore per un trans, Il Corriere della Sera, 22 settembre 2008
  8. ^ Paolo Di Stefano, «L'architettura è un mestiere da uomini ma ho sempre fatto finta di nulla», Corriere della Sera, 21 febbraio 2011. URL consultato il 3 novembre 2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]


Predecessore Commissario europeo
per le Riforme Istituzionali
, la Politica dell'Informazione, la Cultura e il Turismo
Successore Flag of Europe.svg
Lorenzo Natali (Informazione)
Giorgios Contogeorgis (Turismo)
19851989 Jean Dondelinger
Predecessore Commissario europeo per l'Ambiente, la Sicurezza Nucleare e la Protezione Civile Successore Flag of Europe.svg
Stanley Clinton Davis 19891993 Ioannis Paleokrassas
Predecessore Portavoce Nazionale dei Verdi Successore
nessuno 1993 - 1996 Luigi Manconi
Predecessore Commissario europeo dell'Italia Successore Flag of Italy.svg
Antonio Giolitti 1985 - 1993
con Lorenzo Natali fino al 1989, poi con Filippo Maria Pandolfi
Antonio Ruberti
Raniero Vanni d'Archirafi