Helmut Schmidt

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Helmut Heinrich Waldemar Schmidt
Schmidt 01.jpg

Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca
Durata mandato 6 maggio 1974 –
1º ottobre 1982
Presidente Gustav Heinemann
Walter Scheel
Karl Carstens
Predecessore Willy Brandt
Successore Helmut Kohl

Presidente del Consiglio europeo
Durata mandato 1º luglio 1978 –
31 dicembre 1978
Predecessore Anker Jørgensen
Successore Valéry Giscard d'Estaing

Dati generali
Prefisso onorifico Coat of arms of Germany.svg
Partito politico SPD
Titolo di studio Laurea in Economia
Alma mater Università di Amburgo
Professione funzionario
Firma Firma di Helmut Heinrich Waldemar Schmidt

Helmut Heinrich Waldemar Schmidt (Amburgo, 23 dicembre 1918) è un politico e funzionario tedesco. È stato cancelliere della Repubblica federale tedesca dal 6 maggio 1974 al 1º ottobre 1982. Dopo aver partecipato al conflitto mondiale, divenuto membro del Partito Socialdemocratico tedesco nel 1946, fu parlamentare del Bundestag nel 1953-1962. Mantenne il ruolo di ministro della difesa della RFD nel 1969-1972, diventando nel 1972 ministro dell’Economia e delle Finanze.

Nel 1974 subentrò a Willy Brandt alla guida del governo, venendo sostituito nel 1982 da Helmut Kohl per mezzo di una mozione di sfiducia costruttiva, utilizzata per la prima volta nella storia della Repubblica Federale Tedesca, che fu presentata dai suoi alleati della FDP in seguito a disaccordi in tema di politica economica e politica estera. Resse il paese per otto anni, durante un periodo segnato dal terrorismo (banda Baader-Meinhof), dalla guerra fredda che coinvolgeva la RFD e la vicina Repubblica Democratica, dal rafforzamento dell'integrazione europea e dalla crisi energetica che provocò forti fiammate inflazionistiche in tutto l'Occidente industrializzato, segnato anche dalla recessione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Helmut Schmidt durante un discorso alla conferenza della SPD ad Hannover nel 1973

Nato ad Amburgo da due insegnanti, ottenne nel 1937 il diploma di scuola superiore. Partecipò nelle forze armate alla seconda guerra mondiale, durante la quale sposò, nel 1942, Hannelore Glaser ("Loki"), da cui ebbe due figli. Si laureò in economia nel 1949, condividendo un'impostazione keynesiana moderata.

Dal 1946 fu membro del Partito Socialdemocratico Tedesco, poi presidente della Lega degli studenti socialisti tra il 1947 e il 1948. Assurse alla dirigenza del partito nel 1958, diventandone vicepresidente federale dal 1968 al 1984, collocandosi nell'ala moderata dell'SPD.

Membro del Bundestag per Amburgo dall'ottobre 1953 al gennaio 1962 e dall'ottobre 1965 al febbraio 1987, senatore (ministro) dell'Interno del Land di Amburgo dal dicembre 1961 al dicembre 1965 (dove si distinse durante l'alluvione del febbraio 1962), presidente del gruppo parlamentare SPD dal 1967 all'ottobre 1969, ministro della Difesa della RFT dall'ottobre 1969 al luglio 1972 (contribuendo a rinsaldare i rapporti con il Patto Atlantico e a riformare le forze armate), ministro delle Finanze della RFT dal luglio 1972 al maggio 1974.

Il cancellierato[modifica | modifica wikitesto]

Helmut Schmidt e Jimmy Carter durante una visita del cancelliere alla Casa Bianca il 13 luglio 1977
Helmut Schmidt e la moglie Loki al loro arrivo in Maryland il 20 maggio 1981
Helmut Schmidt accanto al Segretario generale del Comitato Centrale della SED Erich Honecker in un incontro dell'11 dicembre 1981.

Successe nel 1974 a Willy Brandt, in seguito allo scandalo che aveva coinvolto il segretario dell'ex cancelliere Günter Guillaume, smascherato come spia della Germania Est. Nel 1976 vinse le elezioni federali formando un secondo governo in alleanza col Partito liberal-democratico. Come cancelliere federale contribuì al percorso della costruzione dell'Unione Europea, in particolare istituzionalizzando il Consiglio Europeo nel 1974 e lanciando il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nel 1978, il Sistema Monetario Europeo (antesignano dell'euro) nel 1979 e favorendo la prima elezione diretta del Parlamento Europeo nello stesso 1979.

Favorì inoltre la nascita del G5 nel 1975, poi divenuto G8, e la "doppia decisione" con cui la NATO contrappose l'installazione dei Pershing-2 e dei Cruise, dispiegati sul suolo tedesco e per le pressioni di Schmidt anche su quello italiano, al mancato smantellamento dei missili SS-20 che l'URSS aveva collocato nel teatro europeo. Dapprima allacciando strette relazioni con Nixon, prese progressivamente le distanze dai successori di quest'ultimo, Carter e Reagan.

Queste azioni di politica estera furono realizzate grazie al buon rapporto, politico e personale, con Valery Giscard d'Estaing, allora presidente della Francia: si iniziò a parlare da allora di asse franco-tedesco[1], cioè di una linea comune di intesa che poi ebbe nuovi fasti col buon rapporto tra François Mitterrand ed Helmut Kohl. Alla crisi energetica degli anni settanta rispose con politiche economiche disinflazionistiche, ma rifiutando di operare tagli della spesa sociale (non esitando a ricorrere all'indebitamento pubblico), che ebbero riverberi sull'impetuoso sviluppo del paese, frenato dopo venti anni di incessante ascesa.

Riconfermato cancelliere nel 1980, sempre in alleanza con i liberali, cercò di favorire il dialogo tra le due Germanie, rilanciando i rapporti della Repubblica federale con i vicini orientali (Ostpolitik), sulla scia di Brandt, linea che ebbe risonanza negativa presso la NATO (ricevette per questo accuse di infedeltà dall'Alleanza). Il suo governo cadde nell'ottobre 1982, con l'utilizzo per la prima volta dell'istituto della sfiducia costruttiva, per il venir meno dell'appoggio del Partito liberale a seguito di varie divergenze in materia di spesa sociale, indebitamento pubblico, rapporti Est-Ovest, sostituito da una coalizione democristiano-liberale guidata da Helmut Kohl.

Politico pragmatico, terminato il ruolo di membro del Bundestag, si ritirò dalla politica attiva nel 1986. Oggi si è pronunciato in termini critici sulla posizione di dominio che sembra occupare la Germania in Europa, mettendo in guardia sulle conseguenze funeste che una leadership tedesca costruita a spese dei paesi periferici, a suo dire, potrebbe avere in futuro sul progetto europeo.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Die Deutsch-Französischen Beziehungen während der Kanzlerschaft von Helmut Schmidt (1974-1982), in Historische Zeitschrift 288, no. 3 (June 2009): 843-844.
  2. ^ Basta tatticismi di partito, Berlino sia solidale, ilsole24ore.it, 5 giugno 2012. URL consultato il 21 maggio 2014.

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