Erich Honecker

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Erich Honecker
Bundesarchiv Bild 183-R0518-182, Erich Honecker.jpg

Segretario Generale della SED
Durata mandato 3 maggio 1971 –
18 ottobre 1989
Predecessore Walter Ulbricht
Successore Egon Krenz

Presidente della Freie Deutsche Jugend
Durata mandato 7 marzo 1946 –
27 maggio 1955
Predecessore Alfred Kleeberg
Successore Karl Namokel

Coordinatore del Consiglio di Stato della RDT
Durata mandato 29 ottobre 1976 –
24 ottobre 1989
Primo ministro Willi Stoph
Predecessore Willi Stoph
Successore Egon Krenz

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Unificato di Germania

Erich Honecker (Neunkirchen, 25 agosto 1912Santiago del Cile, 29 maggio 1994) è stato un politico tedesco. È stato il secondo Segretario generale del Comitato Centrale della SED, partito socialista unificato della Germania Est, dal 1971 al 1989.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Attivo comunista in gioventù, durante il nazismo, nel 1937, fu condannato a dieci anni di carcere e riuscì a fuggire dalla prigione solo due mesi prima della fine della Seconda guerra mondiale[1][2].

Honecker era uno dei fondatori nonché il primo presidente della FDJ, l'organizzazione giovanile della SED. Nel 1953 sposò Margot Feist, in seguito divenuta Ministro per l'Educazione. In qualità di segretario della sicurezza del Comitato Centrale del partito fu il principale organizzatore dell'erezione del Muro di Berlino nell'estate del 1961, voluta da Ulbricht[3].

Con il sostegno di Brežnev sostituì Ulbricht nel 1971 come Primo Segretario, poi Segretario generale del Comitato Centrale, quindi nella funzione del massimo potere della DDR, unendo poi nella sua persona anche le funzioni di Presidente Consiglio Nazionale della Sicurezza e di Presidente del Consiglio Nazionale.[4] Nel 1976 la Volkskammer lo elesse alla carica di Presidente del Consiglio di Stato della RDT (Vorsitzender des Staatsrates der DDR)[5].

Honecker, di fatto, governò la Germania Orientale negli ultimi due decenni della sua esistenza, periodo segnato da alcune principali tendenze:

  • l'ulteriore perfezionamento del capillare controllo interno, in particolare la repressione di ogni opposizione tramite la Stasi;
  • l'ulteriore perfezionamento del regime di confine - Honecker era personalmente informato di ogni fuggitivo ucciso al Muro;
  • il tentativo, in larga misura riuscito, di far riconoscere lo Stato a livello internazionale;
  • una politica economica mirata ad una maggiore e migliore disponibilità di prodotti di consumo per i cittadini, politica che ha contribuito ad aumentare il debito della DDR nonostante il continuo flusso di denaro e di merci dalla Repubblica Federale;
  • il lento ma inesorabile declino economico della DDR.[senza fonte]

Contrario al processo di riforme portato avanti da Michail Gorbačëv in URSS, si pose in autonomia da Mosca.

Honecker nel 1950, segretario della FDJ

In seguito all'affermarsi nel Partito di tendenze vicine alle idee di Michail Gorbačëv (tra i sostenitori di queste idee l'avvocato Gregor Gysi che diverrà poi leader del PDS), ed alla situazione internazionale che vedeva la dissoluzione dei regimi socialisti in Europa orientale, nell'ottobre 1989 Honecker fu costretto alle dimissioni da tutte le cariche: il 3 dicembre fu infine espulso dal partito[6]. Nello stesso mese venne aperta l'istruttoria per abuso d'ufficio e per alto tradimento da parte della magistratura della DDR.

Honecker, riparato a Mosca, venne estradato dalla Federazione Russa per essere incarcerato e processato dalle autorità della Repubblica Federale di Germania nell'estate del 1992, in seguito all’annessione a quest’ultima della DDR[7]. Nei suoi confronti, e in quelli di diversi altri responsabili politici della Repubblica Democratica Tedesca, venne istituito un processo per dodici casi di omicidio (Totschlag): Honecker e gli altri dirigenti vennero ritenuti responsabili indiretti (mittelbare Täter)[8].

Nel corso del processo Honecker pronunciò un accorato discorso di autodifesa, sostenendo che il procedimento giudiziario avesse un carattere politico. Ripercorse gli eventi che condussero all’annessione della DDR alla Repubblica Federale Tedesca guidata da Helmut Kohl, rivalutando anche il ruolo svolto dalla dirigenza sovietica e da Gorbačëv. Nel suo discorso Honecker rivendicò i successi del "primo Stato socialista sorto sul suolo tedesco" e tracciò un bilancio di quell’esperienza, difendendo le sue scelte e motivando la costruzione del muro di Berlino con necessità politiche, sostenendo in particolare che la sua costruzione avrebbe provocato, nel clima mondiale della guerra fredda, un numero di morti molto basso se confrontato con quello della guerra del Vietnam[8].

Con riferimento al suo stato di salute Honecker - sofferente di tumore al fegato in stato avanzato - chiese l'interruzione del processo, concessa poi dopo una decisione della Corte Costituzionale Regionale il 12 gennaio 1993, come da articolo 206a dell'Ordinamento di Procedura Penale, considerando la certificata rimanente aspettativa di vita, con ogni probabilità inferiore alla prevedibile durata del processo, un impedimento a procedere[9]. Sospeso, per lo stesso motivo, il giorno successivo anche un secondo processo per reati economici, Honecker si trasferì in Cile, presso la famiglia di sua figlia, dove morì 16 mesi dopo[10].

Honecker nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Il murale Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale di Dmitri Vrubel

La fotografia che ritrae il bacio "alla sovietica"[11] tra Honecker e il segretario del PCUS Leonid Brežnev del 1979 divenne un'icona della guerra fredda[12]. L'immagine fu riprodotta sul muro di Berlino in un murale satirico (ora all'East Side Gallery) intitolato Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale (in tedesco Mein Gott, hilf mir, diese tödliche Liebe zu überleben), a volte chiamato Bacio fraterno (in tedesco Bruderkuß), opera dell'artista Dmitri Vrubel.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze tedesche[modifica | modifica sorgente]

Eroe della Repubblica Democratica Tedesca - nastrino per uniforme ordinaria Eroe della Repubblica Democratica Tedesca
Ordine di Karl Marx (5) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Karl Marx (5)
— 1969, 1972, 1977, 1982 e 1985

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Ordine di José Martí (Cuba) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di José Martí (Cuba)
Ordine della Vittoria del Socialismo (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Vittoria del Socialismo (Romania)
Eroe dell'Unione Sovietica (URSS) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica (URSS)
Ordine di Lenin (2 - URSS) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin (2 - URSS)
Ordine della Rivoluzione d'Ottobre (URSS) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Rivoluzione d'Ottobre (URSS)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [www.spiegel.de/spiegel/print/d-38223928.html "Immer bereit"], Der Spiegel, 3 ottobre 1966, p. 32
  2. ^ "Zum 100. Geburtstag Erich Honeckers", Unsere Zeit: Zeitung der DKP, 24 agosto 2012
  3. ^ "Der unterschätzte Diktator", Der Spiegel, 20 agosto 2012, p. 46
  4. ^ Heinrich August Winkler, Germany: The Long Road West, bol. II: 1933-1990. Oxford University Pres, 2007, pp. 266–268
  5. ^ Wichtige Beschlüsse der Volkskammer, in "Neues Deutschland" del 30 ottobre 1976, p. 1
  6. ^ Victor Sebetsyen, Revolution 1989: The Fall of the Soviet Empire, New York City: Pantheon Books, 2009. ISBN 0-375-42532-2.
  7. ^ "Honecker is reported at clinic for checkup", New York Times, 27 febbraio 1992
  8. ^ a b "The Honecker trial: The East German past and the German future", Helen Kellogg Institute for International Studies, gennaio 1996
  9. ^ "Honecker release drawing fire in Germany", New York Times, 24 gennaio 1993
  10. ^ "Wo Honecker heimlich begraben wurde", Bild, 25 agosto 2012
  11. ^ Paolo Valentino, Russia, torna il bacio " alla sovietica " fra i nuovi leader schioccano le labbra, Corriere della Sera, 3 giugno 1994, p. 8.
  12. ^ History of a kiss

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Capo del Consiglio Nazionale della Difesa della Germania Est Successore Flag of president of defence council (East Germany).svg
Walter Ulbricht 1973 - 1989 Egon Krenz
Predecessore Coordinatore del Consiglio di Stato della Germania Est Successore Flag of president of defence council (East Germany).svg
Willi Stoph 1976 - 1989 Egon Krenz
Predecessore Presidente della Freie Deutsche Jugend Successore Freie Deutsche Jugend.svg
Alfred Kleeberg 7 marzo 1946 - 27 maggio 1955 Karl Namokel

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