Janez Janša

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Janez Janša

Janez Janša, al secolo Ivan Janša (Lubiana17 settembre 1958), è un politico sloveno. A capo del Partito Democratico Sloveno (SDS - Slovenska demokratska stranka) dal 1993, è il presidente del governo sloveno dal 3 dicembre 2004, quando il Parlamento gli affidò l'incarico su proposta del Presidente della Repubblica.

Janša si laureò all'Università di Lubiana con una tesi in studi difensivi nel 1982, diventando successivamente apprendista al Segretariato della Difesa della Repubblica socialista di Slovenia. Nei suoi anni giovanili, Janša fu membro della Lega dei Comunisti ed uno dei leader dell'ala giovanile del Partito in Slovenia. Divenne presidente del Comitato per la Difesa della base popolare e della autodifesa sociale dell'Alleanza della gioventù socialista di Slovenia (ZSMS - Zveza socialisticne mladine Slovenije), e nel 1983 scrisse il primo dei suoi articoli di contestazione, criticando la natura dell'Esercito popolare jugoslavo (JNA). Alla metà degli anni '80, con l'introduzione di riforme democratiche in Slovenia e i relativi ammorbidimenti sulle restrizioni della libertà di parola, Janša fu autore di diversi articoli che criticavano l' Esercito popolare jugoslavo nella rivista indipendente Mladina. Come risultato, la sua rielezione a presidente del Comitato fu bloccata nel 1984, e nel 1985 gli fu ritirato il passaporto. Secondo le sue stesse affermazioni, fece oltre 250 domande di lavoro nell'anno seguente senza successo, e gli fu impedito di pubblicare liberamente i suoi articoli. In questo periodo si guadagnò da vivere scrivendo programmi per computer e facendo da guida alpina. La liberalizzazione negli anni seguenti gli ha permesso di trovare lavoro come segretario del "Giornale per la critica della Scienza" (1986) e successivamente ha potuto ritornare a scrivere nella rivista Mladina. Il 30 maggio 1988 venne arrestato assieme ad altri giornalisti del Mladina. Furono portati davanti alla Corte militare con l'accusa di aver pubblicato illegalmente documenti contenenti segreti militari. Il processo fu condotto senza alcuna rappresentanza legale per gli accusati, e in serbo-croato invece che in sloveno. Janša fu condannato a 18 mesi di reclusione, inizialmente nella prigione di massima sicurezza di Dob, ma a seguito di forti pubbliche proteste (che segnarono l'inizio della cosiddetta Primavera slovena), fu trasferito nella prigione di Ig. Venne rilasciato dopo circa sei mesi dalla sentenza e divenne l'editore capo del settimanale politico sloveno Demokracija (Democrazia), dove rimase fino alle elezioni del maggio 1990.

Nel 1989, Janša collaborò alla fondazione di uno dei primi partiti d'opposizione in Slovenia, l'Unione Democratica slovena (SDZ - Slovenska demokratska zveza) e ne divenne il primo vicepresidente, quindi il presidente del Consiglio Interno del partito. A seguito delle prime elezioni libere nel maggio 1990 divenne Ministro della Difesa nel nuovo governo democratico, carica che ricoprì anche durante la Guerra di Indipendenza slovena, protrattasi dieci giorni del giugno-luglio 1991. Dopo la rottura interna del SDZ nel 1991 divenne un membro del Partito Socialdemocratico di Slovenia (ribattezzato Partito Semocratico Sloveno nel 2003) e rimase ministro della Difesa nei primi due governi Drnovšek fino al Marzo 1994, quando fu rimosso dal Primo Ministro Janez Drnovšek in seguito ad accuse di aver consentito severe interferenze dei servizi segreti militari nella sfera civile. Venne poi scagionato da tali accuse a seguito di un'inchiesta. La sua rimozione dal carico di ministro provocò forti proteste da parte da alcuni settori della società (specialmente quelli vicini alla destra democratica) che rafforzarono la posizione dell'allora Partito socialdemocratico sloveno, ma lo portarono su posizioni più conservatrici. A seguito di questi eventi, il partito di Janša uscì dal governo, assumendo per un intero decennio una postura di netta opposizione ai governi della Liberaldemocrazia di Slovenia (LDS - Liberalna demokracija Slovenije).

Nel Maggio 1993, diventò presidente del Partito Socialdemocratico di Slovenia (SDSS, in seguito abbreviato in SDS) e fu rieletto nel 1995, 1999 e nel 2001.

Svolse nuovamente il carico di Ministro della Difesa dal giugno al novembre 2000 nel governo di breve durata di Andrej Bajuk. Durante questo periodo introdusse, tra l'altro, i curati nelle forze armate.

A seguito delle elezioni generali 2004 Janša fu eleletto Presidente del Governo della Repubblica di Slovenia il 9 novembre 2004, raccogliendo i voti di 57 dei 90 deputati. Assunse la carica il 3 dicembre 2004.

Janez Janša ha pubblicato diversi libri, di cui i due più noti sono Premiki (Manovre, publicato nel 1992 e in seguito tradotto in inglese come The Making of the Slovenian State) e Okopi (Barricate, 1994), nella quale espone la sua visione della travagliata transizione slovena verso la democrazia parlamentare.

[modifica] Italia-Slovenia

Durante la prima commemorazione, tenutasi a Portorose, della Giornata del ritorno della Primorska (Litorale sloveno) alla madrepatria nel 2005, istituita come risposta al "Giorno del ricordo" (in memoria dei caduti delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati) istituito dal Parlamento italiano, disse, in diretta televisiva, che se dopo la seconda Guerra mondiale (tratto da "Il Piccolo 18/09/05"): «il regime jugoslavo non avesse trascinato il Paese al di là della cortina di ferro, avremmo potuto contare anche su Trieste, Gorizia e la Slavia veneta". La celebrazione di Portorose è stata volutamente ignorata dalla comunità italiana autoctona (tratto da "Il Piccolo 18/09/05"): «Ogni Paese ha ovviamente il diritto di celebrare le date che preferisce - ha dichiarato il presidente della Comunità autogestita costiera (Can) Silvano Sau a Tv Capodistria - ma in aree come questa, nazionalmente miste, celebrare la vittoria di uno significa spesso ricordare la sofferenza dell'altro». «Indubbiamente non possiamo celebrare il fatto che il 15 settembre del 1947 gli italiani sono stati ridotti a condizione di minoranza né possiamo celebrare il fatto che alcune clausole di quel Trattato di pace ancora oggi non vengono rispettate. Celebrare giornate del genere - ha concluso Sau - per noi sarebbe quanto meno inopportuno».


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Predecessore: Presidente del Consiglio dell'Unione europea Successore:
José Sócrates gennaio 2008 - giugno 2008 Nicolas Sarkozy I
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Predecessore: Primo Ministro della Slovenia Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Anton Rop 3 dicembre 2004 - in carica - I
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