Giorno del ricordo

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Giorno del ricordo
Emblem of Italy.svg
Tipo di festa nazionale
Data 10 febbraio
Celebrata in Italia Italia
Oggetto della celebrazione Massacri delle foibe ed Esodo giuliano-dalmata
Data d'istituzione 2004
« (...) un moto di odio e di furia sanguinaria, e un disegno annessionistico slavo, che prevalse innanzitutto nel Trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una "pulizia etnica". »
(Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana, Roma, 10 febbraio 2007)

Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92[1] essa commemora le vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.

Secondo la legge che l'ha istituito, al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una targa commemorativa, destinata ai parenti degli "infoibati" e delle altre vittime delle persecuzioni, dei massacri e delle deportazioni occorse in Istria, in Dalmazia o nelle province dell'attuale confine orientale durante l'ultima fase della seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi.

Iter della legge[modifica | modifica sorgente]

La proposta di legge del 6 febbraio 2003[2] recava le firme di un nutrito gruppo di deputati di vari gruppi parlamentari (prevalentemente di Alleanza Nazionale e Forza Italia, oltre che dell'UDC e della Margherita/L'Ulivo) il cui primo firmatario fu Roberto Menia.[2] La legge che istituì il "Giorno del ricordo" fu quindi approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano nel marzo 2004[3]: l'11 marzo alla Camera dei Deputati su 521 presenti in aula si registrarono 502 favorevoli, 15 contrari e 4 astenuti[4]; il 16 marzo al Senato della Repubblica non vi fu nessuna dichiarazione di voto contrario a nome del proprio gruppo o personale[5].

Contenuto della legge[modifica | modifica sorgente]

« La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero. »
(legge 30 marzo 2004 n. 92)

In quanto solennità civile, ai sensi dell'art. 3 della legge 27 maggio 1949, n. 260, essa non determina riduzioni dell'orario di lavoro degli uffici pubblici o di orario per le scuole né, qualora cada in giorni feriali, costituisce giorno di vacanza; è obbligo, tuttavia, per gli edifici pubblici esibire il tricolore.[1]

Ai sensi della legge istitutiva, nel Giorno del Ricordo viene concessa, in seguito a domanda, una targa metallica (in acciaio brunito e smalto, con la scritta "La Repubblica italiana ricorda") con diploma,[6] al coniuge superstite, ai figli, ai nipoti e, in loro mancanza, ai congiunti sino al sesto grado degli infoibati dall'8 settembre 1943 al 10 febbraio 1947, in Istria, Dalmazia e nelle province dell'attuale confine orientale. Tale diritto è esteso anche agli scomparsi e quanti, nello stesso periodo e nelle stesse zone, sono stati soppressi mediante annegamento, fucilazione, massacro, attentato, in qualsiasi modo perpetrati. Il riconoscimento può essere concesso anche ai congiunti dei cittadini italiani che persero la vita dopo il 10 febbraio 1947, ed entro l'anno 1950, qualora la morte sia sopravvenuta in conseguenza di torture, deportazione e prigionia, escludendo quelli che sono morti in combattimento. Vengono esplicitamente esclusi dal riconoscimento coloro che sono stati uccisi mentre facevano volontariamente parte di formazioni non a servizio dell'Italia. Il termine per presentare la domanda di riconoscimento è il 30 marzo 2014.

La stessa legge ha riconosciuto il Museo della civiltà istriano-fiumano-dalmata, con sede a Trieste e l'Archivio museo storico di Fiume, con sede a Roma. Il finanziamento di tali istituzioni ammonta a 200.000 euro annui a decorrere dall'anno 2004, metà all'Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata (IRCI), e metà alla Società di studi fiumani per il tramite dei due enti. Per il finanziamento, adeguato di anno in anno dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, è utilizzato un "fondo speciale" (art. 2, comma 2 e 3). Lo stesso riconoscimento è dato "anche al Centro di Ricerche Storiche, con sede a Rovigno (Croazia), importante istituzione di documentazione e ricerca, per il suo inestimabile apporto dato alla ricerca, allo studio, alla conoscenza e alla divulgazione di queste terre".

Celebrazioni[modifica | modifica sorgente]

Il Giorno del ricordo viene celebrato dalle massime autorità politiche italiane con una cerimonia solenne nel palazzo del Quirinale al cospetto del Presidente della Repubblica, che conferisce le onorificenze alla memoria ai parenti delle vittime.[1] In contemporanea in molte città si tengono celebrazioni di commemorazione presso i monumenti e le piazze dedicate ai tragici avvenimenti.

Nel 2006 l'allora presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi durante le celebrazioni dichiarò: «L'Italia non può e non vuole dimenticare: non perché ci anima il risentimento, ma perché vogliamo che le tragedie del passato non si ripetano in futuro»[7]. Il discorso venne ripreso nel 2007 da Giorgio Napolitano, che attribuì l'origine delle foibe ad «...un moto di odio e furia sanguinaria e un disegno annessionistico slavo che prevalse innanzitutto nel trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica» e sostenne come «La disumana ferocia delle foibe fu una delle barbarie del secolo scorso, in cui si intrecciarono in Europa cultura e barbarie» come della necessità di «consolidare i lineamenti di civiltà, di pace, di libertà, di tolleranza, di solidarietà della nuova Europa che stiamo costruendo da oltre 50 anni, e che è nata dal rifiuto dei nazionalismi aggressivi e oppressivi, da quello espresso nella guerra fascista a quello espresso nell'ondata di terrore jugoslavo in Venezia Giulia. La nuova Europa esclude naturalmente anche ogni revanchismo»[8].

Polemiche[modifica | modifica sorgente]

In alcuni ambienti politico-culturali italiani - legati all'estrema sinistra - l'iter legislativo e l'istituzione del Giorno del ricordo provocò reazioni fortemente critiche. Negli anni successivi sono state quindi organizzate svariate contromanifestazioni per denunciare questa ricorrenza, tacciata di "neofascismo" e "revanscismo", in quanto decontestualizzerebbe i massacri delle foibe dall´invasione della Jugoslavia, dai precedenti crimini di guerra italiani in Jugoslavia[9][10][11][12][13][14][15] e dalla forzata italianizzazione delle terre di confine.

In occasione della ricorrenza del 2007, sorse una polemica fra il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e il presidente della Croazia Stipe Mesić, a causa di alcune espressioni di Napolitano definite razziste, revisioniste e revansciste da Mesić[16]; la polemica rientrò rapidamente, dopo un intervento dell'Unione Europea critico nei confronti di Mesić[17].

Nell'ottobre del 2013 Simone Cristicchi porta in scena al Politeama Rossetti di Trieste il musical Magazzino 18, scritto in collaborazione con il giornalista Jan Bernas, sul dramma delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata e le cui repliche furono oggetto di contestazione da parte dell'estrema sinistra[18]. La Rai per il Giorno del ricordo 2014 ha messo in programmazione il musical.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maria Canale Dalle foibe al giorno del ricordo Alberti editore
  • Guido Rumici Catalogo della mostra fotografica sul "Giorno del ricordo" Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
  • Fumich Il pozzo e la memoria
  • Guido Rumici Infoibati Mursia Milano ISBN 9788842529996
  • Guido Rumici Fratelli d'Istria Mursia Milano ISBN 9788842528029
  • Jan Bernas Ci chiamavano fascisti. Eravamo italiani Mursia Milano ISBN 9788842544562
  • M. Coslovich Nemici per la pelle. Trieste, terra di confine Mursia, Milano ISBN 9788842532958
  • D. Zandel I testimoni muti Mursia, Milano ISBN 9788842546443

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Legge 30 marzo 2004, n. 92 (testo ufficiale): "Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004.
  2. ^ a b Proposta di Legge - Istituzione del «Giorno della memoria e della testimonianza» in ricordo delle terre d’Istria, di Fiume e della Dalmazia, nonché degli esuli giuliano-dalmati, dal sito della Camera dei Deputati.
  3. ^ Foibe, il 10 febbraio sarà il "Giorno del ricordo", in Corriere della Sera, 17 marzo 2004
  4. ^ Votazione finale nominale n. 8 dell'11/2/2004 seduta n. 422, Camera dei Deputati.
  5. ^ Resoconto stenografico della seduta del Senato della Repubblica n. 563 del 16 marzo 2004.
  6. ^ Il riconoscimento onorifico è senza assegno.
  7. ^ http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/02_Febbraio/08/ciampi.shtml Ciampi: «L'Italia non dimentichi le foibe»
  8. ^ http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/02_Febbraio/10/napolitano.shtml Napolitano: «Foibe, ignorate per cecità»
  9. ^ Il giorno del ricordo è una vergogna, dal sito di Rifondazione Comunista della Sicilia.
  10. ^ Martiri, memoria o revansicsmo fascista?, dal sito dei Giovani comunisti della Toscana.
  11. ^ Il "giorno del ricordo" è un oltraggio alla Resistenza e al socialismo, dal sito del Partito Marxista-Leninista Italiano.
  12. ^ Iniziative sul Giorno del ricordo, dal sito del "Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia".
  13. ^ Claudia Cernigoi, Giorno del ricordo o giorno della mistificazione storica?, dal sito della rivista La Nuova Alabarda (Claudia Cernigoi è stata iscritta a Rifondazione Comunista).
  14. ^ Foibe, Rifondazione contro de Magistris «Che errore quel Giorno del ricordo», dal sito de Il Corriere del Mezzogiorno, 11 febbraio 2012.
  15. ^ Smantellare la versione fascista sulle foibe | Circolo PRC Karl Marx – Casalgrande
  16. ^ Foibe: presidente croato attacca Napolitano, in Corriere della Sera, 13 febbraio 2007.
  17. ^ La polemica Mesic-Napolitano arriva a Bruxelles che critica Zagabria. Il presidente croato: "Scorretto", in Euronews, 14 febbraio 2007.
  18. ^ Show sulle Foibe, Cristicchi contestato Renzi: solidarietà, venga a Firenze - Corriere Fiorentino

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]