Martin Schulz

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Martin Schulz
Martin Schulz nel 2013

Martin Schulz nel 2013


Presidente del Parlamento europeo
In carica
Inizio mandato 17 gennaio 2012
Vice presidente
Predecessore Jerzy Buzek

Dati generali
Partito politico Socialdemocratico Tedesco (dal 1974)
Titolo di studio Diploma di ginnasio superiore
Professione Libraio
Martin Schulz
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Partito Socialdemocratico Tedesco
Legislatura IV, V, VI, VII
Gruppo Partito del Socialismo Europeo (IV, V, VI)
Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (VII)
Coalizione S&D
Collegio Germania
Incarichi parlamentari
Presidente del Parlamento Europeo (dal 17 gennaio 2012)

Martin Schulz (Hehlrath, 20 dicembre 1955) è un politico tedesco. Schulz è stato presidente del gruppo parlamentare dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici presso il Parlamento europeo e il 17 gennaio 2012 è stato eletto presidente del Parlamento europeo.

Indice

Biografia[modifica]

Estrazione, formazione e carriera professionale[modifica]

Martin Schulz, il più giovane tra cinque fratelli, è figlio di Paul Schulz e Clara Schulz[1]. Il padre, poliziotto, proveniva da una famiglia di minatori della Saarland, di orientamento socialdemocratico[1]. La madre proveniva da una famiglia borghese e fu co-fondatrice della sezione locale della CDU della sua città natale Hehlrath (oggi Eschweiler)[1].

Martin Schulz, dopo aver frequentato il ginnasio superiore a Würselen, ha svolto un apprendistato come libraio dal 1975 al 1977[1][2]. Negli anni tra il 1977 e il 1982 ha prestato attività presso diverse librerie e case editrici[2]. Nel 1982 e fino al 1994 è stato proprietario di una libreria a Würselen[2].

Carriera politica[modifica]

La carriera politica di Schulz si è svolta interamente all'interno del Partito Socialdemocratico Tedesco, a cui si iscrisse a diciannove anni nel 1974[2]. Fu attivo all'interno della Jusos, l'organizzazione giovanile del partito, presiedendone la sezione di Würselen e poi la sezione del circondario di Aquisgrana[3]. Fu consigliere comunale di Würselen, cittadina di quasi quarantamila abitanti nella Renania Settentrionale-Vestfalia, dal 1984 al 1999 e ne fu sindaco dal 1987 al 1998[3]. All'epoca della nomina, con i suoi trentun anni, era il sindaco più giovane del Land[2]. Nel 1984 entrò a far parte del direttivo dell'SPD del circondario di Aquisgrana, di cui fu eletto presidente nel 1996[3].

Nel 1991 Schulz fu nominato membro del consiglio nazionale del partito, di cui fece parte ininterrottamente sino al 1999. Nel dicembre 1999 entrò nell'ufficio di presidenza e nel direttivo federale dell'SPD[2].

La svolta politica più importante nella carriera di Schulz arrivò nel 1994, quando venne eletto per la prima volta deputato al Parlamento europeo. Fu coordinatore del gruppo PSE nella sottocommissione per i diritti dell'uomo (1994 - 1996) e nella commissione per le libertà civili e gli affari interni (1996 - 2000)[2]. Alle elezioni europee del 1999 fu capolista della SPD[3].

Presidente del gruppo socialista al Parlamento europeo, 2004-2012[modifica]

Dal 2000 al 2004 fu presidente della delegazione dei socialdemocratici tedeschi al Parlamento europeo[2]; in aggiunta a questa carica, dal 2002 fu primo vicepresidente dell'intero gruppo parlamentare socialista al Parlamento europeo[2]. Infine, dal maggio 2004, ne divenne presidente[2]. Ha presieduto il gruppo fino alla sua elezione alla presidenza del Parlamento nel gennaio 2012[2]. Nel 2009 fu nominato anche responsabile della SPD per la relazioni a livello europeo[2].

La polemica con Berlusconi[modifica]
Martin Schulz nel 2006

Durante la seduta del Parlamento europeo del 2 luglio 2003 Schulz fu coinvolto in un duro scontro verbale con Silvio Berlusconi, che in quella circostanza si insediava come presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea.

Nel suo intervento Schulz mosse alcune critiche a Berlusconi in merito al suo conflitto di interessi e al fatto che godesse dell'immunità parlamentare a causa di ritardi procedurali addebitabili all'ex presidente del Parlamento europeo Nicole Fontaine. Chiese inoltre cosa Berlusconi intendesse fare «per accelerare la creazione di una procura europea» e «per accelerare l'introduzione del mandato di arresto europeo». Anche altri europarlamentari manifestarono dissenso nei confronti di Berlusconi, alcuni si alzarono dai loro posti mostrando cartelloni con la scritta "La legge è uguale per tutti" in diverse lingue[4]. Tra i vari interventi, Olle Schmidt, svedese del gruppo ELDR affermò: «il suo stesso ruolo di proprietario di mezzi d’informazione in Italia ha permesso al governo di dettare il contenuto sia della stampa privata che della televisione pubblica. Si tratta di uno sviluppo assai preoccupante, che riguarda l'intera Unione europea e che non sarebbe mai stato accettato se si fosse verificato in qualsiasi nuovo Stato membro dell'Unione. La triste domanda che dobbiamo ora porci è se l'Italia sia un paese che soddisfa i criteri politici di Copenaghen».

Nella sua replica Berlusconi, riferendosi agli europarlamentari che lo avevano contestato, rinfacciò: «se questa è la forma di democrazia che intendete usare per chiudere la bocca al Presidente del Consiglio europeo, vi posso dire che dovreste venire come turisti in Italia, perché qui sembrate turisti della democrazia». Al deputato Martin Schulz rivolse le seguenti parole: «signor Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapo. Lei è perfetto!»[5].

Il presidente del Parlamento Pat Cox invitò Schulz a fare una dichiarazione di replica, come previsto dall'articolo 122. Martin Schulz dichiarò: «Ho solo una cosa da dire in risposta: il mio rispetto per le vittime del fascismo m’impedisce di fare qualsiasi commento al riguardo. Tuttavia, ho le idee molto chiare sul fatto che è estremamente difficile accettare una situazione in cui un Presidente in carica del Consiglio, di fronte alla minima contestazione nel corso di un dibattito, perda a tal punto la padronanza di sé». In seguito il verbale dell'assemblea riporta: «Vivi e prolungati applausi a sinistra e al centro sinistra. L'Assemblea, in piedi, applaude lungamente». Berlusconi a sua volta replicò che tutto quello che aveva detto rivolto a Schulz, l'aveva detto con ironia, mentre Schulz aveva svolto il suo intervento «con cattiveria». Alla chiusura del dibattito il presidente Cox dichiarò: «prima di concludere la discussione [...] vorrei dire che personalmente deploro i termini offensivi rivolti al nostro stimato collega, onorevole Schulz»[6].

Presidente del Parlamento europeo (2012)[modifica]

Il 17 gennaio 2012 Schulz è stato eletto presidente del Parlamento europeo, ricevendo 387 voti su 670[7]. La durata prevista del mandato è di due anni e mezzo, fino alle elezioni europee del 2014.

Vita personale[modifica]

Martin Schulz è sposato ed ha due figli[2].

Onorificenze[modifica]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 10 settembre 2012[8]

Curiosità[modifica]

Schulz è appassionato di calcio, storia e lettura. Tra i suoi libri preferiti vi sono Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e le opere di Eric Hobsbawm[2].

Note[modifica]

  1. ^ a b c d (DE) Martin Schulz. Munzinger. URL consultato in data 17 gennaio 2012.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n Biografia di Martin Schulz. Parlamento europeo. URL consultato in data 17 gennaio 2012.
  3. ^ a b c d (DE) Biografia. Sito personale di Martin Schulz. URL consultato in data 17 gennaio 2011.
  4. ^ (DE) "Ich schlage Sie für die Rolle des Lagerführers vor". Der Spiegel, 2 luglio 2003. URL consultato in data 17 gennaio 2012.
  5. ^ Silvio Berlusconi vs MEP Martin Schulz; relive the moment. YouTube. URL consultato in data 17 gennaio 2011.
  6. ^ Cfr. Il verbale della seduta del 2 luglio 2003 - Dal sito dell'Europarlamento.
  7. ^ Constant Brand. (EN) Schulz elected European Parliament president. European Voice, 17 gennaio 2012. URL consultato in data 17 gennaio 2012.
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica]

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