Campo di concentramento di Varsavia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
5 agosto 1944: partigiani accanto a prigionieri nel campo di Gęsiówka

Il campo di concentramento di Varsavia (in lingua tedesca Konzentrationslager Warschau, o semplicemente KZ Warschau) è stato un complesso di lager della Germania nazista nella Polonia occupata che includeva probabilmente un campo di sterminio. Era situato internamente al ghetto di Varsavia.

I dati sulla portata esatta di questo campo - attivo durante seconda guerra mondiale dal 1942 al 1944 - sono tuttora controversi.

Il Polish Institute of National Remembrance (IPN)[1] ha stimato - in assenza di cifre certe quantificabili in ragione di oggettive difficoltà - il numero delle vittime in non meno di alcune decine di migliaia. Altre stime indicano in circa duecentomila le vittime del campo (in gran parte gentili polacchi).

Altre stime fissano tale cifra a 20.000-35.000 unità escludendo i circa 37.000 giustiziati nella prigione per detenuti politici di Pawiak, con una maggiore percentuale fra le vittime di ebrei di altri stati europei. Fra coloro che persero la vita in quel campo vi sono greci, rom, bielorussi e italiani[1].

Controversie storiche[modifica | modifica sorgente]

La prima menzione ufficiale del KZ Warschau risale al 19 giugno 1943: riferisce di un campo di concentramento istituito fra le rovine del ghetto di Varsavia. Il termine KZ Warschau è stato anche usato per descrivere un campo analogo che fu scoperto in data antecedente. Non di meno si considera che il KZ Warschau fosse attivo già dall'autunno 1942, ovvero prima della rivolta del ghetto di Varsavia.

Internate dopo la liberazione dei soldati dell'Armia Krajowa

Il primo comandante del campo fu l'SS-Obergruppenführer Wilhelm Goecke, già comandante al campo di concentramento di Mauthausen-Gusen. Oltre a perseguire lo scopo di genocidio, il sito venne adibito dal nazismo a campo di lavoro per rimuovere le macerie del ghetto allo scopo di erigere una struttura ricreativa per le SS.

La data esatta del campo di Varsavia è sconosciuta. Secondo alcuni storici, fra cui quelli dell'IPN, esso fu creato secondo le istruzioni dell'SS-Obergruppenführer Oswald Pohl l'11 giugno 1943. A parere di altri storici, fra cui il giudice dell'IPN Maria Trzcińska, il campo era già in funzione in data antecedente. Questa asserzione si basa su una disposizione del 9 ottobre 1942 di Heinrich Himmler in base alla quale i lavoratori delle fabbriche polacche dovevano essere raggruppati nei più vicini campi di concentramento di Varsavia o al campo di concentramento di Majdanek, vicino a Lublino.

Suddivisione del campo[modifica | modifica sorgente]

Immagine aerea del ghetto di Varsavia: al centro era situato il campo di concentramento base

Il campo di concentramento di Varsavia era suddiviso cinque zone situate in altrettante aree della città collegate fra loro dalla ferrovia e controllate da un unico comando.

In ordine cronologico furono aperti:

  1. Un campo di concentramento nella zona di Koło area (già Stalag Kriegsgefangenenlager) per prigionieri di guerra dell'esercito nazionale polacco catturati nel 1939 (l'esistenza di questo campo è controversa);
  2. Un campo di sterminio costituito da due sottocampi situati presso la stazione ferroviaria di Warszawa Zachodnia (anche in questo caso l'esistenza del campo è controversa);
  3. Un campo di concentramento a Gęsia (località ora intitolata a Mordechaj Anielewicz), già campo di lavoro forzato o campo di rieducazione parte del ghetto, conosciuto con il nome di Gęsiówka; un sottocampo per ebrei stranieri era situato nella strada Nowolipie;
  4. Un campo a Bonifraterska vicino alla piazza Muranowski, già parte del ghetto;
  5. La prigione della Gestapo nella strada Pawia, conosciuta come Pawiak.

L'intera area si estendeva per circa 1.2 km², con centodiciannove baracche appositamente costruite ed in grado di contenere approssimativamente circa quarantamila prigionieri. Le infrastrutture del campo includevano cinque forni crematori, di cui uno elettrico. A sovrintendere al tutto erano guardie ucraine e lituane.

Il Piano Pabst[modifica | modifica sorgente]

Panoramica del "Piano Pabst"

Secondo il cosiddetto Piano Pabst, prima della rivolta, Varsavia avrebbe dovuto diventare una città della provincia tedesca. Per garantire questa trasformazione, la popolazione venne ridotta da oltre un milione a cinquecentomila abitanti e per raggiungere questo scopo la popolazione ebraica fu raggruppata nel ghetto prima di essere trasferita e sterminata. Il successivo passo del Terzo Reich doveva essere quello di un trasferimento della popolazione dei gentili.

I gentili di Varsavia divennero l'obiettivo della direttiva chiamata łapanka con cui la Wehrmacht e la polizia tedesca erano autorizzate a rastrellare civili lungo le strade. Tra il 1942 e il 1944 vi furono circa quattrocento vittime dell'operazione łapanka: le persone erano catturate e trasferite nei diversi punti del complesso del campo di concentramento e da lì ancora trasferite in altri campi di concentramento o di lavoro in altri luoghi della Polonia.

Esecuzioni[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'IPN, la maggior parte delle esecuzioni vennero eseguite con armi da fuoco, essenzialmente machine gun, sia nei campi sia nelle zone di sicurezza del ghetto. Alcuni degli ostaggi furono assassinati per le strade di Varsavia, mentre numerosi altri furono uccisi in camere a gas: la prima gassificazione avvenne nel campo di Gęsia dove una considerevole quantità di Zyklon B fu trovata alla fine della guerra. Il 17 ottobre 1943 furono uccisi con tale sistema centocinquanta polacchi di Varsavia e venti ebrei belgi. Un numero minore di reclusi furono assassinati da guardie ubriache nel cosiddetto anfiteatro di Gęsiówka o impiccate al muro della morte di Koło. Altre misteriose sparizioni riguardarono detenuti trasferiti in un edificio a forma di T nella foresta di Koło e di cui non si sono avute più notizie.

Accanto alle fucilazioni di massa, la maggior parte delle morte è risultata dovuta a esaurimento psichico o a tifo endemico. I corpi delle vittime dei campi venivano bruciati nei crematori o in pire all'aperto, allestite anche nello stadio cittadino o fra le rovine del vecchio ghetto. In quello stesso tempo, gruppi di SS in abiti da sanitari si occupavano della ricerca e della soppressione di eventuali sopravvissuti che ancora si trovavano fra le rovine del ghetto.

Il mistero del tunnel[modifica | modifica sorgente]

Un ulteriore fatto controverso riguarda l'esistenza di una camera a gas che sarebbe stata in funzione in un preesistente tunnel della strada Józef Bem, vicino alla stazione ferroviaria di Warszawa Zachodnia. La galleria misurava 630 metri quadrati ed era larga a sufficienza per stiparvi ed uccidervi simultaneamente fino a mille persone. Considerato che la camere a gas abitualmente adottate dal regime nazista erano piccole e dal soffitto molto basso, l'uso di una galleria di vaste dimensioni contrasterebbe con una plausibile ipotesi di adeguato funzionamento.

La galleria fu restituita al traffico stradale alla fine della guerra. Le possibili pompe di gas e le attrezzature di ventilazione utilizzate potrebbero essere state distrutte durante lavori di rinnovamento della struttura compiuti nel 1996 e nei primi anni 2000. Non è dato sapere comunque se ossido di carbonio o Zyklon B siano mai stati adoperati in questo caso.

Memoriale

Questa controversia storica non è stata mai efficacemente trattata pubblicamente, ed è rimasta sconosciuta specialmente durante l'epoca in cui la Polonia è rimasta nell'influenza politica comunista.

Una delle possibili ragioni di questa segretezza è stata l'aumento della percezione del numero di vittime nella rivolta di Varsavia: iniziata nell'agosto 1944 contro i tedeschi da soldati polacchi non aderenti al comunismo, causò la morte di numero civili.

Nel 2001 il Sejm (la camera bassa del parlamento polacco) ha richiesto la costituzione di un memoriale e nel frattempo una parte del tunnel è divenuta una sorta di mausoleo non ufficiale per i cittadini di Varsavia. Nel 2002 lo stesso Sejm ha respinto, considerandoli insufficienti, gli esiti delle ricerche compiute dall'Istituto Polacco per la memoria che, per tutta risposta, ha avviato nel 2006 una nuova serie di indagini.

Chiusura del campo[modifica | modifica sorgente]

Il 20 luglio 1943 l'SS-Obergruppenführer Wilhelm Koppe ordinò lo smantellamento e la liquidazione del campo. La gran parte dei prigionieri fu uccisa o trasferita in altri campi di concentramento, come quello di Dachau o Gross-Rosen e Ravensbrück.

Tra il 28 luglio ed il 31 luglio successivi, quattro spedizioni di 12.300 prigionieri furono effettuate da Varsavia. Diverse centinaia di internati, per lo più ebrei di diversi paesi europei, restarono nella prigione di Pawiak e nel campo di Gęsiówka, interno al ghetto, dove furono poi uccisi e bruciati. Tutta la documentazione relativa ai vari punti del campo di concentramento fu data alle fiamme, così come furono minati e demoliti la stessa prigione e i vicini tunnel ferroviari.

Gallerie nei pressi della stazione ferroviaria di Varsavia-Ovest

Il 5 agosto 1944, un gruppo d'assalto dell'esercito polacco occupò il campo di Gęsiówka liberando trecentosessanta persone, fra uomini e donne, che vi erano ancora recluse. Successivamente, questi sopravvissuti combatterono nella rivolta del ghetto di Varsavia. Il 21 agosto successivo, dopo il fallimento dell'insurrezione nella prigione di Pawiak, tutti i reclusi (eccetto sette) furono giustiziati dai nazisti che fecero poi esplodere l'edificio.

Il campo nel 1945[modifica | modifica sorgente]

Dopo che i sovietici presero Varsavia nel gennaio 1945, il campo continuò ad operare come prigione di guerra controllata dapprima dall'Unione Sovietica e poi dal Ministero della Pubblica Sicurezza polacco sotto la cui gestione è rimasto fino al 1954 (gli ultimi prigionieri lo lasciarono nel 1956). È stato questo il secondo maggiore campo di prigionia di guerra dopo quello di Mokotów[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Vedi: Ipn.gov.pl
  2. ^ Vedi: Bankier.pl

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]