Operazione Reinhard

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'operazione Reinhardt (in tedesco Aktion Reinhardt) era il nome in codice dato dai nazisti al progetto di sterminio degli ebrei in Polonia. L'esecuzione dell'Aktion Reinhardt fu lo stadio iniziale dell'olocausto, precedente all'utilizzo dei gas condotto ad Auschwitz.

Reinhard Heydrich fu una delle menti principali dietro all'olocausto. Dopo la Conferenza di Wannsee, Heydrich venne assassinato. Erroneamente si crede che durante questa conferenza, tenutasi il 20 gennaio 1942 a Berlino, si sia deciso il destino degli Ebrei d'Europa; in realtà la soluzione finale era stata già decisa in precedenza, anche se non si sa con certezza. Di certo nell'estate del 1941 il termine "Soluzione Finale" aveva assunto ormai l'accezione di genocidio. L'operazione prese il nome di Heydrich, poiché fu al centro dell'organizzazione degli omicidi di massa e della generale oppressione in Europa.

Quattro campi di sterminio con camere a gas vennero costruiti durante l'Aktion Reinhardt: Chełmno[1] Bełżec, Sobibór e Treblinka, e come minimo, 1,7 milioni di persone vennero sterminate in questi campi, utilizzando il gas di scarico (in buona parte monossido di carbonio) di alcuni motori di carriarmati russi, successivamente ad Auschwitz-Birkenau venne utilizzato un gas anti-parassitario assai letale: il tristemente noto Zyklon-B a base di acido cianidrico.

L'Aktion Reinhardt trasferiva lo sterminio in campi di concentramento in sostituzione dei massacri mobili operati dalle milizie SS per ovviare a diversi inconvenienti. Era considerato un sistema più "umano" di portare avanti le esecuzioni di massa, non perché vi fossero minori sofferenze per i condannati, ma perché risultava meno provante per coloro che compivano le esecuzioni. Le esecuzioni di massa con fucili e mitragliatori avevano un effetto avverso sulla stabilità mentale e la coscienza delle unità di SS incaricate delle esecuzioni (Einsatzgruppen). Durante l'Aktion Reinhard venne utilizzato il gas per uccidere le persone, astraendo così l'atto stesso di uccidere; fu l'inizio di una metodologia "industriale" di esecuzioni capitali, mai prima d'allora conosciuta dalla razza umana.

Origini e unicità dei campi dell'Operazione Reinhard[modifica | modifica sorgente]

I primi campi di concentramento (Konzentrationslager) nazionalsocialisti furono fondati nel 1933, pochi mesi dopo l'ascesa al potere di Hitler. Il loro scopo era di rinchiudere e controllare oppositori politici, criminali comuni, «asociali» ed omosessuali. La politica nazista del primo periodo non includeva tra le categorie da internare gli ebrei; una serie di leggi sempre più restrittive ed umilianti li esclusero di fatto dalla vita civile tedesca allo scopo di forzarli all'emigrazione. Alcuni ebrei vennero internati nei campi di concentramento ma perché reputati oppositori politici e non come forma di persecuzione della razza ebraica (a differenza di quanto avvenne in seguito).[2] Nonostante le condizioni di vita terribili, che andarono via via peggiorando e le numerose morti, questi campi non erano progettati, a differenza di quelli dell'Operazione Reinhard, per l'omicidio di massa.

Una radicalizzazione delle politiche di sterminio si ebbe a partire dallo scoppio della seconda guerra mondiale. Nell'ottobre 1939 fu lanciata la Aktion T4, la soppressione di quelle che erano considerate «vite indegne di essere vissute» cioè dei disabili di nazionalità tedesca. Nel corso di questa operazione si fece per la prima volta utilizzo di camere a gas omicide e furono formati i «quadri» specializzati dei quali, in seguito, si attinsero gli specialisti per l'Operazione Reinhard. L'Aktion T4, nonostante la supposta segretezza, ebbe ufficialmente termine[3], tra le proteste dei cittadini e delle comunità religiose tedesche[4], nell'estate del 1941.

Dopo lo scoppio del conflitto con l'Unione Sovietica (giugno 1941) entrarono in funzione speciali unità (Einsatzgruppen) formate da uomini della polizia e delle SS che avevano il compito di seguire le truppe tedesche avanzanti e «liquidare» la popolazione ebraica dell'Est attraverso fucilazioni di massa.

Le operazioni delle Einsatzgruppen destarono però preoccupazioni presso Himmler che reputava troppo gravoso psicologicamente il compito affidato ai suoi uomini. Inoltre le Einsatzgruppen operavano all'aperto seguendo il fronte tedesco avanzante ed era praticamente impossibile garantire la segretezza necessaria delle «operazioni». Dopo una visita sul fronte orientale nell'agosto 1941 Himmler diede ordine di trovare nuovi metodi di uccisione più impersonali e meno gravosi per coloro che vi erano impegnati. Tale decisione condusse alla produzione di camere a gas mobili montate su autocarri ed alimentate da monossido di carbonio prodotto dai tubi di scarico e convogliati sul piano di carico sigillato. I cosiddetti Gaswagen furono impiegati in Unione Sovietica e nel primo campo di sterminio, quello di Chełmno, che entrò in funzione l'8 dicembre 1941.

Nell'autunno 1941 Hitler decise la «soluzione finale della questione ebraica»: lo sterminio di tutti gli ebrei che risiedevano sui territori occupati dalle forze naziste. In questo contesto nacquero i campi di sterminio (Vernichtungslager) dell'Operazione Reinhard. Tali campi - totalmente indipendenti dall'Ispettorato dei campi di concentramento ai quali facevano capo tutti i Konzentrationslager - furono mantenuti strettamente segreti e posti sotto la diretta autorità di Himmler. Strategicamente posizionati in zone scarsamente popolate della Polonia Orientale, ma ben serviti da linee ferroviarie, Belzec, Sobibor e Treblinka furono utilizzati per lo sterminio degli ebrei dell'Europa orientale che già allora erano stati concentrati nei ghetti polacchi e russi in attesa di una soluzione definitiva.

A differenza dei campi di concentramento già esistenti e di Auschwitz, che divenne in seguito il simbolo della Shoah, dove una buona parte dei prigionieri veniva fatta lavorare fino all'esaurimento prima di venire assassinata, i campi dell'Operazione Reinhard vennero creati con l'unico scopo di uccidere gli ebrei che vi giungevano nel più breve tempo possibile, divenendo così vere e proprie «fabbriche della morte». A parte piccolissime quote di deportati impiegati nei Sonderkommandos, a Belzec, Sobibor e Treblinka non esistevano, come ad Auschwitz e nei Konzentrationslager, strutture per lo sfruttamento della manodopera: i convogli ferroviari che giungevano incessantemente erano rapidamente scaricati e tutti i deportati erano inviati alle camere a gas nel giro di poche ore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Chełmno fu il primo campo di sterminio nazista ad essere aperto alla fine del 1941; qui le vittime venivano uccise in autobus trasformati in camere a gas mobili con i gas di scarico del motore
  2. ^ La prima grande azione antiebraica si ebbe nel novembre 1938 quando, a seguito della cosiddetta «Notte dei cristalli», numerosi ebrei furono internati nei campi di concentramento. La maggior parte di questi primi internati riuscì a salvarsi dopo aver promesso di emigrare e aver abbandonato tutti i propri beni in Germania.
  3. ^ L'Aktion T4 proseguì, non ufficialmente, fino al termine del conflitto e alla caduta del Terzo Reich. Si stima un numero di vittime comprese tra le 60.000 e le 100.000.
  4. ^ Tra le voci più critiche ed importanti per la sospensione dell''Aktion T4 vi fu quella del vescovo di Münster Clemens August von Galen

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Daniel Jonah Goldhagen, I volenterosi carnefici di Hitler, Mondadori ed., Milano 1997
nazismo Portale Nazismo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di nazismo