Leggi razziali naziste

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Con la locuzione leggi razziali naziste si indica un insieme di provvedimenti varati dalla Germania nazista nella prima metà del Novecento.

Tali provvedimenti furono utilizzati, a partire dagli anni trenta nel pieno del regime Nazionalsocialista, principalmente, ma non solo, contro i soggetti di religione ebraica, minoranze Rom e nomadi, soggetti disabili ed omosessuali.

Quest'insieme di provvedimenti, premessa all'Olocausto, è passato alla storia col nome di "leggi razziali antisemite".

[modifica] Elenco

Elenco parziale delle leggi promulgate e dei documenti emessi in Germania sotto il governo Nazionalsocialista a danno delle minoranze.

  • 7 aprile 1933 - Legge per il rinnovo dell'Amministrazione Pubblica.
  • 14 luglio 1933 - Legge per la protezione dei caratteri ereditari.
  • 15 settembre 1935 - Legge per la protezione del sangue e dell'onore tedesco.
  • 15 settembre 1935 - Legge sulla cittadinanza tedesca (Leggi di Norimberga).
  • 14 novembre 1935 - Primo Decreto supplementare alla legge sulla cittadinanza tedesca.
  • 17 agosto 1938 - Secondo Decreto di attuazione della legge sui nomi
  • 5 ottobre 1938 - Legge sul passaporto degli Ebrei
  • 12 novembre 1938 - Ordinanza per l'esclusione degli Ebrei dall'economia tedesca.
  • 21 settembre 1939 - Istruzioni di Reinhard Heydrich ai Comandanti degli Eisatzgruppen sulle operazioni di polizia riguardanti gli Ebrei residenti nella Polonia occupata.
  • 1º settembre 1941 - Decreto di polizia relativo all'identificazione degli Ebrei
  • 20 gennaio 1942 - Verbale della Conferenza di Wannsee.
  • 16 marzo 1942 - Lettera di W. Stuckart ai partecipanti della Conferenza di Wannsee sulla "Soluzione Finale" della questione Ebraica.
  • 18 settembre 1942 - Decreto per il razionamento alimentare per gli Ebrei.
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