Affare Dreyfus

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L' Affare Dreyfus fu uno scandalo politico che divise la Francia per molti anni sul finire del XIX secolo.

Indice

[modifica] Contesto storico

La Francia della Terza Repubblica si trovava all'indomani della Guerra Franco-Prussiana lacerata al suo interno dal contrasto tra i repubblicani e i monarchici. La minaccia di un colpo di stato era incombente, tant'è che nel 1877 ci fu un tentativo da parte del generale Patrice de Mac-Mahon allora presidente della repubblica, appoggiato dall'esercito e dal clero. Sventato il colpo di stato, dal 1879 al 1899 furono al potere i repubblicani moderati. Le forze reazionarie comunque molto forti si coagularono attorno al ministro della Guerra Georges Boulanger (da cui il nome di boulangisti).

[modifica] L'Affaire

Alfred Dreyfus
Alfred Dreyfus

Il caso scoppiò nel 1894, in seguito al presunto tradimento di Alfred Dreyfus, un ufficiale di artiglieria dell'esercito francese, ebreo alsaziano. Accusato di spionaggio a favore della Prussia, fu arrestato il 13 ottobre di quell'anno e, dopo un processo svoltosi a porte chiuse tra il 19 e il 22 dicembre, degradato e condannato ai lavori forzati.
La cerimonia di degradazione viene attuata il 5 gennaio 1895 nel cortile della Scuola Militare: a Dreyfus vengono strappati i gradi e gli viene spezzata la spada di ordinanza, nonostante si dichiarasse innocente e patriota.
Il caso fu riaperto nel 1896 dal colonnello Georges Piquart, nuovo capo dell'ufficio informazioni dello Stato Maggiore, il quale presentò ai suoi superiori una relazione nella quale dimostrava l'innocenza del capitano e accusava del fatto il maggiore Ferdinand Walsin-Esterházy, nobile di antichissima origine oberato dai debiti di gioco. Il colonnello Piquart fu rimosso dall'incarico e spedito in zona di guerra.

[modifica] La risonanza

Il colonnello Picquart riuscì però ad avvertire il vicepresidente del senato Auguste Scheurer-Kestner dell'accaduto ed in contemporanea lo scrittore ebreo Bernard Lazar, amico di famiglia di Dreyfus, fece partire un'intensa campagna stampa a favore del prigioniero.
Molti intellettuali radicali, per esempio Octave Mirbeau, aderirono alla campagna innocentista: l'episodio più famoso è quello dello scrittore Émile Zola che pubblicò il 13 gennaio 1898 sulla rivista letteraria Aurore (testata del leader radicale Georges Clemenceau) una famosa lettera al Presidente della Repubblica Félix Faure, intitolata J'accuse!.

Per approfondire, vedi la voce J'accuse.

Nelle parole dello storico Barbara W. Tuchman, si trattò di "one of the great commotions of history".

Lo Stato Maggiore rispose facendo arrestare Piquart, processando Zola per vilipendio delle forze armate e scatenando sui giornali nazionalistici una violenta campagna contro ebrei, democratici e liberali.

[modifica] Il secondo processo, la Grazia e la riabilitazione

Nel 1898 Ferdinand Walsin-Esterházy venne allontanato dall'Esercito e confessò di aver contraffatto i documenti del caso per ordini superiori, stessa cosa che ammetterà un alto ufficiale, il colonnello Hubert J. Henry, prima di suicidarsi.
Ferdinand Walsin-Esterházy si trasferì in Inghilterra, dove visse sino agli anni '20.

Dopo un ulteriore processo militare a Rennes, svoltosi in un'atmosfera pesantissima di pressioni e minacce a giudici ed avvocati, Dreyfus fu condannato a dieci anni per la bizzarra accusa di tradimento con attenuanti. In realtà, nel corso del processo era stata ampiamente dimostrata l'infondatezza delle accuse contro di lui, ma la Corte Militare subì forti pressioni dallo Stato Maggiore (seriamente compromesso da tutta la vicenda) affinché non annullasse la condanna precedente. Per risolvere la palese ingiustizia, che creò forti moti di protesta nell'opinione pubblica, il Presidente del Consiglio propose a Dreyfus l'escamotage della presentazione della Domanda di Grazia (che implicava però un riconoscimento di colpevolezza, nel caso in specie assolutamente infondato). Per tacitare la querelle, che tra molte tensioni politiche e sociali si trascinava ormai da lunghi anni, Dreyfus ed i suoi avvocati accettarono. Nel settembre 1899 Dreyfus sarà graziato dal Presidente della Repubblica Émile Loubet, venendo però pienamente riabilitato solo nel 1906. L'ingiusto, mancato computo nella sua carriera dei 5 anni passati senza colpe all'Isola del Diavolo gli avrebbe impedito l'accesso al ruolo dei gradi di Generale, ed anche per questo Dreyfus uscì dall'Esercito nel 1907.

Transitato nella Riserva, venne richiamato durante la Prima Guerra Mondiale, giungendo fino al grado di Colonnello.

Émile Zola morì nel 1902, e qualcuno ha pensato che la sua morte possa essere stata provocata da una manomissione della sua canna fumaria ad opera di personaggi legati all'Affaire.

Dreyfus subì un attentato (in cui rimase leggermente ferito) nel 1908, in occasione della cerimonia di spostamento delle ceneri di Zola al Panthéon.

Dreyfus visse sino al 1935, mentre in Germania prendeva potere il nazionalsocialismo.

[modifica] I due volti della Francia

Il caso radicalizzò lo scontro tra la destra nazionalista e clericale e la sinistra repubblicana: i primi puntarono sull'odio antisemita e sul prestigio dell'esercito (ultimo baluardo dell'aristocrazia) per screditare il governo repubblicano, mentre i secondi sugli ideali democratici e liberali della repubblica.

[modifica] Collegamenti esterni


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