Isola del Diavolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Isola del Diavolo
Île du Diable
L'Isola del Diavolo
L'Isola del Diavolo
Geografia fisica
Localizzazione Oceano Atlantico
Coordinate 5°17′37″N 52°34′59″W / 5.293611°N 52.583056°W5.293611; -52.583056Coordinate: 5°17′37″N 52°34′59″W / 5.293611°N 52.583056°W5.293611; -52.583056
Arcipelago Isole du Salut
Superficie 0,14 km² km²
Geografia politica
Stato Francia Francia
Regione d'oltremare Flag of French Guiana.svgGuyana francese
Dipartimento d'oltremare Flag of French Guiana.svgGuyana francese
Comune Kourou
Demografia
Abitanti nessun abitante (2009)
Cartografia
Iles-salut.png
Mappa di localizzazione: Guyana francese
Isola del Diavolo

[senza fonte]

voci di isole della Francia presenti su Wikipedia

L'Isola del Diavolo (in francese: Île du Diable) è la più piccola e la più settentrionale delle Isole du Salut, al largo della costa della Guyana Francese, un tempo sede di un famigerato penitenziario che ospitò, fra gli altri, anche il famoso capitano Alfred Dreyfus.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'isola si estende su di una superficie di 14 ettari e, fino al 1946, fu una famosa colonia penale francese. L'isola, prevalentemente rocciosa e coperta di palme, nel suo punto più alto raggiunge i 40 metri d'altezza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il penitenziario venne aperto per la prima volta nel 1852, dal governo dell'Imperatore Napoleone III, e divenne una delle più sinistramente famose prigioni della storia. Oltre che sull'isola, alcuni edifici che servivano per l'amministrazione penitenziaria erano dislocati sul continente, a Kourou. Col tempo, la prigione divenne famosa nel mondo col nome dell'isola, mentre in Francia era nota come bagne de Cayenne, essendo Cayenne il capoluogo della Guyana Francese.

Il 30 maggio 1854, venne approvata una legge secondo la quale i detenuti dovevano restare nella Guyana Francese, dopo il loro rilascio, per un tempo uguale a quello passato ai lavori forzati. Per coloro che avevano scontato pene superiori agli otto anni, la legge prevedeva che sarebbero dovuti rimanere per il resto della loro vita. A questi prigionieri veniva assegnato un terreno in cui insediarsi. Col tempo, i detenuti vennero divisi in diverse categorie, a seconda del reato commesso o della pena da scontare.

Nel 1885, la legge venne ulteriormente inasprita: anche i condannati recidivi, pur se per reati minori, venivano spediti all'Isola del Diavolo. Nella prigione venne mandato anche un piccolo gruppo di donne, detenute in altre carceri, con l'intenzione che si sposassero con gli uomini liberati e costretti a restare in Guyana Francese. La pratica si rivelò piuttosto fallimentare e venne interrotta a partire dal 1907.

Nel 1938, il governo francese smise di mandare prigionieri al carcere dell'Isola del Diavolo e, nel 1952, la prigione chiuse definitivamente. La maggior parte di coloro che vi erano ancora detenuti scelse di tornare in Europa, mentre una piccola minoranza decise di rimanere nella Guyana Francese.

Influenze nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Vi sono innumerevoli riferimenti all'Isola del Diavolo in tantissimi libri, film e canzoni. Il libro più famoso fu un best seller del 1970, scritto da un ex detenuto, Henri Charrière, pubblicato col titolo di Papillon, in cui si raccontano gli innumerevoli tentativi di fuga del protagonista. Nel 1973, venne trasposto al cinema nel film omonimo Papillon, i cui protagonisti erano Steve McQueen e Dustin Hoffman.

Ricapitolando, i riferimenti all'isola sono contenuti in:

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]