Ferdinand Walsin Esterhazy

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Ferdinand Walsin Esterhazy (Parigi, 16 dicembre 1847St Albans, 21 maggio 1923) è stato un militare e agente segreto austriaco naturalizzato francese, che ha dato origine all’affare Dreyfus.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ferdinand Walsin Esterhazy senza la Legione d'Onore

Nato a Parigi, Ferdinand fu allevato in Austria ed entrò nella scuola militare di Wiener Neustadt presso Vienna in quanto non riuscì ad accedere all'École spéciale militaire de Saint-Cyr. Nominato ufficiale di cavalleria partecipò durante la terza guerra di indipendenza alla campagna militare del 1866 in Italia.

Il 20 maggio 1869 entrò, a Roma, come tenente, nel corpo degli zuavi dello stato pontificio aggregandosi ai volontari francesi, ma successivamente si arruolò nella Legione straniera francese con la quale partecipò alla guerra franco-prussiana del 1870.

Nel 1872, già capitano, fu nominato ufficiale d’ordinanza del generale Grenier, a Parigi, ove egli si mise in mostra per delle speculazioni in borsa e per i numerosi debiti contratti. Nel 1877 fu distaccato al Deuxième Bureau, il servizio segreto militare, con il compito di investigare sulla formazione delle truppe tedesche.

Nel 1886, Esterházy sposò Anne de Nettancourt. A partire dal 1894 incominciò la sua attività di spia al soldo dei Tedeschi. In relazione con l’addetto militare tedesco a Parigi, von Schwarzkoppen, gli fornì informazioni sull’apparato militare francese.

L’affare Dreyfus[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi J'accuse e Affare Dreyfus.

Il caso scoppiò nel 1894, in seguito al presunto tradimento di Alfred Dreyfus, un ufficiale di artiglieria dell'esercito francese, ebreo alsaziano. Accusato di spionaggio a favore della Prussia, fu arrestato il 13 ottobre di quell'anno e, dopo un processo svoltosi a porte chiuse tra il 19 e il 22 dicembre, degradato e condannato ai lavori forzati.
La cerimonia di degradazione viene attuata il 5 gennaio 1895 nel cortile della Scuola Militare: a Dreyfus vengono strappati i gradi e gli viene spezzata la spada di ordinanza, nonostante si dichiarasse innocente e patriota.
Il caso fu riaperto nel 1896 dal colonnello Georges Picquart, nuovo capo dell'ufficio informazioni dello Stato Maggiore, il quale presentò ai suoi superiori una relazione nella quale dimostrava l'innocenza del capitano e accusava del fatto il maggiore Ferdinand Walsin Esterházy, nobile di antichissima origine oberato dai debiti di gioco. Il colonnello Piquart fu rimosso dall'incarico e spedito in zona di guerra.

Il processo e l’esilio[modifica | modifica sorgente]

Nel novembre del 1897, Mathieu, il fratello di Alfred Dreyfus, scrisse al ministro della Guerra per denunciare Esterházy come l’autore dello spionaggio e contraffazione di documenti. Estherázy demandò allora di essere giudicato contando ovviamente sull’appoggio delle influenti amicizie nelle alte sfere militari.

Convocato davanti al tribunale militare il 10 gennaio 1898 il consiglio di guerra pronunciò all’unanimità la sua innocenza. Zola pubblicò allora il suo famoso J’accuse. Messo in libertà il 12 agosto 1898 e congedato qualche giorno dopo, si esiliò a Londra. In un suo articolo pubblicato dal quotidiano Le Matin nel 1899, confessò di aver contraffatto i documenti del caso per ordini superiori, stessa cosa che ammetterà un alto ufficiale, il colonnello Hubert J. Henry, prima di suicidarsi.

Nell’agosto del 1899 si aprì il processo di Rennes, che condannò Dreyfus a dieci anni di prigione con « circostanze attenuanti », Esterházy non fu neanche convocato. Dal 1903 al 1906, fu corrispondente in Inghilterra del giornale antidreyfusista La Libre Parole. Nel 1908 si trasferì nella città di Harpenden, nell’est dell’Inghilterra, e nascose la sua identità sotto il nome di conte Jean di Voilemont. Dal 1911 al 1917, scrisse articoli per il giornale L'Éclair.

Morì nel 1923 a Harpenden, senza aver mai ricevuto una condanna.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Henri Guillemin, L’énigme Esterhazy, éd. Gallimard, Paris, 1962
  • Jean Doise, Un secret bien gardé. Histoire militaire de l'Affaire Dreyfus, éd. Le Seuil, Paris, 1994
  • Henri Dutrait-Crozon, Esterhazy, éd. de l'Action française, Paris, 1906. (Ouvrage antidreyfusard et antisémite)

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