Corrado Cagli

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Corrado Cagli

Corrado Cagli (Ancona, 23 febbraio 1910Roma, 28 marzo 1976) è stato un artista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Corrado Cagli nasce il 23 febbraio 1910 ad Ancona da Alfredo Cagli e Ada Della Pergola. Cinque anni più tardi, nel 1915, si trasferisce insieme con la famiglia a Roma ove compie studi classici e frequenta l'Accademia di Belle Arti. Già nel 1925-1926 illustra le copertine e alcune pagine interne de “La Croce Rossa Ita­liana Giovanile”, rivista per le scuole primarie e secondarie italiane. Nel 1927 realizza una tempera per il soffitto di un club in via Sistina, opera che in seguito verrà distrutta, mentre nella primavera dell'anno successivo Cagli esordisce con un lavoro di artigianato, un cofano “del focolare” alla XCIV Esposizio­ne di Belle Arti della Società Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma. Sempre nel 1928 realizza un murale a “tempera ma­gra” per il salone adibito a teatro del gruppo rionale Campo Marzio – Trevi – Colonna  del PNF, in via del Vantaggio a Roma. Dell’opera perduta non è ri­masta alcuna traccia a parte che una te­stimonianza di Dario Sabatello che in uno scritto ne evoca i temi: “Sono sce­ne di vita nei campi, nelle officine, nelle palestre; plastiche e sincere e sentite” (D. Sabatello, Galleria dei gio­vanissimi: Corrado Cagli, in “Il Teve­re”, Roma, 8 marzo 1933). Nel 1929 inizia a lavorare nella fabbrica di ceramiche d’arte Rometti a Umbertide dove nel 1930 sarà nominato direttore artistico. Sempre ad Umbertide e nello stesso anno esegue nella casa Mavarelli-Reggiani un affresco di 60 metri sul tema della Battaglia del grano, suddi­viso in dodici riquadri che rivestono le quattro pareti della sala.

Nell'aprile del 1932 si inaugura la personale di Cor­rado Cagli e Adriana Pincherle alla Galleria di Roma, diretta da Pier Ma­ria Bardi nella quale Cagli espone La Fortuna, va­ri ritratti fra cui il Ritratto di Sclavi e Igino, studi, disegni, alcune ceramiche e la scultura Ritratto di Serena. Successivamente fonda as­sieme a Giuseppe Capogrossi ed Ema­nuele Cavalli il Gruppo dei Nuovi Pit­tori Romani. Alla fine dell'anno 1932, su invito della Commis­sione Archeologica di Salerno, si reca a Pæstum (visitando probabilmente anche Napoli e Pompei). Il viaggio, du­rante il quale esegue dipinti e disegni, sarà importante per la conoscenza del­la pittura pompeiana.

Ha già decorato anche pareti alla Mostra romana dell'Edilizia del 1932 e alla V Triennale di Milano (dove esegue Preparativi alla guerra pittura murale nel vestibolo, un affresco di 30 metri qua­dri, tempera all’uovo) quando nel 1933 scrive l'articolo Muri ai pittori, fondamentale per la storia del muralismo italiano, in cui formula i suoi fondamenti teorico-estetici, sostenendo delle posizioni affini a quelle che Sironi andava esprimendo nello stesso periodo:

“Richiamo l’at­tenzione su due fatti di grande impor­tanza: uno avviene in pittura, l’altro in architettura. Fatti dai quali non si può prescindere se si vuol supporre per lo­gica anziché per intuizione il divenire dell’estetica nella plastica contempo­ranea. In pittura, e ormai da tempo, e sotto diversi cieli, si manifestano aspi­razioni all’arte murale, all’affresco. Ma­nifestazioni antitetiche anche se pa­rallele nell’intenzione, per la diversa genesi geografica e spirituale. Nel pri­mo caso sottolineo il senso culturale e snobistico che può avere l’affresco in un nord-americano affinché si noti quanto sia più spontanea la stessa aspi­razione in un umbro o in un toscano. Né intendo sostenere diritti di tradi­zione. Ma penso al mirabile esordio di maestri comacini con le prime for­me romaniche, e al loro metafisico perdurare (se non è leggenda la strage subita) in comaschi del nostro secolo fino a Sant’Elia e Terragni. Quanto al­la genesi spirituale alludo ai motivi che inducono alla pittura su parete. Molteplici, iniqui o giusti che siano. Iniqui motivi: quelli che sono in fun­zione di una accademica diagnosi del­l’ultimo trentennio, e di un mediatore spirito pseudoumanistico che porta a vagheggiare forme rinascimentali (esi­stono ancora preraffaelliti) attraverso il caleidoscopio falso e scolastico dei boz­zetti, dei cartoni, degli spolveri. Giusti motivi: quelli che segnano il supera­mento delle forme pure e preludono a sensi di pittura ciclica; al neoformali­smo classicheggiante, e arcaico, con­trapponendo il primordiale. Nella necessità del ciclo, nella moven­za di primordio, sono visibili i segni di un superamento delle tendenze di ri­piego, tra le quali è da considerare ti­pica la scuola del Novecento milanese. Né tale situazione è singolare nella pittura. In musica, in letteratura, in tutte le arti, è lo stesso bisogno di stu­pore e di primordio che si fa sentire, la stessa angoscia di abbandonare il frammento, e, liberati da un compli­cato intelletto, farsi i muscoli e il fiato per un’arte ciclica e polifonica. Quanto si fa in pittura oggi al di fuori della aspirazione murale (che ha per­sino mutato lo spirito della pittura da cavalletto influenzandone l’impianto e la materia) è fatica minore e, stori­camente vana. A convogliare la forza della pittura contemporanea occorro­no i muri, le pareti. Segnalata l’aspirazione murale della pit­tura odierna, l’altro fatto importante da considerare riguarda l’architettura. Al­ludo alla crisi estetica che va traversan­do quell’arte, crisi che ancora più si inasprirà il giorno che il razionalismo sarà divenuto patrimonio comune. Ho sostenuto altrove che i ritmi dell’architettura contemporanea sono in funzione di una metafisica troppo sco­perta, e collaborano a un’estetica, do­po tutto, barbarica. Respinti, per le ra­gioni che tutti sanno, moduli e fastigi, modanature e capitelli, l’architetto in­novatore ha ritrovato dell’architettura il senso e il metro; ma, insieme, a que­ste altissime conquiste, ha contratto vizi stilistici e incongruenti ripugnan­ze. Questa è la stagione in cui la pare­te bianca non chiede alla statuaria soccorso per divenire allusiva e profonda, né chiede le figurazioni dipinte per un’errata interpretazione delle parole ‘sintesi’ e ‘metafisica’. In nome di que­ste due virtù si è operato in ‘povertà’ e ‘vaneggiamento’, se perfino Modigliani, che è dei più grandi, è stato piuttosto sommario che sintetico. L’architetto che non ha il senso orche­strale dell’unità delle arti non è raro oggi, ma si trova in condizioni di bar­barie. A questo punto conviene ricor­dare che barbarico non significa pri­mordiale. Allora, passato col vento su tali questioni della pittura e della ar­chitettura, considerati i caratteri es­senziali che sono, nell’una la volontà di potenza e l’aspirazione ciclica, nell’al­tra l’intelligenza della costruzione fino all’inaridirsi della fantasia, vedo che si può concludere invocando la collaborazione delle arti, se non la fine delle specializzazioni” (C. Cagli, Muri ai pit­tori, in “Quadrante”, I, 1, Milano, maggio, 1933). Nel Dicembre 1933 Cagli si sposta Parigi dove espone insieme a Ca­pogrossi, Cavalli e Sclavi alla Galerie Jacques Bonjean. Organizzata dal conte Emmanuele Sarmiento, la mostra è presentata in cata­logo dal critico Waldemar George che raggruppa i quattro giovani artisti sot­to l’etichetta di “Ecole de Rome”. Cagli espone Ritratto del pittore Prieto, Edipo,La colomba, Natura morta, Composizione. La mostra ha numerose recensioni, sia in suolo italiano sia francese. 

Si apre nel Febbraio del 1935 al Palazzo delle Esposizioni di Roma la II Quadrien­nale d’arte nazionale, ordinata da C.E. Oppo. Cagli espone quattro pannelli murali asportabili per la rotonda allestita da Piero Aschieri. I pannelli, alti quasi 4 metri, raffigurano il tema della Bonifi­ca dell’Agro Pontino (sono costituiti da una Protasi e da tre Cronache del tem­po). Presenta inoltre anche un cospicuo numero di opere: La Romana, Il neo­fita, Il Palatino, Ritratto di Afro, L’An­gelica, I Sabaudesi, La notte di San Giovanni, I neofiti, Composizione, Bat­taglia, Sette pennelli e sei disegni. Gli viene assegnato un premio di 10.000 lire.

È incaricato della realizzazione di due dipinti murali per l’Edificio di Castel De’ Cesari (odierna Accademia Nazionale di Danza) di Roma, ristrutturato dal­l’architetto razionalista G. Minnucci co­me sede dell’Opera Nazionale Balilla. Uno dei due murali raffigura La corsa dei barberi, rievocazione della celebre corsa dei cavalli bradi attraverso il Cor­so fino a Piazza del Popolo. Il ministro dell’Educazione Renato Ricci ordina la distruzione degli affre­schi, a seguito della censura per inadeguatezza tematica. Nascosto da una falsa parete, costruita dallo stesso Ca­gli, verrà preservato il dipinto murale situato nella Biblioteca, portato allo scoperto nel 1945 su iniziativa di Mirko.

Il 1935 è un anno importante per il giovane artista, poiché tra Aprile e Maggio tiene una prima per­sonale di cinquanta disegni alla Galle­ria La Cometa della Contessa Anna Laetitia (Mimi) Pecci Blunt, diretta da Libero De Libero e dallo stesso Cagli, inaugurata in quel­la occasione. La galleria svolgerà fino al 1938, in gran parte anche grazie all’influsso di Cagli, un’importante ope­ra di diffusione culturale di taglio an­tinovecentista. Il catalogo contiene uno scritto di Massimo Bontempelli, zio di Cagli, sul di­segno.

Nel 1936 si inaugura al Palazzo del­l’Arte a Milano, la VI Triennale Inter­nazionale. Cagli presenta sulla parete di fondo della sala delle Priorità Itali­che, realizzata dal gruppo BBPR, un grande dipinto, 6x6 metri, a tempera encaustica su tavola tamburata, La bat­taglia di San Martino e Solferino. Del grande murale, realizzato in pannelli distinti nello studio romano e poi mon­tato soltanto a Milano, non esistono cartoni o disegni d’insieme, ma sola­mente un bozzetto realizzato per la presentazione.

Il 26 maggio 1937 viene inaugurata l’“Exposition Internationale des Arts et des Techniques” a Parigi. Cagli iutato da Afro Basaldella, suo collaboratore, realizza una serie di grandi di­pinti (circa 200 m lineari) a tempera encaustica su tavola tamburata per la decorazione del ve­stibolo del Padiglione Italiano. I di­pinti raffigurano immagini monumentali di Roma e ritratti dei grandi italia­ni dall’epoca romana al Risorgimento.

Nel giugno del 38' si apre la XXI Biennale di Ve­nezia. Cagli partecipa con un affresco su intonaco, Orfeo che incanta le belve, di cui esiste un cartone preparatorio. Alla fine del 1938 è costretto a sceglie­re la strada dell’esilio, a seguito della proclamazione delle leggi razziali e dell’intensifìcarsi degli attacchi antisemiti nei confronti della sua persona e della sua opera. Si stabilisce prima a Parigi dove continua ad esporre e alla fine dell’anno 1939 si imbarca a Cherbourg alla volta di New York. Quin nella Grande Mela la sua arte non passa inossorveta ed espone qualche tempo dopo il suo arrivo alla rinomata Julien Levy Gallery.

Nel 1941, nel mese di gennio, tiene una personale al Civic Center Museum di San Francisco, ma due mesi dopo Cagli si arruola nell’esercito americano. Non cessa tuttavia la sua at­tività artistica, realizzando un cospi­cuo numero di dipinti e disegni e partecipando agli eventi espositivi come una personale alla Shaeffer Gallery di Los Angeles ed una personale di disegni al Wardsworth Atheneum di Hartford.

Nel 1943 si trasferisce in Gran Bretagna al se­guito dell’esercito e l'anno successivo partecipa alle campagne di Francia, tra cui lo Sbarco in Normandia, Belgio e Germa­nia. In questi anni realizza il celebre ci­clo di disegni sul tema della guerra. 

Al termine della guerra ritorna a New York dove prosegue la sua attività sperimentando tecniche e stili sempre cangianti ed è tra i fondatori del The Ballet Society (odierno New York City Ballet) insieme a George Balanchine e Lincoln Kirstein. All'interno della compagnia Cagli era colui che realizzava le scene e i costumi.

Nel 1948 decide di rientrare definitivamente in Italia e si stabilisce in uno studio in via del circo massimo.

La stabilità e la tranquillità gli permetteno di proseguire il suo percorso di ricerca analitica in pittura e di partecipare ad eventi espositivi sia in suolo italiano che estero. Intorno a lui gravitano numerosi artisti tra cui Mirko Basaldella, Capogrossi, Alberto Burri, Renato Guttuso.

Tra la fine degli anni '50 e gli inizi del '60 viene incaricato, insieme ad altri artisti, di decorare la Turbonave Leonardo da Vinci. Cagli darà il suo contributo allestendo alcune zone del transatlantico con i progetti di Leonardo da Vinci (come volo degli uccelli, ecc...) e con sei arazzi realizzati con il contributo dell'Arazzeria Scassa di Asti.

Non lascia tuttavia l'attività di scenografo e costumista, partecipando a numerose rappresentazioni teatrali come:

- Tancredi di Rossini del 1952

- Macbeth di Bloch del 1960

- Estri di Petrassi del 1968

- Persephone di Stravinsky del 1970

- Agnese di Hohenstaufen di Sponti 1974

- Missa Brevis di Stravinsky del 1975

Muore a Roma, nella sua dimora all'Aventino, il 28 marzo 1976.

Premi e Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Guggenheim Fellowship per la pittura, 1946
  • Premio Marzotto del 1954
  • Diploma di Benemerenza con medaglia d'oro, consegnato dalla Società Nazionale Dante Alighieri nel 1960
  • Premio Presidente della Repubblica per la pittura, Accademia Nazionale di San Luca, 1973 MOTIVAZIONE: "... La sua arte si evolve e si affina con una scioltezza artisticamente coerente, in un continuo gioco di finzione e di magia che di volta in volta si fa immagine lineare, plastica, coloristica. Corradi Cagli ha infatto il dono non comune di poter esprimere l'iesauribilità delle sue facoltà immaginative nella pittura, nella scultura, nella grafica, non meno che nelle arti applicate, dall'encausto al mosaico, dalla ceramica agli arazzi, alla scenografia. L'arte di Cagli non ha conosciuto oblio neanche nei periodi travagliati della nostra storia recente..."
  • Cittadinanza onoraria, Rovigo 1976
  • Premio "Il Marzocco", Araldica Accademia Internazionale, 1982
  • Cittadinanza onoraria, Viareggio, 1983
  • Premio dell'Angelo, Città di Cagli, 2003

Opere nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Esposizioni personali

1932

Roma, Galleria di Roma, “Adriana Pincherle, Corrado Cagli”.

1935

Roma, Palazzo delle Esposizioni, II Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (sala personale).

Roma, Galleria La Cometa, “Corrado Cagli 50 disegni”.

1936

Roma, VI Mostra del Sindacato Fascista Belle Arti del Lazio (sala personale).

Roma, Galleria La Cometa, “Corrado Cagli”.

1937

Parigi, Galerie des Quatre Chemins.

1938

Firenze, Galleria d’Arte di Via Cavour.

1939

Parigi, Galerie des Quatre Chemins, “Corrado Cagli. Peintures, dessins”.

1940

New York, Julien Levy Gallery.

1941

San Francisco, Civic Center Museum.

Los Angeles, Shaeffer Gallery.

Hartford, Wadsworth Atheneum.

Los Angeles, Shaeffer Gallery.

1942

San Francisco, M.H. De Young Memorial Museum, “Mural Paintings from the Day Room of Battery B, 143R" Field Artillery Camp San Luis Obispo by Corrado Cagli”.

1944

Londra, Lefevre Gallery, “Paintings by André Bauchant, Drawings by Corrado Cagli”.

1945

Roma, Galleria dello Zodiaco.

1946

New York, Hugo Gallery, “C. Cagli, from Cherbourg to Leipzig, Documents and Memories”.

Chicago, The Arts Club of Chicago.

San Francisco, San Francisco Museum of Arts.

Santa Barbara, The Santa Barbara Museum of Arts.

1947

New York, Knoedler Gallery, “Corrado Cagli”.

Roma, Studio d’Arte Palma, “Mostra di Corrado Cagli”.

1948

New York, Knoedler Gallery.

Milano, Galleria del Camino, “Pitture recenti di Cagli”.

Roma, Galleria l’Obelisco, “Cagli".

Milano, Galleria del Milione.

Firenze, Galleria della Vigna.

Genova, Galleria di Genova.

1949

Asti, Galleria della Giostra.

Genova, Galleria Genova - L’Isola.

Roma, Galleria del Secolo, “Corrado Cagli”.

Washington D.C., Watkins Gallery.

1950

Roma, Galleria del Secolo, “Cagli".

Roma, Galleria dell’Obelisco, “Corrado Cagli, i boschi di Lemery, i viaggi".

Roma, Galleria dell’Obelisco.

Venezia, Galleria del Cavallino.

Milano, Galleria del Milione, “Dipinti di Corrado Cagli”.

1951

Asti, Galleria della Giostra, “Corrado Cagli”.

Roma, Galleria di San Marco, “Cagli”.

Firenze, Bar degli Artisti, “Corrado Cagli”.

Torino, Galleria della Bussola.

Firenze, Galleria II Numero.

1952

Roma, Galleria dell’Obelisco, “Cagli all’Obelisco”.

1953

Roma, Galleria San Marco, “Cagli studi e disegni inediti”.

Milano, Galleria Montenapoleone, “Cagli”.

Torino, Galleria Lattes.

Roma, Galleria Schneider, “Cagli, Campigli e Guttuso”.

1954

Roma, Galleria II Pincio, “Cagli, Muccini e Sughi”.

Roma, Galleria delle Carrozze, “Cagli e Mirko”.

Milano, Galleria La Colonna, “Cagli".

1955

Roma, Galleria Schneider, “Cagli”.

Roma, Galleria dell’Asterisco, “Cagli”.

Firenze, Galleria Numero, “Cagli”.

New York, Schettini Galleries, “Cagli and Fantuzzi”.

1956

Roma, Galleria La Tartaruga, “Corrado Cagli”.

Viareggio, La Navicella, “Cagli, Guttuso, Pirandello”.

1957

Roma, Galleria Schneider, “Cagli”.

1958

Roma, Galleria Schneider, “Corrado Cagli. Le ‘Metamorfosi’.

Roma, Galleria San Marco.

Roma, Galleria il Segno, “Corrado Cagli”.

1959

Bologna, La Loggia, “Opere di Corrado Cagli”.

Milano, Galleria Blu, “Cagli”.

Milano, Galleria del Disegno, “C. Cagli. Disegni 1932-1959”.

Torino, Galleria Galatea, “Cagli”.

Roma, Galleria Nuova Pesa, “Cagli”.

Roma, Galleria Marguttiana.

New York, Trabior’s Gallery.

1960

Milano, Galleria Pagani del Grattacielo, “Corrado Cagli”.

1961

Asti, Galleria La Giostra.

Sulmona, Teatro Comunale, “Corrado Cagli. ‘Le Metamorfosi’”.

Firenze, Quadrante Studio d’Arte Contemporanea, “Cagli".

Atene, Istituto Italiano di Cultura in Atene, “Corrado Cagli”.

Terni, Ministero dei Lavori Pubblici, Ufficio del Genio Civile, “Ricostruzione della fontana di piazza Tacito”.

1962

Roma, La Nuova Pesa, “Cagli opera grafica”.

Roma, Galleria dell’Obelisco, “Corrado Cagli. Sculture”.

Venezia, Galleria Alfa, “Cagli”.

1963

Cortina d’Ampezzo, Galleria Hausammann, “Cagli”.

Phoenix, Phoenix Art Museum, “Cagli”.

Torino, Galleria la Cavourrina, “Cagli”.

Genova, Galleria del Deposito, “Cagli”.

Torino, Centro per l’arredamento, “La pittura di Cagli nell’arredamento moderno”.

1964

Roma, Studio A, “Corrado Cagli”.

Firenze, Galleria L’Aquilone.

Roma, Aca Gallery (espone con Porzano).

1965

Milano, Civico Padiglione d’Arte Contemporanea, “Cagli”.

1966

Roma, Galleria Don Chisciotte, “Cagli”.

Roma, Galleria La Nuova Pesa, “Corrado Cagli”.

Roma, Galleria 88.

1967

Palermo, Civica Galleria d’Arte Moderna E. Restivo, “Cagli”.

Roma, Galleria Don Chisciotte, “Cagli”.

Roma, Libreria Rizzoli, “Cagli” (poi Milano, Libreria Rizzoli).

Parma, Ridotto del Teatro Regio, “Cagli”.

1968

Roma, Libreria Rizzoli.

New York, Libreria Rizzoli.

Palermo, La Robinia, “Cagli opere dal 1938 al 1968 ”.

Salerno, Galleria II Catalogo, “I disegni di Cagli”.

Napoli, Galleria San Carlo, “Opere grafiche”.

Roma, Studio d’arte Condotti, “Cagli”.

1969

Roma, Galleria La Nuova Pesa, “Mutazioni modulari e loro variazioni cromatiche”.

Livorno, Circolo livornese della Casa della Cultura, “Opere grafiche di Cagli”.

Roma, AL 2, “Corrado Cagli”.

Bari, La Rosta, “Cagli”.

1970

East Hartford, Gallery 5 east, “Corrado Cagli”.

Milano, Galleria Schettini, “Corrado Cagli”.

Gottingen, Gottingen Kunstveren, “Corrado Cagli”.

Latina, Galleria del Corso,“Corrado Cagli”.

Roma, Galleria Lo Spazio, “Cagli”.

Palermo, Galleria La Robinia,“Corrado Cagli ‘Unici’”.

Roma, Galleria Canesi, “Corrado Cagli”.

Pescara, Galleria 818, “Corrado Cagli”.

1971

Napoli, Galleria Lombardi, “Cagli”.

Lorica, Sale dell’Opera Sila, “Cagli”.

Roma, Galleria dei Due Pini, “Corrado Cagli ‘Disegni di guerra’”.

Palermo, Palazzo del Turismo, “L’Etna di Corrado Cagli”.

Roma, Galleria Aldina, “Opere grafiche dal 1957 al 1971”.

Firenze, Galleria Idea.

Salerno, La Seggiola.

1972

Firenze, Palazzo Strozzi,L’Opera di Corrado Cagli” (antologica).

Terni, Galleria Poliantea, “Corrado Cagli”.

Siena, Palazzo Pubblico, “Mostra del Disegno. Corrado Cagli 1932-1972”.

Roma, Galleria Ca’ d’Oro, “Cagli: cinquanta disegni”.

Cortina d’Ampezzo, Galleria “Arte-Cortina”.

Firenze, Galleria Boccuzzi.

Firenze, Palazzo Vecchio, Galleria di Bianch.

1973

Terni, Centro d’Arte Sciamannini, “Corrado Cagli”.

Arezzo, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, “Corrado Cagli”(antologica).

Roma, Galleria Ca’ d’Oro,“Cagli: cinquanta disegni”.

Porto San Giorgio, Galleria dell’Ariete, “Corrado Cagli. Opere dal1962 al 1973”.

1974

Assessorato per il Turismo della Regione Campania, “Corrado Cagli”.

Positano, Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo.

Firenze, Galleria La Gradiva.

Roma, Galleria Ca’ d’Oro.

Avezzano, Centro Iniziative Culturali,disegni e grafica.

Trieste, Galleria d’Arte Corsia Stadion.

Bari, Galleria Le Muse.

Napoli, Villa Pignatelli.

San Benedetto del Tronto, Galleria Il Mandracchio.

Torino, Fondazione Agnelli.

1975

Roma, Galleria della Torretta.

La Spezia, Centro Allende, “Cagli dalla guerra alla Resistenza”.

Taormina, Palazzo Corvaja, “Opere grafiche di Corrado Cagli”.

Rieti, Galleria d’Arte n. 1, “Cagli”.

Roma, Galleria Ca’ d’Oro, “Cagli: cinquanta disegni”.

Ostiglia, Galleria L’Incontro.

Teramo, Salone del Palazzo della Sanità.

Roma, Galleria Fontanella Borghese.

Roma, Galleria Nuovo Carpine, “Cagli: il Teatro”.

Rovigo, Accademia dei Concordi, “Cagli: gli arazzi”.

1976

Matera, Studio Arti Visive, “Corrado Cagli”.

La Spezia, Galleria d’Arte 2001.

Palermo, Salone delle Esposizioni, “Cagli: disegni per la libertà”.

Pienza, Palazzo Comunale, “Cagli”.

Roma, Palazzo della Provincia,“Cagli. ‘Satiricon ’76’”.

1977

Ferrara, Palazzo dei Diamanti, Galleria Civica d’Arte Moderna, “Cagli”.

Roma, Centro d’Arte Cultura Pan Art.

Roma, Galleria Nuovo Carpine.

Nizza di Sicilia, Palazzo Comunale, “Cagli

Rieti, Ente Provinciale del Turismo, “Opere grafiche di Corrado Cagli”.

1978

Roma, Galleria Ca’ d’Oro, “Cagli”.

Brescia, A.A.B. Associazioni Artisti Bresciani, “Cagli: ventitré disegni”.

Milano, Galleria Schettini, “Cagli”.

Asti, Pinacoteca Civica, Palazzo MazzettiCagli: Mostra antologica 1930-1976”.

1979

Torino, Promotrice delle Belle Arti al Valentino, “Cagli, Guttuso,Porzano. Reggiani, Vacchi”.

Firenze, Palazzo Strozzi, “La Fondazione Cagli per Firenze”.

Messina, Salone di Rappresentanza del Comune di Messina.

Firenze, Palazzo Strozzi, “Corrado Cagli e Mirko”.

Firenze, Palazzo Strozzi, “Cagli.'La battaglia di San Martino per Firenze”.

1980

Roma, Galleria La Gradiva, “Corrado Cagli opere inedite”.

Arezzo, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, “Omaggio a Cagli. Operagrafica 1956-1976”.

Ancona, Palazzo degli Anziani, chiesa del Gesù, “I tempi di Cagli”.

Repubblica di San Marino, Palazzo dei Congressi, Dicastero del Ministero della Pubblica Istruzione e Cultura,“Corrado Cagli”.

Reggio Calabria, Galleria d’Arte Morabito, “Corrado Cagli”.

Bagheria, Galleria II Poliedro,“Corrado Cagli”.

Roma, Galleria Ca’ d’Oro,“Corrado Cagli”.

Roma, Galleria La Gradiva, “Cagli”.

Palermo, Galleria La Robinia, “Omaggio a Cagli”.

1981

Letojanni, Palazzo Comunale,“Cagli, Grafica 1956-1976”.

Macerata, Pinacoteca e Musei Comunali Amici dell’Arte, “Cagli scultore: 1927-1975”.

1982

Macerata, chiesa di San Paolo, “Cagli scultore: 1927-1975” (poi Bari,monastero di Santa Scolastica).

Modena, Sao Arte Club Le Salette.“Corrado Cagli”.

Napoli, Castel dell’Ovo, “I percorsi di Cagli”.

Roma, Galleria d’Arte Eliseo, “Corrado Cagli”.

Roma, Galleria d’arte Parametro,“Cagli scultore: 1927-1975”.

1983

Viareggio, LIV Premio Viareggio,“Omaggio a Cagli”.

Milano, Galleria Schettini, “Disegni e pastelli di Corrado Cagli”.

1984

Milano, Arte Polivalente Bonaparte,“Il Teatro di Cagli”.

Roma, Castel Sant’Angelo, “Cagli.'Dal Primordio all’Archetipo”.

Montecatini-Roma, Galleria la Gradiva, “Corrado Cagli (1910-1976)”.

1985

Arezzo. Sale delle Logge del Vasari, “Cagli. Disegni 1933-1976”.

Roma, Il punto Centro Arte Contemporanea, “Corrado Cagli, opera grafica”.

Siena, Palazzo Pubblico-Magazzini del Sale, “Il Cagli romano. AnniVenti/Trenta”.

Roma, Università “La Sapienza”.

1986

Taormina, Palazzo Duchi di Santo Stefano e Biblioteca Comunale,“Cagli Miti a Taormina 1931-76”.

Umbertide, Rocca di Umbertide, “Cagli e Leonconcilio alle Ceramiche Rometti”.

1987

Roma, Galleria d’Arte Eliseo,“Corrado Cagli”.

Umbertide, Rocca di Umbertide,“Cagli. Disegni per la libertà”,

Messina. Palazzo dei Leoni,“Cagli disegni 1932-1976”.

Seravezza, Villa Pellizzari.

Bologna,Galleria La Bancarella.

Trieste, Galleria Banelli.

1988

Carrara, Galleria Atelier, “Corrado Cagli la collezione Ebe CagliSteidenberg”.

Carpi, Castello dei Pio, Sala degli stemmi, “Cagli dalla collezione Ebe Cagli Seidenberg”.

Nizza di Sicilia, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, “Cagli opera grafica”.

Sulmona, Palazzo dell’Annunziata,XV Premio Sulmona, “Omaggio a Cagli”.

Monterotondo, Grafica Campioli,“Cagli opera grafica”.

Fiuggi, Galleria La Barcaccia,“Dipinti di Cagli, 1923-1973”.

1989

Roma, Galleria La Gradiva, “Corrado Cagli (1910-1976). Gli anniCinquanta”.

Sanremo, Villa Ormond, Galleria Comunale d’arte moderna, “Cagli”.

Verona,Palazzo Forti, Galleriad’Arte Moderna, “Corrado Cagli. Mostra antologica”.

Udine, Galleria d’Arte Moderna, “Cagli: immaginare la libertà, 1931-1976”.

1990

Palermo, La Robinia, “Attraverso Cagli”.

Pinerolo, Galleria E.S., “Corrado Cagli 1949-1966”.

1991-1992

Roma, Galleria La Borgognona,“Cagli 1934-1973”.

1992

Teatro Argentina, Roma, “Il Teatro di Cagli, scenografia, costumi e macchine teatrali”.

1993

Roma, Galleria La Gradiva,“Cagli dipinti e disegni 1932-1947”.

1996

Pontassieve, Rignano sull’Arno,“Cagli: Mito e Realtà”.

Fiuggi, Teatro Comunale, “Il Teatro di Cagli”.

1999

Marsala, ex convento del Carmine,“I percorsi del Mito, 1929-1976”.

Roma, Archivio Farnese, “Corrado Cagli, gli anni della Scuola Romana 1932-1938”.

1999-2000

Serra de’ Conti, convento di San Francesco, “Il Teatro delle Forme.'Dal Primordio all’archetipo”.

2000

Sesto Fiorentino, Rifugio Gualdo,“Omaggio a Corrado Cagli”.

2003

Teramo, Pinacoteca Civica e Museo Archeologico, “Cagli, tra figurazione e astrazione”.

Avezzano, Archivio di Stato.

Pordenone, Galleria Sagittaria.

Udine, Civici Musei, “Cagli dei fotografi”.

2004

Avezzano, Palazzo Torlonia.

Pordenone, Museo Civico di Pordenone, “Corrado Cagli all’Expo di Parigi nel 1937. Le tavole del Museo Civico di Pordenone”.

Pordenone, Galleria Sagittaria,“Cagli. Opere 1932-1976”.

Cagli, Museo archeologico della Flaminia,“Da Cagli a Cagli. Disegni di Corrado Cagli”.

2005

Padova, Padiglione UNESCO, “Corrado Cagli, 18 disegni per la libertà”.

2006

Ancona, Mole Vanvitelliana, “Cagli” (antologica).

2007

Benevento, Palazzo Paolo V, “Cagli ‘L’Opera’ 1931-1976”.

Taormina, ex Chiesa del Carmine,“Cagli, Opera Grafica

2009

Sesto Fiorentino, Rifugio Gualdo,“Cagli. Il teatro scene e costumi”.

Umbertide, Rocca di Umbertide, “Cagli. Disegni 1931-1976”.

2010

Pordenone, Galleria d’ArteModerna e Contemporanea, “Corrado Cagli e il suo Magistero”.

Ravenna, Palazzo Mauro De Andrè, “Corrado Cagli. Una metamorfosi continua”.

2011

Umbertide, Rocca di Umbertide, “Cagli dei fotografi”.

2014

Taormina, ex Chiesa del Carmine, "Cagli. Mito a Taormina"

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

Da oltre quaranta anni l'Archivio Corrado Cagli, con sede in via della fonte di fauno 12 Roma, è custode di foto, testi, documenti, ma non solo in quanto organizza ogni anno eventi espositivi per mantenere vivo il ricordo di questo grande artista.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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