Leonardo da Vinci (transatlantico)

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T/n Leonardo da Vinci
MN Leonardo da Vinci (1960).jpg
Descrizione generale
Civil Ensign of Italy.svg
Tipo Transatlantico
Proprietario/a Italia Navigazione
I.C.I.
Identificazione N. 3208 di Genova
Costruttori Ansaldo S.p.A.
Cantiere Cantiere navale di Sestri Ponente, Genova
Impostata 1958
Varata 7 dicembre 1958
Completata 19 maggio 1960
Entrata in servizio 30 giugno 1960
Radiata 1982
Destino finale Distrutta da un incendio nel 1980 e successivamente demolita nel 1982 a La Spezia
Caratteristiche generali
Stazza lorda 33340 tsl
Lunghezza 233,89 m
Larghezza 28,10 m
Pescaggio 9,55 m
Propulsione vapore:
Velocità 25,5 nodi
Equipaggio 538
Passeggeri 1326
Note
Soprannome La Leonardo

[senza fonte]

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Il Leonardo da Vinci fu un transatlantico della Italia - Società di Navigazione di Genova, società appartenuta al gruppo IRI - Finmare, meglio conosciuta nel mondo della navigazione internazionale con il nome di Italian Line. La nave fu costruita nei Cantieri navali Ansaldo di Genova Sestri Ponente con il compito di sostituire la turbonave Andrea Doria, della stessa società, affondata nel 1956.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La nave aveva undici ponti collegati tra loro da ventuno ascensori, poteva accogliere 1326 passeggeri[1] e disponeva di cinque piscine, due delle quali per bambini. La piscina di prima classe aveva una stufa a raggi infrarossi per rendere possibile il suo utilizzo nella stagione invernale. I servizi di bordo comprendevano un ospedale con sala operatoria, laboratorio di radiologia, clinica ginecologica, palestra e sale per trattamenti di fisioterapia, tre negozi di barbiere, telescrivente per la stampa dell'edizione teletrasmessa del Corriere della Sera, auditorium con 300 posti, cappella, parco giochi per bambini.

Per i servizi elettrici di bordo la nave disponeva di quattro gruppi elettrogeni, capaci di illuminare una città di 150.000 abitanti. Disponeva inoltre di un impianto di desalinizzazione dell'acqua marina capace di produrre 700.000 litri.

Innovazioni[modifica | modifica sorgente]

La Leonardo da Vinci era una nave particolarmente lussuosa e veloce, arredata molto finemente e con caratteristiche estremamente innovative. Le classi erano tutte dotate di aria condizionata nelle cabine con servizi privati e in tutti i locali, quattro alette stabilizzatrici retraibili sullo scafo e doppia motorizzazione, con un singolo propulsore dedicato ad ognuna delle due eliche, caratteristica normalmente riservata alle navi militari. Ciascun propulsore era alloggiato in una singola sala macchine di pertinenza, totalmente indipendente dall'altra.

Anche le dotazioni di sicurezza erano all'avanguardia per l'epoca: le scialuppe di salvataggio erano tutte motorizzate, ed il congegno di messa in mare rendeva possibile calarle anche in caso di sbandamento laterale della nave, con un'inclinazione massima di 25° (i progettisti le realizzarono in questo modo memori dell'inconveniente verificatosi sull'Andrea Doria nel 1956). Progettata come l'Andrea Doria, con un coefficiente di finezza molto basso (0,580), il Leonardo da Vinci era afflitta da un problema di assetto che costrinse a riempire il doppiofondo con 1.857 tonnellate di zavorra fissa, con conseguente aumento del pescaggio e dei costi di esercizio[2].

Allestimenti[modifica | modifica sorgente]

Della progettazione degli allestimenti si occuparono, tra gli altri, gli architetti Gustavo Pulitzer, Amedeo Luccichenti, Vincenzo Monaco e Nino Zoncada[3]. La nave venne inoltre decorata con opere d'arte di alcuni famosi artisti dell'epoca, tra cui si ricordano Emanuele Luzzati, Lojze Spacal (pittori) e Ugo Scassa, che per la nave produsse un arazzo tratto da un dipinto di Felice Casorati[4]. Per la progettazione dei saloni vi fu la supervisione del critico d'arte Giulio Carlo Argan[5]. In tutte le sale comuni, nelle camere e nelle cabine erano presenti quadri astratti.

Propulsione nucleare[modifica | modifica sorgente]

Il Leonardo da Vinci era stato progettato con la predisposizione per un eventuale sistema di propulsione nucleare con reattore. Nei primi anni sessanta venne annunciata la probabile conversione della nave a propulsione nucleare; in realtà ciò non avvenne a causa degli elevati costi di esercizio che l'unità aveva, per via della struttura dello scafo. Quest'ultimo era stato progettato basandosi su quello dell'Andrea Doria, il cui profilo causava un elevato consumo di carburante su una nave di maggiori dimensioni come la Leonardo da Vinci.

Servizio[modifica | modifica sorgente]

La nave, costruita negli stabilimenti dell'Ansaldo di Sestri Ponente, con numero di costruzione 1550,[6] è stata varata il 7 dicembre 1958, madrina del varo la signora Carla Bissatini,[7] moglie del Presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi

la nave in costruzione sugli scali

Il transatlantico Leonardo da Vinci fu principalmente utilizzato a partire dal 1960 per il servizio di linea passeggeri dall'Italia verso gli Stati Uniti, affiancando su quella rotta la Cristoforo Colombo, già in servizio da qualche anno.

la nave prossima al varo

Completato l'allestimento e dopo avere effettuato le previste prove in mare, il 17 giugno 1960 al comando del Comandante Superiore CSLC Armando Pinelli, iniziò la sua prima crociera nel Mediterraneo. Il 30[6] dello stesso mese salpò da Genova per il suo primo viaggio per New York con scalo a Napoli e Cannes, diventando l'ammiraglia della Flotta italiana di linea e ammiraglia della società Italia di Navigazione.

Tra i personaggi celebri che hanno viaggiato a bordo del lussuoso transatlantico gli attori Paul Newman, Gloria Swanson, Zachary Scott e lo scrittore Gore Vidal.

A partire dal 19 luglio 1965 prestò servizio sulla tratta Napoli - New York.

Nel febbraio del 1966 il colore della nave venne cambiato da nero a bianco e nel febbraio del 1970 la nave transitò per la prima volta attraverso il Canale di Panama per una crociera della durata di 41 giorni alle Hawaii partendo dal porto di New York.

Intanto sin dalla metà degli anni sessanta il trasporto passeggeri navale iniziò a soffrire la concorrenza dei più veloci aerei, che si andavano affermando, superando di molto le navi nel trasporto dei passeggeri attraverso l'Atlantico; inoltre il periodo di emigrazione verso le Americhe volgeva ormai al termine.

Per questo motivo nel giugno 1976 la nave venne ritirata dal servizio passeggeri di linea, restando inattiva fino al luglio 1977, quando rientrò in servizio nella flotta della neo costituita società di navigazione I.C.I. - Italia Crociere Internazionali,[6][7] una joint venture costituita dalla Italia Navigazione e da alcuni armatori privati, per il servizio crociere.

La nave fu indirizzata a svolgere delle crociere notturne nei Caraibi tra Miami e Nassau, servizio che veniva curato dalla neocostituita I.C.I. ovvero, la Italia Crociere Internazionali. A causa degli eccessivi costi di esercizio venne fatta rientrare in Italia per essere venduta. In attesa di trovare un acquirente rimase ancorata, a partire dal 23 settembre 1978, nella rada di Portovenere. Nei primi mesi del 1980 circolarono voci su un possibile acquisto da parte di una compagnia di navigazione di crociere di lusso con sede nel porto di New York, ed anche su una possibile utilizzazione come casinò galleggiante sul Tamigi a Londra. Nessuna di quelle voci tuttavia risultò veritiera.

Dismissione[modifica | modifica sorgente]

Il 3 luglio 1980, a bordo della nave in disarmo alla fonda del Porto di La Spezia, si sviluppò un grave incendio, le cui cause non sono mai state accertate ma che si ritiene sia stato prodotto da un corto circuito verificatosi presso la Cappella di bordo. L'incendio si estese rapidamente a tutta la nave.

Dopo che la nave aveva bruciato per tre giorni, nello sforzo di evitare che le fiamme raggiungessero i serbatoi di carburante in cui erano contenute circa 2000 tonnellate di olio combustibile, i vigili del fuoco di La Spezia inondarono la nave sino ai compartimenti più bassi, causando uno sbandamento dello scafo di circa sessanta gradi a dritta.

Il 6 luglio la nave venne rimorchiata fuori dal porto in una zona poco profonda e adagiata su una fiancata.

Il semi-affondamento della nave provocò danni così rilevanti da rendere antieconomica una riparazione[8].

Il 31 marzo 1981 il relitto venne recuperato dalla società "Smit Tak International" di Rotterdam. Acquistato per demolizione ad un prezzo di $ 1.000.000, molto basso se si considera che la nave era assicurata per un valore di $ 7.000.000, il relitto venne portato nei Cantieri Navali Lotti di La Spezia, dove il 6 maggio 1982 ebbe inizio la demolizione.[9].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ William H. Jr. Miller - Pictorial Encyclopedia of Ocean Liners, 1860-1994 , op. cit., pag. 67
  2. ^ S. Bandini, M. Eliseo, Michelangelo e Raffaello La fine di un'epoca, Hoepli, 2010, ISBN 8820341190, pag.38
  3. ^ Descrizione degli allestimenti
  4. ^ Sito dell'arazzeria dove venne prodotto l'arazzo di Ugo Scassa per la Leonardo da Vinci
  5. ^ Citazione sullo studio degli interni
  6. ^ a b c (SV) Micke Asklander, SS Leonardo da Vinci (1960) in Fakta om Fartyg. URL consultato il 9 febbraio 2008.
  7. ^ a b Daniel Othfors, Leonardo da Vinci in The Great Ocean Liners. URL consultato il 9 febbraio 2008.
  8. ^ Articolo con cenni sull'affondamento
  9. ^ Articolo con cenni sull'incendio

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) William H. Jr. Miller, Pictorial Encyclopedia of Ocean Liners, 1860-1994, New York, Dover Publications, 1995, ISBN 0-486-28137-X.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]