Opera nazionale balilla

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Opera nazionale balilla (ONB)
Stato Italia Italia
Fondazione 03 aprile 1926
Dissoluzione 1937
Partito Partito Nazionale Fascista
Ideologia Fascismo
Adunata di balilla con moschetto Balilla a tracolla
Un giovane balilla
Pagella di scuola elementare (1932)

L'opera nazionale balilla (ONB) fu un ente di stato del Regno d'Italia, istituito con legge votata dal parlamento, durante il ventennio fascista.

La denominazione fu ispirata alla figura di Giovan Battista Perasso detto "Balilla", il giovane genovese che secondo la tradizione avrebbe dato inizio alla rivolta contro gli occupanti austriaci nel 1746: un'immagine di modello rivoluzionario cara al regime fascista.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il fascismo delle origini si proponeva come un movimento di rottura rispetto allo Stato liberale giolittiano ed alle sue istituzioni, ambiente educativo compreso: già nel 1919 Filippo Tommaso Marinetti, futurista e "fascista della prima ora", aveva proposto l'istituzione di "scuole di coraggio fisico e patriottismo".

La creazione[modifica | modifica sorgente]

Dopo la marcia su Roma, il nascente regime mussoliniano si pose il problema di come "fascistizzare" la società, a partire dai più giovani: nel dicembre 1925 Mussolini diede all'ex ardito Renato Ricci la guida del movimento giovanile del PNF (l'Avanguardia giovanile fascista) con il compito di "riorganizzare la gioventù dal punto di vista morale e fisico". Per l'occasione Ricci prese contatti in Inghilterra con Robert Baden-Powell, fondatore dello scautismo (che secondo lo stesso Ricci gli avrebbe dato "preziosi consigli"), ed in Germania con gli esponenti della Bauhaus[senza fonte].

Una legge del 3 aprile 1926 sancì così la nascita dell'Opera nazionale balilla (ONB), che Ricci avrebbe diretto fino al 1937. Complementare all'istituzione scolastica, l'ONB era "finalizzata... all'assistenza e all'educazione fisica e morale della gioventù". Vi avrebbero fatto parte i giovani dagli 8 ai 18 anni, ripartiti in due sottoistituzioni: i balilla e gli avanguardisti.

"L'Opera nazionale balilla per l'assistenza e per l'educazione fisica e morale della gioventù" (nome completo dell'ente di stato) fu fondata nel 1926 come ente autonomo, l'ONB confluì, insieme ai Fasci giovanili di combattimento, nella GIL (Gioventù italiana del littorio) a partire dal 1937. L'ONB mirava non solo all'educazione spirituale, culturale e religiosa, ma anche all'istruzione premilitare, ginnico-sportiva, professionale e tecnica. Scopo dell'ONB era infondere nei giovani il sentimento della disciplina e dell'educazione militare, renderli consapevoli della loro italianità e del loro ruolo di "fascisti del domani".

Nel 1927 il regime fascista sciolse per legge le organizzazioni giovanili non fasciste, tra cui le associazioni scout: il Corpo nazionale giovani esploratori italiani (pluriconfessionale) fu sciolto quell'anno; l'Associazione scoltistica cattolica italiana (ASCI) fu obbligata a chiudere tutti i reparti nelle località sotto i 20.000 abitanti, prima della chiusura completa nel 1928; l'Associazione dei ragazzi pionieri italiani (ARPI) cessò volontariamente le attività. Molti scout continuarono a svolgere le proprie attività in clandestinità e parteciparono attivamente alla lotta antifascista. Uno dei principali gruppi che continuarono le attività fu quello delle Aquile randagie, a Milano e alcuni gruppi scout italiani all'estero proseguirono le loro attività. L'unica organizzazione rimasta attiva fu la Gioventù Italiana Cattolica, che dovette comunque ridurre le proprie attività.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Siccome era rigidamente centralizzata, l'ONB fu sin dalla sua fondazione concepita dai fascisti come uno strumento di penetrazione nelle istituzioni delle scuole: ad essa venne affidato l'insegnamento dell'educazione fisica ai ragazzi; presidi e insegnanti erano tenuti ad 'aprire le porte' delle strutture scolastiche alle iniziative dell'ONB, e ad invitare gli alunni di tutte le età ad aderirvi.

L'ONB gestiva anche corsi di formazione e orientamento professionale, corsi post-scolastici per adulti, corsi di puericultura e d'economia domestica per le donne, oltre a migliaia di scuole rurali (nel 1937 erano più di seimila).

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Lo spartito della canzone Balilla del 1923

Dopo un primo periodo sperimentale, l'ONB venne stabilmente suddivisa, per età e sesso, in vari corpi:[1]

Formazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Corpi maschili:

Esterni all'ONB vi erano i movimenti d'età superiore:

Oltre ai balilla esistevano anche i marinaretti, che costituivano un'istituzione premarinara alla quale si accedeva dopo aver ottenuto il nulla osta dalla propria legione di appartenenza; ne facevano parte ragazzi dagli 8 anni in su. A Roma per esempio si ritrovavano il sabato alla Caio Duilio sul lungotevere, dove esisteva un veliero a tre alberi e bompresso fissato sul cemento sul quale ci si esercitava con tanto di fiocchi, gabbie, velacci e controvelacci. La divisa era quella blu della Marina Militare.

Dirigenza[modifica | modifica sorgente]

"L'Opera nazionale balilla per l'assistenza e per l'educazione fisica e morale della gioventù" veniva governato a livello nazionale da un "Consiglio centrale", invece a livello locale dal "Comitato provinciale".

Consiglio centrale[modifica | modifica sorgente]

Il consiglio centrale composto da un presidente, da un vice presidente e da ventitré consiglieri, nominati con decreto reale su proposta del capo del governo primo ministro.

Il presidente era scelto tra gli ufficiali di grado non inferiore a quello di console generale (in servizio attivo o fuori quadro) della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, udito il comandante generale della milizia stessa. Tanto il presidente che il vicepresidente duravano in carica quattro anni e potevano essere riconfermati. Fanno parte del consiglio centrale due rappresentanti del Ministero dell'interno di cui uno della direzione generale di sanità ed un rappresentante per ciascuno dei Ministeri delle finanze, della guerra, della marina, dell'aeronautica, dell'istruzione, dell'economia nazionale, designati dai rispettivi ministri, nonché un ufficiale superiore della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale designato dal comandante generale della Milizia stessa, un rappresentante delle federazioni ginniico-sportive designato dal Comitato olimpionico nazionale italiano, Federazione delle federazioni sportive italiane, e un rappresentante dell'Opera nazionale del dopolavoro. Gli altri componenti del consiglio centrale venivano scelti fra persone specialmente competenti nelle discipline relative all'assistenza e all'educazione fisica e morale della gioventù, preferibilmente fra i soci benemeriti.

Comitato provinciale[modifica | modifica sorgente]

In ogni provincia venne costituito un comitato provinciale composto dal presidente e da dieci consiglieri. Il comitato provinciale era formato da tre consiglieri di diritto:

  • consigliere di prefettura,nominato dal prefetto;
  • un insegnante di istituti medi, nominato dal provveditore agli studi della regione;
  • il console comandante la locale legione della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale.

Il presidente e gli altri sette componenti sono nominati dalla giunta esecutiva dell'Opera nazionale e sono scelti preferibilmente tra i soci dell'Opera stessa residenti in provincia. Il presidente ed i consiglieri avevano una durata di un quadriennio e sono rieleggibili. Il Comitato aveva sede in locali gratuitamente forniti dalla provincia.

Abbigliamento[modifica | modifica sorgente]

Era costituito dalla classica camicia nera, fazzoletto azzurro, pantaloni grigioverde, fascia nera, fez (il copricapo arabo mutuato dagli arditi): la divisa dei Balilla tradiva l'impostazione paramilitare (e propedeutica alla leva militare vera e propria) dell'ONB.

Quasi sempre presente nelle esercitazioni,era inoltre il moschetto Balilla (in versione giocattolo per i figli della lupa).

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Una rappresentanza di avanguardisti viene ricevuta, a Berlino, dal ministro della propaganda Joseph Goebbels, il 2 agosto 1933.

Oltre alle esercitazioni dopo-scolastiche e ai "sabati fascisti", l'Opera nazionale mobilitava i suoi aderenti per adunate e campi scuola (come i "campi Dux", raduni nazionali dei migliori balilla e avanguardisti). In queste occasioni il regime fascista dava così prova di un processo di fascistizzazione della gioventù ormai compiuto. In realtà le iscrizioni all'Opera nazionale balilla non superarono mai il 50% del totale dei giovani, neppure dopo il 1937, quando la Gioventù del littorio richiese l'iscrizione obbligatoria.

Principi educativi[modifica | modifica sorgente]

"L'educazione fascista", sosteneva Mussolini, "è morale, fisica, sociale e militare: è rivolta a creare l'uomo armonicamente completo, cioè fascista come noi vogliamo". Per formare il "carattere" era fondamentale suscitare l'emotività dei giovani più che il loro senso critico: "L'infanzia, come l'adolescenza... non può essere alimentata solo di concetti, di teorie, di insegnamenti astratti. Le verità che vogliamo loro insegnare devono parlare prima alla loro fantasia, al loro cuore, poi alla loro mente". All'astrattezza dell'insegnamento tradizionale si opponeva così il "valore educativo dell'azione e dell'esempio". La concezione antiscientifica e irrazionalistica della realtà propugnata dal fascismo tendeva all'interiorizzazione acritica di determinati modelli comportamentali attraverso l'attivismo collettivo, mediante il mantenimento di una costante tensione emotiva.

Il giovane doveva uniformarsi all'immagine di una società dinamica, protesa verso obiettivi grandiosi; allo stesso tempo, gli era richiesto di inserirsi in un rigido sistema centralizzato e gerarchico. Al vertice della gerarchia, il duce era indicato come l'esempio sublime di "nuovo italiano": ne derivava pertanto un vero e proprio culto della personalità.

Preghiera balilla[modifica | modifica sorgente]

Perplessità suscitò una preghiera pubblicata ad uso dei balilla:

«Io credo nel sommo duce, creatore delle camicie nere, e in Gesù Cristo suo unico protettore. Il nostro salvatore fu concepito da buona maestra e da laborioso fabbro. Fu prode soldato, ebbe dei nemici. Discese a Roma, il terzo giorno ristabilì lo Stato. Salì all'alto ufficio. Siede alla destra del nostro Sovrano. Di là ha da venire a giudicare il bolscevismo. Credo nelle savie leggi. La comunione dei cittadini. La remissione delle pene. La resurrezione dell'Italia, la forza eterna, così sia.»

Molti pensarono che queste parole, che riecheggiavano il Credo o Simbolo degli apostoli, spesso recitato nella messa cattolica, assomigliassero troppo ad una bestemmia. La preghiera pertanto non ebbe grande seguito.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Niccolò Zapponi, Le organizzazioni giovanili del fascismo 1926-1943 in Storia contemporanea, n.4-5 1982, pag. 569
  2. ^ Denis Mack Smith, L'Italia del XX secolo, tomo II 1925-1934, ed. Rizzoli, 1977, pag.274

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]