Diritti degli animali nella Germania nazista

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Nella Germania nazista furono fatti molteplici sforzi per assicurare la tutela dei diritti degli animali.[1][2] Tali sforzi incontrarono il favore di buona parte della popolazione.[2] La salvaguardia degli animali era supportata dai maggiori vertici del governo nazista,[3] come Hermann Göring, convinto animalista e sostenitore del conservazionismo[4], nonostante fosse anche un cacciatore[5][6], e Heinrich Himmler, che presentò vari decreti legge al fine di vietare la caccia,[7] e addirittura Adolf Hitler, il quale si circondava di cani perché si immedesimava col lupo.[8] Tuttavia, le associazioni vegetariane furono rapidamente messe fuori legge e le loro pubblicazioni vietate.[8]

L'attuale sistema di legge in Germania, concernente i diritti degli animali e la loro tutela, è costituito da modifiche delle leggi vigenti durante il Terzo Reich.[9]

Diritti degli animali[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire del diciannovesimo secolo, la macellazione kosher e la vivisezione erano le principali tematiche inerenti alla protezione degli animali in Germania. Questo dibattito continuò anche sotto il Nazionalsocialismo.[10] Secondo lo storiografo Boria Sax, l'opinione del Nazismo sugli animali rifiutava la prospettiva antropocentrica: la tutela degli animali era fine a sé stessa e non agli interessi umani.[11] Nel 1927, un rappresentante del NSDAP al Reichstag chiese provvedimenti contro la crudeltà degli animali e contro la macellazione kosher.[10] Nel 1932, il NSDAP propose un primo divieto della vivisezione. All'inizio del 1933, rappresentanti del partito Nazista al parlamento Prussiano ordirono una conferenza per promulgare il divieto. Il 21 aprile 1933, poco dopo l'arrivo al potere del NSDAP, il Parlamento iniziò ad emendare leggi per la regolazione dell'uccisione degli animali.[10] Nel 1934, il Reich ospitò una conferenza internazionale sulla protezione degli animali a Berlino.[12] Il 18 marzo 1936, fu pubblicato un decreto sul rimboschimento e sulla tutela degli animali selvatici; il 27 marzo venne promulgata una regolamentazione della macellazione dei pesci e degli altri animali a sangue freddo.[11] Il 9 settembre 1937, venne pubblicato un decreto dal Ministro degli Interni Wilhelm Frick nel quale venivano specificate le direttive per il trasporto degli animali.[11] Nel 1938, la tutela degli animali venne accettata come argomento da insegnare nelle scuole pubbliche e nelle università tedesche.[12]

Vivisezione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante l'adozione di diverse leggi volte a salvaguardare gli animali, il regime nazista non riuscì ad attuare in toto l'abolizione della vivisezione, che fu ripristinata integralmente dopo la caduta del regime. Questa pratica veniva infatti considerata necessaria da alcuni esponenti di rilievo[13] al fine della ricerca, anche per scopi militari.

Il principale oppositore alla sperimentazione sugli animali fu il gerarca Hermann Göring,[14] che il 16 agosto 1933 promulgò una legge che abolì a tutti gli effetti la vivisezione, rendendo illegale la sua pratica. Non mancarono tuttavia detrattori di questa politica, infatti il 5 settembre dello stesso anno, dopo appena tre settimane dal promulgamento, la legge fu emendata in modo da permettere al Ministro degli Interni di concedere permessi occasionali ad istituti di ricerca ed università di effettuare la sperimentazione su animali vivi.[14]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Richard A. Posner, Public Intellectuals: A Study of Decline, Harvard University Press, 2001, ISBN 0-674-00633-X.
Boria Sax, Animals in the Third Reich, Continuum International Publishing Group, 2000, ISBN 0-8264-1289-0.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Arnold Arluke, Clinton Sanders, Regarding Animals, Temple University Press, 1996, p132, ISBN 1-56639-441-4.
  2. ^ a b Thomas R. DeGregori, Bountiful Harvest: Technology, Food Safety, and the Environment, Cato Institute, 2002, p153, ISBN 1-930865-31-7.
  3. ^ Robert Proctor, The Nazi War on Cancer, Princeton University Press, 1999, p5, ISBN 0-691-07051-2.
  4. ^ Seymour Rossel, The Holocaust: The World and the Jews, 1933-1945, Behrman House, Inc, 1992, p79, ISBN 0-87441-526-8.
  5. ^ Fotografia di Goering a caccia di cervi
  6. ^ Foto di Goering a caccia di cinghiali
  7. ^ Martin Kitchen, A History of Modern Germany, 1800-2000, Blackwell Publishing, 2006, p278, ISBN 1-4051-0040-0.
  8. ^ a b Erica Joy Mannucci, La cena di Pitagora, Carocci editore, Roma 2008, pp. 120-122.
  9. ^ Bruce Braun, Noel Castree, Remaking Reality: Nature at the Millenium, Routledge, 1998, p92, ISBN 0-415-14493-0.
  10. ^ a b c Arnold Arluke, Clinton Sanders, Regarding Animals[, Temple University Press, 1996, p. 133, ISBN 1-56639-441-4.
  11. ^ a b c Boria Sax, Animals in the Third Reich: Pets, Scapegoats, and the Holocaust, Continuum International Publishing Group, 2000, p. 42, ISBN 0-8264-1289-0.
  12. ^ a b Arnold Arluke, Clinton Sanders, Regarding Animals, Temple University Press, 1996, p. 137, ISBN 1-56639-441-4.
  13. ^ Frank Uekötter, The Green and the Brown: A History of Conservation in Nazi Germany, Cambridge University Press, 2006, p55, ISBN 0-521-84819-9.
  14. ^ a b Frank Uekötter, The Green and the Brown: A History of Conservation in Nazi Germany, Cambridge University Press, 2006, p56, ISBN 0-521-84819-9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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