Zyklon B

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Scatolette di Zyklon B usate dai nazisti trovate nel lager di Auschwitz
Scatolette di Zyklon B
etichette dello Zyklon B trovate nel lager di Dachau

Zyklon B (o Zyclon B) era il nome commerciale dell'acido cianidrico, un pesticida utilizzato come agente tossico nelle camere a gas di alcuni campi di concentramento e sterminio nazisti.

Anche se utilizzato solo in un numero limitato di campi,[1] principalmente ad Auschwitz e Majdanek, lo Zyklon B è oggi ricordato come uno dei simboli più tragicamente evocativi della shoa.

Indice

[modifica] Uso sulle persone

Il pesticida, sviluppato originariamente negli anni '20 da Fritz Haber,[2] un ebreo tedesco che fu costretto a emigrare nel 1934, fu usato dalla Germania nazista nelle camere a gas dell'olocausto nei campi di sterminio di Auschwitz e Majdanek.

Era composto da piccole palline o dischetti, di polpa di legno o terra diatomacea che venivano impregnate con acido cianidrico (conosciuto anche come acido prussico), uno stabilizzatore ed una sostanza irritante d'allarme. Le palline rilasciavano l'acido cianidrico in forma di gas quando venivano rimosse dai loro contenitori ermetici.

Lo Zyklon B fu inizialmente usato nei campi di concentramento per lo spidocchiamento e il controllo del tifo. Fu sperimentato per la prima volta su 600 prigionieri di guerra russi e 300 ebrei il 3 settembre 1941, nel campo di Auschwitz I. Lo Zyklon B era fornito dalle ditte tedesche Degesch (Deutsche Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung mbH - che significa Società tedesca antiparassitari s.r.l.) e Tesch u. Stabenow Hamburg Internationale Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung mbH, comunemente nota col nome "TESTA", due società del gruppo della I.G. Farben (della quale faceva parte anche l'azienda Bayer), colosso dell'industria tedesca, amministratore della quale era il professor Karl Wurster, che deteneva il brevetto.

I nazisti ordinarono alla Degesch di produrre lo Zyklon B senza l'avviso di pericolo chimico, contravvenendo alle leggi tedesche. Dopo la seconda guerra mondiale, due direttori della Tesch vennero processati da una corte militare britannica e vennero giustiziati per aver preso parte nella fornitura del materiale.

Dai bonifici effettuati dalle SS a questa società si deduce che furono forniti al campo di concentramento di Auschwitz:

  • 2.211 kg Zyklon B nel 1942
  • 5.000 kg Zyklon B nel 1943
  • 500 kg Zyklon B nel 1944

Per uccidere un uomo erano necessari circa 70 milligrammi.

Cinque o sette chili di questo acido, fatto cadere nella camera della morte attraverso un'apertura nel soffitto, consentivano di uccidere 1.000 - 1.500 persone nel giro di pochi minuti.

L'azione tossica si deve allo ione CN-, il quale si lega agli enzimi ossidanti preposti alla respirazione cellulare, in particolar modo all'enzima citocromo-ossidasi, provocando l'anossia. I sintomi da intossicazione erano la perdita di coscienza e le convulsioni e dopo circa 15 minuti sopraggiungeva la morte nel 100% dei casi. Laddove l'uso di tale metodo si fosse rivelato antieconomico, i nazisti preferivano utilizzare iniezioni di fenolo: ad Auschwitz veniva utilizzata una soluzione acquosa di fenolo, iniettata direttamente nel ventricolo sinistro, la quale causava la morte entro 10-15 secondi.

L'uso della parola Zyklon (tedesco per ciclone) continua a sollevare reazioni furenti da parte di gruppi ebraici. Nel 2002 sia la Bosch Siemens Hausgeräte che la Umbro furono addirittura costrette a ritirare i loro tentativi di usare o registrare il termine per i loro prodotti.

[modifica] La tesi negazionista

Tra i principali storici "negazionisti" o "revisionisti", Robert Faurisson sostiene che non esistano prove verificabili che abbiano dimostrato il funzionamento tecnico dello sterminio mediante camere a gas con Zyklon B. In particolare Faurisson, contesta la testimonianza del comandante di Auschwitz Rudolf Hoss, secondo la quale una squadra speciale, costituita da ebrei, metteva in moto un apparecchio di ventilazione ed entrava immediatamente dopo la gasazione, magari fumando o mangiando, prendeva i cadaveri, li portava fuori, e poi verso i forni crematori per incenerirli. Faurisson ritiene tutto ciò assurdo, perché lo Zyklon B ha come caratteristica particolare quella di attaccarsi fortemente alle superfici, e di penetrare nella pelle. Lo Zyklon penetra sia nelle pareti e nei mattoni che nel corpo umano, e soprattutto se la superficie è viva, la miscela agisce restando attiva. Secondo lo studioso francese è fisicamente impossibile che coloro che entravano a contatto con i cadaveri degli ebrei potessero fumare perché l’acido cianidrico è altamente esplosivo. Infine, sempre secondo Faurisson, è impossibile toccare cadaveri di gente uccisa dall’acido cianidrico.

Le tesi chimico/ingegneristiche di Faurisson e degli altri negazionisti - pur non avendo alcun peso nella storiografia scientifica - sono state sottoposte a critica da vari autori. In particolare, nel corso del processo per diffamazione intentato dal negazionista britannico David Irving alla studiosa americana Deborah Lipstadt venne presentata una completa expertise scientifica a cura del chimico americano Richard Green, che contribuì al rigetto della causa da parte della corte[3]. Le tesi negazioniste hanno trovato ampia smentita non solo nella aule di tribunale ma anche nella storia e nelle testimonianze [4]

[modifica] Note

  1. ^ La maggior parte dei campi di sterminio (Chełmno, Belzec, Sobibór, Treblinka), utilizzava, come agente tossico, monossido di carbonio prodotto dai gas di scarico di grandi motori. È inoltre utile ricordare che non tutte le vittime dell'Olocausto vennero uccise all'interno dei campi di sterminio: circa 1.000.000 - 1.500.000 fu uccisa dalle Einsatzgruppen mediante fucilazione in Unione Sovietica a partire dal giugno 1941.
  2. ^ Paolo Magionami (7 agosto 2001). Fritz Haber dal sito web «Torinoscienza.it». Riportato il 19 settembre 2007.
  3. ^ L'expertise completa è visibile qui (testo in inglese)
  4. ^ L'irritante questione delle camere a gas di Valentina Pysanti

[modifica] Bibliografia

(EN) Jean-Claude Pressac, AUSCHWITZ: Technique and Operation of the Gas Chambers, The Beate Klarsfeld Foundation, 1989 - versione integrale on-line

[modifica] Voci correlate

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