Ratline
Durante la seconda guerra mondiale, il servizio segreto statunitense Office of Strategic Services coniò il termine ratline per indicare i canali organizzati di fuga che aiutavano i componenti degli equipaggi aerei americani abbattuti in territorio nemico a fuggire dall’Europa occupata. Letteralmente, una ratline (scala dei topi) è la scala di corda che arriva fino in cima all’albero della nave e rappresenta l’ultima via di fuga quando l’imbarcazione affonda. Ratline divenne poi il termine generico con cui i servizi segreti identificano le reti o le organizzazioni istituite allo scopo di far fuggire qualcuno[1] Dopo il secondo conflitto mondiale, i principali soggetti responsabili della creazione di canali di fuga, riservati ai criminali di guerra nazifascisti, furono la Croce Rossa Internazionale, una parte della Chiesa cattolica comprendente alcuni alti prelati e una parte della Chiesa protestante tedesca, oltre ai servizi di intelligence statunitensi e britannici.[2] Le vie di fuga furono dirette principalmente in Sud America - soprattutto nell’Argentina peronista - e nel Medio Oriente islamico, ove il nazionalsocialismo aveva guadagnato convinti sostenitori.[3]
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[modifica] Cenni storici
La Ratline per i nazisti è stata raccontata nel libro omonimo dei giornalisti Mark Aarons e John Loftus, australiano il primo e statunitense il secondo.
Alla fine del secondo conflitto mondiale la via del ratto ("Rat Lines", nome coniato dai Servizi Segreti Militari americani. In tedesco "Rattenlinien"), venne creata per far evacuare alcuni agenti dei servizi tedeschi, ma anche molti gerarchi nazisti. Esistevano due grandi vie di fuga: una rete organizzata del vescovo Alöis Hudal era specializzata nella fuga dei criminali di guerra tedeschi, ed una seconda rete specializzata negli ustascia croati, diretta e coordinata da Padre Krunoslav Draganović, segretario dell'Istituto Croato di San Girolamo, il principale organizzatore delle ratline utilizzate da noti criminali di guerra per sfuggire alla giustizia.
Scopo di tali operazioni era quello di utilizzare queste persone, nonostante le gravissime colpe di cui si erano macchiati, nell'intento di combattere la minaccia comunista globale. Questa esigenza nasceva dal fatto che proprio i nazisti avevano combattuto in prima linea i russi ed i partiti comunisti nei paesi occupati.
Nel 1947, appena finita la guerra e in piena occupazione alleata, i nazisti che sono riusciti a scampare al processo di Norimberga danno vita ad un'organizzazione dal nome O.D.E.SS.A, acronimo che sta per Organisation der Ehemaligen SS-Angehörigen (in tedesco Organizzazione degli ex-membri delle SS). Tale organizzazione si prefiggeva di spostare capitali, accumulati per lo più sottraendoli alle vittime dell'Olocausto, all'estero e di produrre documenti per evacuare i membri in paesi sudamericani. La maggior parte dei fuggitivi raggiungeva clandestinamente l'Italia e attraverso lasciapassare della Croce Rossa Internazionale o del Vaticano, con la compiacenza e l'appoggio di alti prelati, riuscivano a raggiungere l'Argentina ed altri stati sudamericani.
[modifica] La via del topo
Alcuni dei più noti criminali di guerra scappati in Sud America, attraverso la Ratline:
- Gerhard Bohne, medico nazista che operò nel castello di Hartheim
- Ante Pavelic, dittatore croato
- Bilanovic Sakic, responsabile del campo di concentramento di Jasenovac,
Croazia - Franz Stangl, comandante del campo di concentramento di Treblinka
- Josef Mengele, medico autore di efferati esperimenti nel campo di Auschwitz (detto L'angelo della morte)
- Adolf Eichmann, l'organizzatore della soluzione finale degli ebrei
- Erich Priebke, responsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine a Roma
- Klaus Barbie, comandante della Gestapo a Lione (detto appunto Il boia di Lione)
- Walter Rauff, l'inventore dei camion-camera a gas
- Eduard Roschmann, l'ex comandante del ghetto di Riga
- Alois Brunner, responsabile dello sterminio di oltre 140000 ebrei
[modifica] Note
- ^ Mark Aarons, John Loftus, Ratlines, Newton Compton, Roma, 1993, p. 7
- ^ Cfr. G. Sereny, In quelle tenebre, Adelphi, Milano, 2005; G. M. Pace, La via dei demoni, Sperling & Kupfer, 2000; E. Klee, Chiesa e nazismo, Einaudi, Torino, 1993
- ^ Per quanto riguarda l’Argentina: cfr. Uki Goñi, Operazione Odessa, Garzanti, Milano, 2003; per quanto riguarda l’Islam: cfr. Stefano Fabei, Il fascio, la svastica e la mezzaluna, Mursia, Milano, 2002
[modifica] Bibliografia
- Ernst Klee: Persilscheine und falsche Pässe. Wie die Kirchen den Nazis halfen. Fischer, Frankfurt 1991, ISBN 3-596-10956-6
- Rena und Thomas Giefer: Die Rattenlinie. Fluchtwege der Nazis. Beltz Verlag, 1992, ISBN 3-89547-855-5
- Uki Goñi: Odessa: Die wahre Geschichte. Fluchthilfe für NS-Kriegsverbrecher Assoziation A, 2006, ISBN 3-935936-40-0 (auf der Verlagsseite Link zu ausführl. Interview mit dem Autor in Engl., Rez. in Dt. und Engl.) Sachbuch des Monats beim Sender ARTE (aus dem Englischen, Revidierte Fassung, 2003 -- in Spanisch:: La auténtica Odessa: la fuga nazi a la Argentina de Perón Barcelona ; Buenos Aires ; México: Verlag Paidós, 2002 ISBN 84-493-1329-5)
- Eckhard Schimpf: Heilig. Die Flucht des Braunschweiger Naziführers auf der Vatikan-Route nach Südamerika Braunschweig 2005
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- (DE)"Flensburg Rattenlinie Nord", Stern, Artikel vom 03. Mai 2005
- (DE)"Rattenlinie Nord: Die Flucht der Nazi-Größen", Netzzeitung, 06. Mai 2005 06:51
- (DE)Umfassender Artikel über die Rattenlinie
- (EN) The Pavelic Paper