Il Vicario

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Il Vicario è un'opera teatrale scritta dal drammaturgo tedesco Rolf Hochhuth nel 1963. Il titolo originale dell'opera "Der Stellvertetrer" fa riferimento al Papa che è "Gottes Stellvertreter" cioè il Vicario di Cristo.

Il testo affronta la scottante questione delle responsabilità di Papa Pio XII verso l'olocausto, accusando il "Pastore Angelico" di passiva e cosciente complicità con il Nazismo nello sterminio degli ebrei.

Rappresentata a Berlino nel 1963, prodotta da Erwin Piscator, e nell'anno successivo a Londra, sollevò un forte dibattito politico e culturale, del pari alle precedenti opere di Camus e Mauriac sullo stesso tema, causando «denigrazioni accanite come consensi entusiastici», secondo la descrizione di Carlo Bo sulle polemiche seguite alla pubblicazione in Italia del testo, per i tipi della Feltrinelli.

Nel 1965 la pièce venne allestita a Roma dal regista Carlo Cecchi, all'interno d'un improvvisato teatro ricavato in una cantina di via Belsiana, con la partecipazione di Gian Maria Volonté. La versione italiana de Il Vicario fu messa in scena nella sola serata del debutto; il giorno successivo la Polizia fece chiudere il teatro per mancanza del certificato di agibilità dei locali e, nei giorni seguenti, il Prefetto di Roma vietò lo spettacolo in quanto contrario alle norme contenute nel Concordato.

La censura provocò un'azione di protesta dei teatranti e dei sostenitori che si asserragliarono nel teatro minacciando lo sciopero della fame a oltranza, circondati per tre giorni dalle forze di polizia, decise a rallentare l'afflusso di giornalisti e curiosi. Tra i partecipanti allo sciopero, lo stesso Volonté e l'attivista Franco Piperno.

La protesta ebbe comunque vita breve, fors'anche per l'ironico servizio di 16 pagine pubblicato dal settimanale satirico Lo Specchio, corredato da numerose fotografie che dimostravano i rifornimenti di uova sode e salsicce agli scioperanti.

Dall'opera teatrale, nel 2002, sono stati tratti il soggetto e la sceneggiatura del film storico Amen., diretto dal regista greco Costa-Gavras.

Retroscena spionistici[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 Ion Mihai Pacepa, ex dirigente dei servizi segreti rumeni, rivelò che la documentazione per scrivere Il Vicario venne fornita a Hochhuth dal generale del KGB Ivan Agayants, nell'ambito di una più estesa operazione ordita dallo stesso KGB, nei primi anni sessanta, per attaccare il Vaticano, contrastando la posizione anticomunista della Chiesa cattolica.

Secondo Pacepa, la documentazione era stata sottratta da due spie rumene, accreditate come religiosi e infiltrate negli archivi vaticani con la complicità del cardinale Agostino Casaroli, all'epoca addetto della Segreteria di Stato della Santa Sede, chiamato a questo ufficio da Papa Giovanni XXIII.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Articolo di Ion Mihai Pacepa

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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