Governo in esilio

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Un governo in esilio è un gruppo politico che sostiene di essere il governo legittimo di una nazione, ma che per varie ragioni non è in grado di esercitare il proprio potere legale, pertanto risiede in un Paese straniero. I governi in esilio di solito operano con l'idea di tornare un giorno nel proprio Paese natio e di riconquistare il potere.

I governi in esilio si verificano spesso durante i periodi di occupazione da parte di una potenza straniera. Ad esempio, durante l'espansione tedesca della seconda guerra mondiale, numerosi governi (come quello polacco) e monarchi europei furono obbligati a cercare rifugio nel Regno Unito piuttosto che affrontare la distruzione operata dai nazisti.

Attuali governi in esilio[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente, ci sono pochi governi in esilio; tra questi vi sono:

Nome In esilio dal Stato rivendicato Informazioni Note
Bielorussia Repubblica Popolare Bielorussa 1920 Bielorussia Bielorussia È tuttora guidata da Ivonka Survilla, con sede a Toronto (Canada), è guidata da un consiglio di 14 membri chiamato Rada. [1]
Birmania Coalizione nazionale per l'amministrazione dell'Unione di Birmania 1990 Birmania Birmania Guidato da Sein Win. È composto dai parlamentari eletti nel 1990, i militari non permisero regolari elezioni e scelsero l'esilio. Ha sede a Rockville (Maryland) negli Stati Uniti.
Etiopia Consiglio etiopico della corona 1993 Etiopia Etiopia Il Consiglio etiopico della corona, guidato da S.A.R. principe Ermias Sahle Selassie con sede nei dintorni di Washington D.C. negli Stati Uniti, rivendica il titolo di negus d'Etiopia.
Naval flag of Iran 1933-1980.svg Iran monarchico 1979 Iran Iran La Monarchia dell'Iran, guidata tuttora da Reza Ciro Pahlavi ha sede a Potomac (Maryland) negli Stati Uniti. Il partito legato a questo governo è il Partito Costituzionalista dell'Iran.
Naval flag of Iran 1933-1980.svg Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 1993 Iran Iran Organizzazione promossa dal partito dei Mujaheddin del popolo iraniano, che si proclama Parlamento e governo in esilio, costituito da gruppi dissidenti anti-teocratici. Il presidente eletto è Maryam Rajavi. Ha sede a Parigi.
Laos Laos monarchico 1975 Laos Laos Il Governo reale del Laos in esilio ha sede a Parigi in Francia
Taiwan Repubblica di Cina 1949 Cina Repubblica Popolare Cinese Il governo della Repubblica di Cina ha sede a Taiwan [2]
Tibet Governo tibetano in esilio 1959 Tibet Tibet Il governo ha sede a Dharamsala, in India. Il capo di stato è formalmente il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso, ma ha rinunciato ad ogni incarico e potere politico, lasciando l'Amministrazione Centrale Tibetana al primo ministro eletto democraticamente, attualmente Lobsang Sangay.

Azioni dei governi in esilio[modifica | modifica wikitesto]

La legge internazionale riconosce che i governi in esilio possono intraprendere diversi tipi di azione nella condotta della normale amministrazione. Queste azioni comprendono:

  • divenire parte di un trattato bilaterale o internazionale
  • emendare o rivedere la propria costituzione
  • mantenere forze militari
  • mantenere (o "ottenere di nuovo") il riconoscimento diplomatico da parte di stati sovrani
  • emettere documenti di identità
  • permettere la formazione di nuovi partiti politici
  • istituire riforme democratiche
  • tenere elezioni
  • permettere l'elezione diretta (o con base più ampia) dei suoi funzionari di governo, ecc.

Comunque, nessuna di queste azioni può servire a legittimare un governo in esilio a diventare il governo legale internazionalmente riconosciuto della sua sede attuale. Per definizione, un governo in esilio è definito relativamente al suo paese di origine, deve quindi fare ritorno al paese di origine e riottenere il potere, al fine di ottenere la legittimazione come governo legale di quell'area geografica.

Governi in esilio del passato[modifica | modifica wikitesto]

II guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Molte nazioni istituirono governi in esilio dopo la perdita della sovranità durante la seconda guerra mondiale:

Il Governo Provvisorio dell'India Libera (1942-1945) fu istituito da nazionalisti indiani in esilio durante la guerra.

Tra gli altri sovrani esiliati in Inghilterra ci sono Zog I di Albania e Haile Selassie d'Etiopia.

Tra i più importanti esempi di nazioni occupate che mantennero una parziale sovranità, anche nei territori d'oltremare, ci sono il Belgio, la Repubblica di Vichy e la Francia Libera.

L'eccezione danese[modifica | modifica wikitesto]

L'occupazione della Danimarca (il 9 aprile 1940) fu gestita dal Ministero degli Esteri della Germania, diversamente da altre nazioni occupate che erano sotto amministrazione militare. La Danimarca non istituì alcun governo in esilio, anche se esisteva un'Associazione di Danesi Liberi a Londra. Il Re e il suo governo rimasero in Danimarca, e operarono indipendentemente per i primi tre anni di occupazione tedesca. Nel frattempo, l'Islanda e le Isole Fær Øer furono occupate dagli Alleati, e furono separate dalla corona danese.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Official website of the Belarusian National Republic
  2. ^ ROC Government in Exile
  3. ^ Il Governo estone in esilio: un progetto controverso di continuazione di una nazione di Vahur Made

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]