Oskar Kokoschka
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Oskar Kokoschka (Pöchlarn, 1 marzo 1886 – Montreux, 22 febbraio 1980) è stato un pittore e drammaturgo austriaco.
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[modifica] Biografia
Oskar Kokoschka nacque a Pöchlarn, cittadina della Bassa Austria, il 1° marzo 1886.
Studiò dapprima chimica, poi dal 1903 al 1909 frequentò l’Accademia di Belle Arti a Vienna, dove fu attratto dalle opere barocche di Franz Anton Maulbertsch, dal nuovo stile di Gustav Klimt e dalla pittura incisiva di Lovis Corinth. In questi anni Kokoschka fece soprattutto ritratti di celebrità viennesi, ma, sentendosi incompreso, nel 1910 si trasferì a Berlino.
Frequentò i circoli culturali radicali e d’avanguardia, nutrendo particolare ammirazione per Edvard Munch, per i fauves e per i pittori del gruppo Die Brücke, uno dei primi nuclei dell’espressionismo tedesco. Nel 1914 divenne un membro della Secessione di Berlino, poi entrò a far parte del Blaue Reiter, un gruppo di artisti che facevano uso di colori puri stesi a larghe macchie. Nei suoi lavori di questo periodo sono presenti un violento cromatismo e un’attenta analisi psicologica che intende indagare l’intimo del personaggio, influenzato in questo delle nuove teorie psicanalitiche di Sigmund Freud. Il suo stile, pienamente espressionista, è però più moderato di quello di molti suoi contemporanei, per cui, anche se oggi viene generalmente considerato come uno dei massimi esponenti dell’espressionismo, a quel tempo fu talvolta isolato da altri esponenti del gruppo.
Durante la prima guerra mondiale fu ferito sul fronte orientale; dopo un ricovero all’ospedale militare, fu congedato per instabilità mentale.
Dal 1917 al 1924 insegnò all’Accademia di Dresda, dove ebbe modo di studiare da vicino Rembrandt e la pittura antica. In questi anni espose alla Galleria Dada di Zurigo con Max Ernst, Paul Klee e Vasily Kandinsky, e partecipò alla Biennale di Venezia. Kokoschka non accettò mai completamente le tendenze astrattiste: dietro alla sua convulsa espressione della realtà è sempre avvertibile la drammaticità del suo segno a spirale, di ispirazione barocca e con profonde influenze di Paul Cézanne.
A partire dal 1924 viaggiò in Europa e in Africa, dipingendo i paesaggi che incontrava attraverso disegni vibranti con colori accesi.
Si cimentò anche nella drammaturgia, scrivendo testi teatrali fondamentali per il teatro espressionista.
Tornato a Vienna, dopo l’invasione nazista dell’Austria si rifugiò a Praga; nel 1938, quando anche Praga fu invasa, emigrò a Londra. Il regime hitleriano confiscò le sue opere, alcune delle quali furono esposte a Monaco nella mostra d’arte degenerata.
Nel 1953 si stabilì a Villeneuve, nel Cantone di Vaud in Svizzera. In questi anni la sua pittura si allontana progressivamente dalle tematiche dell’analisi psicologica e del subconscio per trattare i grandi spazi, i paesaggi e le vedute di città secondi schemi post-impressionisti. La ricerca dell’unione tra sentimento e forma lo spinge a cercare una partecipazione totale, senza vuoti formalismi, nei più diversi soggetti, dagli scenari di montagna ai panorami delle città.
Morì a Montreux il 22 febbraio 1980.
I suoi disegni hanno sempre un tratto nervoso, con linee nette e marcate.
[modifica] Opere
[modifica] Natura morta con agnello morto (1909)
La natura morta con agnello morto è un dipinto ad olio su tela di cm 84x114 realizzato nel 1909. L'opera, conservata all'Osterreichische Galerie, Vienna, raffigura al centro un agnello morto, a destra c'è un vaso di fiori, in basso a sinistra c'è una tartaruga, alla sua destra un topo e una larva di salamandra.
[modifica] Ritratto di Adolf Loos (1909)
Il ritratto di Adolf Loos è un dipinto olio su tela di cm 74x91 realizzato nel 1909. L'opera è conservata al Schloss Charlottenburg, a Berlino. Al centro c'è Adolf Loos. Lo sfondo scuro mette molto in risalto il chiarore del viso e delle mani. Nei dipinti di Kokoschka è solito trovare la figura delle mani in risalto perché, secondo l'artista, esse mettono in evidenza la personalità del soggetto.
[modifica] La tempesta (1914)
La tempesta o Sposa del vento (Braut der Winde) è un dipinto olio su tela di cm 181x221 iniziato nel 1913 e terminato, dopo molte modifiche, nel 1914. L'opera, conservata al Kuntsmuseum, Basilea, raffigura, in posizione obliqua, l'artista vicino alla sua amante, Alma Mahler vedova del celebre compositore boemo Gustav Mahler; Kokoschka volle mettere in risalto la sua espressione tesa e preoccupata. I colori freddi usati nel dipinto fanno capire la consapevolezza di Kokoschka verso il fatto che il loro amore potrebbe finire da un momento all'altro. Non a caso, ciò si verificò poco tempo dopo che il quadro venne finito, ed il pittore lo vendette per comprarsi l'uniforme da cavalleria per andare in guerra.
[modifica] Londra, il ponte di Waterloo (1926)
Londra, il ponte di Waterloo è un dipinto di 89 x 103 cm conservato nel National Museum and Gallery of Wales, Cardiff. Kokoschka solitamente ha rappresentato alcune vedute cittadine di Londra e in questo caso ha dipinto il ponte di Waterloo da due angolazioni diverse prese dall'hotel in cui alloggiava. Questo dipinto raffigura il fiume Tamigi attraversato da diverse piccole barche e dal ponte di Waterloo e quello di Blackfriars; in lontananza si può scorgere la cattedrale di Saint-Paul.
[modifica] La produzione teatrale
Kokoschka si fece interprete delle inquietudini dell'uomo e della continua lotta tra gli archetipi di Uomo e Donna alla ricerca del Neue Mensch (Uomo Nuovo) nella sua produzione teatrale, che subì un forte ostracismo in Italia a causa dello stile denso di ermetismi e complesse ellissi. Ognuna delle sue opere è scontro tra dualismi opposti (Uomo-Donna, Luce-Ombra), e non di rado la morte e la rinascita giocano ruoli fondamentali per la nascita di una nuova identità.
- 1909: "Mörder, Hoffnung der Frauen" (Assassino, speranza delle donne)
- 1911: "Der brennende Dornbusch" (Il roveto ardente)
- 1917: "Hiob" (Giobbe), inizialmente conosciuto come "Sphinx und Strohmann" (Sfinge e uomo di paglia)
- 1919: "Orpheus und Eurydike" (Orfeo e Euridice)
- 1972: "Comenius"
[modifica] Bibliografia
- Kokoschka, Galleria d'Arte v.85, De Agostini Novara 2001
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