Secessione di Berlino

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Nella storia dell'arte viene detto secessione il movimento dei giovani artisti ed architetti che alla fine del diciannovesimo secolo si dissociarono dagli stili ufficiali delle accademie d'arte.

La secessione di Berlino del 1898 è cronologicamente il terzo dei tre rami di questo fenomeno, dopo la secessione di Monaco (1892) e quella di Vienna (1897).

La secessione dei berlinesi fu provocata dalla Große Berliner Kunstausstellung che aveva rifiutato i quadri di Walter Leistikow, artista di punta del momento. Per protestare contro questa discriminazione di un artista moderno, ben 65 suoi colleghi abbandonarono l'accademia statale.

Come faranno più tardi anche i secessionisti di Monaco, i berlinesi si organizzarono prontamente sul piano economico, il che contribuì certamente all'affermazione dei giovani artisti. Con l'aiuto di Paul Cassirer e di suo cugino Bruno fu subito aperta una galleria di arte moderna, intendendo con ciò interrompere ogni relazione con l'arte classica. Ed effettivamente la galleria esponeva solo le opere degli artisti berlinesi contemporanei e quelle degli impressionisti e postimpressionisti francesi.

Negli anni seguenti l'organizzazione berlinese fu ripetutamente scissa e riconfigurata, sia per le varie correnti artistiche che subentrarono, sia per i pesanti disaccordi tra gli amministratori. Venne ufficialmente soppressa nel 1933. Nei trentacinque anni della sua esistenza, la secessione berlinese associò moltissimi artisti, soprattutto pittori, ma anche scultori, grafici ed architetti. La maggior parte di essi se ne allontanava molto presto, non appena cioè abbracciava una delle linee artistiche emergenti nel mondo.

Tra i maggiori esponenti della secessione berlinese vanno ricordati: Hans Baluschek, Ernst Barlach, Max Beckmann, Josef Block, Lovis Corinth, Anna Costenoble, Charles Crodel, Philipp Franck, August Gaul, Karl Hagemeister, Ulrich Hübner, Willy Jaeckel, Max Klinger, Fritz Klimsch, Oskar Kokoschka, Käthe Kollwitz, Walter Leistikow, Max Liebermann, Heinrich Eduard Linde-Walther, Otto Modersohn, Edvard Munch, Emil Orlik, Franz Skarbina, Maria Slavona, Max Slevogt, Wilhelm Trübner, Heinrich Zille.

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