Anna Frank
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Annelies Marie "Anne" Frank, ma più diffusamente conosciuta sotto l'italianizzato Anna Frank () (Francoforte sul Meno, 12 giugno 1929 – Bergen-Belsen, marzo 1945), è stata una scrittrice olandese.
Di origine ebrea scrisse un diario mentre si nascondeva con la famiglia dai nazisti, ad Amsterdam, durante la seconda guerra mondiale. La sua famiglia venne tradita ed essi vennero trasportati nei campi di concentramento tedeschi, dove Anna e tutti i suoi familiari furono uccisi, ad eccezione del padre Otto. Dopo la guerra, il suo diario venne pubblicato, rendendola famosa in tutto il mondo.
Anna nacque a Francoforte sul Meno, in Germania, seconda figlia di Otto Heinrich Frank (12 maggio 1889 - 19 agosto 1980) e di sua moglie Edith Hollander (16 gennaio 1900 - 6 gennaio 1945), proveniente da una famiglia di patrioti tedeschi che prestarono servizio durante la prima guerra mondiale. Aveva una sorella maggiore, Margot Betti Frank (16 febbraio 1926 - marzo 1945). Lei e la famiglia dovettero spostarsi ad Amsterdam per sfuggire alla persecuzione dei Nazisti. Appena tredicenne, dovette nascondersi con la famiglia nell'Achterhuis, un piccolo spazio a due piani posto sopra i locali della compagnia di Otto. (Questo Achterhuis era situato in un vecchio - ed abbastanza tipico - edificio sul Canale Prinsengracht, nella parte ovest di Amsterdam, a circa un isolato dalla Westerkerk.) La porta dell'Achterhuis era nascosta dietro una libreria. Vissero li dal 9 luglio 1942 al 4 agosto 1944, durante l'occupazione nazista.
Nel nascondiglio trovarono rifugio 8 persone: Otto e Edith Frank (i genitori di Anna); la sorella maggiore Margot; il Signor Dussel, un dentista ebreo (vero nome, Fritz Pfeffer); e i coniugi van Daan con il loro figlio Peter (vero cognome, van Pels). Durante quegli anni Anna scrisse un diario, descrivendo con considerevole talento le paure causate dal vivere in clandestinità, i sentimenti per Peter, i conflitti con i genitori, e la sua aspirazione di diventare scrittrice.
Dopo più di due anni, una soffiata di un informatore olandese portò la Gestapo al loro nascondiglio. Vennero arrestati dalla Grüne Polizei e trasferiti al campo di smistamento di Westerbork, nell'Olanda nord-orientale. Il 2 settembre 1944 Anna Frank e gli altri clandestini vennero caricati sull'ultimo treno merci in partenza per il Auschwitz, dove giunsero tre giorni dopo. Nel frattempo Miep Gies ed Elly Vossen, due delle persone che si erano prese cura del gruppo durante il periodo passato nel nascondiglio, trovarono il diario e lo misero al sicuro.
Anna, Margot ed Edith Frank, i van Pels e Fritz Pfeffer non sopravvissero ai campi di concentramento tedeschi (nel caso di Peter van Pels, alle marce della morte tra un campo e l'altro). Margot e Anna passarono un mese ad Auschwitz-Birkenau e vennero poi spedite a Bergen-Belsen, dove morirono di tifo esantematico nel marzo 1945, un mese prima della liberazione del campo. Solo il padre di Anna sopravvisse ai campi di concentramento; tornò ad Amsterdam nel giugno del 1945 dopo tre mesi di viaggio. Miep gli diede il diario ed egli lo aggiustò per la pubblicazione con il titolo di Het Achterhuis. Da allora è stato pubblicato in 55 lingue. Otto Frank morì a Basilea nel 1980.
Indice |
[modifica] Il diario di Anna Frank
| Per approfondire, vedi la voce Diario (Anna Frank). |
[modifica] Pubblicazione del diario
Inizia come una espressione privata dei propri pensieri intimi, manifestando l'intenzione di mai permettere che altri ne prendessero visione. Descrive candidamente la sua vita, la propria famiglia ed i propri amici, nonché appunto la sua vocazione a diventare un giorno scrittrice affermata di racconti. Durante l'Inverno del 1944, le capitò di ascoltare una trasmissione radio di Gerrit Bolkestein— membro del governo Olandese in esilio — il quale diceva che, una volta terminato il conflitto, avrebbe creato un registro pubblico delle oppressioni sofferte dalla popolazione del Paese sotto l'occupazione nazista. Menzionò la pubblicazione di lettere e diari, cosa che spinse Anna a riscrivere sotto altra forma, e con diversa prospettiva, il proprio.
Esistono quindi tre versioni del diario: -la versione A, l'originale di Anna, che va dal 12 giugno 1942 al 1 agosto 1944, della quale non è stato ritrovato il quaderno che copriva il periodo 6 dicembre 1942-21 dicembre 1943 -la versione B, la seconda redazione di Anna, su fogli volanti, in vista della pubblicazione, che copre il periodo 20 giugno 1942-29 marzo 1944 -la versione C, scritta da Otto Frank basandosi sulla versione B, apportando modifiche e cancellazioni.
Una recente edizione critica del diario compara queste tre versioni. La casa dove Anna e la famiglia si nascondevano è ora un museo. Si trova al 263 di Prinsengracht, nel centro della città, raggiungibile a piedi dalla stazione centrale, dal palazzo reale e dal Dam.
Nel 1956 il diario venne adattato in un'opera teatrale che vinse il Premio Pulitzer, nel 1959 ne venne tratto un film (vedi I diari di Anna Frank), nel 1997 ne fu tratta un'opera di Broadway con materiale aggiunto dal diario originale.
I negatori dell'olocausto hanno tentato a più riprese di mettere in forse l'autenticità del diario, ma questa è stata provata oltre ogni ragionevole dubbio da Simon Wiesenthal, il quale riuscì persino a ritrovare il poliziotto che aveva eseguito l'arresto.
Nel 2004 nei Paesi Bassi è stato pubblicato un nuovo libro, intitolato Mooie zinnen-boek (libro delle belle frasi). Seguendo il consiglio del padre, Anna copiava brani e brevi poemi che l'avevano colpita in modo particolare, tratti dai molti libri che aveva letto durante la permanenza nell'Achterhuis.
[modifica] Curiosità
L'asteroide 5535 è stato battezzato Anne Frank.
[modifica] Bibliografia
- I diari di Anna Frank: Edizione Critica, Anne Frank, curato da David Barnouw e Gerrold Van der Stroom, Einaudi - Collana: Grandi Opere - 2002 - ISBN 8806147307. A cura dell'Istituto per la documentazione bellica dei Paesi Bassi. Compara diverse edizioni del diario con l'originale, e include uno studio approfondito della sua autenticità, riporta la storia delle persone coinvolte prima e dopo la guerra.
- Racconti dell'Alloggio Segreto, di Anne Frank, Einaudi 2008
- Miep Gies. Si chiamava Anna Frank a cura di Alison Leslie Gold. Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1987. ISBN 88-04-30506-1
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Anna Frank
Wikiquote contiene citazioni di o su Anna Frank
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito della Casa di Anna Frank
- Dieci domande sull'autenticità del diario di Anne Frank
- Guida alla ricerca su Anne Frank – Banca dati on-line unica per gli studenti
- L’Albero di Anne Frank - Una comunità di persone che si sentono legate ad Anne Frank
- Uno studio approfondito di Anna, del diario e delle persone che le stavano attorno
- In viaggio con Anne di Roberto Malini e Dario Picciau

