Casa di Anna Frank

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Casa di Anna Frank
Anne Frank Huis
Facciata della casa
Facciata della casa
Tipo Casa museo
Data fondazione 3 maggio 1960
Indirizzo Prinsengracht, 263 – 265,
Amsterdam, Paesi Bassi
Visitatori 1 000 000 (2007)
Sito http://www.annefrank.org/

L’Anne Frank Huis ("Casa di Anna Frank") è una casa-museo di Amsterdam, allestito a partire dal 1960[1] ai nr. 263 – 265 di Prinsengracht, ovvero in quella che fu in parte l'abitazione (situata al nr. 263) dov'era nascosta per due anni dal 1942 al 1944 la giovane ebrea tedesca Anna Frank e la sua famiglia assieme ai Van Daan, durante l'occupazione nazista nei Paesi Bassi. L'abitazione è soprannominata "l'alloggio segreto" (Achterhuis, letteralmente "retrocasa" dall'olandese).

L'edificio appartiene all'Anne Frank Stichting ("Fondazione Anna Frank"), che lo acquistò nel 1957.[2]

Il museo, ampliato nel 1999[3], è arrivato ad accogliere oltre 1.000.000 di visitatori nel 2007.[4]

Ubicazione[modifica | modifica sorgente]

L’edificio si trova lungo il canale Prinsengracht (“Canale del principe”), quartiere di Jordaan, nella cosiddetta “Cerchia dei Canali Ovest”, vicino alla Westerkerk e alla Huis met de Hoofden.

Clandestini[modifica | modifica sorgente]

La seguente lista sono le persone che hanno occupato l'Alloggio Segreto.

Anna Frank[modifica | modifica sorgente]

Anna Frank (Francoforte sul Meno 1929 - Bergen-Belsen 1945), nata il 12 giugno, è l'autrice del famoso Diario, composto da una serie di lettere dedicate alla sua amica immaginaria Kitty. Figlia di Edith Frank e Otto Frank, con una sorella maggiore Margot, a causa delle persecuzioni naziste si trasferisce con la famiglia nei Paesi Bassi, ad Amsterdam. Dopo un periodo di tranquillità, nel 1941 i tedeschi invadono i Paesi Bassi. A causa delle notizie di rastrellamenti provenienti dalla Germania, i Frank riflettono sul nascondersi, preparando una improvvisata abitazione ricavata nel retro della fabbrica del padre di Anne. Non appena ricevuta l'intimazione a Margot per essere trasferita nel campo di concentramento di Westerbork, la famiglia Frank si trasferisce nel nascondiglio. Una settimana dopo giunge anche la famiglia Van Pels col figlio Peter, per il quale Anne avrà una infatuazione. Il 4 agosto, tre giorni dopo l'ultima annotazione sul diario, vengono tutti scoperti e arrestati. Anna Frank è deportata da Westerbork ad Auschwitz-Birkenau, e da lì a Bergen-Belsen, dove muore - come la sorella - di tifo petecchiale, due mesi prima della liberazione. Il suo corpo si trova alle fosse comuni di Bergen - Belsen.

Margot Frank[modifica | modifica sorgente]

Margot Frank (Francoforte sul Meno 1926 - Bergen-Belsen 1945), nata nel 1926, ricordata come una ragazza educata e cortese. Studiava con corsi di corrispondenza a nome di Bep. Finché le leggi razziali lo permisero era iscritta a nuoto e a tennis[5]. Sorella di Anna, fu la prima a lasciare la casa, andando assieme a Miep in bicicletta nell'Alloggio Segreto. Dopo l'arresto ai primi di agosto, fu portata prima nella prigione di Amsterdam, poi a Westerbork, ad Auschwitz e infine, assieme alla sorella Anna, a Bergen-Belsen, dove morì nei primi di maggio di tifo, il giorno prima della sorella. Il suo corpo si trova alle fosse comuni di Bergen - Belsen.

Edith Holländer[modifica | modifica sorgente]

Edith Holländer (Aquisgrana 1900 - Birkenau 1945) nata nei primi del Novecento da genitori ortodossi della media borghesia, nel 1925 sposa Otto Frank, e con lui si trasferisce a Francoforte sul Meno. Nel 1926 nasce Margot Frank, e tre anni dopo Anna. A novembre del 1933, parte per i Paesi Bassi, dove fu raggiunta da Margot a dicembre e da Anne a febbraio 1934. Nel 1939 la madre, Rosa Holländer, li raggiunse, e nel '42 perì di cancro[6]. Pochi mesi dopo avviene il trasferimento nell'Alloggio Segreto. Durante i due anni di permanenza, Edith litigò duramente con i van Pels, ma rimase in buoni rapporti con Pfeffer. Dopo l'arresto, avvenuto il 4 agosto 1944, giunse a Westerbork, il campo di concentramento dei Paesi Bassi l'8 agosto, e nella notte tra il 2 e 3 settembre giunse ad Auschwitz-Birkenau dove morì di stenti/inedia nell'infermeria di Birkenau nell'Epifania. Il Museo della Casa di Anna Frank le ha dedicato una mostra. Il suo corpo fu cremato.

Otto Frank[modifica | modifica sorgente]

Otto Frank (Francoforte sul Meno 1889 - Basilea 1980) nato il 12 maggio 1889 a Francoforte sul Meno, da Micheal Frank. Nel 1909 si laurea in Economia e Commercio a Heidelberg, in Germania. Nell'agosto del 1915 è chiamato militare, e due anni dopo promosso a tenente. Il 12 maggio 1925 sposa Edith Holländer, e nel febbraio 1926 nasce la sua prima figlia Margot, che precedette Anna nata nel 1929. Nel 1933, per le leggi razziali, si sposta per primo nei Paesi Bassi, seguito dalla moglie a novembre, da Margot a dicembre e da Anne a febbraio. Dal 1941, inizia la costruzione della casa-rifugio sul retro del magazzino della ditta OPEKTA, da lui stesso fondata nel 1939. Ricevuta una chiamata da parte della Gestapo il 5 luglio 1942 indirizzata alla figlia, il giorno dopo si trasferisce con la famiglianel nascondiglio, oggi conosciuto come Alloggio Segreto. Non fu quasi mai al centro dei litigi che si svolsero nel periodo di isolamento forzato. Durante l'arresto nell'estate del '44, l'ufficiale della Gestapo trovò la sua cassa da ufficiale, e permise ai clandestini molto più tempo del normale. Fu l'unico clandestino a salvarsi dai campi di concentramento. Dopo Westerbork, rimase sempre nel lager di Auschwitz-Birkenau, proteggendo Peter van Pels dalla morte del padre, avvenuta a ottobre. Morì nei pressi di Basilea nel 1980[7].

Peter van Pels[modifica | modifica sorgente]

Peter van Pels nasce l'8 novembre del 1926 a Osnabrück. Nel 1937 fugge con i suoi genitori nei Paesi Bassi. La madre era casalinga, il padre si occupava delle spezie ditta OPEKTA, fondata da Otto Frank. Grazie a quest'ultimo trovano nascondiglio sul retro della sede della ditta. Peter si portò anche il gatto Moffie. Nel 1944, si innamorò di Anna Frank. Dopo l'arresto nella mattinata di agosto 1944, è deportato dal carcere di Amsterdam al lager di transito di Westerbork, e da lì ad Auschwitz, dove giunge il 2 settembre. Poche settimane dopo, il padre è ucciso nelle camere a gas, a ottobre o novembre. Rimane accanto a Otto Frank fino a gennaio, quando viene deciso che i prigionieri in grado di camminare sarebbero stati evacuati con una marcia della morte. Otto Frank gli consigliò di nascondersi, ma non lo ascoltò, e giunse a Mauthausen alla fine di gennaio, dove lavorò alle cave di granito finché non si ammalò. Morì verso il 5 maggio 1945 nell'infermeria del campo, tre giorni prima dell'arrivo dell'Undicesima Corazzata Americana[8]. La scrittrice Ellen Feldman, nel suo libro Il ragazzo che amava Anna Frank, ipotizza che sia scampato al genocidio e che sia fuggito in America[9].

Hermann van Pels[modifica | modifica sorgente]

Hermann nacque nel 1898 a Osnabrück. Imparò dal padre, Aron van Pels, il mestiere di macellaio. Si sposò nel 1925 con Auguste Röttgen. Nel 1926 nacque il loro unico figlio, Peter van Pels. Nel 1937 emigrarono nei Paesi Bassi[10], e l'anno dopo diventò socio di Otto Frank, con cui si nascosero nella casa sul retro della sede della ditta OPEKTA il 13 luglio 1942. Furono arrestati nell'agosto 1944, e da Westerbork giunse ad Auschwitz, dove morì ad ottobre in una camera a gas perché si rifiutò di presentarsi all'appello. Il suo corpo fu cremato.

Auguste van Pels[modifica | modifica sorgente]

Auguste Röttgen nacque il 29 settembre 1900[11]. Il 5 dicembre 1925 si sposò con Hermann Van Pels e divenne cittadina olandese. L'8 novembre 1926 nacque il figlio Peter. Nel 1937 emigrarono nei Paesi Bassi, dove si nascosero il 13 luglio 1942 in una casa dietro la sede della ditta per cui lavorava il marito. Furono arrestati a fine estate 1944, e da Westerbork andò ad Auschwitz-Birkenau. A fine novembre fu trasferita a Bergen Belsen, dove poco dopo si ricongiunse con le sorelle Frank. Fu nuovamente trasferita nel sottocampo di Raghun (il campo principale era Buchenwald), e il 9 aprile, nel convoglio per Theresienstadt, le guardie aprirono il portello del treno e la scagliarono su altri binari, dove fu investita da un altro convoglio.[12]

Fritz Pfeffer[modifica | modifica sorgente]

Fritz Pfeffer nacque nel 1889 a Giessen, in Germania. Dopo il Liceo, Pfeffer andò all'Università per diventare dentista. Nel 1921 sposò Vera Bythnier, e da lei ebbe, nel 1927, un figlio, Werner Pfeffer. Nel 1933 divorziarono, e conobbe la cristiana Charlotte Kaletta l'anno dopo, ma non poté sposarla per via dell'avvento al potere di Adolf Hitler e le successive leggi razziali. A dicembre 1938 mandò il figlio Werner in Inghilterra da parenti, e, dopo la Notte dei cristalli, fuggì con Charlotte nei Paesi Bassi. Nel 1939, Kaletta si recò a Bruxelles per vedere se riuscivano a sposarsi là. Il lunedì 16 novembre 1942 entrò a far parte della comitiva dell'Alloggio Segreto. Il 4 agosto 1944 fu arrestato assieme agli altri sette clandestini, e portati a Westerbork l'8 agosto. Partì per Auschwitz dove giunse il 2 settembre. Da qui partì per il KZ di Neuengamme, dove morì nell'infermeria il 20 dicembre 1944.[13]. Nel 1955, Charlotte Kaletta lo sposò con un matrimonio postumo[13].

Benefattori[modifica | modifica sorgente]

Miep Gies nel 1989 (insieme a Egon Krenz)

Queste sono altre persone legate alla vicenda storica, sebbene non abbiano occupato l'abitazione.

Miep Gies[modifica | modifica sorgente]

Hermine Santrouschitz nacque nel febbraio del 1909 a Vienna. Dopo la prima guerra mondiale, i genitori la mandarono nei Paesi Bassi, per avere una guarigione sicura, perché aveva sofferto di malnutrizione e tubercolosi. Fu chiamata Miep dai genitori affidatari. Nel 1933 divenne segretaria della ditta OPEKTA, e nel 1941 sposò Jan Gies. L'anno dopo le fu svelato che gli otto amici ebrei si sarebbero nascosti negli edifici sul retro, ed ella accettò l'onere di provvedere alle loro necessità. Il 4 agosto, quando i clandestini furono arrestati, e lei graziata perché viennese, raccolse i fogli del Diario di Anna Frank, e li consegnò al padre quando scoprì che Anna era morta a Bergen Belsen. Nel 1950 nacque il suo unico figlio, Paul Gies. Nel 1987 Miep Gies raccolse le sue memorie nel libro Si chiamava Anna Frank, curato da Alison Leslie Gold, e sei anni dopo rimase vedova. Il 15 febbraio 2009 festeggiò il traguardo dei 100 anni, ma l'anno seguente, l'11 gennaio 2010, si spense dopo una breve malattia seguita ad una caduta, nella casa di riposo dove risiedeva da tempo.[14].

Elisabeth "Bep" Voskuijl[modifica | modifica sorgente]

Nacque nel 1909 nella città di Amsterdam; dal 1922 al '37 lavorò inizialmente come domestica, poi come sarta e come cameriera, fino all'anno in cui divenne una delle segretaria dell'OPEKTA. Bep Voskuijl era al corrente che si portavano mobili sulla casa sul retro, ma solo nel 1942 le fu rivelato il motivo. Lei, assieme a Miep Gies, dava cibo e notizie ai clandestini. Nel 1944 si fidanzò con un altro clandestino, nascosto nella loro casa, ma la relazione finì presto. A dicembre 1945 morì il padre per un cancro al fegato e ai polmoni, che gli era stato diagnosticato durante un intervento per una presunta ulcera. Nel 1946 si sposò con Coor van Vijk, e l'anno successivo si dimise dall'OPEKTA. Nel 1954 fu un'imputata al primo processo sul revisionismo. Morì nel 1983 ad Amsterdam[15].

Johannes Kleiman[modifica | modifica sorgente]

Jo Kleiman nacque a Koog aan de Zaan ad agosto del 1895. Nel 1923 conobbe Otto Frank, due anni dopo si sposò e dopo pochi mesi ebbe una figlia. Nel 1933, quando i Frank giunsero nei Paesi Bassi, Kleiman li incontrò, e sette anni dopo lavorò per l'OPEKTA di Otto Frank. Il 16 dicembre 1941, Kleiman fece da passanome a Frank, perché non poteva più dirigere l'OPEKTA. A settembre 1943 fu operato da un'emorragia allo stomaco, che aveva avuto il 31 marzo 1943. Il 4 agosto 1944 fu arrestato assieme ai clandestini e a Kugler. Dopo qualche ora passato nella prigione del quartier generale della SD, fu trasferito a Amstelveenseweg fino al 7 settembre, quando fu trasferito a Weteringschans, e l'11 settembre venne spostato nel Campo di concentramento di Amersfoort senza processo. Fortunatamente, la Croce Rossa, dopo una settimana, lo fece liberare. Dal 1952 al 1959 guidò i visitatori della Casa di Anna Frank. Il 28 gennaio morì di colpo nel suo ufficio[16].

Victor Kugler[modifica | modifica sorgente]

Nacque nel 1900 ad Hoenelbe, che nel corso della sua vita si trovò nell'Impero Austro-Ungarico, Austria e Cecoslovacchia. Nella prima guerra mondiale, fu un marinaio della Marina austriaca. Ad aprile del 1918, ebbe una ferita alla gamba, per cui fu esonerato dal conflitto. Due anni dopo emigrò nei Paesi Bassi, dove fu assunto da una ditta di marmellate. Nel 1933 fu assunto dalla ditta di Otto Frank. Fu il prestanome di Otto Frank, quando gli Ebrei non poterono più dirigere ditte. Dopo l'arresto, transitò per varie prigioni e lager, ma in una Marcia della Morte riuscì a fuggire, e a sopravvivere alla guerra. Emigrò in America, dove morì a Toronto nel 1981.

Museo[modifica | modifica sorgente]

La libreria che celava l'accesso del nascondiglio.

Nel museo vengono mostrati degli audiovisivi. Nella stanza appartenuta ad Anna Frank, si trovano appese le foto di attrici famose collezionate dalla ragazza.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il museo venne aperto il 3 maggio 1960.[13]

Nel 1970, il museo venne chiuso per alcuni mesi per lavori di ristrutturazione che permettessero di accogliere il sempre più crescente numero di visitatori, con l'introduzione di un itinerario a senso unico.[13] Inoltre problemi finanziari imposero l'introduzione anche di un prezzo d'ingresso.

Il 1995 vide una nuova radicale opera di ristrutturazione e restauro della casa, che si concluse diversi anni dopo. Il 28 settembre 1999 viene inaugurato con la presenza della regina Beatrice il nuovo museo ampliato.[13]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.annefrank.org/content.asp?PID=253&LID=6
  2. ^ a b A.A.V.V., Amsterdam, Dorling Kindersley, London – Mondadori, Milano
  3. ^ http://www.annefrank.org/content.asp?PID=20&LID=6
  4. ^ cfr. p. es. ib.
  5. ^ Margot Frank
  6. ^ Edith Frank
  7. ^ Otto Frank
  8. ^ Peter van Pels
  9. ^ Novità in libreria
  10. ^ Hermann van Pels
  11. ^ Angabe laut Deportationsliste und Otto H. Frank, Mirjam Pressler (Hrsg.): Anne Frank Tagebuch. Fischer, Frankfurt am Main 1998, S. 7; Angabe auf yadvashem.org und annefrank.org 1900.
  12. ^ Auguste van Pels
  13. ^ a b c d e Fritz Pfeffer
  14. ^ Miep Gies
  15. ^ Bep Voskuijl
  16. ^ Jo Kleiman

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 52°22′31″N 4°53′03″E / 52.375278°N 4.884167°E52.375278; 4.884167