Inedia
| Inedia | |
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Bambina durante la guerra tra Nigeria e Biafra (fine anni sessanta) |
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| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 994.2 |
| ICD-10 | (EN) T73.0 |
L'inedia è una grave riduzione nell'apporto di vitamine, nutrienti e in generale di energia; è la forma più estrema di malnutrizione. Negli esseri umani, uno stato di inedia prolungata (oltre gli 1-2 mesi) causa danni permanenti agli organi e può anche portare alla morte. Il termine inanizione si riferisce ai sintomi e gli effetti dell'inedia.
Secondo la FAO più di 25.000 persone muoiono di inedia ogni giorno e più di 800 milioni di persone sono perennemente sotto alimentate. In media, ogni 3 secondi un bambino muore d'inedia.
Indice |
Sintomi [modifica]
Gli individui affetti da inedia perdono sostanzialmente materia grassa e massa muscolare perché il corpo si rivolge a questi tessuti per ricavarne energia. La pelle diventa pallida e secca e l'individuo appare emaciato.
La deficienza di vitamine è un altro sintomo comune e spesso causa anemia, beriberi, pellagra e scorbuto. Questi disturbi possono poi causare diarrea, eruzioni cutanee, edema e collasso cardiaco. Le persone appaiono spesso irritabili, affaticate e in stato letargico.
Effetti [modifica]
Effetti fisici
- diminuzione del metabolismo a riposo (RMR)
- abbassamento degli ormoni sessuali
- diminuzione dell'interesse sessuale
- amenorrea
- assottigliamento delle ossa
- costipazione e squilibrio gastrointestinale
- disturbi del sonno
- debolezza
- ipotermia
- perdita di massa corporea magra
- modifica nella chimica cerebrale che regola l'appetito e il desiderio di cibo
Effetti sui modi di fare e sul carattere
- preoccupazione per il cibo - raccolta di ricette
- abitudini nutrizionali inusuali
- aumento del consumo di fluidi
- aumento dell'uso di spezie
- perdita del meccanismo naturale per la regolazione dello stimolo della fame e della sazietà
- pensieri dicotomici sul cibo (che viene diviso nei gruppi "buono" e "cattivo")
- cibarsi freneticamente
Effetti cognitivi
- diminuzione della concentrazione
- poco giudizio
- apatia
Effetti emotivi e sociali
- depressione
- ansietà
- irritabilità e facilità alla collera
- instabilità (cambia costantemente umore)
- episodi psicotici
- cambi di personalità
- rinuncia alla socializzazione
Trattamento [modifica]
L'inedia viene solitamente trattata con un lento e progressivo aumento dell'apporto di cibo finché non termina la deficienza di nutrienti. A quel punto la dieta dell'individuo ricoverato dovrebbe consistere di circa 30 kJ e del doppio della dose giornaliera consigliata di nutrienti. Attenzione: la rialimentazione deve essere effettuata in ospedale con la supervisione di un professionista, con lo scopo di evitare la Sindrome da rialimentazione.
Pena capitale [modifica]
L'inedia è sempre stata un mezzo per attuare la pena capitale. Dall'inizio della civilizzazione fino al medioevo le persone sono state murate vive e lasciate a morire di fame.
Massimiliano Maria Kolbe, un frate polacco, offrì la sua vita per salvare un altro recluso nel Campo di concentramento di Auschwitz dalla morte. Fu lasciato morire di fame insieme ad altri 9 detenuti. Dopo due settimane di inedia lui e altre 3 persone erano ancora vive e vennero uccise nel lager, con una iniezione di fenolo.
Nel XIII secolo Ugolino della Gherardesca, i suoi figli e altri membri della sua famiglia vennero murati vivi dentro la Muda, una torre di Pisa, e lasciati morire di fame. Dante racconta l'episodio nella Divina Commedia.
In Cornovaglia nel 1671, venne registrato il caso di John Trehenban da St Columb Major che fu condannato a morire di fame in una prigione di Castle An Dinas per aver ucciso due ragazze.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Inedia - Il manuale di Merck
- (EN) FAO - Comprendere l'insicurezza del cibo
- (EN) FAO - Cosa significano le nuove forme della fame
- Nuvoli, il nuovo Welby muore per inedia
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