Bobby Sands

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Robert Gerard Sands
Bobby Sands in un murale della zona cattolica di Belfast

Bobby Sands in un murale della zona cattolica di Belfast


Membro della Camera dei Comuni
per Fermanagh e South Tyrone
Durata mandato 9 aprile 1981 –
5 maggio 1981
Predecessore Frank Maguire
Successore Owen Carron

Dati generali
Partito politico Anti H-Block
(GA)
« Tiocfaidh ár lá »
(IT)
« Il nostro giorno verrà »
(Bobby Sands)

Robert Gerard Sands, detto Bobby (irl. Roibeard Gearóid Ó Seachnasaigh[1]; Belfast, 9 marzo 1954Long Kesh, 5 maggio 1981), è stato un attivista e politico nordirlandese, volontario della Provisional Irish Republican Army. Eletto membro del parlamento britannico mentre era detenuto nel carcere di Maze, a Long Kesh[2][3], ivi morì il 5 maggio 1981 a seguito di uno sciopero della fame condotto ad oltranza come forma di protesta contro il regime carcerario cui erano sottoposti i detenuti repubblicani.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato ad Abbots Cross[4], sobborgo settentrionale di Belfast e cresciuto nel quartiere a maggioranza protestante di Rathcoole[5], si trasferì diverse volte con la sua famiglia a causa delle costanti intimidazioni subite dai lealisti protestanti; nonostante alcune affermazioni in questo senso[6][7], non è del tutto certo se i Sands fossero cattolici, dato che il loro cognome deriva dal nonno paterno di Bobby, che era protestante. Lasciata la scuola, Bobby Sands divenne un apprendista carrozziere (coach-builder), finché non fu costretto a lasciare, per le minacce dei lealisti[8][9].

L'ingresso nell'IRA[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno 1972 la sua famiglia si era trasferita a Twinbrook[10][9], alla periferia sudoccidentale di Belfast, dove divenne un attivista della comunità e si sposò con Geraldine Noade, da cui ebbe nel 1973 il figlio Gerard[9].

All'apice dei tumulti, entrò nell'IRA[11]. Così Sands descrisse la sua scelta:

(EN)
« I had seen too many homes wrecked, fathers and sons arrested, friends murdered. Too much gas, shootings and blood, most of it our own people’s. At 18 and a half I joined the IRA. »
(IT)
« Avevo visto troppe case distrutte, padri e figli arrestati, amici assassinati. Troppi gas, sparatorie e sangue, la maggior parte del quale della nostra stessa gente. A 18 anni e mezzo mi unii all'IRA. »
(Bobby Sands, citato in Denis O’Hearn[12])

Divenne membro del Primo battaglione della Brigata Belfast, ma nell'ottobre dello stesso anno fu arrestato per detenzione di 4 pistole. Sands rimase in carcere senza processo (all'epoca in Irlanda del Nord era prevista la possibilità di detenzione senza processo, solo sulla base di una decisione del Ministro degli Interni dell'Irlanda del Nord fino al marzo 1972, e successivamente del Segretario di Stato per l'Irlanda del Nord del governo britannico. L'internamento senza processo venne abolito nel 1976) sino all'aprile 1973, quando fu condannato a 5 anni di reclusione[13][14]. Poco tempo dopo la moglie e il figlio andarono a vivere in Inghilterra[9].

Era fuori di prigione da meno di un anno quando, il 14 ottobre 1976, fu nuovamente arrestato.

Sospettato di coinvolgimento nell'attentato contro il mobilificio della Balmoral Furniture Company a Dunmurry, non fu direttamente imputato di quest'azione perché un giudice stabilì non esservi evidenze di concorso in quel reato[15].

Fu prosciolto anche dall'accusa di aver partecipato ad un conflitto a fuoco contro uomini del Royal Ulster Constabulary, anche per questo per insufficienza di prove. Ma alcuni dei partecipanti alla sparatoria, Sean Lavery, Joe McDonnell e Seamus Finucane (fratello di John, morto nel 1972 in "servizio attivo" per l'IRA, di Dermot, uno dei 38 repubblicani ad evadere da Long Kesh nel 1983 e di Patrick, avvocato, ucciso nel febbraio 1989 da un commando dell'Ulster Defence Association[16][17]), erano stati arrestati dopo aver tentato di darsi alla fuga su un'auto insieme allo stesso Sands (abbandonando sul posto i feriti Seamus Martin e Gabriel Corbett). Un'arma rinvenuta a bordo dell'auto fu riconosciuta come una delle rivoltelle usate durante lo scontro, quindi nel settembre 1977 Sands fu processato per possesso illegale di armi da fuoco e condannato a 14 anni di carcere[18][19].

La carcerazione[modifica | modifica sorgente]

L'ingresso al Compound 19 del carcere di Maze

Dopo un iniziale soggiorno di 22 giorni al carcere di Crumlin Road, in cui fu coinvolto in tumulti per i quali fu tenuto nudo per 15 giorni e costretto al digiuno una volta ogni tre giorni[20], Sands scontò poi la pena nel carcere di Long Kesh, ribattezzato dagli inglesi "Maze"[2] dopo che era stata costruita la parte nuova del carcere, costituita da 8 edifici a un piano a forma di H, che divennero tristemente noti come H-Blocks, "Blocchi H".

In prigione Sands divenne uno scrittore di giornalismo e poesia. I suoi articoli, scritti su cartine per sigarette o su pezzi di carta igienica, erano fatti uscire dal carcere con numerosi stratagemmi e furono pubblicati dal giornale repubblicano An Phoblacht-Republican News, voce del movimento, con lo pseudonimo "Marcella"[21][22].

All'inizio dello sciopero della fame del 1980 Sands, già PRO (Public Relations Officer) dei detenuti, venne scelto come OC (Officer Commanding), ufficiale comandante dei prigionieri dell'IRA a Long Kesh in sostituzione di Brendan Hughes, che avrebbe guidato lo sciopero.

I prigionieri dell'IRA avevano organizzato una serie di proteste per cercare di riottenere lo status di prigionieri politici che il governo aveva negato per tutti i crimini commessi dopo il 1º marzo 1976, e non essere soggetti alle normali regole carcerarie. Iniziarono con la blanket protest ("protesta delle coperte") nel 1976, nel corso della quale i prigionieri si rifiutarono di indossare la divisa carceraria e si vestirono solamente di una coperta. Nel 1978 i detenuti iniziarono la dirty protest ("protesta dello sporco" ), escalation che vide i prigionieri vivere nello squallore: spalmavano gli escrementi sui muri delle celle e buttavano l'urina sotto le porte, poiché venivano picchiati duramente dai secondini quando lasciavano le celle per andare al bagno a svuotare i buglioli[23].

Dopo più di 4 anni di vita in condizioni disumane, i detenuti decisero di risolvere la questione una volta per tutte e il 27 ottobre 1980 iniziarono il primo sciopero della fame. Guidati da Brendan Hughes, fino ad allora OC dei detenuti dell'IRA, sette detenuti (6 dell'IRA e 1 dell'INLA) digiunarono per 53 giorni. Il 18 dicembre, con uno di loro (Sean McKenna) in fin di vita, decisero di terminare il digiuno sulla base di indefinite promesse del governo di Margaret Thatcher che, una volta finito lo sciopero, non mise in pratica i cambiamenti annunciati nel regime carcerario.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi primo sciopero della fame.

Il secondo sciopero della fame iniziò quando Sands, diventato OC al posto di Hughes all'inizio del primo sciopero, rifiutò il cibo il 1º marzo 1981, dopo aver ceduto il comando dei detenuti a Brendan "Bik" McFarlane. Sands decise che gli altri prigionieri avrebbero dovuto unirsi allo sciopero ad intervalli regolari, allo scopo di aumentare l'impatto "pubblicitario" e la pressione sul governo britannico ogni volta che un detenuto in sciopero raggiungeva la "fase critica" del digiuno.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi secondo sciopero della fame.

L'elezione al parlamento[modifica | modifica sorgente]

Poco dopo l'inizio dello sciopero, Frank Maguire, membro del parlamento del Regno Unito per la circoscrizione di Fermanagh-South Tyrone (un repubblicano irlandese indipendente), morì e si svolse un'elezione suppletiva.

Sands fu nominato non come candidato del Sinn Fein, ma come Anti H-Blocks/Armagh Political Prisoner[24] (Armagh si riferisce al carcere femminile di Armagh, dove erano rinchiuse le detenute dell'IRA e dell'INLA), e vinse il seggio il 9 aprile 1981 con 30.492 voti, contro i 29.046 del candidato dell'Ulster Unionist Party (UUP) Harry West. Al momento dell'elezione, Sands risultò il più giovane deputato in carica, che nel gergo anglosassone si chiama "Baby of the House".

Il Governo del Regno Unito cambiò la legge poco dopo, introducendo il Representation of the People Act. Questo proibiva ai detenuti di partecipare alle elezioni, e richiedeva un periodo di cinque anni dal termine della pena, prima che un ex detenuto potesse candidarsi.

Il decesso e la sua eco[modifica | modifica sorgente]

Tre settimane dopo, Sands morì nell'ospedale della prigione, dopo 66 giorni di sciopero della fame.

L'annuncio della sua morte diede il via a rivolte che durarono diversi giorni, nelle zone nazionaliste dell'Irlanda del Nord. Oltre 100.000[25] persone si schierarono lungo il percorso del suo funerale, dalla casa di Sands a Twinbrook, West Belfast, fino al cimitero cattolico di Milltown, dove sono sepolti tutti i volunteers dell'IRA di Belfast.

Sands fu membro del Parlamento di Westminster per venticinque giorni, uno dei mandati più brevi della storia. Lasciò i genitori, i fratelli (una sorella, Bernadette, era all'epoca latitante nell'Eire e avrebbe poi sposato Michael McKevitt, Quartiermastro Generale dell'IRA che, nel 1996, in disaccordo con la strategia del processo di pace elaborata da Gerry Adams e Martin McGuinness, lasciò l'organizzazione per dare vita, con altri dissidenti, alla Real IRA, responsabile nel 1998 della strage di Omagh) e un figlio piccolo, Gerard, nato dal suo matrimonio, finito durante il suo secondo periodo in carcere.

Tomba di Bobby Sands al Milltown Cemetery

Altri nove uomini (6 dell'IRA e 3 dell'INLA) morirono dopo Bobby Sands tra maggio e agosto del 1981. Gran parte dei repubblicani irlandesi e dei simpatizzanti dell'IRA guardarono a Sands e agli altri nove come a dei martiri che resistettero all'intransigenza del governo britannico e molti nazionalisti irlandesi che disapprovavano l'IRA furono scandalizzati dalla posizione del governo britannico.

La copertura mediatica che circondò la morte di Bobby produsse un nuovo flusso di attività dell'IRA, che reclutò molti nuovi membri e incrementò la sua capacità di raccogliere finanziamenti. Molte persone si sentirono spinte ad aiutare a spezzare la connessione britannica aiutando l'IRA, non vedendo altre opzioni dato l'atteggiamento intransigente dei politici britannici nei confronti dell'Irlanda. I numerosi successi elettorali conseguiti durante lo sciopero spinsero il movimento repubblicano a muoversi verso la politica, e indirettamente spianarono la strada all'Accordo del Venerdì Santo e al successo elettorale del Sinn Féin molti anni dopo.

Sands scrisse un libro in cui parla dell'esperienza carceraria intitolato Un giorno della mia vita. Sands scrisse, riferendosi agli anni della sua adolescenza: "Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l'Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista".

La produzione letteraria[modifica | modifica sorgente]

La produzione letteraria di Bobby Sands può considerarsi racchiusa in tre grandi opere e in un periodo di tempo che va dalla sua prima detenzione nella Cage 11 (le cages erano baracche prefabbricate che si trovavano nella parte vecchia del carcere di Long Kesh) alla sua prematura morte nei Blocchi H del carcere di Maze.

Monumento allo "H-block" eretto a Bogside, quartiere di Derry, in memoria dei morti nello sciopero della fame.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Commemorazioni in altre nazioni[modifica | modifica sorgente]

Ad Hartford nel 1997 venne dedicato un monumento a Bobby Sands e agli altri scioperanti. Il monumento si trova in una rotatoria nota come "Bobby Sands Circle", alla fine di Maple Avenue, nei pressi di Goodwin Park (link).

Il sindacato dei portuali di New York annunciò un boicottaggio di 24 ore delle navi britanniche.

Lo stato del New Jersey votò 34 a 29 una risoluzione in cui si onoravano "il coraggio e l'impegno" di Bobby Sands.

Oltre 1.000 persone si riunirono nella Cattedrale di San Patrizio a New York, per ascoltare il cardinale Cook celebrare una messa di riconciliazione per l'Irlanda del Nord. I bar irlandesi in città osservarono due ore di chiusura in segno di lutto.

Nel 2001 un monumento dedicato a Sands e agli altri scioperanti venne inaugurato a L'Avana (link).

A Milano, 5.000 studenti bruciarono la Union Jack e urlarono "Libertà per l'Ulster", durante una manifestazione.

A Gand gli studenti invasero il consolato britannico.

A Parigi migliaia di persone marciarono dietro a grandi ritratti di Sands, al canto di "The IRA will conquer".

Ad Oslo dei dimostranti tirarono un palloncino riempito di salsa di pomodoro contro la Regina Elisabetta II.

La città di Le Mans ha dedicato una via a Sands, nella città di Saint-Denis nei pressi di Parigi.

Lo Standard di Hong Kong disse che fu "triste che i successivi governi britannici non siano riusciti a porre fine all'ultima delle guerre religiose in Europa".

L'Hindustan Times disse che Margaret Thatcher aveva permesso a un membro del parlamento di morire di inedia, un incidente che non era mai avvenuto "in una nazione civile".

In India, i membri dell'opposizione nella Camera Alta, osservarono un minuto di silenzio.

In Unione Sovietica, la Pravda descrisse l'accaduto come "un'altra tragica pagina della triste storia di oppressione, discriminazione, terrore e violenza in Irlanda".

Nelle partite di calcio dell'Old Firm a Glasgow, i tifosi del Rangers F.C. cantano Could you go a chicken supper, Bobby Sands?, come scherno verso i tifosi del Celtic F.C., che simpatizzano con la causa repubblicana.

A Teheran durante i primi giorni della rivoluzione islamica del 1979, gli studenti rivoluzionari simpatizzanti con Sands, cambiarono il nome della via in cui si trovava l'ambasciata britannica, da Winston Churchill Street a Bobby Sands Street. Questo nome esiste tutt'oggi, nonostante gli sforzi del governo britannico per farlo cambiare.

L'album Endangered Species, dell'australiano Eric Bogle, include una canzone intitolata The Sign, che descrive i suoi pensieri dopo aver visto molti anni prima un graffito con la scritta "Free Bobby Sands" a Christchurch.

Il gruppo francese Soldat Louis ha composto una canzone intitolata "Bobby Sands", in memoria appunto del patriota irlandese.

Il gruppo newyorkese (alcuni componenti della band sono irlandesi) Black 47 ha inciso la canzone "Bobby Sands MP" nel loro album "Green Suede Shoes" del 1997.

Film[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Legacy of Cage Eleven, Nuzhound.com. URL consultato il 26 aprile 2010.
  2. ^ a b Peter Childs, Michael Storry, Encyclopaedia of Contemporary British Culture, Routledge, 2012 - ISBN 1134755546 (voce "Maze Prison": [...] Bobby Sands, newly elected as an MP in the British Parliament, starved to death.)
  3. ^ Tim Pat Coogan, The IRA, Palgrave Macmillan, 2002 - ISBN 0312294166 (pag. 630: Bobby Sands was elected to the British Parliament as MP for Fermanagh/Tyrone as he lay dying)
  4. ^ Giangiacomo Feltrinelli Editore, Scheda autore
  5. ^ irishhungerstrike.com, The revolutionary spirit of freedom
  6. ^ Feehan, Bobby Sands MP and the Tragedy of Northern Ireland, p. 17
  7. ^ Sands, Writings from Prison
  8. ^ Feehan, Bobby Sands and the Tragedy of Northern Ireland, p 13–14
  9. ^ a b c d David Beresford, Ten Men Dead: The Story of the 1981 Irish Hunger Strike, London, Harper Collins Publishers, 1987, ISBN 0-586-06533-4.
  10. ^ O'Hearn, Nothing but an unfinished song: Bobby Sands, ch. 1
  11. ^ Geraghty, The Irish War, p. 68–70
  12. ^ Denis O’Hearn, Bobby Sands: Nothing But An Unfinished Song - socialistworker.co.uk fonte online
  13. ^ Morrison, Cain Biography (Cain.ulst.ac.uk), s. 'intro'
  14. ^ Philip Hanke, Bobby Sands - An Irish Martyr?, GRIN Verlag, 2011, p. 20, ISBN 978-3-640-85967-2.
  15. ^ Price, Keep On Running (WalesOnline.co.uk) p. 1
  16. ^ ilpost.it, Le scuse di Cameron per Pat Finucane, 12 dicembre 2012
  17. ^ The Guardian, For the murder of Pat Finucane, an apology is not enough, Giovedì 13 dicembre 2012 - 19.45 GMT
  18. ^ English, Armed Struggle: The History of the IRA, p. 196–198
  19. ^ Terrorism Knowledge Base Article on Bobby Sands, Tkb.org. URL consultato il 26 aprile 2010.
  20. ^ Philip Hanke, Bobby Sands - An Irish Martyr?, GRIN Verlag, 2011, p. 21, ISBN 978-3-640-85967-2.
  21. ^ 1989, Mercier Press, ISBN 0-85342-726-7
  22. ^ 2001, Mercier Press, ISBN 1-85635-349-4
  23. ^ Taylo, Provos, The IRA and Sinn Féin, p. 251–252
  24. ^ CAIN: Politics: Elections: Westminster By-election (NI) Thursday 9 April 1981, Cain.ulst.ac.uk, 9 aprile 1981. URL consultato il 26 aprile 2010.
  25. ^ Abstentionism: Sinn Féin Ard Fheis, 1-2 November 1986 - Chronology of Main Events, cain.ulst.ac.uk. URL consultato il 22 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bobby Sands. Un giorno della mia vita. Milano, Feltrinelli, 1996. ISBN 8807813785.
  • David Beresford. Ten men dead. London, HarperCollins, 1987. ISBN 0586065334.
  • Brian Campbell, Felim O'Hagan, Laurence McKeown. Nor meekly serve my time. Belfast, Beyond the Pale, 1994. ISBN 0951422952.
  • Tim Pat Coogan. The IRA. London, HarperCollins, 1995. ISBN 0006384013.
  • Tim Pat Coogan. On the blanket. New York, Palgrave & MacMillan, 2002. ISBN 0312295138.

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