Campo di prigionia di Guantánamo

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Detenuti in arrivo a Camp X-Ray.

Il campo di prigionia di Guantánamo è una struttura detentiva statunitense di massima sicurezza interna alla base navale di Guantanamo, sull'isola di Cuba.

L'area di detenzione è composta da tre campi: il "Camp Delta" (che include il "Camp Echo"), il "Camp Iguana" e il "Camp X-Ray", l'ultimo dei quali è stato chiuso.

Apertura ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

Dall'11 gennaio 2002, il governo degli Stati Uniti, sotto l'amministrazione Bush, ha aperto un campo di prigionia all'interno della base, finalizzato alla detenzione di prigionieri catturati in Afghanistan e ritenuti collegati ad attività terroristiche.[1][2]

Detenuti e condizioni di detenzione[modifica | modifica wikitesto]

Un prigioniero è scortato a una struttura di media sicurezza a Guantánamo Bay. Foto del marinaio (Seaman) David P. Coleman, U.S. Navy. (Released)

Il numero totale di prigionieri che sono stati detenuti nella prigione di Guantanamo ammonta a circa 800.[3] Nel gennaio 2002 i detenuti erano 158.[4] Nel 2003 aumentano fino a circa 650.[5] Secondo il Washington Post nel 2004 vi sarebbero stati almeno 367 prigionieri.[6] Nell'ottobre 2006 i detenuti furono circa 500.[7] Solo per 10 di questi è stato formalizzato un capo d'imputazione con conseguente rinvio a giudizio. Nel febbraio 2011, erano detenuti a Guantanamo ancora 172 prigionieri.[8]

Circa le modalità di funzionamento della parte carceraria della base, si sono levate polemiche circa le condizioni di reclusione e l'effettivo status giuridico-fattuale dei reclusi. Da parte di alcuni osservatori si sostiene infatti che i reclusi non sarebbero classificati dal governo USA come prigionieri di guerra, né come imputati di reati ordinari (il che potrebbe garantire loro processi e garanzie ordinarie), ma sarebbero invece ristretti come detainees (detenuti) senza altro dichiarato titolo.[9]

Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha diffuso alcune fotografie dei detenuti nella base militare. L'allora Segretario della difesa Donald Rumsfeld ha dichiarato che questi prigionieri sarebbero "combattenti irregolari" cui non si applica "alcuno dei diritti della Convenzione di Ginevra". Essi "non saranno considerati come prigionieri di guerra, perché non lo sono", ha precisato.[10]

Nel gennaio 2002 l'Alto Commissario per i Diritti dell'Uomo dell'ONU, Mary Robinson, ha protestato contro le condizioni di detenzione dei prigionieri. L'ex-presidente della Repubblica d'Irlanda ha insistito sugli "obblighi internazionali, che vanno rispettati".[11][12] Rispondendo il 21 gennaio alle critiche mosse Rumsfeld ha affermato che esso sarebbe conforme "nelle parti essenziali" alla Convenzione di Ginevra.[13]

Il 29 giugno 2006, in occasione dell'appello di un detenuto, Salim Ahmed Hamdan, una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito la violazione della Convenzione di Ginevra e il Codice di Giustizia Militare statunitense dovuta:

  • alle modalità di detenzione dei prigionieri all'interno della base di Guantánamo
  • ai tribunali militari speciali istituiti per giudicarne i detenuti.

La legislazione approvata a dicembre 2005 (legge sul trattamento dei detenuti del 2005) ha revocato il diritto dei detenuti di Guantánamo di presentare istanze di habeas corpus presso corti federali statunitensi contro la loro detenzione o trattamento, permettendo soltanto limitati appelli contro le decisioni dei Tribunali di revisione dello status di "combattente" e delle commissioni militari. È così stato messo in discussione il futuro di circa 200 casi in corso in cui i detenuti avevano presentato ricorso contro la loro detenzione in seguito a una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 2004 che aveva decretato il loro diritto a presentare tali ricorsi.

Amnesty International, nel rapporto 2006[14] riporta che:

  • I Tribunali di revisione dello status di combattente (CSRT) istituiti dal governo nel 2004, hanno reso noto, nel marzo 2004, che il 93% dei 554 detenuti esaminati erano da considerarsi a tutti gli effetti “combattenti nemici”. I detenuti non avevano un rappresentante legale e molti di loro hanno rinunciato a partecipare alle udienze dei CSRT, che potevano avvalersi di prove segrete e di testimonianze estorte sotto tortura.
  • nell'agosto 2005, un imprecisato numero di reclusi ha ripreso lo sciopero della fame già iniziato a giugno per protestare contro la perdurante mancanza di accesso a una corte indipendente e contro le dure condizioni di detenzione, che sarebbero state caratterizzate anche da violenze e pestaggi. Più di 200 detenuti (cifra contestata dal Dipartimento della Difesa) avrebbero partecipato almeno a una fase della protesta. Diversi detenuti hanno denunciato di essere stati vittime di aggressioni fisiche e verbali e venivano alimentati a forza: alcuni hanno riportato lesioni causate dall'inserimento brutale di cannule e tubi nel naso. Il governo ha negato qualsiasi maltrattamento. A fine anno lo sciopero della fame era ancora in corso.
  • a novembre 2005 tre esperti in diritti umani delle Nazioni Unite hanno declinato l'offerta di visitare la base di Guantánamo presentata dal governo degli Stati Uniti, poiché quest’ultimo aveva posto restrizioni contrastanti con quanto normalmente stabilito dagli standard internazionali sulle ispezioni di questo tipo.

Per quanto desti discussione la presenza della prigione, alcuni detenuti sembrano preferirla a quelle dei propri paesi. Due ex-detenuti tunisini hanno chiesto aiuto a Human Rights Watch per le torture successive subite in Tunisia. Un prigioniero algerino ha fatto ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti invocando il suo diritto a non essere scarcerato, temendo persecuzioni e torture nel suo paese d'origine.[15]

Chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Camp X-Ray al tramonto.

Nel dicembre 2008 inizia a essere affrontato il problema della chiusura della prigione, dopo che il neoeletto presidente Barack Obama ha manifestato tale intenzione.[16] Il 21 gennaio 2009 il presidente statunitense firmò l'ordine di chiusura del carcere (ma non della base militare), che doveva essere smantellato entro l'anno. A più di cinque anni di distanza, ciò non è ancora avvenuto.[17] Anche a seguito del voto contrario del Senato degli Stati Uniti, il quale con 80 voti sfavorevoli e 6 favorevoli ha respinto il piano di chiusura il quale prevedeva un costo di circa 80 milioni di dollari.[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Prigionieri talebani, ponte aereo verso la Corte marziale USA
  2. ^ Taliban in catene nella base USA
  3. ^ Guantanamo? "Un capitolo triste nella storia americana" (Obama)
  4. ^ I prigionieri incappucciati nelle gabbie di Guantanamo
  5. ^ Guantanamo, 14 prigionieri tentano il suicidio
  6. ^ Names of the Detained in Guantanamo Bay, Cuba
  7. ^ GUANTANAMO
  8. ^ Suspected Taliban commander held at Guantanamo Bay dies after exercising
  9. ^ Taliban in catene nella base Usa
  10. ^ GUANTANAMO
  11. ^ Mary Robinson joins the call to Counter Terror with Justice
  12. ^ (EN) - Statement of high commissioner for human rights on detention of Taliban and Al Qaida prisoners at U.S. base in Guantanamo bay, Cuba
  13. ^ Da Guantanamo ad Abu Ghraib
  14. ^ Amnesty International: rapporto 2006 sugli Stati Uniti d'America
  15. ^ Corriere della sera. URL consultato il 29/10/2007.
  16. ^ Guantanamo, l'Europa accoglie i detenuti - repubblica.it
  17. ^ FoxNews Failure to Close Guantanamo Could Haunt Obama - FoxNews
  18. ^ http://www.ilpost.it/2013/05/01/obama-e-guantanamo/] - ilpost.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maddalena Oliva, Fuori Fuoco. L'arte della guerra e il suo racconto, Bologna, Odoya 2008. ISBN 978-88-6288-003-9.
  • Carlo Bonini, Guantanamo. Usa, viaggio nella prigione del terrore, Torino, Einaudi 2004. ISBN 88-06-16809-6

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Racconta la storia vera della detenzione nel campo di Guantanamo Bay di tre giovani inglesi catturati in Afghanistan nel 2001 e ritenuti - a torto - militanti di Al Qaida. I tre giovani (Ruhal Ahmed, Asif Iqbal e Shafiq Rasul) vennero rilasciati solo nel 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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