Al-Shabaab

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Bandiera di Stato di Al-Shabaab. La scritta araba, rozzamente tracciata in alto, riproduce la prima parte della shahada (Lā ilāh illā Allāh, ossia "Non c'è divinità se non Allāh", mentre nel cerchio sottostante figura, curiosamente partendo dal basso verso l'alto, la seconda parte dell'attestazione di fede islamica (Muḥammad rasūl Allāh, ossia "Maometto è l'Inviato di Allāh")

In lingua somala al-Shabaab (in italiano "i Giovani", parola originata dall'arabo al-Shabāb, La Gioventù), anche noto come ash-Shabaab, Hizbul Shabaab (dall'arabo Ḥizb al-Shabāb, Partito della Gioventù), e Movimento di Resistenza Popolare nella Terra delle Due Migrazioni (MRP), è un gruppo insurrezionale islamista attivo in Somalia. Il gruppo si è sviluppato a seguito della sconfitta dell'Unione delle Corti Islamiche (UCI) ad opera del Governo Federale di Transizione (GFT) e dei suoi sostenitori, in primo luogo i militari dell'Etiopia, durante la guerra in Somalia. È la cellula somala di al-Qāʿida, formalmente riconosciuta nel 2012[1]. Da numerosi governi e servizi di sicurezza occidentali è considerata un'organizzazione terroristica. Nel giugno 2012 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha posto delle taglie su numerosi capi del gruppo[2].

Uno degli obiettivi primari del gruppo è la istituzione della regola della sharīʿa come legge delle Stato somalo; altri fini sono la cacciata dei soldati stranieri dalla Somalia, soprattutto le forze etiopi alleate del governo, ma anche la forza internazionale di pace AMISOM, e il rovesciamento del Governo Federale di Transizione (GFT).

Nel 2012 al-Shabaab controlla ancora vaste zone delle regioni meridionali della Somalia, in cui pare abbia imposto la sharīʿa[3]. La sua forza nel Maggio 2011 era stimata a 14.426 guerriglieri[4]. Comunque l'organizzazione negli ultimi tempi è entrata in crisi: nel Febbraio 2012 vari suoi leader hanno avuto forti screzi con al-Qāʿida[5] a causa dell'ingresso di Al-Shabaab al suo interno, e hanno perso terreno[6], inoltre molti dei suoi più alti capi sono stati assassinati. Nell'Agosto 2011 le truppe del Governo Federale di Transizione e dell'AMISOM sono riuscite a catturare tutti i membri di Al-Shabaab presenti a Mogadiscio. In più ci sono state molte defezioni in favore del governo, tanto che nel 2012 la forza dell'organizzazione conta su un numero di militanti compreso tra i 4.000 e i 6.000[7].

Il termine Shabaab è comune nel mondo islamico per gruppi giovanili.

La formazione comprende un periodo di sei settimane di corso di base. Alcuni sono stati inviati per la formazione avanzata in Eritrea per le tattiche di guerriglia e di esplosivi.

Alcuni finanziamenti per Al-Shabaab provengono dalle attività dei pirati somali[8].

Organizzazione e leadership[modifica | modifica sorgente]

Bandiera dell'Unione delle Corti Islamiche, da cui è nata Al-Shabaab (le scritte arabe sono quelle della shahada).

Da quando ne è diventata una cellula, l'organizzazione di Al-Shabaab ha come leader supremo il capo di al-Qāʿida Ayman al-Zawahiri; tuttavia, chi ne sia il comandante in Somalia non è del tutto chiaro. Infatti la struttura di comando sta diventando sempre più decentralizzata. Il capo di Al-Shabaab prende il nome di emiro. Il primo fu Aden Hashi Farah "Eyrow", che fu nominato dal leader spirituale del gruppo Hassan Dahir Aweys, che al momento della fondazione del gruppo era uno dei capi dell'Unione delle Corti Islamiche. Dopo la sua morte ad Aden Hashi succedette Sheikh Mukhtar Robow, detto "Abu Mansur", a sua volta sostituito da Moktar Ali Zubeyr "Godane".[9]. Nel Dicembre 2010 Al Qaeda sostituì quest'ultimo con Ibrahim al-Afghani[10], ma Al-Shabaab non riconobbe la scelta e Godane continuò a svolgere le sue funzioni di emiro. Aweys tuttavia criticò aspramente Godane e di fatto, anche se non ci sono mai state in merito dichiarazioni ufficiali, Al-Shabaab si è spaccata in una fazione straniera guidata da Godane ed una nazionale comandata da Aweys.

Leader[modifica | modifica sorgente]

Emiri:

Altri leader:

Presenza di stranieri[modifica | modifica sorgente]

Al-Shabaab ha da tempo tra le sue fila un buon numero di miliziani stranieri, soprattutto nelle posizioni di comando[18]. Guerriglieri del Golfo Persico e jihadisti internazionali sono stati chiamati a partecipare alla guerra santa di Al-Shabaab contro il governo somalo ed i suoi alleati etiopi. Sono stati loro ad introdurre in Al-Shabaab la tecnica degli attentati suicidi, cui inizialmente il gruppo non ricorreva[19][20]. Un rapporto dell'ONU del 2006 ha indicato Iran, Libia ed Egitto come principali sostenitori degli estremisti islamici.

Nata inizialmente come organizzazione fortemente nazionalistica, in seguito Al-Shabaab si è ridefinita come gruppo islamista estremista fautore di un jihad internazionale. La strategia del reclutamento di stranieri è stata attuata anche negli Stati Uniti, dove esponenti del gruppo hanno cercato di reclutare all'interno delle locali comunità islamiche[21]. Dal 2007 sono stati reclutati oltre 40 fondamentalisti islamici statunitensi[21]. Quasi sempre questi stranieri sono impiegati non solo militarmente, ma anche per svolgere attività di propaganda. Spesso compaiono in video in cui cercano di convincere i musulmani, specie i giovani, a partecipare alla lotta islamista, come nel caso dello statunitense Abu Mansoor Al-Amriki[22]. Non di rado agenti dell'organizzazione sono attivi nelle moschee o in settori del commercio perfettamente legali, con lo scopo di arruolare nuovi militanti e raccogliere fondi per proseguire la lotta armata, e questo avviene negli Stati Uniti e, in generale, all'estero.[22].

La maggior parte dei membri stranieri di Al-Shabaab proviene da Yemen, Sudan, Costa Swahili, Afghanistan, Arabia Saudita, Pakistan e Bangladesh. Nel 2010 il loro numero complessivo era stimato tra le 200 e le 300 unità. Caso diverso è quello dei somali tornati dai paesi in cui erano emigrati, quasi sempre occidentali, per entrare nell'organizzazione e partecipare alla jihad: sempre nel 2010 si stimava fossero circa 1000[23]. Tra questi il più importante è sicuramente Fuad Mohammed Khalaf "Shangole", somalo trasferitosi in Svezia e ritornato nel paese d'origine per entrare nell'Unione delle Corti Islamiche e poi in Al-Shabaab. Molti guerriglieri vengono da minoranze etniche emarginate delle campagne della Somalia meridionale[24].

Nel 2012 è stato notato come Al-Shabaab stesse attraendo un numero crescente di musulmani da poco convertiti provenienti dal Kenya, paese prevalentemente cristiano. Addirittura, pare che i combattenti kenyoti costituiscano il 10% del totale delle forze del gruppo[25]. Sono chiamati dai membri storici di Al-Shabaab Mujaheddin kenyoti,[26]; si tratta spesso di giovani appartenenti alle classi più povere del Kenya, e questo li rende particolarmente sensibili alle attività di propaganda e reclutamento svolte da Al-Shabaab. Un kenyota pentito, ex membro di Al-Shabaab che ora collabora con la polizia del Kenya, ritiene che la formazione terroristica impieghi i kenyoti per fare il lavoro sporco, ossia gestire le azioni più pericolose, in modo tale che i membri storici del gruppo restino indenni[26]. Si ritiene che le regioni musulmane costiere di Kenya e Tanzania, la cd. Costa Swahili, come Mombasa e Zanzibar, siano zone particolarmente esposte al reclutamento[25].

I membri afghani ed iracheni, così come i somali addestrati in Afghanistan, giocano un ruolo importante nell'organizzazione e occupano posti di alto livello in forza della loro superiore esperienza nel combattimento. Grazie alle loro abilità, spesso questi comandanti conducono l'opera di indottrinamento dei nuovi membri e li addestrano all'utilizzo di esplosivi, a tecniche di attacchi suicidi e nelle attività di assassinio e rapimento di esponenti del governo, giornalisti, cooperanti umanitari e funzionari civili[23].

Leader stranieri[modifica | modifica sorgente]

Segue una lista dei principali leader stranieri dell'organizzazione[27]:

  • Fazul Abdullah Mohammed, kenyota, nominato da Osama bin Laden capo di al-Qāʿida nell'Africa Orientale alla fine del 2009. Si muove tra i paesi dell'area con facilità. Per anni si è nascosto con l'Unione delle Corti Islamiche e Al-Shabaab. Considerato il capo militare di Al-Shabaab, è stato ucciso l'8 giugno 2011 dall'esercito somalo[28]
  • Muhammad Abu Fa'id, saudita, principale finanziatore e manager di Al-Shabaab
  • Abu Mansoor Al-Amriki, vero nome Omar Hammami. Statunitense convertito alla causa del jihad ed entrato negli Shabaab nel 2006. Rapidamente giunto ai vertici dell'organizzazione, è comandante militare, reclutatore, finanziatore e propagandista. Appare in numerosi video a fini di reclutamento.

Designazione come movimento terroristico[modifica | modifica sorgente]

Al-Shabaab è considerata un gruppo terroristico da Australia[29], Canada[30], Norvegia[31], Svezia, Svizzera[32], Regno Unito[29] e Stati Uniti[33].

Storia e attività[modifica | modifica sorgente]

Questa mappa mostra la crescita dell'espansione territoriale di Al-Shabaab dal 31 gennaio 2009 al Dicembre 2010. Comunque, nel dicembre 2012 le aree controllate dall'organizzazione sono considerevolmente ridotte rispetto ai 2 anni precedenti

Al-Shabaab nacque nel 2006 come movimento giovanile estremista all'interno dell'Unione delle Corti Islamiche[34]. Dopo la sconfitta e la dissoluzione dell'Unione, avvenute nel Dicembre 2006, questa ala giovanile emerse come gruppo autonomo e si rivolse a più ampi strati della società, assumendo così una struttura organizzativa più complessa e perdendo l'identità originaria di organizzazione eminentemente giovanile. Il nucleo originario di Al-Shabaab è costituito da veterani dell'Unione delle Corti Islamiche che avevano combattuto e sconfitto nella Seconda Battaglia di Mogadiscio gli storici signori della guerra di Mogadiscio, riuniti nell'Alleanza per la restaurazione della pace e dell'anti-terrorismo[35]. Alcuni membri storici sostengono che il gruppo fosse attivo già nel 2004.

Sostanzialmente, Al-Shabaab prese il posto dell'Unione nella lotta contro il Governo Federale di Transizione. I primi successi di rilievo si videro all'inizio del 2009 con la presa di Baidoa, principale base del governo, il 26 gennaio. Inizialmente l'organizzazione riuscì ad affermarsi con una certa rapidità ai danni del debole governo guidato dal Presidente Sharif Ahmed, ex leader dell'Unione delle Corti Islamiche ed alleato. Nel corso del 2009 Al-Shabaab colpì il governo con azioni clamorose come l'attentato suicida del 18 giugno, che nella città di Belet Uen uccise 35 persone, tra cui il Ministro dell'Interno Omar Hashi Aden[36]. Il Presidente Sharif Ahmed ha accusato Al-Shabaab di aver perpetrato l'attentato all'Hotel Shamo del 3 dicembre 2009[37]. Durante una festa per diplomi di laurea all'Università di Mogadiscio, nella ormai piccola zona della città non invasa dagli estremisti islamici dove risiedeva il Governo, e controllata dalle forze dell'Unione Africana, un kamikaze vestito da donna si fece esplodere causando la morte di 24 persone, tra cui 15 studenti e 3 ministri del governo. Il 13 febbraio 2010, a causa delle lesioni subite, morirà anche un altro Ministro, il Ministro dello Sport. Ufficialmente Al-Shabaab ha sempre negato di aver organizzato l'attentato[38]..

Bandiera di guerra di Al-Shabaab

Nelle aree sottoposte al suo controllo, l'organizzazione ha ridotto le importazioni a basso costo di cibo, permettendo così alla produzione somala di grano, che ha generalmente un alto potenziale, di prosperare[39]. Ciò ha comportato uno spostamento di ricchezza dalle aree urbane a quelle agricole. Nel Luglio 2011 Al-Shabaab ha annunciato di aver eliminato le sue restrizioni contro l'attività dei cooperanti delle organizzazioni umanitarie internazionali[40].

Nel 2011 il colonnello John Steed, capo della divisione antipirateria ONU, si è detto convinto che Al-Shabaab stesse cercando con sempre maggiore insistenza di cooperare con altre organizzazioni criminali e soprattutto con le bande di pirati somali, a fronte della diminuzione delle sue risorse finanziarie[41]. Steed, comunque, ha riconosciuto di non avere prove certe sui legami operativi tra il gruppo fondamentalista e i pirati. Tuttavia alcuni pirati detenuti in carcere hanno rivelato a ufficiali dell'UNODC che erano per loro necessarie delle forme di cooperazione con Al-Shabaab, da quando avevano iniziato ad aumentare i loro attacchi nelle regioni meridionali della Somalia controllate dall'organizzazione terroristica. Membri di Al-Shabaab hanno compiuto estorsioni a danno dei pirati, domandando loro denaro in cambio di protezione e costringendo alcuni capi di bande di pirati ad Harardera a consegnare loro più del 20% dei ricavi dei loro futuri riscatti[42].

A partire dagli ultimi mesi del 2011 il potere di Al-Shabaab è notevolmente diminuito. Questo forte indebolimento è dovuto soprattutto all'inizio dell'Operazione Linda Nchi, un'operazione militare coordinata condotta dagli eserciti di Somalia e Kenya proprio contro Al-Shabaab. Il 25 maggio 2012 le truppe del governo somalo e quelle dell'AMISOM hanno ripreso la città di Afgoi[43], prima controllata dal gruppo terroristico, e l'11 luglio hanno conquistato anche le zone circostanti, smantellando il campo di addestramento situato nel villaggio di Laanta Bur[44]. Il 31 maggio è stato riconquistato anche il villaggio di Afmadù, di fondamentale importanza per la sua rete di strade, in grado di garantire accesso a numerose aree del paese. Tra il 28 settembre e il 1º ottobre l'esercito somalo, sempre appoggiato dall'AMISOM, ha riconquistato con una vera e propria battaglia Chisimaio[45], che Al-Shabaab aveva occupato nell'agosto 2008 ed era la loro capitale.

Il 9 dicembre 2012 le truppe governative somale, assistite dalle forze dell'AMISOM, prendono possesso anche della città di Giohar, altra roccaforte dell'organizzazione terroristica.

La formazione islamista è presente nelle regioni del sud della Somalia e mantiene vari campi di addestramento nei pressi di Chisimaio. Inoltre i suoi miliziani, nonostante il ridimensionamento dell'organizzazione, continuano a perpetrare sanguinosi attentati, specie a Mogadiscio: il 14 aprile 2013 un commando di nove terroristi attacca un tribunale uccidendo 29 civili e ferendone 58, prima di essere interamente abbattuto dalle forze di sicurezza; contemporaneamente un kamikaze fa esplodere un'autobomba davanti ad un hotel vicino all'aeroporto, uccidendo 5 persone[46]. Il successivo 5 maggio un kamikaze Shabaab a Mogadiscio lancia la propria auto contro un convoglio di funzionari governativi e diplomatici del Qatar, e si fa esplodere causando almeno 10 morti, quasi tutti civili[47].

Nel 2013 le divisione interne al gruppo si sono fatte più cruente. L'episodio più eclatante è avvenuto il 20 giugno, quando in una sparatoria si sono fronteggiati i sostenitori di Godane e quelli di Abu Mansur. Nello scontro a fuoco sono morti due potenti leader e fondatori dell'organizzazione, entrambi fiancheggiatori di Abu Mansur: Abul Hamid Hashi Olhayi e addirittura Ibrahim Al-Afghani, che tra il 2010 e d il 2011 era stato emiro, cioè capo assoluto di Al Shabaab[48].

Proprio a causa di questi frequenti e violenti scontri, il successivo 28 giugno Hassan Dahir Aweys, leader spirituale ed anch'egli tra i fondatori degli Shabaab, ha abbandonato i suoi compagni ed i territori controllati dal gruppo e si è trasferito con una milizia a lui fedele nella città di Adado, nella regione centrale di Galgudud, controllata dal governo. Tuttavia Aweys non è passato dalla parte del governo centrale di Mogadiscio, nonostante parlamentari ed anziani saggi si siano recati da lui per tentare una mediazione, per adesso senza successo[49]. Pur affiancato da alcuni suoi uomini e indisposto a collaborare, Aweys si è a tutti gli effetti consegnato alle autorità governative ed è in detenzione sotto la loro sorveglianza[50].

Defezioni[modifica | modifica sorgente]

Dal 2009 Al-Shabaab ha visto un buon numero di suoi guerriglieri, tra cui molti leader, abbandonare l'organizzazione e passare dalla parte del Governo Federale di Transizione. Nel novembre 2004, durante un'intervista concessa all'agenzia di stampa France Presse a Villa Somalia, un ex membro di Al-Shabaab disse di essere deluso dalla direzione del gruppo, affermando di aver iniziato a lottare per la formazione nel 2006 per cacciare gli invasori etiopi e di averla abbandonata il mese precedente perché disgustato dall'interpretazione dell'Islam data da Al-Shabaab. Non sono mancate defezioni eccellenti. Nel Dicembre 2009 defezionò in favore del governo il Vice Comandante di Al-Shabaab nella regione del Medio Scebeli, Sheikh Ali Hassan Gheddi, il quale sostenne che la crudeltà di Al-Shabaab nei confronti della popolazione lo avesse costretto a disertare e a schierarsi dalla parte del governo. Affermò che i membri del gruppo terroristico estorcessero denaro ai cittadini e li trattassero contro gli insegnamenti dell'Islam. Motivò ulteriormente la sua defezione con il boicottaggio praticato da Al-Shabaab contro il World Food Programme dell'ONU, convinto che un simile ostruzionismo avrebbe colpito duramente e direttamente la popolazione civile[51].

A causa del diminuire dei ricavi delle estorsioni in zone come Mogadiscio[52], delle defezioni e di altri problemi interni, Al-Shabaab si è negli ultimi anni rivolta ad altre organizzazioni terroristiche islamiche per trovare supporto, soprattutto al Qaeda ed in particolare le sue cellule in Arabia Saudita e Yemen. Da al-Qāʿida i somali hanno importato specialmente i metodi di propaganda, tra cui le canzoni rap di Abu Mansoor Al-Amriki[22].

Il fenomeno delle diserzioni da Al-Shabaab a vantaggio del governo somalo non si è comunque arrestato, anzi nel 2012 ha assunto dimensioni imponenti e sempre più estese. Nel Giugno 2012 il portavoce del Governo federale di Transizione Abdiraham Omar Osman ha annunciato che 500 militanti avevano già lasciato Al-Shabaab per combattere con le forze governative. Ha inoltre aggiunto che le defezioni stanno aumentando ogni giorno da quando l'esercito somalo ha sottratto al controllo di Al-Shabaab la città strategicamente importante di Afgoi. Il Tenente Colonnello Paddy Ankunda, portavoce dell'AMISOM, ha allo stesso modo rivelato che i comandanti militari dell'Unione Africana hanno assistito ad un numero crescente di defezioni da Al-Shabaab, segno che quest'ultima stia perendo coesione, autorità e controllo[53]. Le regole sempre più rigide di Al-Shabaab, costituite da estorsioni, punizioni spietate, uccisioni indiscriminate e coscrizione forzata di ragazzi e giovani hanno alimentato contro la formazione estremista l'ostilità delle comunità locali, incoraggiando un'ondata di diserzioni[54].

Il 5 settembre 2012 oltre 200 membri di Al-Shabaab e alcuni comandanti si sono arresi alle forze della coalizione (esercito governativo e AMISOM) nella città di Afmadow. Queste defezioni sono state interpretate come stimolo all'offensiva alleata, dato che gli ex insorti potrebbero fornire molti dettagli utili sulla strategia di combattimento della formazione integralista[55]. Il 22 settembre 2012 altri 200 militanti si sono arresi alle truppe alleate a Garsale, vicino Giohar, dopo combattimenti che hanno causato la morte di 8 insorti, tra cui due comandanti di alto grado. In un comunicato stampa l'AMISOM ha espresso la convinzione che il numero totale di diserzioni di membri di Al-Shabaab nell'area raggiungesse i 250 uomini[56].

Fusione con al-Qāʿida[modifica | modifica sorgente]

Il 9 febbraio 2012 Moktar Ali Zubeyr "Godane" ha annunciato in un video messaggio di 15 minuti che Al-Shabaab sarebbe entrata a far parte di al-Qāʿida, sotto la leadership di Ayman al-Zawahiri, e che avrebbe anche cambiato nome. Zawahiri ha approvato e ha accolto Al-Shabaab come cellula terroristica somala di al-Qāʿida in un messaggio video di risposta di 15 minuti. La fusione segue a notizie relative a contrasti interni alla leadership di Al-Shabaab[57], e coincide con notizie circa l'allontanamento di consistenti fazioni dall'organizzazione, e la partenza di più di 500 suoi combattenti dalla Somalia meridionale alla volta dello Yemen, dove al-Qāʿida stava promuovendo operazioni militari contro le truppe yemenite in una delicata fase di transizione politica del paese[58].

Contrasto interno[modifica | modifica sorgente]

La decisione della fusione non è stata accolta bene da tutti i capi di Al-Shabaab, e ha causato forti contrasti interni. Dopo l'annuncio di Godane tutti gli altri leader di Al-Shabaab si sono riuniti in una conferenza a Baidabo[59], in cui si sono rifiutati di adottare il nuovo nome dell'organizzazione, al-Qāʿida nell'Africa Orientale, e si sono accordati su una nuova strategia, che fosse concentrata sui problemi interni della Somalia. Aweys in seguito ha sostenuto che Al-Shabaab e al-Qāʿida sono soltanto piccole parti della comunità islamica e che l'ideologia di al-Qāʿida non dovrebbe essere vista come la sola, giusta parte dell'Islam[60].

Questa rivolta aperta contro al-Qāʿida ha reso più plausibile che Al-Shabaab fosse diventata pronta a qualche sorta di intesa negoziata per la pace[61]. Il 23 febbraio 2012, mentre Al-Shabaab veniva scacciata da molte sue roccaforti, Radio Mogadiscio ha annunciato che 120 leader e seguaci di Al Qaeda si sono trasferiti in aereo da Chisimaio allo Yemen[62]. Aweys è stato nominato comandante militare di Chisimaio e del sud della Somalia[63].

Operazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sparatoria al centro commerciale Westgate.

La prima operazione importante dopo la fusione con al-Qaeda è stata l'attacco al centro commerciale Westgate Mall di Nairobi, in Kenya, iniziato il 21 settembre 2013 e terminato il 24 dopo ripetuti assalti delle forze di sicurezza keniane. Molti dei morti sono stati, secondo i testimoni, uccisi per non aver saputo rispondere a venti domande inerenti il recitare versetti del Corano o i nomi del profetta Maometto[64].

Collaborazione con al-Qāʿida nel Maghreb e Boko Haram[modifica | modifica sorgente]

Secondo il generale dell'Esercito degli Stati Uniti Carter Ham, Al Shabaab, al-Qāʿida nel Maghreb islamico e il gruppo terroristico islamista nigeriano Boko Haram stavano tentando, nel Giugno 2012, di coordinare le proprie attività in termini di divisione di fondi, addestramento ed esplosivi[65]. Ham ha aggiunto di ritenere che questa collaborazione costituisse un pericolo per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e per le autorità locali[66]. Comunque, si pensa che difficilmente queste organizzazioni possano colpire gli Stati Uniti, in quanto interessate anzitutto ad imporre amministrazioni fondamentaliste nelle rispettive regioni[65].

Accuse di supporto[modifica | modifica sorgente]

Come già riportato in precedenza, vari Stati sono accusati di sostenere Al-Shabaab. Le accuse più frequenti e fondate si concentrano su Eritrea e Somaliland.

Eritrea[modifica | modifica sorgente]

Nel Dicembre 2009 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto sanzioni all'Eritrea, accusandola di armare e finanziare i gruppi paramilitari attivi nella Somalia meridionale, tra cui Al-Shabaab[67]. In particolare, carichi di armi sospettati di provenire dall'Eritrea erano stati inviati ai ribelli antigovernativi nel sud della Somalia. Inoltre pare che le truppe di pace dell'Unione Africana impegnate in Somalia abbiano catturato alcuni soldati e prigionieri di guerra eritrei[68][69]. Nel 2010 l'ONU ha accusato il governo eritreo di continuare ad offrire supporto ai gruppi ribelli della Somalia meridionale, nonostante le sanzioni già applicate contro il paese. Il governo eritreo ha negato le accuse, definendole confuse e infondate e chiedendo di fornire pubblicamente prove concrete. In risposta, un rapporto ONU ha riportato che il governo eritreo versava 80.000 dollari statunitensi al mese ad individui legati ad Al-Shabaab a Nairobi[70].

Il 5 luglio 2012 l'amministrazione Obama ha annunciato sanzioni contro il capo dei servizi segreti eritrei e un alto ufficiale dell'esercito accusati di sostenere Al-Shabaab: il colonnello Tewolde Habte Negash è accusato di provvedere ad addestrare i combattenti dell'organizzazione, mentre il colonnello Taeme Abraham Goitom organizzerebbe l'opposizione armata al governo somalo. Le sanzioni vietano di concludere affari con loro negli Stati Uniti[71]. Il 16 Luglio successivo l'ONU ha affermato di non aver rinvenuto prove di un concreto supporto eritreo ad Al-Shabaab nel 2011[72].

Somaliland[modifica | modifica sorgente]

Il Somaliland è la regione nordoccidentale della Somalia che ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza il 18 maggio 1991, ma la secessione non è mai stata riconosciuta da nessuno Stato del mondo. A partire dal 2010 hanno iniziato a circolare voci sempre più consistenti di un sostegno del Somaliland agli estremisti islamici che combattono contro il governo centrale somalo e le truppe dell'AMISOM. Molti rapporti dell'Associazione Internazionale Studi Strategici, pubblicati poco dopo le elezioni presidenziali del Somaliland del 2010, accusano il neoeletto presidente Ahmed Mohamud Silanyo di avere stretti rapporti con i gruppi fondamentalisti islamici, ipotizzando che il suo partito politico, il Kulmiye, abbia vinto le elezioni soprattutto grazie al supporto di una rete di gruppi islamisti con base all'esterno del Somaliland, tra cui Al-Shabaab[73]. Gli stessi documenti descrivono Mohamed Abdi Gaboose, nuovo Ministro dell'Interno del Somaliland, come un islamista con forti rapporti personali con Al-Shabaab, predicendo di conseguenza un futuro rafforzamento del gruppo terroristico[74].

Nel Gennaio 2011 il Puntland ha accusato il Somaliland di aver dato asilo a Mohamed Said Atom, contrabbandiere di armi e signore della guerra alleato di Al-Shabaab. Il Somaliland ha negato con forza le accuse, definendole una cortina di fumo volta a distogliere l'attenzione dalle attività del Puntland[75]. In effetti si dice che Atom e i suoi uomini abbiano trovato rifugio e assistenza medica in Somaliland dopo essere stati inseguiti dalle forze del Puntland alla fine del 2010, nell'ambito della Campagna del Galgala[76]. I servizi segreti del Puntland hanno sostenuto che oltre 70 soldati del Somaliland avessero combattuto insieme con i miliziani di Atom, incluso un noto ufficiale dell'intelligence del Somaliland morto in battaglia[77]. Nel gennaio 2011 i media del Somaliland hanno rivelato che un uomo di Atom aveva chiesto aiuto militare alle autorità del paese, e aveva negato che Atom avesse a che fare con Al-Shabaab[78].

Documenti del governo del Puntland accusano il Somaliland di sostenere finanziariamente e militarmente, e in definitiva di usare le milizie di Atom per destabilizzare il Puntland e distrarre l'attenzione dai tentativi del Somaliland di impadronirsi della regione contesa di Sol[76].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Al-Shabaab joining al Qaeda, monitor group says, CNN, 9 febbraio 2012. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  2. ^ Somali Al Shabaab camel reward for Barack Obama 'absurd', BBC. URL consultato il 12 giugno 2012.
  3. ^ Jon Lee Anderson, Letter from Mogadishu, “The Most Failed State,” The New Yorker, December 14, 2009, p. 64 abstract
  4. ^ » Sunatimes.com | Sunatimes – News, Sports, Videos and Music, Sunatimes. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  5. ^ http://www.nytimes.com/2012/02/22/opinion/divisive-alliance.html?_r=2&ref=alshabab and http://somaliareport.com/index.php/post/2896/23_February_2012_Daily_Media_Roundup
  6. ^ Al-Shabaab Withdraws From Hudur, SomaliaReport, 23 febbraio 2012. URL consultato il 7 luglio 2012.
  7. ^ ^ a b Guled, Abdi (15 June 2012). "Militants defecting to Somali side after losses". The Washington Post - World.
  8. ^ "Shabaab-Somali pirate links growing: UN adviser". Reuters. 2011-10-20
  9. ^ (SV) Johannes Cleris, Terrorutpekad till Göteborg, Göteborgs-Posten, 2 luglio 2009. URL consultato il 5 luglio 2009. [collegamento interrotto]
  10. ^ » Sunatimes.com | Sunatimes – News, Sports, Videos and Music, Sunatimes. URL consultato il 12 febbraio 2012.
  11. ^ The Rise and Fall of Mogadishu's Islamic Courts, Informaworld.com, 1º gennaio 1970. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  12. ^ APNewsBreak: Somali militant group could split, Fox News, 7 aprile 2010. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  13. ^ Schism in Al-Shabaab leadership in Somalia follows failed Ramadan offensive, jamestown.org.
  14. ^ Somalia Islamists splinter in major rift, Upi.com, 25 ottobre 2010. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  15. ^ Nation's Army in New Battles As Advance Resumes, Allafrica.com, 17 novembre 2011. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  16. ^ Security Council Committee on Somalia and Eritrea Issues List of Individuals. URL consultato il 21 maggio 2011 (archiviato il 28 giugno 2011).
  17. ^ Mohammed Ibrahim, Government Forces Fight Militants in Northeast Somalia in New York Times, 9 agosto 2010. URL consultato il 10 agosto 2010 (archiviato il 9 agosto 2010).
  18. ^ The rise of the Shabab—The Economist Dec 18th 2008 in The Economist, 18 dicembre 2008. URL consultato il 17 marzo 2010.
  19. ^ Suicide bombs kill 22 in northern Somalia, UN hit [collegamento interrotto]
  20. ^ Al-Shabaab led by "dozens of foreign jihadists, most from Arab nations", Mcclatchydc.com, 18 novembre 2008. URL consultato il 17 marzo 2010.
  21. ^ a b Alana Horowitz, Al Qaeda Group Al Shabaab Recruited Muslims Americans: U.S. Report in Huffington Post, 27 luglio 2011. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  22. ^ a b c Al Shabaab: Recruitment and Radicalization within the Muslim American Community and the Threat to the American Homeland, U.S. House of Representatives. URL consultato il 28 ottobre 2011.
  23. ^ a b Al Shabaab tries to take control in Somalia, fpri.org.
  24. ^ Ghaith Abdul-Ahad in Mogadishu, How Somalia's civil war became new front in battle against al-Qaida in The Guardian (Londra), 7 giugno 2010. URL consultato il 14 gennaio 2012.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]