Giohar

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Giohar
distretto
Jawhar
Localizzazione
Stato Somalia Somalia
Regione Medio Scebeli
Territorio
Coordinate 2°46′N 45°30′E / 2.766667°N 45.5°E2.766667; 45.5 (Giohar)Coordinate: 2°46′N 45°30′E / 2.766667°N 45.5°E2.766667; 45.5 (Giohar)
Superficie 100 km²
Abitanti 62 000 (2010)
Densità 620 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+3
Cartografia
Mappa di localizzazione: Somalia
Giohar
Luigi Amedeo, Duca d'Abruzzi, fondatore della colonia agricola

Giohar (altre dizioni: Jawhar e Johar, già Villaggio Duca degli Abruzzi poi Villabruzzi in italiano), è una città della Somalia capoluogo della regione del Medio Scebeli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondata nel 1920 dal Duca Luigi Amedeo di Savoia-Aosta come colonia agricola con il nome "Villaggio Duca degli Abruzzi", ebbe uno sviluppo notevole negli anni trenta. Vi si insediarono alcune migliaia di coloni italiani nella seconda metà degli anni trenta[1].

Il Villaggio duca degli Abruzzi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villabruzzi.

La cittadina, chiamata allora comunemente "Villaggio Abruzzi", o più comunemente Villabruzzi, divenne il centro agricolo principale della Somalia italiana durante il Fascismo, con una modesta industria alimentare collegata[2].

Il "Villaggio Duca degli Abruzzi" fu fondato a soli 50 km a nord di Mogadiscio, in una vallata fertile vicino al fiume Uebi Scebeli, e fu collegato alla capitale con una ferrovia (ora disattivata): la Ferrovia Mogadiscio-Villaggio Duca degli Abruzzi. Era situato ad 1 km a sud dell'antico villaggio di Giohar (che finì inglobato negli anni venti con i suoi 300 abitanti).

Il seguente breve saggio di Fernando Termentini sul "Villaggio Abruzzi" dà un'idea dell'apporto italiano negli anni del colonialismo. Viene tratto dal suo scritto del 2005 intitolato: "Somalia, una nazione che non esiste" :

« La perla della Somalia: il Villaggio Duca degli Abruzzi a Johar. Qui abitava una comunità di circa 10.000 abitanti, somali e italiani. Vi erano state realizzate tutte le necessarie strutture sociali, compreso il telefono, il telegrafo, una farmacia, un ufficio postale, spacci vari, scuole, una stazione dei Carabinieri, una dogana. Inoltre, nel più assoluto rispetto delle tradizioni culturali e religiose, nel villaggio, immerse nella lussureggiante vegetazione tropicale, furono anche costruite una chiesa e una moschea, il bazar e il mercato italiano, un ospedale, un cimitero cattolico e uno musulmano.A Johar venne realizzata la Sais, la Società agricola italo-somala. Fiorente centro produttivo, di cui oggi rimane solo qualche rudere risparmiato dalla follia umana. »

specialmente dopo l'inizio della guerra civile somala nel 1991.

Nel 2005 fu occupata da truppe etiopiche, che vi mantennero il legittimo "Governo Transizionale Somalo". Vi abitano ancora oltre 200 italo-somali, discendenti di coloni italiani e madri somale.

Recentemente Giohar è stata rioccupata dalle milizie islamiche e nel 2008 rimase incomunicata con il legittimo governo somalo, sostenuto dalle Nazioni Unite.

Nel gennaio 2009 il leader di una fazione moderata dell'Unione delle Corti Islamiche Sheikh Sharif Sheikh Ahmed è stato eletto capo del "Governo Federale di Transizione" e le sue truppe controllano nuovamente la martoriata Giohar.

Giohar nella Somalia indipendente[modifica | modifica sorgente]

Dopo la seconda guerra mondiale, con l'abbandono delle attività da parte dei coloni italiani, la zona perse lentamente il proprio potenziale agricolo. Il Villaggio Duca degli Abruzzi (parzialmente spopolato negli anni cinquanta e divenuto un piccolo quartiere di periferia della crescente cittadina di Giohar) cambiò nome e divenne anch'esso ufficialmente "Jowhar" nel 1960, quando il presidente Siad Barre iniziò il processo di decolonizzazione della Somalia appena diventata indipendente.

Questo processo comportò l'allontanamento di molti italo-somali dalla cittadina, con conseguente impoverimento dell'economia locale. Quando il regime socialista di Siad Barre prese il potere in Somalia, furono attuate nazionalizzazioni che minarono la produttività agricola.

Infatti la delibera del "Co-operative Act n°70" del 1973, confiscò le terre a molti coltivatori diretti e le assegnò agli Enti statali (purtroppo male diretti e gestiti) "Fanoole Rice Farm", "Mogambo Irrigation Project" e "Juba Sugar Complex".

Negli anni ottanta Jowhar divenne la capitale regionale del Banaadir, separandosi dall'amministrazione di Mogadiscio.

Dopo l'inizio della guerra civile in Somalia, nel 1991, il declino della città accelerò. Jowhar divenne una delle sedi del governo del Transitional Federal Government nel 2004. Questo comportò che la città fosse teatro di scontri per il suo controllo tra le forze governative appoggiate dalle Nazioni Unite ed i ribelli islamici nel 2006.

Battaglia di Giohar e avvenimenti recenti[modifica | modifica sorgente]

La battaglia di Giohar fu combattuta il 27 dicembre 2006 tra le forze governative del "Governo Federale di Transizione" della Somalia, appoggiato dagli Etiopi, e le milizie irregolari dell'Islamismo Fondamentalista, quasi tutte appartenenti all'Unione delle Corti Islamiche. Si risolse in una vittoria dei governativi, che riuscirono a liberare la città[3].

Il 17 maggio 2009 le milizie del gruppo integralista islamico Al-Shabaab hanno occupato la città[4] imponendo regole draconiane, tra cui il divieto delle strette di mano tra uomini e donne[5].

Il 9 dicembre 2012 l'esercito somalo, coadiuvato dalle truppe dell'AMISOM, ha ripreso la città sconfiggendo i miliziani islamici[6].

Attualmente l'economia agricola di Jowhar, che era stata molto fiorente durante il colonialismo italiano, si trova quasi completamente distrutta e la città è stata quasi completamente danneggiata dagli scontri degli ultimi anni, soprattutto a partire dal 2006.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Emigrazione italiana in Africa Orientale Italiana
  2. ^ Villaggio Duca degli Abruzzi
  3. ^ Ethiopian, Somali Troops Regain Jowhar, FOX News, 27 December 2006
  4. ^ Somali militants capture key town, BBC, 17 May 2009
  5. ^ BBC News - Somalia's al-Shabab bans mixed-sex handshakes
  6. ^ In Somalia, African Union and gov't troops take town from Islamist extremists of al-Shabab in Associated Press, 9 dicembre 2012. URL consultato il 9 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Podestà,G. Sviluppo industriale e colonialismo. Gli investimenti italiani in Africa orientale. Mondadori. Milano, 1996.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]