Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

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« Al fine di assicurare un’azione pronta ed efficace da parte delle Nazioni Unite, i Membri conferiscono al Consiglio di sicurezza la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, e riconoscono che il Consiglio di sicurezza, nell’adempiere i suoi compiti inerenti a tale responsabilità, agisce in loro nome. [...] »
(Statuto delle Nazioni Unite, capitolo V, articolo 24)
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
(EN) United Nations Security Council
(FR) Conseil de Sécurité des Nations Unies

Bandiera delle Nazioni Unite
Bandiera delle Nazioni Unite

Lingue ufficiali Francese, Inglese
Presidente del Consiglio Russia (dal marzo 2008)
Fondato il 17 gennaio 1946
Stati membri
Sedi New York, USA
Sito ufficiale http://www.un.org/sc/
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Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (in inglese United Nations Security Council, in francese Conseil de sécurité des Nations Unies) è l'organo che ha maggiori poteri delle Nazioni Unite, avendo la competenza esclusiva a decidere contro gli stati colpevoli di aggressione o di minaccia alla pace. Si riunì per la prima volta il 17 gennaio 1946 a Londra. Lo scopo del Consiglio è stabilito dall'articolo 24 dello Statuto delle Nazioni Unite, al consiglio viene conferita "la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale".

Le decisioni del Consiglio necessitano di una maggioranza di almeno nove dei quindici membri e di tutti i cinque membri permanenti, se si tratta di un voto su una questione non procedurale.

Indice

[modifica] Membri

Il Consiglio è composto da cinque membri permanenti e dieci membri non-permanenti eletti fra i paesi membri delle Nazioni Unite. Ogni anno l'Assemblea Generale elegge dieci membri non-permanenti che restano in carica per due anni. Un rappresentante di ogni paese membro deve essere costantemente presente presso la sede in modo che il consiglio possa riunirsi in ogni momento.

L'aula del Consiglio di sicurezza.

Uno stato membro delle Nazioni Unite ma non del Consiglio di sicurezza può prendere parte alle sedute del Consiglio se esso ritiene che le decisioni prese possano coinvolgere gli interessi del paese. Negli anni recenti questa norma è stata interpretata in senso molto ampio consentendo a molti paesi di partecipare alle sedute e alle discussioni. Il Presidente del Consiglio di sicurezza cambia con una turnazione mensile tra i membri seguendo l'ordine alfabetico dei paesi. Anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha un seggio presso il Consiglio di sicurezza ma non ha diritto di voto.

[modifica] Elenco completo membri

[modifica] Membri permanenti

I membri permanenti del Consiglio sono cinque, le cinque nazioni uscite vincitrici dalla seconda guerra mondiale:

[modifica] Membri non-permanenti

[modifica] Dibattito sul numero dei membri

L'ex segretario generale Kofi Annan ha incaricato un gruppo di consulenti di esporre delle raccomandazioni in merito ad una riforma del Consiglio. Una delle soluzioni proposte è quella di ampliare il numero di membri permanenti.

Nel settembre 2004 il Brasile, l'India, il Giappone e la Germania hanno concordato di appoggiarsi reciprocamente per ottenere un seggio permanente (vedi G4). Nell'ambito della riforma del consiglio dovrebbe essere ammesso anche uno stato africano, sono in discussione la Nigeria, il Sudafrica e l'Egitto. In futuro a fianco dei dieci membri permanenti è previsto che facciano parte del Consiglio quattordici membri non-permanenti. Tra i paesi che hanno fatto richiesta di divenire membri permanenti il Giappone e la Germania sono il secondo e terzo paese finanziatore delle Nazioni Unite. La Germania è anche il secondo paese, dopo gli Stati Uniti, come contributi in termini di truppe coinvolte in missioni delle Nazioni Unite. Italia e Paesi Bassi hanno suggerito, al posto della candidatura di un terzo paese europeo, l'istituzione di un seggio assegnato all'Unione Europea.

La candidatura dell'India è appoggiata da Francia, Regno Unito e Russia. L'appoggio da parte della Cina rappresenta una svolta significativa nelle relazioni tra i due paesi, considerando che l'alleato tradizionale della Cina, il Pakistan, si oppone alla candidatura dell'India.

[modifica] Decisioni

Le decisioni del Consiglio di sicurezza che riguardando decisioni sostanziali, come per esempio l'utilizzo di misure dirette per la risoluzione di conflitti, richiedono il voto positivo di nove membri, è però sufficiente il voto negativo di uno dei membri permanenti, il cosiddetto veto, per annullare la decisione. Sebbene la lettera dell'art 27 della Carta delle Nazioni Unite disponga diversamente, l'astensione non è considerata pari al veto. In base a una norma consuetudinaria ormai cristallizzata, che ha derogato al trattato, sia l'astensione che il non voto non sono considerati impedimenti all'adozione di una decisione. Lo stesso discorso non vale per l'assenza alla discussione (c.d. sedia vuota), sebbene alcune decisioni del CdS siano state prese in assenza dell'Unione Sovietica (che boicottava le riunioni per protestare contro l'assegnazione a Taiwan del seggio cinese) non si può dire che si sia consolidata una prassi in tal senso e parte della dottrina (Conforti) ritiene necessario interpretare l'assenza in maniera conforme alla volontà dello Stato. Dal 1945 i membri permanenti hanno fatto uso del diritto di veto per 279 volte.

Per l'elezione dei giudici della Corte Internazionale di Giustizia è sufficiente il voto favorevole di 8 membri e non è necessario quello dei membri permanenti.

[modifica] Misure

Il Consiglio può disporre di alcune misure, attribuite dagli artt. 40-42 della Carta delle Nazioni Unite

  • Misure provvisorie: hanno lo scopo di prevenire l'aggravarsi di una data situazione e sono inviti che però non devono pregiudicare diritti, pretese e posizioni delle Parti interessate. Nonostante opinioni diffuse e contrarie, non sono atti vincolanti o sanzionatori in senso stretto
  • Misure non implicanti uso della forza: il Consiglio può indirizzare gli Stati membri dell'ONU a certi comportamenti, che siano blandi come l'interruzione dei rapporti diplomatici, o più efficaci come blocchi economici totali ed embarghi
  • Misure implicanti l'uso della forza: azione di polizia internazionale prevista espressamente all'art.42, può essere adottata solo contro uno Stato colpevole di aggressione o minaccia di violazione della pace, o in uno Stato nel quale sia presente una guerra civile.

[modifica] Voci correlate

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