Pellagra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Un uomo affetto da pellagra

La pellagra (o peagra) è una malattia causata dalla carenza o dal mancato assorbimento di vitamine del gruppo B, in particolare niacina (vitamina PP), o di triptofano, amminoacido necessario per la sua sintesi. Questa vitamina è presente in genere nei prodotti freschi: latte, verdure, cereali. È una patologia frequente tra le popolazioni che facevano della polenta di sorgo o di mais il loro alimento base.

Colpisce principalmente persone affette da disturbi gastrointestinali o da alcolismo cronico, che interferiscono con l'assorbimento e l'assimilazione della vitamina. Anche il mais possiede questa vitamina, in una forma che però non può essere assorbita dall'intestino, se non dopo un trattamento con alcali, ad esempio la nixtamalizzazione, impiegata nella preparazione della farina per le tortillas.

Sembra che sia stata inizialmente identificata in Spagna (dove prese il nome di mal de la rosa) dal medico Gaspar Casal Julián, nel 1735. Era spesso scambiata per lebbra. Negli Stati Uniti d'America venne identificata con certezza a partire dal 1907, ma diversi dati suggeriscono che la malattia si era già manifestata negli anni venti del XIX secolo.[1] Un tempo colpiva duramente le popolazioni delle zone rurali del nord Italia e in particolare quelle più povere del Veneto orientale e del Friuli.

La pellagra è responsabile di un quadro clinico detto "delle tre D": demenza, dermatite e diarrea. In lingua inglese, lo stesso quadro assume facilmente il nome di "quadro delle quattro D" (dementia, dermatitis, diarrhea e death, "morte").

I sintomi della pellagra sono disepitelizzazione (desquamazione - perdita - della pelle) delle mani e del collo, diarrea, perdita di appetito e di peso, lingua arrossata e gonfia, depressione e ansia. Particolare rilievo hanno i sintomi neurologici, che si manifestano inizialmente come una sindrome polinevritica con disturbi principalmente sensoriali. Risultano essere associati frequenti disturbi psichici (confusione e deterioramento intellettivo) e cutanei (eritemi ed eruzioni bollose). I sintomi della pellagra subclinica possono essere erroneamente interpretati come sintomi di una malattia mentale, e se non curato, questo disturbo può portare alla morte nel giro di pochi anni.

Possibili complicanze della malattia possono essere identificate in lesioni a carico del SNC (sistema nervoso centrale, in particolare midollo spinale e tronco encefalico) con conseguenti quadri associati di ipertonia, nistagmo e sindrome piramidale.

Grande contributo alla cura della pellagra lo dette il medico cislaghese Gaetano Strambio, autore di tre trattati sulla malattia, nel XVIII secolo.

[modifica] Storia

In Italia, la malattia fu estremamente diffusa fra il XVIII ed il XIX secolo. Il termine pellagra apparve per la prima volta nel 1771, in un libro del medico Francesco Frapolli, pubblicato a Milano. Il termine fu preso dal dialetto lombardo, per indicare la caratteristica pelle ruvida causata dalla malattia.

Alla fine del XVIII secolo, era proprio l'Italia il paese più colpito, tanto che cominciarono gli interventi pubblici in merito al fenomeno: nel 1776 il governo della Repubblica di Venezia individuava la causa della pellagra che colpiva i propri contadini nei «sorghi turchi immaturi e guasti» ripescati dai terreni alluvionati.

Giuseppe II d'Asburgo fondò a Legnano, nel 1784, il primo ospedale per malati di pellagra, ma esso venne chiuso solo 12 anni dopo. Tra il 1804 e il 1805, il governo austriaco, che allora dominava quella parte d'Italia, condusse un'inchiesta sulla pellagra nelle province di Treviso e Padova, concludendo che la malattia non era né contagiosa né ereditaria, ma dipendeva «dall'abuso dell'alimento vegetabile, in particolare del granturco». È da sottolineare che i contadini della zona conducevano una dieta basata su due o tre chili di polenta al giorno, non avendo altre possibilità per nutrirsi.

In seguito all'Unità d'Italia, un'inchiesta promossa dalla Direzione di Agricoltura nel 1878 contò 97.855 casi di pellagra in 40 province dello Stato, con picchi nel Veneto, in cui era malato il 30% dei contadini. Il governo decise quindi, nel 1881, di prendere i primi provvedimenti per contrastare la malattia, finanziando la costruzione di essiccatoi per la stagionatura artificiale del mais e di cucine che migliorassero l'alimentazione dei contadini. Ma la prima legge specifica risale all'età giolittiana, quando cioè il governo prese numerose misure per incrementare il benessere all'interno della penisola: nel 1902 si rese obbligatoria la denuncia dei casi accertati.

Dal 1910 in poi, i casi non superarono i duemila all'anno, grazie al miglioramento della qualità della vita in campagna e alla diminuzione del numero di contadini, a causa dell'industrializzazione. Il Veneto rimaneva comunque in cima per il numero di malati: in questa regione, la pellagra continuerà ad essere presente anche quando in tutto il resto d'Italia sarà scomparsa.

Nel corso del XX secolo, la ricerca sulla pellagra fece grandi progressi, arrivando alla formulazione definitiva sulla sua causa: l'insufficienza alimentare, e non solo l'assunzione di mais, come si credeva in precedenza. Nel 1938, negli Stati Uniti si individuò nel lievito un fattore in grado di prevenire e curare la malattia, riconosciuto nell'acido nicotinico e chiamato "fattore PP" (Pellagra Preventing).

Oggi si è certi del fatto il mais sia un alimento scarso dal punto di vista nutritivo, ma anche che esso non è pericoloso se consumato all'interno di una dieta completa e corretta.

[modifica] Note

  1. ^ L'operato del dottor Joseph Goldberger nella lotta alla pellagra dal sito del National Institutes of Health.

[modifica] Bibliografia

  • G. Maggioni, Sulla pelle dei contadini ("Storia e Dossier" n. 45)
Strumenti personali