Henry Hazlitt

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Henry Hazlitt

Henry Hazlitt (28 novembre 18948 luglio 1993) è stato un economista statunitense, esponente della scuola austriaca, filosofo politico libertario e giornalista per diversi quotidiani tra cui The Wall Street Journal, The New York Times e Newsweek.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Henry Hazlitt nacque in una famiglia che viveva in condizioni finanziarie pessime, il padre morì quando Henry era ancora un bambino ed Hazlitt fu costretto a lasciare il college dopo un anno e mezzo per diventare giornalista. Venne accreditato come economista austriaco in una conferenza in lingua inglese.

Hazlitt è stato uno scrittore prolifico, avendo pubblicato 25 opere nella sua vita[1].

Carriera professionale[modifica | modifica sorgente]

Hazlitt è conosciuto maggiormente per la sua opera intitolata Economics in One Lesson, anche se ha pubblicato diversi libri; alcuni riguardanti l'etica, come The Foundations of Morality e The Failure of the New Economics, alcuni molto critici verso le teorie keynesiane, come ad esempio General Theory of Employment, Interest, and Money, libro fondamentale della vita di Hazlitt che smontò pezzo per pezzo le teorie di Keynes, teorie che hanno fortemente condizionato l'economia del XX secolo.

Affiliazioni[modifica | modifica sorgente]

Hazlitt fu vice presidente, nonché fondatore, del Foundation for Economic Education, e fu un giovane editorialista del periodico The Freeman.

Negli anni '40 e nei primi anni '50 fece anche parte del "circolo" di Ayn Rand[2].

Tra il 1997 e il 2002 è esistita un'organizzazione chiamata The Henry Hazlitt Foundation, che aveva come mission la divulgazione a livello internazionale delle idee libertarie, della difesa assoluta della proprietà e del libero mercato. L'organizzazione prese il nome dell'economista per il suo importante apporto alla "causa libertaria".

Ha fatto anche parte della Mont Pelerin Society.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Henry Hazlitt: A Giant of Liberty, Ludwig von Mises Institute
  2. ^ The Passion of Ayn Rand, Barbara Branden

Opere[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 109169097 LCCN: n50025840