Libertarismo

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Le Libertaire, prima pagina del numero 25 (1860)

Il libertarismo o libertarianismo di sinistra (left-libertarianism)[1] è un movimento di stampo principalmente filosofico-politico che comprende numerose scuole di pensiero, caratterizzate da differenti approcci verso politica, società, cultura e teoria politica e sociale, che sollecitano la giustizia sociale e la libertà individuale. Il libertarismo non è sinonimo di anarchia, sebbene condivida alcune componenti concettuali di questa filosofia politica, così come molte altre scuole libertariane; il libertarismo nasce all'interno del libertarianismo e rimane una delle sue subcategorie maggioritarie.

A differenza del libertarianismo di destra, i libertari credono che né sostenere né mischiare il lavoro con le risorse naturali possa essere sufficiente a generare pieni diritti di proprietà privata, affermando che tali risorse dovrebbero essere condivise in una maniera egualitaria da tutti quanti, sia "selvatiche" che possedute collettivamente. I libertari che sostengono la proprietà privata lo fanno a condizione che la ricompensa sia offerta alla comunità locale. Il libertarismo mira cioè ad una forte limitazione o ad una eliminazione del potere dello Stato e alla massimizzazione della libertà personale e politica.[2]. Il libertarismo può riferirsi generalmente a tre scuole correlate e sovrapposte tra di loro:

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Prima che il libertarianismo di destra diventasse sinonimo di "libertariano", offuscando tutte le altre correnti comprese nel gruppo, questo termine veniva utilizzato per indicare il libertarianismo di sinistra, cioè il libertarismo. Il libertarismo nasce intorno alla fine del XVIII secolo, grazie ad alcuni filosofi che hanno gettato le basi per la sua costituzione futura. Tra di essi si possono citare Thomas Paine, uno dei Padri Fondatori degli Stati Uniti d'America; Thomas Spence, teorico della proprietà collettiva; Herbert Spencer con i suoi primi scritti politici; ed infine Henry George, fondatore del georgismo.

Il libertarismo, così come derivato dal pensiero di questi filosofi, è un movimento filosofico politico che si concentra sulla singola libertà di ogni individuo, garantita da un sistema egalitario sulla proprietà delle risorse. Rispetto ai libertariani classici e quelli di destra, i libertari differiscono con la tradizione riguardo all'appropriazione originale dei beni (cioè il principio che definisce le condizioni in cui la titolarità della proprietà viene per la prima volta attribuita a qualcuno), dal momento che sostengono il diritto universale di ogni persona a possedere una parte uguale di risorse naturali. Questo principio di giustizia consente ad alcuni libertari di giustificare la distribuzione di un reddito di base incondizionato per tutti, come compensazione per l'irregolare appropriazione privata delle risorse naturali.

Scuole di pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Henry George, fondatore del georgismo

Georgismo[modifica | modifica wikitesto]

Il georgismo, fondato da Henry George durante l'Ottocento, reclina maggiormente verso la filosofia economica, afferma la proprietà comune di ciò che proviene dalla terra e dalla natura (la rendita) per ogni essere umano, sebbene coloro che producono un bene abbiano automaticamente diritto a possederlo privatamente.

George inoltre si batteva per l'imposta sul valore fondiario, dal momento che questa può generare da sola abbastanza reddito da ridurre o eliminare le altre tasse, oppure aumentare il reddito di base di ogni cittadino. Tra l'altro l'imposta in questione diminuisce il pericolo di disuguaglianza economica, in quanto verrebbe pagata principalmente dai ricchi. A cavallo del Novecento le idee di George ispirarono numerosi istituti d'economia, partiti politici e comunità a costituirsi basandosi su di esse.

Il geolibertarismo, che deriva dal georgismo, è una filosofia abbastanza recente e si propone più che altro di conciliare i principi libertariani classici con le teorie economiche di George, lasciandole invariate.

Scuola di Steiner-Vallentyne[modifica | modifica wikitesto]

Studiosi libertari contemporanei come Hillel Steiner[6], Peter Vallentyne[7], Philippe Van Parijs[8], Michael Otsuka[9] e David Ellerman[10][11] tracciano l'egalitarismo economico nel concetto liberale di autonomia dell'individuo e appropriazione della terra, fuso con georgismo e fisiocrazia riguardo alla proprietà terriera e alle risorse naturali, assumendo come punti di vista quelli di Locke e George[12][13].

Van Parijs

L'appropriazione di beni è legittima solo se tutti possiedono la stessa quantità o se la proprietà privata viene tassata per compensare le necessità di coloro che sono esclusi dalle risorse[14][15].

La scuola di Steiner–Vallentyne pone l'accento anche sulla sua interpretazione dell'originale appropriazione dei beni teorizzata dal professor Robert Nozick[16]. Essa concepisce la "selvaticità" della terra come bene comune e offerto a tutti coloro che abitano in una delimitata zona. Siccome (secondo loro) non c'è nessuna distribuzione predeterminata del terreno, non ci sono ragioni per cui si dovrebbe pensare che alcuni individui debbano possedere più degli altri, arrivando quindi a considerare le risorse una proprietà collettiva. Tuttavia la scuola di Steiner–Vallentyne rinnega la possibilità che il lavoro "mischiato" possa determinare cambiamenti decisionali sulla proprietà dei beni. Il vero problema in questa scuola di pensiero è causato dalla discordanza di idee tra i suoi stessi membri, dal momento che ognuno di loro predilige modi diversi di utilizzare la proprietà: alcuni fanno affidamento sulla richiesta e il consenso da parte della comunità, altri invece preferirebbero appropriarsi della terra in cambio di una rendita, oppure pagare le tasse sui profitti ricavati dalle risorse appropriate, o infine consentire il comune utilizzo/consumo dei prodotti in questione.

Socialismo libertario[modifica | modifica wikitesto]

Il socialismo libertario ha come obbiettivo la creazione di una società priva di burocrazia, non gerarchica, in cui non c'è proprietà privata sui mezzi di produzione.

Noam Chomsky, celebre socialista libertario

Coloro che ne fanno parte credono di poter convertire tali mezzi in beni pubblici, conservando però il rispetto della proprietà personale[17]. Essi promuovono l'associazione libera degli individui invece che un governo, e si oppongono alle relazioni sociali implicite del capitalismo come il lavoro subordinato[18].

Secondo loro si può raggiungere l'uguaglianza e la libertà tra i membri della società solo abolendo le autorità costituite che controllano i mezzi di produzione e si aggregano in una èlite per il controllo delle classi inferiori[19]. Questa scuola trova il suo senso nella democrazia diretta e in mezzi esterni come il municipalismo libertario, le assemblee cittadine, le riunioni dei lavoratori e i sindacati[20].

Tra le filosofie politiche che presentano vari tratti del socialismo libertario si possono indentificare alcune correnti anarchiche (anarco-comunismo, anarco-collettivismo, anarco-sindacalismo[21] e mutualismo[22]) e ideologie di ispirazione marxiste libertarie come luxemburgismo[23] e concilismo, infine certe categorie di socialismo utopistico[24] e anarco-individualismo.

Anarchismo di mercato di sinistra[modifica | modifica wikitesto]

Proudhon
Rothbard

Una scuola contemporanea associata a studiosi come Kevin Carson[25][26], Roderick T. Long[27][28], Charles Johnson[29], Brad Spangler[30], Samuel Edward Konkin III[31], Sheldon Richman[32][33], Chris Matthew Sciabarra[34] e Gary Chartier[35], i quali si concentrano sul valore dei mercati radicalmente liberi (mercati liberati), distinti dall'accezione comune che indica un carico di privilegi statisti e capitalistici[36].

Questi libertari affermano con decisione l'inviolabilità dei classici principi liberali di proprietà privata e libero mercato, arrivando però tramite un ragionamento logico ad identificare queste idee come anticorporativiste, antigerarchiche, per il diritto al lavoro e per l'antimperialismo nella politica estera. Tale frangia libertaria è orientata verso il mutualismo e l'anarco-individualismo di Pierre-Joseph Proudhon, o anche verso una posizione di sinistra ispirandosi a Murray Rothbard, teorico dell'anarco-capitalismo.

I Radicali Italiani, un partito di ispirazione socioliberale, elenca fra le sue ispirazioni, oltre all'antiproibizionismo e al socialismo liberale, anche questa tipologia di libertarismo, un anarchismo di mercato di sinistra ma con venature di anarcocapitalismo, seppur distante da Rothbard.[37] Tuttavia, nel Partito Radicale questa ideologia è molto sfumata, fino ad essere assorbita dalle idee più in voga[38], mentre venne posta in rilievo nell'effimero gruppo dei Riformatori Liberali, scissione dei radicali.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sundstrom, William A. "An Egalitarian-Libertarian Manifesto." Bookchin, Murray and Biehl, Janet (1997). The Murray Bookchin Reader. New York:Cassell. p. 170. Sullivan, Mark A. (July 2003). "Why the Georgist Movement Has Not Succeeded: A Personal Response to the Question Raised by Warren J. Samuels." American Journal of Economics and Sociology. 62:3. p. 612.
  2. ^ (EN) Vallentyne, Peter, "Libertarianism", The Stanford Encyclopedia of Philosophy (Fall 2010 Edition), Edward N. Zalta (ed.). In particolare sulle accezioni anglosassoni, includendo comunque quelle left.
  3. ^ Bookchin, Murray and Biehl, Janet (1997). The Murray Bookchin Reader. Cassell: p. 170. ISBN 0-304-33873-7
  4. ^ Kymlicka, Will (2005). "libertarianism, left-". In Honderich, Ted. The Oxford Companion to Philosophy. New York City: Oxford University Press. p. 516. ISBN 978-0199264797.
  5. ^ Chartier, Gary. Johnson, Charles W. (2011). Markets Not Capitalism: Individualist Anarchism Against Bosses, Inequality, Corporate Power, and Structural Poverty. Minor Compositions. pp. 1-11. ISBN 978-1570272424
  6. ^ Steiner, Hillel (1994). An Essay on Rights. Oxford:Blackwell.
  7. ^ (2000). Left Libertarianism and Its Critics: The Contemporary Debate. In Vallentyne, Peter; and Steiner, Hillel. London:Palgrave.
  8. ^ Van Parijs, Philippe (2009). Marxism Recycled. Cambridge:Cambridge University Press.
  9. ^ Otsuka, Michael (2005). Libertarianism without Inequality. New York:Oxford University Press.
  10. ^ Ellerman, David (1992). Property and Contract in Economics: The Case for Economic Democracy. Cambridge MA:Blackwell.
  11. ^ Ellerman, David (1990). The Democratic Worker-Owned Firm. London:Unwin Hyman.
  12. ^ Vallentyne, Peter (20 July 2010). "Libertarianism." Stanford Encyclopedia of Philosophy. Stanford University.
  13. ^ Vallentyne, Peter (2007). "Libertarianism and the State." Liberalism: Old and New. In Paul, Ellen Frankel; Miller, Jr., Fred; e Paul, Jeffrey. Cambridge:Cambridge University Press. p. 199
  14. ^ Rothbard, Murray N. (1982). The Ethics of Liberty. Atlantic Heights, NJ:Humanities.
  15. ^ Gaus, Gerald F. e Kukathas, Chandran (2004). Handbook of Political Theory. Sage Publications Inc. p. 128.
  16. ^ Nozick, Robert (1974). Anarchy, State, and Utopia. New York: Basic.
  17. ^ Berkman, Alexander (1929). Now and After: What Is Communist Anarchism?.
  18. ^ Chomsky, Noam (2003). For Reasons of State. India:Penguin Books. p. 376.
  19. ^ Mendes, Silva (1896). Socialismo Libertário ou Anarchismo.
  20. ^ Rocker, Rudolf (2004). Anarcho-Syndicalism: Theory and Practice. AK Press. p. 65. ISBN 978-1-902593-92-0.
  21. ^ Sims, Franwa (2006). The Anacostia Diaries As It Is. Lulu Press. p. 160.
  22. ^ A Mutualist FAQ: A.4. Are Mutualists Socialists?. Mutualist.org.
  23. ^ Murray Bookchin, Ghost of Anarcho-Syndicalism; Robert Graham, The General Idea of Proudhon's Revolution.
  24. ^ Bromley, Kent (1906). "Preface." The Conquest of Bread.
  25. ^ Carson, Kevin A. (2008). Organization Theory: A Libertarian Perspective. Charleston, SC:BookSurge.
  26. ^ Carson, Kevin A. (2010). The Homebrew Industrial Revolution: A Low-Overhead Manifesto. Charleston, SC:BookSurge.
  27. ^ Long, Roderick T. (2000). Reason and Value: Aristotle versus Rand. Washington, DC:Objectivist Center
  28. ^ Long, Roderick T. (2008). "An Interview With Roderick Long".
  29. ^ Johnson, Charles W. (2008). "Liberty, Equality, Solidarity: Toward a Dialectical Anarchism." Anarchism/Minarchism: Is a Government Part of a Free Country? In Long, Roderick T. e Machan, Tibor Aldershot:Ashgate pp. 155-88.
  30. ^ Spangler, Brad (2006). "Market Anarchism as Stigmergic Socialism".
  31. ^ Konkin III, Samuel Edward. The New Libertarian Manifesto.
  32. ^ Richman, Sheldon (23 June 2010). "Why Left-Libertarian?" The Freeman. Foundation for Economic Education.
  33. ^ Richman, Sheldon (2009). "Workers of the World Unite for a Free Market." Foundation for Economic Education.
  34. ^ Sciabarra, Chris Matthew (2000). Total Freedom: Toward a Dialectical Libertarianism. University Park, PA:Pennsylvania State University Press.
  35. ^ Chartier, Gary (2009). Economic Justice and Natural Law. Cambridge:Cambridge University Press.
  36. ^ Gillis, William (2011). "The Freed Market." In Chartier, Gary e Johnson, Charles. Markets Not Capitalism. Brooklyn, NY:Minor Compositions/Autonomedia. pp. 19–20.
  37. ^ Domenico Letizia, I meriti del libertarismo che la sinistra dovrebbe capire
  38. ^ Marco Pannella e i radicali italiani, Movimento Libertario

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]