Operaismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'operaismo o sinistra operaista è una corrente di pensiero e di ricerca marxista antiautoritaria, sviluppatasi in Italia agli inizi degli anni sessanta.

La corrente partiva dalla considerazione che la classe operaia fosse il motore dello sviluppo economico; per questo, non poteva che essere la classe operaia l'agente principale di un processo rivoluzionario, che scavalcasse le istituzioni classiche (partiti, sindacati), visti come una "gabbia". Gli operaisti teorizzavano che le masse operaie dovevano prendere coscienza della loro forza e rinunciare al lavoro, e di conseguenza perdere la loro identità. Un'autodistruzione necessaria per l'abbattimento del capitale.

Indice

Storia [modifica]

Nel 1961 Mario Tronti, Toni Negri e Raniero Panzieri, teorici del pensiero operaista, fondarono, insieme ad altri intellettuali comunisti, la rivista Quaderni rossi, che sarà la culla del pensiero operaista.

Nel 1963 dal gruppo fondatore della rivista uscirono Mario Tronti, Alberto Asor Rosa, Rita Di Leo, Romano Alquati, Toni Negri, Massimo Cacciari e altri per fondare "Classe operaia".

Nel 1969 il pensiero operaista diede origine a due movimenti politici rivali tra loro: uno più "ortodosso", Potere Operaio, e uno più movimentista, Lotta Continua.

Dopo lo scioglimento di entrambi i movimenti, nel 1976, alcuni militanti di Lc e Po entrarono a far parte della galassia di Autonomia Operaia la cui ideologia prendeva spunto proprio dalla centralità operaia, autonoma appunto sia da partiti che da sindacati. L'operaismo ebbe un suo pendant in Francia, con il gruppo Socialisme ou Barbarie, e negli Stati Uniti con la corrente di pensiero Johnson-Forest.

Definizione [modifica]

Michael Hardt e Toni Negri, intellettuali operaisti, offrono una definizione del pensiero operaista citando Marx. L'operaismo parte dal pensiero di Marx, il quale affermava che il capitale reagiva per distruggere le rivolte della classe lavoratrice. Il capitalismo è reattivo, la classe operaia è attiva.

  • Sviluppo tecnologico: alle lotte operaie, segue lo sviluppo tecnologico. «Sarebbe possibile scrivere un'intera storia delle innovazioni tecnologiche inventate dal 1830 con lo scopo unico di dotare il capitale di armi contro la ribellione della classe operaia» (Il Capitale, vol. 1, capitolo 15. sezione 2).
  • Distruzione politica: la legislazione britannica sulle fabbriche è una risposta repressiva alle lotte della classe operaia per la giornata lavorativa. «Questa formulazione, proclamazione ufficiale e riconoscimento da parte dello Stato fu un risultato della grande lotta della classe operaia» (Il Capitale, vol. 1, capitolo 10, sezione 6).

Note [modifica]


Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • Sandro Mezzadra, Operaismo, in R. Esposito et C. Galli (ed.), Enciclopedia del pensiero politico. Autori, concetti, dottrine, Laterza, Roma-Bari, 2000.
  • Gli operaisti. Autobiografie di cattivi maestri. A cura di Guido Borio, Francesca Pozzi, Gigi Roggero. DeriveApprodi, Roma, 2005.
  • L'operaismo degli anni Sessanta. Da "Quaderni rossi" a "classe operaia". A cura di Giuseppe Trotta e Fabio Milana. Saggio intoduttivo d Mario Tronti. DeriveApprodi, Roma, 2008.
  • Steve Wright, L'assalto al cielo. Per una storia dell'operaismo, Edizioni Alegre, Roma, 2008.