Carlo Lottieri

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Carlo Lottieri (2006)

Carlo Lottieri (Brescia, 6 novembre 1960) è un filosofo liberale classico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Allievo di Alberto Caracciolo, ha studiato a Genova, Ginevra e Parigi, dove ha ottenuto un dottorato di ricerca sotto la guida di Raymond Boudon, discutendo un lavoro su Idéologie et science dans la sociologie politique de Gaetano Mosca[1].

Ha collaborato con Václav Bělohradský dell'Università di Trieste. Nel maggio 2003 è divenuto ricercatore in filosofia del diritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Siena, dove ora insegna Dottrina dello Stato. Sempre nel 2003, insieme ad Alberto Mingardi e Carlo Stagnaro ha dato vita all'Istituto Bruno Leoni, un istituto che si ispira alla tradizione intellettuale di Luigi Einaudi e Sergio Ricossa, e di cui egli è direttore del dipartimento Teoria Politica. Da anni è collaboratore de Il Giornale[2].

Ha curato l'edizione di alcune opere di Bruno Leoni in lingua inglese, spagnola, francese e ceca.[3]

Insegna Filosofia del diritto e Filosofia delle scienze sociali alla Facoltà di Teologia di Lugano (Svizzera).[4]

Pensiero[modifica | modifica sorgente]

La riflessione teorica di Lottieri si sviluppa all'interno del liberalismo classico e, grazie allo studio degli autori elitisti,[5] si delinea quale critica del sistema di dominio iscritto nei regimi democratici rappresentativi e nelle loro proiezioni internazionali.[6] I primi lavori mostrano l'adesione a tale prospettiva, che rapidamente evolve grazie al contatto con il pensiero libertarian, principalmente americano.[7] È esattamente in questo senso che Piero Vernaglione rileva come la filosofia libertaria di Lottieri metta in discussione "la psicologia regolamentativa e anti-innovativa del burocrate", avverso a ogni forma di rischio e cambiamento.[8]

Il volume sulla teoria libertaria, dedicato a Murray N. Rothbard, evidenzia l'adesione ai temi classici del pensiero liberale lockiano e giusnaturalista (difesa della proprietà, del mercato, dell'autonomia negoziale),[9] ma anche il maturare di questioni che sono invece tutte interne al realismo politico europeo: specie nel confronto con autori come Carl Schmitt, Otto Brunner e, in Italia, Gianfranco Miglio.[10]

Mentre il testo sul rapporto tra economia di mercato e ordine sociale/comunitario (Denaro e comunità, del 2000) è una critica della sociologia, a cui è rimproverato di avere frainteso la natura interpersonale della moneta e delle relazioni di mercato, la monografia su Leoni pubblicata nel 2006 muove dal pensatore torinese per delineare una filosofia libertaria anche oltre la lettera stessa dell'autore di Freedom and the Law.[11] In particolare, in questa fase della riflessione Leoni viene individuato come uno studioso in grado di dare una maggiore consapevolezza filosofico-giuridica alla teoria libertaria, fino ad ora elaborata per lo più da economisti e teorici politici.[12]

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • Denaro e comunità. Relazioni di mercato e ordinamenti giuridici nella società liberale, Napoli, Guida Editori, 2000
  • Il pensiero libertario contemporaneo. Tesi e controversie sulla filosofia, sul diritto e sul mercato, Macerata, Liberilibri, 2001
  • Le ragioni del diritto. Libertà individuale e ordine giuridico nel pensiero di Bruno Leoni, Treviglio - Soveria Mannelli, Facco - Rubbettino Editore, 2006
  • Come il federalismo fiscale può salvare il Mezzogiorno, scritto con Piercamillo Falasca, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2008
  • Credere nello Stato? Teologia politica e dissimulazione da Filippo il Bello a WikiLeaks, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2011
  • Liberali e non. Percorsi di storia del pensiero politico, Brescia, La Scuola, 2013

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Idéologie et science dans la sociologie politique de Gaetano Mosca (Book, 1993) [WorldCat.org]
  2. ^ Carlo Lottieri Articoli recenti - ilGiornale.it
  3. ^ Bruno Leoni, La liberté et le droit, Paris, Les Belles Lettres, 2006; Bruno Leoni, Pravo a svoboda, Praha, Liberalni Institut, 2007; Bruno Leoni, Lecciones de Filosofía del Derecho, Madrid, Union Editorial, 2008; Bruno Leoni, Law, Liberty and the Competitive Market, con una prefazione di Richard A. Epstein, New Brunswick NJ, Transaction, 2008.
  4. ^ Facoltà di Teologia di Lugano
  5. ^ A questa fase dell’elaborazione teorica appartengono i seguenti scritti: “La catallaxie ou la loi de la jungle? La théorie sociale de Hayek et les critiques des constructivistes”, Journal des Économistes et des Études Humaines, mars 1993, pp. 43-63; "Un élitisme technocratique et libéral. L’autorité et l’État selon Mosca”, L’Année Sociologique, 1994 (ora anche in: Raymond Boudon - Mohamed Cherkaoui - Jeffrey C. Alexander, eds., The Classical Tradition in Sociology. The European Tradition, vol.II (The Emergence of European Sociology: II - The Classical Tradition [1880-1920]), London, Sage Publications, 1997, pp. 1123-172; “Élitisme classique (Mosca et Pareto) et élitisme libertarien: analogies et différences”, in: Alban Bouvier, éd., Pareto aujourd’hui, Parigi, Presses Universitaires de France, 1999, pp. 199-219.
  6. ^ Pierre Garello e Nikolay Nenovsky hanno evidenziato come negli scritti di Lottieri sull'unificazione europea, in particolare, è cruciale l'opposizione tra l'armonizzazione spontanea emergente dal basso e l'unificazione coercitiva; si veda: Pierre Garello - Nikolay Nenovsky, "Reflections on the Evolution of Institutions in Post-Communist Countries", working paper, p. 13. Un'analisi non dissimile si trova in uno studio di Josef Sima, nel quale lo studioso boemo evidenzia che “Lottieri identifica quattro superstizioni o quattro credenze erronee che sotto alla base dei tentativi di creare un nuovo Stato chiamato ‘Europa’: (1) l'idea che la libertà individuale e il policentrismo giuridico causino tensioni e, in definitiva, conflitti; (2) che il mercato derivi dall'ordine giuridico creato dallo Stato; (3) che l'esistenza di una distinta identità europea esiga la costruzione di un singolo Stato continentale; e (4) che un'Europa unificata sarebbe più armoniosa e meglio in grado di sostenere lo sviluppo delle sue componenti più povere, come quelle dell'Europa orientale" (Josef Sima, “From the Bosom of Communism to the Central Control of EU Planners”, Journal of Libertarian Studies, Vol. 16, n.1, Winter 2002, p. 64).
  7. ^ Nel 2000, dopo la pubblicazione di Denaro e comunità, sulle pagine culturali del Corriere della Sera Lottieri sarà individuato come uno degli esponenti di un liberalismo particolarmente radicale e volto a proporre una sorta di fuga dallo Stato: Dario Fertlio, "Libertari 2001: la grande fuga dallo Stato, Corriere della Sera, 30 ottobre 2000. Una disamina molto critica – al limite dell’insulto personale – di tale liberalismo libertarian si ha nella recensione che Ermanno Vitale nel 2002 dedicò al volume su Rothbard scritto a quattro mani da Lottieri assieme a Enrico Diciotti (basato su un confronto assai franco tra prospettive molto diverse): una recensione che, rivolgendosi al solo Diciotti, si chiudeva con l’invito per il futuro “ad occuparsi di un autore più interessante con un autore più interessante” (Ermanno Vitale, “Rothbard, un Trasimaco piccolo piccolo. E una modestissima proposta”, Teoria politica, XVIII, n.3, 2002, p. 189).
  8. ^ Piero Vernaglione, Il libertarismo. La teoria, gli autori, le politiche, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2003, p. 56.
  9. ^ Un riferimento garbatamente polemico alle posizioni giusnaturaliste di Lottieri si trova in Dario Antiseri (Laicità. Le sue radici, le sue ragioni, Rubbettino, p. 2010). La stessa contrapposizione è al fondo di una discussione tra i due riguardante proprio i contenuti di quel volume: http://blog.centrodietica.it/?p=2005.
  10. ^ Secondo Angelo Panebianco,questo libro di Lottieri rappresenta "una presentazione completa e approfondita del pensiero libertario nelle sue diverse varianti" (Angelo Panebianco, Il potere. lo stato, la libertà. La gracile costituzione della società libera, Bologna, il Mulino, 2004, p. 83), mentre Raimondo Cubeddu evidenzia soprattutto l'"approccio libertario ai problemi ecologici" (Raimondo Cubeddu, Politica e certezza, Napoli, Guida, 2000, p. 203).
  11. ^ In un articolo di Lafaille sono espresse alcune riserve nei riguardi delle tesi libertarie e dell'ispirazione "anarchica" della teoria del diritto di Lottieri: Frank Lafaille, "L'anarchisme juridique de Bruno Leoni", Jus Politicum, 2011, p. 37. Nella sua monografia su Leoni (L’ordine giuridico dei privati, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2008) pure Grondona sviluppa alcune critiche nei riguardi dell'interpretazione dello studioso torinese offerta da Lottieri, mentre in maggiore sintonia con le sue posizioni si trova Andrea Favaro (Bruno Leoni. Dell’irrazionalità della legge per la spontaneità dell’ordinamento, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2009, p. 225
  12. ^ A giudizio di Panebianco, nei suoi scritti sul filosofo torinese “Lottieri mostra che, contrariamente a un’opinione diffusa, le distanze fra la concezione del diritto di Leoni e quella di Hayek sono notevoli. In ogni caso non fu Hayek a influenzare Leoni ma il secondo a influenzare, almeno in parte, il primo” (Angelo Panebianco, “Introduzione” a: Antonio Masala, a cura di, La teoria politica di Bruno Leoni, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005, pp. 10-11). Per un'equilibrata analisi del volume si veda: Mauro Grondona, "Recensione a Carlo Lottieri, Le ragioni del diritto", Nuova Giurisprudenza Ligure, n.1, 2007, pp. 55-58.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]