Thomas Szasz
Thomas Stephen Szasz (inglesizzazione di Tomás István Szász) (Budapest, 15 aprile 1920) è uno psichiatra statunitense di origine ungherese.
Professore emerito di psichiatria presso lo Health Science Center, della State University di New York, sede di Syracuse. È uno dei principali critici dei fondamenti morali e scientifici della psichiatria.
È noto per i suoi due libri Il mito della malattia mentale e The Manufacture of Madness: A Comparative Study of the Inquisition and the Mental Health Movement, che espongono alcuni degli argomenti cui è più associato.
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[modifica] Gli argomenti principali di Szasz
I principali argomenti di Szasz possono essere riassunti come segue:
- Il mito della malattia mentale: è una metafora medica descrivere un disordine comportamentale, come la schizofrenia, come una "malattia" o un "disagio". Se le persone si comportano e pensano in modi disturbanti, questo non significa che hanno una malattia. Per Szasz, le persone con malattie mentali hanno un "malattia falsa". La schizofrenia è "Il Simbolo Sacro della Psichiatria", secondo un altro suo libro. Per essere una vera malattia, l'entità dev'essere in qualche modo misurabile, verificabile in modo scientifico. Secondo Szasz, la malattia deve poter essere rilevata sul tavolo dell'autopsia e avere una definizione patologica invece che essere votata a esistere dai membri della American Psychiatric Association. Le malattie mentali sono "come" le malattie, argomenta Szasz, mettendo la malattia mentale in una categoria di linguaggio semantico metaforico. La psichiatria è una pseudoscienza che parodizza la medicina usando parole che suonano come mediche inventate in oltre 100 anni. Per essere chiari, un cuore infranto e un attacco di cuore appartengono a due categorie completamente diverse. Gli psichiatri non sono che "medici dell'anima" che hanno a che fare con "problemi di vita" spirituali che da sempre hanno messo in difficoltà le persone. Thomas Szasz afferma che la psichiatria, tramite varie leggi sulla Salute Mentale è diventata la religione secolare di Stato. La psichiatria è un sistema di controllo sociale, non una scienza medica, secondo il Dottor Szasz. La nozione che la psichiatria biologica sia una scienza reale o una branca della medicina è stata affrontata anche da altri critici. L'attore Tom Cruise è stato molto esplicito recentemente sulla sua filosofia antipsichiatrica,[1] e si ritiene che abbia adottato quest'ultima dal Dottor Szasz[2].
- Separazione tra la psichiatria e lo stato: se accettiamo che la "malattia mentale" è un eufemismo per comportamenti disapprovati, allora lo Stato non ha il diritto di obbligare questi individui a "trattamenti" psichiatrici. Similmente, lo Stato non dovrebbe avere il potere di interferire in pratiche di salute mentale tra adulti consenzienti (ad esempio, controllando legalmente la fornitura di sostanze psicotrope o psicofarmaci). La medicalizzazione di stato produce uno "Stato terapeutico", che in un caso estremo portò al genocidio nazista contro Ebrei, Rom, omosessuali e altri "indesiderabili".
- Presunzione di competenza: come i sistemi legali funzionano secondo la presunzione che una persona sia innocente fino a che non venga provata la sua colpevolezza, gli individui accusati di crimini non dovrebbero essere presunti incompetenti semplicemente perché un medico o psichiatra li etichetta come tali. L'incompetenza mentale dovrebbe essere stabilita come ogni altra forma di incompetenza, ovvero con mezzi puramente legali e giudiziari col diritto di essere rappresentato e di appello da parte dell'accusato.
- Controllo della Morte: in analogia al controllo delle nascite, Szasz afferma che gli individui dovrebbero essere liberi di scegliere quando morire senza interferenze mediche o statali, così come sono liberi di scegliere quando concepire senza interferenze esterne. Egli considera il suicidio come uno dei diritti fondamentali, mentre si oppone all'eutanasia sanzionata dallo stato.
- Abolizione della difesa per insanità mentale: Szasz ritiene che la testimonianza circa la competenza mentale di un imputato non dovrebbe essere ammissibile nei processi. Gli psichiatri che testimoniano in tribunale sullo stato mentale di una persona accusata hanno altrettanta voce in capitolo di un prete che testimoni sullo stato religioso dell'anima di una persona. L'insanità era una tattica legale inventata per aggirare la punizione della Chiesa, che, al tempo, includeva la confisca delle proprietà a chi commetteva un suicidio, spesso lasciando vedove e orfani in miseria. Solo una persona malata potrebbe fare una cosa simile alla propria vedova e ai propri figli, era spesso argomentato con successo. La pietà legale mascherata da medicina, ha detto Szasz. Egli sostiene che, migliorata la situazione carceraria, sia meglio scontare una pena che i giudici possono diminuire per clemenza, che non essere giudicati e rinchiusi in un manicomio criminale, dato inoltre che la maggioranza di coloro che sono giudicati "infermi" o "seminfermi", pur sofferenti, sono in grado di capire le conseguenze dei loro gesti quando li compiono.
- Abolizione dell'ospedalizzazione mentale involontaria: nessuno dovrebbe essere privato della libertà a meno che non sia stato dimostrato colpevole di un crimine. Privare una persona della libertà per quello che viene chiamato il suo bene è immorale. Come una persona sofferente di cancro terminale può rifiutare il trattamento[1], così dovrebbe essere libera di rifiutare i trattamenti psichiatrici.
- Il diritto ai farmaci: il caso per un mercato libero. Sebbene Szasz sia scettico sui meriti delle sostanze psicotrope, egli è a favore della revoca della proibizione delle droghe. "Poiché abbiamo un mercato libero per il cibo, possiamo comprare tutta la pancetta, le uova e i gelati che vogliamo e possiamo permetterci. Se avessimo un mercato libero per gli psicofarmaci, potremmo comprare tutti i barbiturici, cloralio e morfina che vogliamo e possiamo permetterci". Szasz sostiene che l'argomento che la regolamentazione statale della compravendita di sostanze psicotrope a causa della loro pericolosità è insussistente, dal momento che per la maggior parte dei prodotti altamente pericolosi in commercio non esiste né viene richiesta una simile regolamentazione.
Szasz è associato al movimento antipsichiatrico degli anni 1960 e 1970. Ha però negato la sua appartenenza ad esso, dal momento che non è contrario alla pratica della psichiatria se questa non è coercitiva. Ritiene che la psichiatria dovrebbe essere un servizio contrattuale tra adulti consenzienti senza coinvolgimento statale. È favorevole all'abolizione dell'ospedalizzazione non volontaria per le malattie mentali, che considera un crimine contro l'umanità che, se non contrastato, diverrà una dittatura "farmacratica".
[modifica] Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
Insieme alla Chiesa di Scientology[2], Szasz ha co-fondato il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani - Citizens Commission on Human Rights (CCHR)- nel 1969 per combattere quelli che considera crimini contro l'umanità commessi dagli psichiatri e da altri professionisti della salute mentale. In Italia l'omologo del CCHR è il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani. Come specificato dal suo sito web ufficiale, Szasz non è membro né ha alcuna affiliazione con Scientology. Nel 2003 la seguente dichiarazione, autorizzata da Szasz, fu inserita nel sito ufficiale di Szasz[3]:
"Il Dr. Szasz ha co-fondato il CCHR con lo stesso spirito con qui aveva precedentemente co-fondato, con il sociologo Erving Goffman e il professore di diritto George Alexander, la American Association for the Abolition for Involuntary Mental Hospitalization [...] I membri di Scientology hanno aderito alla battaglia di Szasz contro l'istituzione psichiatrica. Il Dr. Szasz accoglie favorevolmente l'aiuto di Ebrei, Cristiani, Musulmani o di qualsiasi altro gruppo religioso o ateo che voglia impegnarsi nella lotta allo Stato Terapeutico. Condividere questa battaglia non significa che il Dr. Szasz sostenga i principi e le cause religiose o non religiose che non sono legate alla lotta. Questo è esplicito e implicito nel lavoro del Dr. Szasz. Tutti sono i benvenuti nel partecipare alla lotta per la libertà individuale e l'autodeterminazione personale, specialmente quando questi valori sono minacciati dalle idee e dalle macchinazioni della psichiatria."[4]
[modifica] Note
- ^ In realtà in paesi come l'Italia la questione è controversa: sebbene in generale la legge 180 riconosca il diritto all'autodeterminazione e quindi al rifiuto di terapie mediche, ci sono stati casi di persone che rifiutavano di sottoporsi a particolari terapie (ad esempio, amputazione), cui il trattamento è stato imposto con la forza, tramite un Trattamento Sanitario Obbligatorio, nonostante si fosse trattato di persone giudicate "capaci" e quindi in violazione dell'articolo 32 della Costituzione.
- ^ FAQ del sito web del CCHR
- ^ Dichiarazione ufficiale dal sito di Thomas Szasz
- ^ Statement by the Owner and Producer of the Site, Thomas S. Szasz Cybercenter for Liberty and Responsibility, http://szasz.com/enemies.html, URL accessed April 9, 2007.
[modifica] Bibliografia Italiana
- «La mia follia mi ha salvato»: la follia e il matrimonio di Virginia Woolf, tr. e introduzione di Susan Petrilli, Milano: Spirali, 2009 ISBN 9788877708724 [3]
- La definizione di malattia, lo standard aureo di malattia contro lo standard fideistico di malattia, introduzione a Saverio Fortunato, Senso e conoscenza nelle scienze criminali, L'Aquila: Colacchi, 2007 ISBN 8888676392
- Farmacrazia: medicina e politica in America, tr. Francesco Saba Sardi, Milano: Spirali, 2005 ISBN 8877707011 [4]
- Il mito della malattia mentale: fondamenti per una teoria del comportamento individuale, tr. Francesco Saba Sardi, Milano: Il Saggiatore, 1966 e 1974; poi Milano: Spirali, 2003 ISBN 8877706341 [5]
- La battaglia per la salute, Milano: Spirali, 2000 ISBN 8877705620 [6]
- Prefazione a Giorgio Antonucci, Critica al giudizio psichiatrico, Dogliani: Sensibili alle foglie, 2005 ISBN 8889883014
- La teologia della medicina (PDF gratuito)
- L'Incapace. Lo specchio morale del conformismo, presentazione di Maria Grazia Amati, tr. Cristina Frua De Angeli, Milano: Spirali/Vel, 1990 ISBN 8877702834
- Schizofrenia: simbolo sacro della psichiatria, Roma: Armando, 1984
- Legge, libertà e psichiatria, tr. Ornella Pavirani Arcangeli, Milano: Giuffrè, 1984 ISBN 8814001324
- Karl Kraus e i medici dell'anima: un pioniere della critica della psichiatria e della psicoanalisi, tr. Lucio Pusci, Roma: Armando, 1982
- Sesso a tutti i costi: l'allarmante verita sulle odierne terapie sessuali. tr. Guido Viale, Milano: Feltrinelli, 1982
- Il mito della psicoterapia: la cura della mente come religione, retorica e repressione, tr. Andrea D'Anna, Milano: Feltrinelli, 1981
- La schiavitù psichiatrica, tr. Marina Bocconcelli, Milano: Il Saggiatore, 1980
- L’etica della psicoanalisi: teoria e metodo della psicoterapia autonoma, tr. Franca Di Benedetti e Giorgio Sassanelli, Roma: Armando, 1979
- Il mito della droga: la persecuzione rituale delle droghe, dei drogati e degli spacciatori, prefazione di Umberto Galimberti, Milano: Feltrinelli, 1977 ISBN 8807811553
- Prefazione a Ernst Mach, L'analisi delle sensazioni e il rapporto fra fisico e psichico, tr. Libero Sosio, Milano: Feltrinelli, 1975
- Disumanizzazione dell’Uomo: Ideologia e psichiatria, prefazione di Max Beluffi, tr. Andrea Sabbadini, Milano: Feltrinelli, 1974
- I manipolatori della pazzia: studio comparato dell'Inquisizione e del Movimento per la salute mentale in America, prefazione di Max Beluffi, tr. Camillo Pennati, Milano: Feltrinelli, 1972
- Intervista a «The New Physician» (1969), in Laura Forti (a cura di), L’altra pazzia. Mappa antologica della psichiatria alternativa, prefazione di Morton Schatzman, Milano: Feltrinelli, 1975, pp. 269-286
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Lista di libri e degli scritti di Thomas Szasz
- Thomas Szasz Socio Onorario OISM
- Sito ufficiale di Thomas Szasz (inglese)
- (Thomas Szasz Presidente Onorario)
- Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
[modifica] Audio conferenze online di Szasz
- «Principi Libertari e Prassi Psichiatriche: Sono Compatibili?»
- «La deistituzionalizzazione, l’ultimo capriccio della psichiatria»