Giulio Mozzi

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Giulio Mozzi (Camisano Vicentino, 1960) è uno scrittore e curatore editoriale italiano, docente di scrittura creativa.

Indice

Biografia [modifica]

Dal 1982 al 1989 ha lavorato nell'ufficio stampa della Federazione regionale dell'artigianato veneto (Frav/Confartigianato). Dal 1989 al 1996 ha lavorato presso la Libreria internazionale Cortina di Padova. Alla fine degli anni Novanta ha lavorato per la casa editrice Theoria. Dal 2002 al 2009 ha curato la narrativa italiana per la casa editrice Sironi, dal marzo 2008 è consulente di Einaudi Stile Libero. In rete cura il blog Vibrisse Bollettino. È attivo - e considerato - soprattutto come scrittore di racconti. Un suo racconto è stato inserito nel Meridiano Racconti italiani del Novecento curato da Enzo Siciliano.

Sono frutto del suo lavoro di scouting letterario le prime pubblicazioni di autori come Tullio Avoledo, Marco Candida, Massimo Cassani, Leonardo Colombati, Giorgio Falco, Massimiliano Nuzzolo, Antonio Pagliaro, Federica Sgaggio, Veronica Tomassini, Vitaliano Trevisan, Mariolina Venezia, Ivano Porpora.

Insieme all'artista Bruno Lorini ha creato un artista immaginario, Carlo Dalcielo, le cui opere, esposte in mostre e pubblicate in forma di libro, sono spesso di natura collettiva.

Vive a Padova.

Opere [modifica]

Raccolte di racconti [modifica]

In versi [modifica]

  • 2000, Il culto dei morti nell'Italia contemporanea (Einaudi), ora disponibile come pdf gratuito qui.
  • 2008, Le vostre mani, appese (Lulu.com).
  • 2013, Madrigali rudimentali, autoedizione digitale in Amazon.

Altre opere letterarie [modifica]

Antologie di esordienti [modifica]

Libri d'attualità [modifica]

Teoria e didattica della scrittura [modifica]

  • 1997, Parole private dette in pubblico. Conversazioni e racconti sullo scrivere (Theoria; nuova edizione aumentata, Fernandel editore 2002).
  • 1997-98 Ricettario di scrittura creativa (con Stefano Brugnolo, Theoria, nuova edizione aumentata Zanichelli 2000).
  • 2001, Lezioni di scrittura (Fernandel editore).
  • 2004-2005, (non) un corso di scrittura e narrazione, disponibile come pdf gratuito qui
  • 2009 (non) un corso di scrittura e narrazione, edizione riveduta per la stampa, Terre di mezzo.
  • 2010, Il Diario di tutti. Un esperimento di scrittura privata svolto dagli studenti delle scuole superiori della provincia di Trento, a cura di Giulio Mozzi e Amedeo Savoia, Iprase, disponibile gratuitamente presso Iprase.
  • 2011, L'insegnante in fiera. Incontri con editori al Salone del Libro di Torino 2010 e percorsi didattici sull'editoria, a cura di Giulio Mozzi e Amedeo Savoia, Iprase, disponibile gratuitamente presso Iprase.
  • 2012, Consigli tascabili per aspiranti scrittori, Terre di mezzo.
  • 2013, Reportage fotografico a parole. Un'avventura di scrittura e correzione, a cura di Giulio Mozzi e Amedeo Savoia, con un contributo di Silva Filosi, Iprase, disponibile gratuitamente presso Iprase

Altro [modifica]

Critica [modifica]

« La tecnica narrativa di Mozzi sembra strutturarsi proprio su un prioritario rifiuto di narrare, almeno se narrare significa costruire sulla pagina eventi notevoli, caratteri marcati, feticci simbolici: uscire allo scoperto, insomma, esporsi ed esporre apertis verbis una visione del mondo. Lui invece se ne sta nello spazio protetto di una presunta e perseguita mediocrità »
((Stefano Giovanardi, La Repubblica, 8 luglio 1993).)
« Il padovano Giulio Mozzi ha un suo stile, che sembra il risultato di lunghi esercizi, esperienze di vita reale e immaginaria, prove e riprove di scrittura, il frutto di una ostinata vocazione. È uno stile intensamente semplice e riflessivo, disadorno e accurato, e insieme tortuoso, insoddisfatto, non privo di ponderate bizzarrie. Il suo educato e assorto tono di voce è certo singolare, non ricorda nessuno della sua generazione (gli autori oggi fra i trenta e i quarant' anni), si sente che modula il discorso con sapiente naturalezza. Ma quel tono delicato è ingannevole. Mozzi è un coriaceo minacciato dalla fragilità »
((Alfredo Giuliani, La Repubblica, 11 aprile 1996).)
« Ho l' impressione che mescolando buaggini e momenti di intensa verità, Mozzi non faccia che obbedire alla sua mezza volontà di guarire e di alleggerirsi dell' angoscia. A volte si abbandona a stupidaggini puerili, scrive poesie velleitarie, con grande entusiasmo »
((Alfredo Giuliani, La Repubblica, 5 maggio 1999).)
« Siamo persuasi che dei nostri ex “giovani” scrittori (ora ha 49 anni), il padovano Giulio Mozzi sia l’unico in grado di darci, oggi, il grande romanzo-affresco della società e dei costumi del nostro tempo. Perché ha acutezza di visione, vastissima cultura, originalità di scrittura, intelligenza critica. E sa tratteggiare con finezza personaggi e stati d’animo »
((Giovanni Pacchiano, Il Sole 24/ore, 6 dicembre 2009.)
« Un personaggio tanto luttuoso e insieme regredito si esprime di preferenza grazie agli artifici della ripetizione e dell'accumulo; ma la prosa che ne risulta ha modo di scorrere secondo i moduli di un'oralità senza enfasi: niente abbassamenti drastici, niente garbugli o afasie. E proprio perciò torna seducente; sembra il corrispettivo di una materia psichica certo cupa e ossessiva, ma dominabile. Vi si avverte persino qualcosa di calviniano, nella frequenza dei nessi logici, dei dilemmi, delle assiduità di ragionamento; qualcosa che ricorda racconti come Giornata di uno scrutatore, Guidatore notturno, taluni testi di Palomar, però trasposti in un clima di accorato deragliamento dell'Essere. »
((Bruno Pischedda, Il Sole 24/ore, 20 febbraio 2011.)
« Spesso è difficile, e comunque non basta a dar conto delle capacità narrative di Giulio Mozzi, dire dei suoi racconti se sono belli o brutti; è uno dei sintomi della complessità e dell’originalità della sua voce. [...] La quale, oscillando tra una semplicità quasi primitiva e la sofisticazione del semplice, raggiunge un obiettivo tematico che si trova agli antipodi della semplicità, immergendo il lettore in un magma di vita interiore, denso di dubbi, nel quale diventa difficile orientarsi moralmente. »
((Matteo Giancotti, La lettura, supplemento del Corriere della sera, 8 aprile 2012).)
« La prima cosa che viene da dire, rileggendo questi racconti [La felicità terrena], è che si è di fronte ad un piccolo classico, ad un libro destinato a durare anche oltre i 16 anni dalla prima pubblicazione. Ci sono almeno quattro racconti che per ritmo, intensità, pulizia vanno annoverati tra il meglio della narrativa italiana di questi anni. »
((Nicolò Menniti Ippolito, Il Mattino di Padova, 26 aprile 2012).)

Voci correlate [modifica]

Cannibali (letteratura)