Maurizio Bettini

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Maurizio Bettini (Bressanone, 24 luglio 1947) è un filologo e antropologo italiano.

Maurizio Bettini

Maurizio Bettini, classicista e scrittore, insegna Filologia Classica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena, dove ha fondato il Centro «Antropologia e Mondo antico». Dal 1992 tiene regolarmente seminari presso il Department of Classics dell'Università della California (Berkeley). Cura la serie «Mythologica» presso Giulio Einaudi Editore e collabora con la pagina culturale de la Repubblica.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Nato il 24 luglio 1947 a Bressanone (BZ), cresce a Livorno e si forma a Pisa. Si laurea nel 1970, sotto il magistero del filologo Marino Barchiesi, all’Università di Pisa, con una tesi intitolata Grecismo e neoformazione come aspetti della creatività di Plauto. È assistente di ruolo nel 1974 presso la medesima Università, dove l’anno successivo diviene Professore Incaricato di Grammatica Greca e Latina. Sotto la supervisione del filologo tedesco Viktor Pöschl, lavora a una ricerca su Ennio all’Università Ruprecht Karl di Heidelberg. Ne sortirà il testo Studi e note su Ennio (Pisa, Giardini 1979). Nel 1981 lascia Pisa per assumere il ruolo di Professore Straordinario di Letteratura Latina presso l’Università "Ca' Foscari" di Venezia, incarico che mantiene fino al 1985, quando diviene Professore Ordinario di Filologia Greca e Latina all’Università di Siena. Fellow nel 1985 del Center for Renaissance Studies dell’Università Harvard,a Villa i Tatti, Firenze, tiene i seminari Petrarch and the the History of Art e The Portrait of the Lover, che saranno in seguito pubblicati in Italia, col titolo Il ritratto dell'amante (Torino, Einaudi 1992; ristampa 2008), e negli Stati Uniti col titolo The Portrait of the Lover (traduzione di L. Gibbs, Berkeley-Los Angeles, University of California Press 1999), infine in Francia col titolo Le portrait de l'amant(e) (traduzione di G. Bouffartigue, Paris Belin 2011). Nel 1986 fonda il Centro interdipartimentale di Studi antropologici sulla Cultura antica, meglio conosciuto come Centro Antropologia e Mondo Antico "AMA", che dirige a tutt’oggi.

L’opera filologica e antropologica[modifica | modifica sorgente]

L’approccio filologico ed ermeneutico di Maurizio Bettini alla cultura classica costituisce una decisa innovazione negli studi di genere, soprattutto per quello che riguarda la cultura romana. Pur se le sue ricerche non cessano mai di fare ricorso ai metodi della filologia classica e della linguistica storica - gli unici capaci di garantire una via d'accesso corretta al patrimonio culturale del mondo antico - il principale punto di riferimento teorico è costituito fin dagli inizi dagli studi di Emile Benveniste e Claude Lévi-Strauss, dall’impostazione della scuola de Les Annales e dall'esperienza parigina nel campo dell'antropologia del mondo greco (Jean-Pierre Vernant e Marcel Detienne soprattutto), tutto giocato sui rapporti tra testualità e conoscenze multidisciplinari. Esso permette infatti di ricostruire paradigmi culturali della classicità attraverso indagini tematiche o emblematiche, e che sfocia nella disciplina dell’Antropologia del Mondo Antico, di cui il centro omonimo (fondato e diretto da Bettini) è al momento una delle più importanti espressioni in campo internazionale. Tale indagine costruisce la possibilità di una comparatistica tra epoche culturali differenti, verso cui l’opera scientifica di Bettini tende sempre più, fino a individuare nel presente la sponda di riferimento per una misura dei mutamenti e delle persistenze culturali tra civiltà distanti. A testimoniare di tale attività interpretativa valgono testi ormai di riferimento, quali Antropologia e cultura Romana (Roma, La nuova Italia Scientifica 1986; edizione americana: Anthropology and Roman Culture, traduzione di J. Van Sickle, Baltimore, John Hopkins University Press 1991) e Le orecchie di Hermes (Torino Einaudi 2000; edizione americana: The Ears of Hermes. Communications, Images and Identity in the Classical World, trad. di W. M. Short, Ohio University Press 2011) e Nascere. Storie di donne, donnole, madri ed eroi, Torino Einaudi 1998 (traduzione inglese di L. Gibbs and E. Eisenach, Women and Weasels: Mythologies of Birth in Ancient Greece and Rome, Chicago University Press 2013) e Le orecchie di Hermes. Studi di antropologia e letterature classiche, Torino Einaudi 2000 (traduzione inglese di W. M. Short The Ears of Hermes. Communication, Images, and Identity in the Classical World, Ohio University Press 2011). A questo proposito, nel tentare di definire l’ambito disciplinare dell’Antropologia del Mondo Antico, è utile una dichiarazione dello stesso Maurizio Bettini, per cui essa sarebbe

« uno sguardo trasversale che non si limita ai testi letterari ma si allarga alle espressioni figurative, cercando ciò che sta dietro: modi di pensare, racconti tradizionali, credenze, miti. Appena laureato ho scritto un articolo sull’allodola dei romani, che apriva un discorso sulla simbologia stessa degli animali - pensiamo alle rappresentazioni dell’anima come ape o farfalla o pipistrello. È il tema degli animali come modi di pensare il mondo. Il mio primo corso americano trattava invece il mito di Anfitrione, del quale Zeus prende le sembianze per sedurre la moglie. Così accade che Anfitrione si imbatta in un altro se stesso. Come faccio a dire che io sono io? Dietro alla domanda si spalanca il grande problema dell'identità. Oppure pensiamo a un tema come la divinazione. Perché esistevano i riti di divinazione? Per sapere cosa succederà. Ma lo facciamo anche noi contemporanei con i sondaggi. Che spesso ci azzeccano, altre volte no. Ma questo non conta, perché i sondaggi, come le divinazioni, servono a legittimare un'autorità superiore. Ieri si chiamava divinità, oggi si chiama maggioranza[1] »

Il Centro Antropologia del Mondo Antico[modifica | modifica sorgente]

Nato nel 1986, il Centro interdipartimentale di studi antropologici sulla cultura antica dell’Università di Siena, fondato e diretto da Maurizio Bettini, si propone di promuovere la collaborazione scientifica tra studiosi dell'antichità classica e antropologi, e di sviluppare tra queste due discipline una prospettiva di ricerca comune che metta in evidenza gli aspetti di continuità ed evoluzione culturale fra l'antico e il moderno, coordinando in prospettiva antropologica studi storici, archeologici e filologico-letterari sul mondo antico, sviluppando o mettendo in connessione progetti di ricerca sulla cultura materiale e sull'organizzazione sociale con studi sui modelli culturali quali si ricavano dai testi e dalla documentazione letteraria. Temi privilegiati di ricerca sono lo studio del mito come categoria narrativa fondamentale della cultura, la vita quotidiana, l’iconografia e l’iconologia in prospettiva antropologica, la storia della Fortuna della cultura classica e la ripresa in chiave moderna di testi classici. Il Centro è un’eccellenza che vanta relazioni e collaborazioni internazionali con strutture, insieme alle quali stabilisce legami di cooperazione scientifica e dottorati esteri. Tra queste strutture, il Centre ANHIMA di Parigi, Il Department of Classics, University of California at Berkeley, la Divinity School of Chicago, una rete di Università che promuovono ricerche sulla scrittura mitografica, coordinata dall'Università di Lille 3, il Laboratoire d'Anthropologie Sociale di Parigi.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Saggistica[modifica | modifica sorgente]

  • Studi e note su Ennio, Pisa: Giardini, 1979.
  • Plauto. Mostellaria e Persa, traduzione e note a cura di M. Bettini, Milano: Mondadori, 1981.
  • Antropologia e cultura Romana, Roma: La nuova Italia Scientifica, 1986 (Anthropology and Roman Culture, traduzione di J. Van Sickle, Baltimore: Johns Hopkins University Press, 1991).
  • Verso un'antropologia dell'intreccio, Urbino: QuattroVenti, 1991.
  • La maschera, il doppio e il ritratto (a cura di), Bari: Laterza, 1991.
  • Il ritratto dell'amante, Torino: Einaudi, 1992 e 2008 (The Portrait of the Lover, traduzione di L. Gibbs, Berkeley-Los Angeles: University of California Press, 1999; Le portrait de l'amant(e), traduzione di G. Bouffartigue,Paris Belin 2012).
  • Familie und Verwandschaft in Rom, München: Campus Verlag, 1992.
  • Lo straniero, ovvero l'identità culturale a confronto (a cura di), Bari: Laterza, 1992.
  • Maschile / femminile. Genere e ruoli nella cultura antica (a cura di), Bari: Laterza, 1993.
  • I classici nell'età dell'indiscrezione, Torino: Einaudi, 1994 (Classical Indiscretions, traduzione di J. McManamon, a cura di R. Langlands, London: Duckworth, 2001).
  • Letteratura latina: storia letteraria e antropologia romana (a cura di), 3 volumi, Firenze: La nuova Italia, 1995; poi Limina, 4 volumi, Firenze: La nuova Italia, 2003; poi Nemora, 3 volumi, Firenze: La nuova Italia, 2006.
  • I signori della memoria e dell'oblio (a cura di), Firenze: La nuova Italia, 1996.
  • Nascere. Storie di donne, donnole, madri ed eroi, Torino: Einaudi, 1998: Premio Isola d’Elba 1998. Traduzione di L. Gibbs and E. Eisenach: Women and Weasels: Mythologies of Birth in Ancient Greece and Rome, Chicago University Press 2013
  • La grammatica latina (a cura di), 3 volumi, Firenze: La Nuova Italia, 1998.
  • Il Vangelo di Marco, traduzione di M. Bettini, in I Vangeli, Verona: Stamperia Valdonega, 2000.
  • Le orecchie di Hermes. Studi di antropologia e letterature classiche, Torino. Einaudi, 2000 (traduzione di W. M. Short, The Ears of Hermes. Communication, Images and Identity in the Classical World, Ohio Unversity Press 2011).
  • con Omar Calabrese, BizzarraMente, Milano: Feltrinelli, 2002.
  • con Carlo Brillante, Il mito di Elena, Torino: Einaudi, 2002.Traduzione spagnola di Fátima Díez Platas, El mito de Helena. Imágines y relatos de Grecia en nuestros días, Akal Madrid 2008; traduzione francese di C. Puzadoux, Le mythe d’Helène, Paris Belin 2010)
  • Francesco Petrarca sulle arti figurative. Tra Plinio e S. Agostino, Livorno: Sillabe, 2002.
  • con Ezio Pellizer, Il mito di Narciso, Torino: Einaudi, 2003. Traduzione di J. Bouffartigue, Le mythe de Narcisse, Paris Belin 2010
  • con Giulio Guidorizzi, Il mito di Edipo, Torino: Einaudi, 2004; traduzione di M. A. Castiñeiros González, El mito de Edipo. Imágines y relatos de Grecia a nuestros días, Akal Madrid 2008; traduzione di V. Jolivet, Le mythe d’Oedipe, Paris Belin 2010
  • con Luigi Spina, Il mito delle sirene, Torino: Einaudi, 2007; traduzione di J. Bouffartigue, Le mythe des Syrènes, Paris Belin 2010
  • C’era una volta il mito, Palermo: Sellerio, 2007.
  • Affari di famiglia. La parentela nella cultura e nella letteratura antica, Bologna Il Mulino 2009
  • Voci. Antropologia sonora della cultura antica, Torino: Einaudi, 2008.
  • Alle porte dei sogni, Palermo: Sellerio, 2009.
  • (con Cristiana Franco), Il Mito di Circe, Torino Einaudi 2010
  • Contro le radici, Bologna il Mulino 2012.
  • Vertere. Antropologia della traduzione nella cultura antica, Torino Einaudi 2012.
  • (con Alessandro Barbero) Straniero. L’invasore, l’esule, l’altro, Roma Encyclomedia Publishers 2012
  • Je suis l’autre? Sur les traces du double dans la culture ancienne, Paris Belin 2012

Narrativa[modifica | modifica sorgente]

  • Con i libri, Torino: Einaudi, 1998.
  • In fondo al cuore, Eccellenza, Torino: Einaudi, 2001.
  • Le coccinelle di Redún, Torino: Einaudi, 2004. (Premio Mondello 2004)
  • Autentico assassinio, Roma: Nottetempo, 2007.
  • Per vedere se, Genova Il Nuovo Melangolo, 2011.
  • Con l'obbligo di Sanremo, Torino: Einaudi, 2013.

Libri scolastici[modifica | modifica sorgente]

  • Limina, letteratura e antropologia di Roma antica, Milano: RCS Libri, 2005
  • tempo e racconto 1-2 Bruno Mondadori Edizioni Scolastiche
  • La cultura latina e autori latini La Nuova Italia Editrice
  • Togata gens, La Nuova Italia Editrice

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista a La Stampa, da La Stampa, 28 ottobre 1999

immagini d' arte 3

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]