Quinto Ennio
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« Nos sumus Romani qui fuimus ante Rudini »
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(IT)
« Sono romano io che un tempo fui di Rudiae »
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(Quinto Ennio)
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Quinto Ennio (latino: Quintus Aennius; Rudiae, 16 luglio 239 a.C. – 8 ottobre 169 a.C.) è stato un poeta, drammaturgo latino, considerato fra i padri della letteratura latina. Scrisse opere teatrali, un poema epico (gli Annales) ed altre opere di vario genere.
Indice |
[modifica] Luogo di nascita
| Per approfondire, vedi la voce Rudiae. |
Come riferito da Strabone,[citazione necessaria] Ennio nacque a Rudiae, una cittadina che - in base alla tesi più diffusa - distava pochi chilometri da Lupiae, l'odierna Lecce, e di cui rimangono ancora importanti resti archeologici. L'area salentina, chiamata dai Romani Calabria, era allora abitata dai Messapi, di probabile origine illirica, ma fortemente influenzati dalla cultura greca. Ennio si vantava di possedere tre cuori (tria corda), conoscendo il greco, il latino e l'osco.
Rudiae è da lungo tempo identificata con i resti di un centro abitato visibili presso la località "Rugge" o "Rusce", nel comune di San Pietro in Lama, a circa 3 km da Lecce. L'accenno di Ennio stesso alla lingua osca ha fatto tuttavia dubitare delle sue origini salentine o messapiche[citazione necessaria].
[modifica] Vicende biografiche
Sappiamo che militò in Sardegna durante la seconda guerra punica e che lì conobbe Catone. Dopo che questi lo portò a Roma, entrò in contatto con gli Scipioni e si trovò quindi in conflitto con l'atteggiamento di Catone, contrario all'apertura verso le altre culture. Gli Scipioni fecero ottenere ad Ennio la cittadinanza romana.
[modifica] La consacrazione poetica
Ennio, dopo aver scritto gli Annales, fu considerato poeta nazionale e iniziò a parlare con il pluralis maiestatis.
[modifica] Opere
- Annales
- Epicharmus: nome di un poeta comico che svelerebbe ad Ennio le dottrine orfico-pitagoriche
- Hevemerus: analisi realistica e a sfondo antropologico, in prosa, della divinità. Presenta la figura di Evemero, filosofo greco del IV secolo a.C., il quale sviluppò l'idea che, gli dei dell'antichità, invece che essere creature mitiche, erano di fatto personaggi storici, re ed eroi esecutori di imprese straordinarie e in seguito divinizzati.
- Hedyphagetica: catalogo di cose buone da mangiare, redatto con vena salottiera e superficiale
- Saturae: anche se non ne sappiamo nulla, comprendiamo che è una forma letteraria della satura drammatica latina
- Epigrammi: componimenti in distici elegiaci che si rifacevano a momenti particolari della vita di Ennio
- Scipio: un poemetto epico-encomiastico, del quale restano solo 14 versi, dedicato a P. Cornelio Scipione, nel quale il condottiero viene descritto come perfetto exemplum di vir romanus
- Ambracia: tragedia praetexta che celebra le gesta di Marco Fulvio Nobiliore in una spedizione contro gli Etoli nel 189 a.C., culminata nella presa della città di Ambracia.
- Tieste: un tragedia, pervenutaci in frammenti, sul tema mitologico della stirpe Atride
[modifica] Gli Annales
| Per approfondire, vedi la voce Annales (Ennio). |
Gli Annales di Ennio, prima che fosse composta l'Eneide di Virgilio, furono il poema nazionale dei Romani.
Come spiega lo stesso titolo, nel poema si narrava la storia di Roma procedendo dalle origini, anno per anno. Venne scritta in esametri, secondo il modello greco, conformemente all'atteggiamento filoellenico del circolo degli Scipioni.
L'opera originale era composta da 18 libri, suddivisi in tre gruppi da sei libri ciascuno ("esadi"): ne rimangono solo 600 versi, sui circa 15.000 che si suppone costituissero l'opera originale.
- La prima esade contiene il proemio, nel quale Ennio racconta come Omero stesso gli sarebbe apparso in sogno rivelandogli di essersi reincarnato in lui. Il racconto presenta influssi orfico-pitagorici e dei poeti greci Esiodo e Callimaco. Racconta gli eventi che vanno dalle origini fino all'invasione di Pirro (235 a.C.).
- Nella seconda esade c'è un altro proemio in cui Ennio polemizza con i suoi detrattori, che lo criticavano soprattutto per l'aver introdotto l'esametro, vantandosi di aver sprovincializzato la cultura romana. Vengono raccontati gli eventi fino alla seconda guerra macedonica.
- Della terza esade non sappiamo quasi nulla. Doveva raccontare gli eventi fino al tempo di Ennio.
[modifica] Stile e metrica
La lingua e lo stile di Ennio sono molto duttili e il poeta è in grado di utilizzare sia tonalità auliche e solennemente omeriche, sia forme piane e colloquiali.
L'esametro è usato in Ennio in maniera iconica: attraverso la metrica Ennio cerca cioè di aggiungere un'aura precisa al racconto. C'è una sovrabbondanza di metafore ed allitterazioni. L'intento iconico è alla radice sia dell'uso metrico che dell'uso retorico.
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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